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11. Basilica

Passarono pochi attima fra quando la palla di fuoco colpì la porta e quando venni circondato dai soldati-scheletri, mentre mi circondavano con la mente raggiunsi il comandante "Appena entriamo prendi 3 centurie* e vai sulle mura a bloccare quei soldati, non ucciderli disarmali soltanto e fai si che non mi dusturbino, lascia una centuria a difesa dei miei amici le altre due centurie verranno con me nel centro città" "Come lei comanda".

Appena entrati nelle mura, come una macchina perfetta le prime tre centurie ad entrare salirono le scale vicino alla porta e arrivarono sulle mura, dopo di che feci cenno alle mie due centurie di raggiungermi visto che io ero già passato la porta e loro stavano aspettando gli ordini fuori dalla porta, appena mi raggiunsero cercai di contattarli con la mente come avevo fatto prima, ma raggiungevo soltanto il comandante che stava combattendo sulle mura. Imprecai. Cercai im mio corak che evidentemente fungeva da tramite e lo vidi che mi stava raggiungendo, quando ormai era da me riuscii a contattare i soldati intorno a me "Noi dobbiamo raggiungere il centro della città e capire cosa è successo a Giacomo, quindi ci muoveremo in formazione compatta con davanti la 4° centuria e in coda la 5° io e il mio corak staremo fra le due centurie, su muoviamoci" detto questo le centurie si schierarono e iniziammo a correre lungo il castro fino ad arrivare al foro dove trovammo un contingente di soldati a bloccare l'entrata della basilica, luogo dove appunto volevo andare "4° centuria attaccateli non uccideteli" gli ordinai, mentre aspettavo che la 4° centuria sfondasse le truppe a presidio mi raggiunse una staffetta da parte del comandante "Signore il comandante comunica che le mura sono in nostro possesso e chiede ordini" "Molto bene digli di lasciare la prima centuria a presidiare la porta e di raggiungermi con le altre due" la staffetta fece il saluto militare e ripartì per avvertire il comandate. Nel frattempo la situazione davanti alla basilica non si era modificata, anche se le truppe vive erano molte meno delle mie riuscivano a tener testa alla mia centuria soprattutto perché le mie avevano l'ordine di non uccidere, non avevo tempo da perdere per cui ordinai alla mia centuria di schierarsi a cuneo e caricare. Giunto a pochi passi dai miei commilitoni urlai "4° centuria apritevi al centro" come una perfetta macchina da guerra i legionari-scheletro si aprirono al centro per farci passare e noi travolgemmo le poche truppe davanti a noi. Raggiunto l'interno della basilica potei vedere delle donne nascoste al buio, intorno a me, ma era troppo buoi per vedere più lontano di qualche metro. Iniziammo ad avanzare e a dividerci per cercare dove fosse tenuto prigioniero Giacomo. Arrivati ormai al centro della basilica sentii una ventata di vento spingermi in aria, non ricaddi a terra come un sacco di patate solo perché all'ultimo riuscii ad evocare un tappeto di edera che mi attutì la caduta, sentii un'altra folata d'aria venirmi in contro ma questa volata ero preparato e reagii deviandola con una mano e contrattaccai: staccai dei pezzi del pavimento in marmo e li inizia a scagliare nella direzione di provenienza delle costanti folate di vento che arrivavano. Il lancio del marmo era solo un diversivo perché stavo facendo scendere delle liane dal soffitto per imprigionarlo, questa mossa fortunatamente mi riuscii perché stavo esaurendo sia il marmo ai miei piedi sia le energie. Sentii un mugugno provenire da poco più avanti e per vedere chi era che mi aveva attaccato evocai una piccola fiammella nella mia mano destra e circondato dai soldati-scheletro mi avvicinai. Inizialmente vidi solo il contorno di una figura poi quando finalmente il fuoco poté illuminarli il viso lo riconobbi; era Giacomo che aveva un'espressione decisamente sorpresa sul suo viso, probabilmente molto simile alla mia.

