2
Alexander
Mi svegliai alle cinque perché ero troppo agitato per il mio primo giorno di insegnamento nel nuovo liceo Linguistico di Bolzano.
Quando il preside mi fa cenno di entrare, mi piazzo davanti alla cattedra facendo ai miei alunni un segno che equivale a mettersi seduti e li osservo uno ad uno.
<Buongiorno ragazzi, come avrete capito sarò il vostro professore di tedesco per questo anno scolastico. Mi chiamo Alexander Schulze, ho quasi 25 anni e da anni vivo qui in Sud Tirolo anche se sono originario di Monaco, in Germania.> respirai <Bene, ora parlatemi un po' di voi e nel mentre prendete a pagina cinque>
Tutti eseguirono gli ordini tranne una ragazza, credo che sia quella nuova, non si era ancora presentata, ma non mi ci volle molto a sbirciare il suo nome sul registro.
<Allora tu come ti chiami?> domandai io rivolto a quella ragazza dai capelli biondi. Non rispose limitandosi ad alzare le spalle <Non credo che non abbia un nome, su. Come si chiama?> Niente. Non rispose e non lo avrebbe mai fatto. Almeno per ora.
L'ora passò molto velocemente e, di conseguenza, mi ritrovai a girovagare per i corridoi in cerca della 1A e successivamente 1B e 1C.
Tornato a casa, misi la macchina in garage e una volta indossata la tuta e le scarpe da ginnastica iniziai a correre, girovagando per i sentieri sterrati delle montagne, talvolta incontravo le mucche al pascolo oppure qualche animale come stambecchi o aquile, ma oggi la mia attenzione era rivolta a quella ragazza. A quella ragazza dagli occhi color cioccolato fondente e quella bocca che rimaneva sempre chiusa.
Cosa aveva da nascondere? Cosa le era successo?
Il giorno seguente avevo l'ultima ora con quella classe, dalla sera prima non vedevo l'ora di rivederla, ma ancora non si vede. Eppure sono entrati quasi tutti dalla palestra, mancavano solo i tre maschi che avevo incrociato sulle scale.
<Ragazzi siamo tutti presenti?> domandai, con gli occhi fissi sul registro.
<No, prof. Manca Martini> rispose una ragazza, Chiara Rossi.
<La segnerò asse-> proprio in quell'istante la porta si aprì, lasciando apparire la figura della Martini <Allora si è degnata di assistere alla nostra lezione!> esclamai con un tono molto più ironico rispetto a quanto mi ero immaginato <Ah e comunque è interrogata. Ha studiato vero?> rimase ferma davanti a me e al resto della classe, impassibile, senza mostrare alcun sentimento con gli occhi persi nel vuoto.
Le chiesi tre cose, ma non ottenni mai risposta.
Cosa ti è successo Martini?
<Martini, aspetti. Dobbiamo mettere in chiaro alcune cose> affermai quando il resto della classe fu vuoto <Punto primo non si può vestire così, siamo in una scuola; punto secondo questa volta l'insufficienza non gliela metto, ma dalla prossima volta sì; punto terzo esigo la massima puntualità durante le mie lezioni.>
Non fiatò e uscì dall'aula come niente fosse, ma dentro di me il mio cervello si stava fondendo e il cuore poteva anche andare a puttane da quanto martella a forte nel petto.
Spazio autrice
Ecco il secondo capitolo di questa storia. Come avrete capito, Alma nasconde qualcosa e Alexander è determinato a scoprirlo.
Lei è la nostra Alma Martini
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro