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Alma

Sentii freddo. Ogni volta che sentivo freddo era perché non ero coperta a sufficienza o perché stavo male. Era la prima opzione.
Fregai la parte di coperta ad Alex, il quale però non obbiettò né fece qualcos'altro perché, solo dopo aver tastato la sua parte e acecso la luce, mi resi conto che se ne era andato avvisando con un bigliettino la sua posizione. Il distretto di polizia.

Beh almeno sai dov'è

Sì, questo è positivo ma voglio averlo qui vicino a me...

Ce lo avrai sicuramente fra poco... Ora torna a dormire

Va bene, mamma.

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Quando mi risvegliai, avevo un braccio sopra l'addome che pesava quanto una roccia e la sua testa riccioluta fra i miei seni.

<Alex... Alex... Ti sposti?> sussurrai al suo orecchio cercando di svegliarlo il più dolcemente possibile. <Alexander Schulze il tuo sergente ti sta chiamando da venti minuti!>

Balzò in piedi come se un'ape l'avesse punto e io scoppiai a ridere come una deficiente. <Ma qui non c'è nessuna chiamata!> sbraitò guardando il cellulare con fare confuso <Tu... Brutta piccola monella sei nei guai fino al collo> si precipitò verso il letto dove mi trovavo distesa, ma riuscii a scappare uscendo dalla mia stanza. Arrivai in cucina dove Sabrina mi guardò perplessa, ma quando vide arrivare Alex capì che doveva lasciarmi lo spazio per scappare.
La tappa successiva fu il salone dove però riuscì ad acciuffarmi e caricarmi a 'mo di sacco di patate su una spalla e lanciandomi sul letto, chiuse la porta a chiave per dare inizio alla vera e propria tortura.

Gemetti dal piacere quando finalmente venii, ma quel piacere durò poco più di un istante perché lui e anche dovevamo andare a scuola.

Era inutile dire che la voglia ce l'avevo sotto i piedi, la scuola non mi aveva mai entusiasmato molto (cosa che mia cugina non poteva sentire considerato che si potrebbe definire la sua vita) ma da quando i miei genitori erano scomparsi ancora meno.
Poi era arrivato Alexander Schulze, il nuovo prof di tedesco, l'uomo che mi aveva cambiato la vita, l'uomo che amavo più di me stessa.


<Ti lascio qui?> chiese il mio ragazzo quando con l'auto arrivammo sul retro della scuola.
Annuii e attesi che i fanali dell'auto diventassero dei piccoli puntini in lontananza e solo allora mi sarei i camminata.

Tre Fiat, due Audi e un furgone bianco Renault, poi solo buio.

Buio.

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