Fate spazio alla mitica Giulia che ritorna a scrivere

Stavamo camminando da neanche mezz'ora quando ci dovemmo fermare perché Jack non riusciva più a camminare, ma sopratutto perché le braccia di Giacomo erano decisamente bruciacchiate. Ci fermammo vicino a un ruscello ai piedi della collina dove Giacomo, cercando di non farlo notare, si versò dell'acqua fresca sulle braccia per lenire il dolore per un momento la rabbia che stringeva il mio cuore si attenuò e feci per andare ad aiutarlo, ma immediatamente mi ricordai il motivo per cui ero arrabbiata con lui per questo mi rimisi a sedere in silenzio. Riprendemmo a camminare e notammo che Jack non riusciva più a camminare da solo per questo veniva portato praticamente in braccio da Giacomo, anche il suo corak stava male e non riusciva a tenere il passo; mi feci coraggio e insieme a Sofia lo prenderò in braccio. Era stranamente leggero, mi aspettavo che pesasse molto di più visto che era lungo circa 10 metri, però le mie aspettative al tatto non mi delusero infatti, come mi aspettavo, era viscido e le squame lo rendevano decisamente ruvido. Camminammo così per qualche tempo finché Giacomo no ci disse di fermaci in uno spiazzo poco più avanti, quando depose Jack a terra potei notare che le sue forti braccia erano ormai completamente ustionate e mi chiedevo come aveva fatto a trasportarlo fino a qui ci chiese se qualcuno potesse sostituirlo nel trasporto di Jack, nessuno rispose tranne Vincenzo che si offrì volontario. Stava ormai per prenderlo quando proposi di fasciargli le braccia, in questo modo almeno sarebbe stato più protetto all'inizio, mentre io e un'altra ragazza lo bendavamo lo ringraziai "grazie per aiutare Jack a portarlo lui non ci riusciva più" gli dissi con un sorriso sincero "non preoccuparti mi fa piacere aiutarlo anche se mi costa del dolore e delle ferite" mi rispose soprappensiero, gli riposi senza pensare, cosa molto strana per me, "perché accetti di provare del dolore per lui?" Lui prima di rispondermi mi guardò attento "per due semplici motivi: il primo e il più ovvio è perché non ho altre scelta, dal momento che siamo arrivati su questo mondo il nostro destino è legato al suo; secondo perché mi ispira fiducia, so di stare agendo per il meglio" mi disse semplicemente: dovete sapere che Vincenzo ha molti difetti fra cui non ascoltarti quando parli oppure non seguire mai una regola, oppure contraddirti su tutto quello che fai, ma ha un'enorme pregio ovvero quello di capire le persone e in questo era infallibile, non aveva mai sbagliato e con tutta me stessa sperai che non sbagliasse proprio questa volta.

