Rimani Per La Notte (19)
<<Grazie per la cena>> disse Toru baciando il dorso della mano di mia madre, finalmente l'incubo era giunto al termine e potevo tornare a casa, indossare il pigiama e tuffarmi sotto le coperte, dimenticando tutto per un po'...
<<Terra chiama Amanda>> Mamoru sventolò la sua mano dinanzi al mio volto con aria divertita, prima di rispondere al suo richiamo sbadigliai e mi stiracchiai, d'un tratto avevo davvero sonno.
<<Scusami, dicevi?>> dissi a Mamoru, eravamo dinanzi al portone di casa mia, la luna era alta in cielo e illuminava parte del suo viso.
<<Sto andando via>> disse esasperato, chissà quante volte me lo aveva già ripetuto. Prima di annuire e salutarlo ebbi un attimo di esitazione... e se lo spirito malvagio di Donald mi avesse attaccata? E se non avessi solo immaginato di sentir suonare la campanellina azzura?
<<Resta>> dissi afferrando il lembo della manica della sua giacca, mi guardò confuso e controllò che non avessi la febbre, poggiando il palmo della sua mano sulla mia fronte.
<<Stai bene?>> chiese poi, io annuii e poi parlai <<non voglio rimanere sola questa notte>> ammisi sperando che accettasse di rimanere.
<<Non devi aver paura degli spiriti che rimangono sulla terra, dovresti iniziare a farci l'abitudine>> spiegò accarezzandomi il volto.
<<Per favore>> dissi piagnucolando e avvolgendo le mie braccia attorno al suo collo, lo sentii ridacchiare poco prima che le sue braccia avvolsero il mio corpo.
<<Va bene>> missione compiuta! Entusiasta mi affrettai ad entrare in casa, non appena fui dentro gettai le mie scarpe in aria e giurai di non lasciare mai più la mia amata casetta da sola per così tanto tempo.
<<Cosa c'era nell'acqua che hai bevuto?>> chiese Mamoru chiudendo la porta, in effetti mi sentivo leggermente strana... Forse ero solo stanca.
<<Puoi usare il divano>> fu la mia risposta, lui guardò prima me e poi il divano sconcertato.
<<Scherzi?>> chiese ed io feci cenno di no con il volto.
<<Grazie per essere rimasto>> dissi baciando poi le sue labbra e correndo nella mia stanza, rimossi subito il vestito e mi gettai sotto le coperte, senza neanche struccarmi o altro, stavo letteralmente crollando.
Quando chiusi i miei occhi però sentii fischiettare... Istintivamente balzai fuori dal letto e corsi verso il soggiorno dove Mamoru si lamentava di quella situazione.
La sua camicia era poggiata sullo schienale di una delle sedie accanto al divano, prima che potesse vedermi solo in biancheria usai la camicia per coprirmi e poi mi schiarii la voce per attirare la sua attenzione.
<<Cosa c'è ora?>> chiese voltandosi verso di me a torso nudo, divenne difficile concentrarsi sul suo volto ma mi impegnai a pieno..
<<Ho sentito un altro fischiettio>> dissi con il cuore che batteva all'impazzata per la paura, avevo una brutta sensazione.
<<Al tuo amico piaceva fischiettare>> commentò lui alzando le spalle, in quel momento ebbi la conferma che le mie brutte sensazioni erano fondate.
<<Donald non sapeva fischiare, nemmeno io so farlo>> risposi, Mamoru tornò con lo sguardo su di me, più serio di prima.
<<Non credi che avresti dovuto dirmelo prima?>> disse seccato, rinunciò ad indossare la maglia e corse nella mia stanza, si guardò attorno e rimase in silenzio per un po'.
<<Probabilmente sono due gli spiriti che cercano di entrare in contatto con te, Donald e... non so. Hai mai ucciso qualcuno in questa o altre vite?>> chiese.
<<Ma che razza di domanda è?! No, non ho ancora ucciso nessuno>> risposi seccata, tornai nel mio letto e desiderai di addormentarmi all'istante inutilmente.
<<Sono in soggiorno se hai bisogno>> Mamoru non fece in tempo a voltarsi che ricevette un cuscino dritto in volto, mi guardò come se fossi impazzita, forse lo ero e poi si mise a braccia conserte.
<<Puoi rimanere qui>> usai i miei occhioni dolci e indicai lo spazio nel letto accanto a me, non rispose ma sorrise, accettando l'invito.
