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Alexander
Da quando la conoscevo avevo notato dei cambiamenti giornalieri, anche se piccoli ma questo mi faceva comunque piacere. Già dal fatto dei compiti o dalla parola che era più frequente, anche se a scuola rimaneva sempre muta, ma per quanto l'amassi dovevo metterle dei voti e non potevo imbrogliare perché mi sentivo controllato a vista.
Avevo la sensazione che qualcosa sarebbe cambiato a giorni, qualcosa che non avrebbe portato niente di buono, qualcosa che avrebbe fatto soffrire entrambi.
<Buongiorno ragazzi!> affermai sulla porta attendendo che si alzassero tutti tranne lei. Lei rimase perfettamente seduta, in tutto il suo splendore, con le gambe alzate sul banco e con i suoi grandi occhi da cucciolo rimase a guardarmi, ricambiai quello sguardo per poi accomodarmi sulla cattedra. <Oggi non faremo una lezione normale, quindi chiudete pure i libri perché vi leggero un passo di “Le notti bianche” di Dostoevskij> dissi prendendo il libro sulle mani.
Notai da subito come la classe divenne silenziosa, attenta e concentrata su ogni parola, sillaba, lettera leggevo; vedevo come alcune ragazze sognassero ad occhi aperti un uomo che sapesse parlare in quel modo, come il protagonista; vedevo come alcuni prendessero appunti e poi guardai lei. Alma non ascoltava, aveva lo sguardo fisso sul cellulare, il viso era corrugato con delle rughe che diventavano notevolmente più grandi al passare dei secondi, gli occhi li vedevo lucidi ma non credo fosse per il lutto. C'era sotto qualcos'altro.
<...Quale forza ha portato a splendere di un simile fuoco v questi occhi tristi, pensosi? Cosa ha richiamato il sangue a queste pallide guance smagrite? Che passione s'è riversata nei dolci tratti del suo viso? Per cosa si solleva così questo petto? Che cosa in un modo inaspettato ha richiamato forza, vita e bellezza al volto della povera fanciulla, gli ha imposto di risplendere d'un simile sorriso, l'ha ravvivato di un riso così abbagliante e sfavillante?...> alzai leggermente la voce per dare più effetto a quel magnifico discorso interiore, senza mai staccare lo sguardo dalla mia ragazza.
Mancavano dieci minuti alla fine dell'ora così decisi di smettere e ascoltare le sensazioni, domande, dubbi dei miei alunni.
<Ma quindi il protagonista è un uo-> Camilla fu interrotta dalla bidella che bussò alla porta.
<Professore, mi scusi, ma ci sarebbero...> aveva paura, due figure imponenti la sovrastarono e...
Tutto il mondo scomparì rimanendo solo io Alma e quei due.
Spazio autrice
Chi saranno mai quei due signori?
Kiss
~Vale~
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