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Alma
A quelle parole sentivo gli occhi pizzicare, non poteva essere vero.
Lui un poliziotto?
Quindi fin dall'inizio conosceva tutta la mia storia?
Sarà stata vera la storia della sorella?
Ma ora capivo anche le sue uscite presto la mattina o molto tardi la sera.
<Tua sorella, è vero quanto successo o mi hai mentito anche lì?> domandai paurosa della risposta
<No, quello è vero. Verissimo, purtroppo> affermò distogliendo lo sguardo da me e puntandolo verso il pavimento <Mi perdoni?>
Potevo perdonarlo dopo quanto scoperto?
No, non potevo, non subito. Avevo bisogno di riflettere su quello che provavo quando stavo con lui, se era amore o semplicemente una cotta. Ma, ahimè, leggevo nei suoi occhi la speranza del mio perdono e allora pensavo a come potevo dirgli di no. Però mi aveva ferito molto e...
<Sì> risposi senza collegare la bocca alla testa.
Ma che cazzo....?!
Lo so, lo so. A volte non ragiono.
Quasi sempre quando si tratta di lui.
Le sue labbra si impossessarono delle mie con crudeltà, rabbia contrapposti a dolcezza e amore; le nostre lingue danzavano a ritmo, si intrecciavano, si lasciavano, si cercavano prepotentemente. La sua chiese l'accesso e io acconsentii lasciandomi trasportare.
Sentii la sua mano infilarsi sotto al lenzuolo in movimenti circolari sulla mia coscia scoperta lasciando una scia di brividi.
<Alm-!> gridò Arianna piombando dentro la stanza, ma fermandosi quando ci vide presi in un bacio passionale <Torno dopo> proseguii, ma la fermai.
<Ti amo> sussurrò al mio orecchio Alex.
<Anche io, Alex>
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