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Ti aiuterò in tutto quello di cui hai bisogno

Quando finimmo di studiare, scendemmo dall'albero e ci avviammo per la classe, dove andammo a prendere le nostre cose. Lo salutai con un cenno della mano e un pensiero fisso in mente. Uscii dall'edificio sovrappensiero, non notando l'ennesima trappola progettata dai miei compagni. Quando me ne accorsi era troppo tardi. Caddi in un buco. Mi alzai all'istante, alzai la caviglia che mi faceva male e saltai con l'altra, afferrando il bordo della buca, scavata palesemente di fretta e con non curanza. I bordi erano parecchio irregolari e molto friabili, ma riuscii ad aggrapparmi e darmi la spinta necessaria con la gamba funzionante. Fui fuori dalla buca in un paio di minuti e per fortuna nessuno aveva ancora deciso di tendermi un'imboscata. Improvvisamente un pensiero mi colse alla sprovvista e afferrai il mio zaino con una mano. Lo aprii velocemente e cominciai a rovistare. Poco dopo alzai lo sguardo delusa e affranta, incontrando quello vincente dei ragazzi. - Cerchi per caso i tuoi pugnali?- mi chiese Nakamura, avvicinandosi e giocando con uno di essi. Le rivolsi un mezzo sorriso, ma non risposi, non era per niente quello che stavo cercando. - Cosa c'è? hai paura di perdere?- disse Terasaka, prendendomi in giro e imitando la voce di un bambino. Inclinai leggermente la testa, osservandolo in maniera alquanto inquietante. Scossi la testa e riportai la mia attenzione su Nakamura che sorrideva come se fosse certa di avere la vittoria in tasca. Scattai a lato, ma fui subito bloccata e quando feci lo stesso dall'altro lato, mi arresi definitivamente. Scoppiai a ridere e alzai le mani, avvicinandomi al gruppetto che mi voleva accerchiare. - Dai, su, prendimi, non posso perdere il lavoro per una scemenza del genere- dissi, abbassando lo sguardo al terreno e tendendo un braccio. Okuda si fece avanti e mi toccò delicatamente con la punta del coltello, per poi fare segno con le mani di farmi passare. Sorrisi e cominciai a correre. 

Arrivata in classe corsi al mio banco, afferrai il mio portafogli con il bedge e corsi di nuovo fuori, dove trovai la classe dispiaciuta. Appena fui fuori dal gruppo, mi voltai verso di loro e fischiai sonoramente, attirando la loro attenzione. - Comunque non mi avete presa!- esclamai, ravvivandoli. Mi tolsi il tessuto roseo e lo lasciai cadere atterra, ritornando a correre giù per la montagna. Sentii le lamentele dei miei compagni che mi inseguivano. Scoppiai a ridere e mi rifugiai nell'edificio in cui purtroppo dovevo lavorare. 