Riprendemmo a camminare, la situazione stava diventando critica Jack ormai non si reggeva più in piedi e Giacomo era molto più avanti di noi per cercare di avvertire la città e farci mandare dei soccorsi. Ormai eravamo vicini alla città e stavamo attraversando quello che sembrava un cimitero quando Jack cadde a terra, Vincenzo fece per raccoglierlo, ma lui iniziò a fare dei strani movimenti con le braccia, immediatamente il suo corak scese dalle nostre braccia, apparentemente più in forze, e lo aiutò. Quando Vincenzo stava per sollevarlo nuovamente sentimmo un'urlo provenire da una nostra compagna che stava indicando una tomba vicino a lei, individuata la tomba vedemmo che dal terreno sotto la lapide stava uscendo un braccio e dopo alcuni attimi un'intero corpo era uscito dalla tomba. Presto notammo che da tutte le tombe stavano uscendo degli scheletri vestiti da soldati romani, se Jack avesse visto tutto questo sarebbe stato al settimo cielo visto il suo amore per tutto quello che riguardava Roma antica. Ormai molti scheletrì erano già pronti e visto che non sapevamo che intenzioni avessero qualcuno urlò "scappiamo!" in molti ci precipitammo verso Jack per raccoglierlo, ma una volta arrivati vicino a lui venimmo fermati da un cinquantina di scheletri, uno alla volta venimmo circondati e afferrati per le braccia, i nostri corak inizialmente si dimenavano e cercavano di liberarci, ma stranamente quando il serpente di Jack si avvicinava a uno di loro e gli sibilava qualcosa questi si colmavano e smettevano di dimenarsi. Vedemmo che il serpente si era affiancato a quello che sembrava un ufficiale e che due scheletri avevano afferrato è sollevato Jack. Ci avviammo verso la città tutti scortati da almeno 4 scheletri, più ci avvicinavamo alla città più aumentavano gli scheletri perché stavamo passando in mezzo a altre tombe e questo sembro rinvigorire Jack che ormai camminava benissimo da solo. Quando fummo abbastanza vicini alle mura da vedere chiaramente gli spalti sentimmo uno squillo di tromba e in pochi attimi gli spalti furono gremiti di truppe, sentimmo urlare Jack "testudo!" e immediatamente gli scheletri che ci tenevano ci lasciarono e alzarono sopra la testa lo scudo, un'attimo dopo piovve su di noi una tempesta, sembrava grandine, ma poi ricordai una farneticazione di Jack riguardo alle lance che venivano lanciate dal esercito romano e se non ricordavo male si chiamavano pila o qualcosa del genere. Vidi Jack scattare fuori la formazione che si era appena formata e stranamente nessuna lancia lo colpiva, arrivato presso la porta evoco due pareti di roccia e un tetto in arbusti per proteggersi dalle frecce, nel frattempo la formazione completa prese lentamente ad avanzare verso Jack, che nel frattempo stava evocando una sfera di fuoco che, quando fu grande come una testa, venne lanciata verso la porta. Quando la porta e la palla di fuoco furono a contatto quest'ultima esplose e lasciò solo qualche scheggia annerita di quella che prima era una porta massiccia. Pochi istanti dopo la testudo tornò a circondare Jack che scambio uno sguardo con il comandante e poi tutta la testudo entro dalla porta bruciata.
Immediatamente venimmo circondati da più o meno un quinto degli scheletri mentre due terzi si muovevano per salire sulle mura, e il restante procedeva insieme a Jack verso il centro della città. In poco tempo gli scheletri ebbero la meglio sulle truppe sulle mura le immobilizzarono e legarono, dopo di che si divisero è una parte, con l'ufficiale, scesero dalle mura e l'ufficiale fece segno agli scheletri che ci sorvegliavano di seguirlo, quindi venimmo spintonati per farci capire che dovevamo riprendere a camminare. Ci condussero fino al centro città e potei capire l'ammirazione che Jack nutriva nei confronti dei romani, una cosa era vedere delle rovine una cosa è vederli come probabilmente dovevano essere il foro e la basilica erano maestosi, venimmo condotti all'interno della basilica dove vedemmo quello che credo fosse il momento conclusivo di una "battaglia magica" visto che Jack evocò delle liane dal soffitto che imprigionarono il suo avversario. Da dove eravamo noi non si distingueva molto perché era molto buio, ma i soldati-scheletri ci condussero più vicini e quando finalmente potemmo vedere in faccia l'avversario lo riconoscemmo come Giacomo. Quando lo riconobbi anche io mi scappo un'urlo "Ma è Giacomo" mi uscì un po' troppo preoccupato per sembrare quello solo di un'amica infatti mi beccai un'occhiata stile ne perdiamo dopo da Sofia. Nel frattempo Jack si era girato verso di noi e notammo come i suoi occhi si erano trasformati; erano uno completamente bianco e uno completamente nero.

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