27
Alma
Corsi in bagno vomitando anche l'anima quando ad un tratto sentii dei passi provenire dal corridoio, con una mano intercettai qualcosa ma non sapevo bene cosa perché il mio corpo era pietrificato.
Con fatica riuscii ad alzarmi per miracolo, le gambe tremavano e i piedi era come se fossero incollati al pavimento.
La maniglia della porta scattò, improvvisamente i piedi si staccarono lasciandomi correre addosso all'uomo che avevo davanti con il solo intento di proteggermi.
<Con uno shampoo?> Domandò Alberto soffocando una risata, mi aveva bloccato i polsi e guardava perplesso la bottiglia sulla sinistra.
<Doccia shampoo> lo corressi <Doccia shampoo Felce Azzurra> scoppiò a ridere per contagiarmi <Mi hai fatto prendere un colpo! Non farlo mai più. Chi ti ha dato le chiavi?>
<Scusa scusa.> si difese ancora ridendo con le mani alzate <Me le ha date Sabrina. Come stai?>
<Male...> mormorai perché mi faceva male la testa se parlavo troppo forte.
Poco dopo giunsero a casa, insieme a Sabrina, anche due agenti di polizia per il sopraluogo e per porre delle domande. A nessuna di quelle sapevo rispondere: ieri sera era troppo rincoglionita per essermi accorta di qualcosa, mentre le altri notti le avevo passate in carcere; quindi, a conclusione di ciò, non avevo idea di chi fosse.
Il pomeriggio, passai l'intera giornata sul letto con Alex ma, mentre lui raccontava qualcosa sulla giornata, la mia mente tornava alla scritta e al fatto di avere fame non riuscendo, però, a mangiare tanto che solo il pensiero mi faceva venire da vomitare.
<Chi è Alberto?> chiese incontrando il mio sguardo
<È il mio migliore amico, ma non devi essere geloso se ogni tanto stiamo appiccicati...> risposi incerta
<Okay.>
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