La mattina seguente entrai in classe e al posto di Korosensei e degli studenti trovai Karasuma e Irina seduti dietro alla cattedra. Mi piazzai davanti a loro e li guardai di traverso. - Si?- chiesi, interrompendo la loro discussione. - Ah, Nellie, eccoti, ti stavamo aspettando- la voce di Karasuma era troppo sfuggente per i miei gusti. - Questo era piuttosto evidente- allargai le braccia per indicare l'aula vuota. - Senti, dobbiamo cambiare i patti. Devi farti prendere non appena vedrai il loro tentativo migliore- concluse Irina, distogliendo lo sguardo e alzandosi dalla sua sedia. - Ma che dici? avevamo fatto un patto chiaro come il sole, non potete cambiarlo così, di punto in bianco. Avete detto che se mi faccio prendere ritorno nella A, e ora mi state chiedendo di fare esattamente quello che sto disperatamente cercando di evitare? non capisco- esclamai, alzando il tono di voce. - Hanno bisogno di un briciolo di speranza per abbattere Korosensei, e credo fermamente che tu gliela possa dare-. Scoppiai a ridere rumorosamente, ma poi il mio volto si fece duro e inespressivo. - Quello che gli serve è allenamento. Questo gli posso dare, solo questo e tu lo sai. Non posso dare speranza, lasciando che poi Korosensei gliela distrugga con uno schiocco di tentacoli-. Karasuma rimase in silenzio a fissarmi negli occhi, poi si alzò e raggiunse Irina sul ciglio della porta. - E' deciso, fai come ti dico, punto e basta, altrimenti sai quale è la conseguenza. Ti faremo rimettere nella A e come previsto dai patti con il preside, ti dovremo sfrattare-. Non appena i professori furono fuori afferrai una sedia e la lanciai contro una parete per la rabbia. Poi aprii la porta con uno schianto e mi diressi in cortile, dove gli studenti erano stati radunati. Mi fermai davanti a loro e fischiai, attirando la loro attenzione e i loro coltelli. "Fatelo, colpitemi e finiamola qui" pensai, cominciando a schivare le lame molto più lentamente del solito. I miei compagni evidentemente lo notarono, perché fecero una faccia strana e poi sorrisero come non mai. Improvvisamente sentii una lama colpirmi da dietro, sotto la scapola sinistra. Mi fermai e almeno altri venti coltelli mi colpirono, come per assicurarsi che non avessi altri trucchetti da mostrargli. Un sorrisino flebile si accese sul mio volto e mi voltai, scoprendo il volto di colui che aveva posto finalmente fine a quel patto. - Complimenti Nagisa, complimenti a tutti, ce l'avete fatta, ora non vi resta che continuare così, solo con un bersaglio diverso- dissi, facendomi largo tra la folla. Andai ai gradini per prendere il mio zaino e porre fine a tutto quello che avevo intorno, per dimenticarlo e continuare, ma non lo trovai appoggiato per terra, ma bensì nelle mani di Karma. - Karma, lascia il mio zaino- dissi, con tono autorevole. Lui sorrise e cominciò a scappare e ad arrampicarsi su un albero. Lo inseguii e lo raggiunsi in un attimo. - Cosa stai cercando di fare?- gli chiesi, afferrandolo per il colletto e bloccandolo su un ramo con me. - Cercando di farti ragionare. Ho sentito tutta la conversazione con Karasuma e Irina. Bene, ti sei fatta prendere e ora, cosa pensavi di fare?-. Rimasi paralizzata, mentre le sue parole mi rimbombavano nella testa insieme ai sospiri delusi dei ragazzi sotto di noi. - Andarmene, è l'unica soluzione. Karasuma e Irina continueranno a tirare fuori questa cose dei patti, che se non faccio come dicono per aiutarvi come meglio credono mi rispediranno nella A e ciò significa che dovrò anche affrontare il preside- dissi, mettendomi comoda sul ramo grosso e per fortuna stabile. - Nellie, non puoi andare avanti così, dove starai dopo, quando ti avranno sfrattata?-. Sorrisi malinconica, spaventando Okajima che fece un salto all'indietro. - So cavarmela da sola karma, non credi che mi possa essere preparata per momenti del genere?- gli chiesi sarcastica, mollando la presa sulla sua camicia. - Oh, certo che lo so, ma perché cavarsela da soli quando noi ti possiamo aiutare?-. Ci rimasi di sasso, nel vero senso della parola. - Aiutarmi? a fare cosa? a comprare l'ennesima tenda da montare sui tetti di case abbandonate? a comprare un pacchetto di cereali scaduti in offerta? a fare l'insegnante?- sbottai furiosa e triste - Eh Karma, aiutarmi a fare cosa?- chiesi ancora, più fredda che mai. Sentii le lacrime scorrermi lungo le guance e non appena me ne accorse mi nascosi nella gambe, impotente di fare qualsiasi altra cosa. Improvvisamente delle braccia familiari mi avvolsero, sollevandomi la testa con due dita. - Ti aiuterò a fare tutto quello di cui hai bisogno-. Mi sorrise e mi asciugò le lacrime. 

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