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Alexander
La mia ragazza era diventata una diciannovenne, una diciannovenne con una vita difficile, con un carattere chiuso e sfacciato verso gli altri ma che sapeva amare molto.
Quando la notte mi svegliai, lei non era al mio fianco; aprii il frigo intento a trovare qualcosa da mangiare quando sentii una voce pronunciare il mio nome dall'oscurità.
<Ecco dove eri> affermai incamminandomi verso il tavolo dove era seduta Alma <Come mai sei sveglia?>
<Non avevo sonno e avevo fame...> rispose portandosi un cucchiaino di torta alla bocca <Ne vuoi un po'?>
Replicò il gesto verso di me ma, accidentalmente, la forchetta cadde sul mio petto <Ops> sorrisi e per rimediare, lei leccò lo sporco facendomi uscire un gemito.
<Tocca a me, ora> le feci togliere i pantaloni e sporcai l'intera gamba destra. Succhiai tutto lungo la lunghezza fino ad arrivare lì nella sua parte intima, coperta solo dalle mutandine di pizzo.
Le scostai con un dito e vi penetrai per sentirla urlare il mio nome.
—————
Passammo il resto della nottata a fare l'amore, a parlare e ricominciare.
<Da domani ti voglio di nuovo a scuola> la informai quando ci trovammo in prossimità di Bolzano.
<Mhh... Non mi va. Mi informeranno Chiara e Vitto sui compiti e gli argomenti...> disse con un sorrisetto furbo sul viso.
<Ti conviene andare perché a casa non so se arriveresti alle dieci...> risposi sulle rime
<E perché?> domandò maliziosa
<Perché ti sbatterei dovunque>
<Mh... Sì, andrò a scuola> sorrisi fiero di averla convinta prima di baciarle il palmo della mano incrociata con la mia.
Spazio autrice
Se vi va passate a leggere la mia storia “Innamorata di un detective” e se vi piace commentare e magari mettere qualche ⭐
~Vale~
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