<<Sei una fifona>> disse non appena mi fu accanto, poggiai la mia testa sul suo petto e chiusi gli occhi sospirando.
<<Non so perché, ma questa sera mi sento strana>> dissi con voce bassa, avevo davvero sonno.
<<È normale, sono i tuoi poteri>> disse accarezzando i miei capelli, un brivido piacevole percorse la mia schiena.
<<Prima mi è sembrato di sentire la campanella blu suonare>> aggiunsi sbadigliando, Mamoru non parlò ed ero troppo stanca per aprire gli occhi e osservare la sua reazione, mi lasciai così andare al sonno.
La mattina dopo venni svegliata dalla mia sveglia, segnava le sei del mattino... Mamoru dormiva come un ghiro, decisi di preparare la colazione prima di svegliarlo, dovevamo lavorare entrambi.
Quando ebbi aperto la porta per la cucina non potei trattenermi dall'urlare. Un cerbiatto era sul mio tavolo, un cerbiatto. Ok, ne avevo viste già tante ma... Presi subito la scopa che era poggiata al muro accanto a me e la puntai contro l'animale.
<<Chi sei?!>> dissi minacciosa, poco dopo Mamoru mi raggiunse preoccupato ma scoppiò a ridere quando notò la mia posizione e il cerbiatto.
<<Abbassa quell'oggetto ragazzina>> il cerbiatto parlò, aveva una voce maschile.
<<Amanda, non è un nemico>> disse Mamoru prendendo la scopa che stringevo tra le mani e ripoggiandola contro il muro.
<<Io lo ho già visto>> dissi, ed entrambi mi fissarono, beh non che conosca molte espressioni di cerbiatti ma mi sembrava sorpreso.
<<Ricordi di lui e non di me?!>> disse Mamoru riprendendo la scopa e puntandola contro l'animale.
<<Non essere stupido! Lo ho già visto... in questa vita. Quelle macchie... È lo stesso cerbiatto che mi fece uscire fuori strada la sera che ero con Donald>> dissi tentando di rimanere calma.
<<Non è possibile, non avevi ancora il braccialetto>> disse Mamoru mentre il cerbiatto saltò giù dal tavolo.
<<È possibile, ero io>> disse e si becco' un colpo di scopa in testa, Mamoru sembrava infuriato.
<<Farai meglio a spiegare>>... Chi lo avrebbe mai detto che un giorno avrei visto litigare il mio ragazzo gatto contro un cerbiatto nella cucina di casa mia.
<<Lascia che mi trasformi prima>> disse il cerbiatto, poco dopo mi ritrovai di fronte ad un ragazzo dai capelli castano chiaro e occhi dorati, i suoi occhi erano sottili e mi guardarono duramente, dai capelli spuntavano due orecchie mentre dal cuoio capelluto fino all'altezza delle sopracciglia, due strisce parallele di pelle erano più scure del resto della sua carnagione.
Era nudo, completamente nudo, per fortuna che la scopa tornò utile di nuovo, andando a coprire il suo bastoncino.. Per il resto non posso negare che anche il suo fisico era ben scolpito come quello di Mamoru.
<<Va a prendere dei vestiti>> disse Mamoru fulminandomi con lo sguardo, annuii correndo in camera... Il problema era che avevo solo abiti da donna... si sarebbe dovuto accontentare!
Quando fui di ritorno e porsi il mio vestito a pois rosso e bianco per poco non venni linciata dal ragazzo, fu Mamoru a costringerlo ad indossare ciò che gli avevo portato... Non so come mi trattenni dal ridere!
<<Hai poco tempo, dobbiamo andare a lavoro>> disse Mamoru quando fummo seduti a tavola tutti insieme dinanzi a del tè caldo.
<<Nonostante la sua anima continuasse a saltare di corpo in corpo i miei sensi sono sempre rimasti collegati ad Haru>> disse iniziando il ragazzo cerbiatto, sbuffai quando sentii quel nome.
<<Quella sera in particolare mi era sembrato di percepire una strana presenza accanto a lei, se non fosse stato per l'incidente di sicuro le sarebbe successo qualcosa. Qualcuno la voleva e la vuole>> addio giri di parole, mr cerbiatto era saltato subito al dunque!
<<Grazie a te un mio amico è morto!>> dissi borbottando al ragazzo.
<<Grazie a me tu sei viva>> mi rispose nervosamente.
<<Si può sapere chi è questo tizio?>> chiesi a Mamoru che esitò prima di rispondere.
<<Campanella azzurra>> rispose seccato, non sembravano avere un buon rapporto... Eppure era un mio Famiglio!
<<Tu... Come ci siamo conosciuti?>> chiesi al ragazzo che sorrise a quelle parole, Mamoru rimase in silenzio a guardare altrove.
<<Posso mostrartelo, come ha fatto Ayaka>> disse poi il ragazzo cerbiatto, poggiando la sua fronte sulla mia.
Due secondi dopo stavo già vivendo nella visione del passato. Vedevo la vecchia me, indossavo un abito lungo e leggero color lavanda, i miei capelli erano raccolti in una coda bassa mentre mi accingevo ad ascoltare le preghiere dei miei fedeli.
Accanto a me vi erano Mamoru e Toru, supposi che i fedeli non potevano vederci dato che i loro sguardi non si incrociavano.
Mi avvicinai, gli abiti e il tempio erano diversi da quelli che son abituata a vedere, persino i ragazzi sembravano leggermente diversi.
L'atmosfera era alquanto serena, il cinguettio degli uccelli accompagnava le parole dei fedeli, il suono di un ruscello accompagnava il tutto. Sospirai, da qualche parte doveva nascondersi il ragazzo cerbiatto, no?
Proprio quando mi voltai, venni attratta dal suono di passi che si dirigevano dove la mecchia me si trovava, sembrava che qualcuno stesse correndo con un grande peso addosso, data la pesantezza di quel suono.
Dalle scale sbucarono due orecchie, due occhi sottili e il volto affaticato del ragazzo cerbiatto, dunque... La sua forma era quella sin dal primo momento in cui ci fummo conosciuti.
<<Aiuto>> urlò questo, puntando i suoi occhi verso la me del passato, Toru e Mamoru si schierarono dinanzi a me, nello stesso momento in cui Ayaka comparve, notai solo in quel momento che avevo già il braccialetto al mio polso e che la campanella bianca era già lì.
<<Chi sei?>> disse Toru mostrando i suoi denti affilati, il suo aspetto cambiò, rendendolo simile ad una Volpe ma con ancora fattezze umane.
<<Non c'è tempo per le presentazioni, aiutatemi... Vi prego>> disse il ragazzo, sulle sue spalle vi era una ragazza dai lineamenti dolci, come me non aveva tratti asiatici. Il volto della ragazza età coperto di sangue, così come il suo corpo... Sembrava morta.
<<Come possiamo sapere che non hai cattive intenzioni? Sei uno yokai>> disse Mamoru avanzando verso il ragazzo cerbiatto, poco dopo vidi la vecchia me camminare oltre i due protettori e fermarsi dinanzi a cerbiatto boy.
<<Cosa le è successo?>> chiesi al ragazzo, incurante dei protettori e di Ayaka.
<<Sono stato io... Non ero cosciente.. Lo giuro, salvatela... Farò qualsiasi cosa in cambio>> rispose il ragazzo.
In quel momento provai pena per lui, fui sollevata quando vidi me stessa accettare di aiutarlo.
<<Me ne occuperò io, da sola>> disse la vecchia me, prese la ragazza tra le sue braccia e si chiuse dentro uno degli edifici da sola, lasciando tutti senza parole.
Potevo vivere solo i ricordi del ragazzo, quindi mi era impossibile entrare nella stanza e capire cosa stesse succedendo.
Potevo vedere solo Mamoru e Toru fare da guardiani all'edificio, mentre il ragazzo attendeva in ginocchio dinanzi la porta.
Passarono due giorni, nessuno di loro fiato', nessuno mangiò e nemmeno si allontanò da quel luogo... Ma non sentivano il bisogno di fare pipì?
Ad un certo punto vidi Mamoru addormentarsi, poggiò la testa sul muro alle sue spalle e per primo cedette a tali bisogni... Sorrisi, aveva ceduto prima di Toru che invece sembrava perfettamente vigile.
Dopo qualche minuto le porte dell'edificio si aprirono, vidi me stessa uscire di lì con aria stanca, gli abiti zuppi di sangue, così come le mani e qualche macchia sul viso.
<<Mia sign...>> il ragazzo iniziò a parlare ma si bloccò quando la vecchia me sembrò perdere i sensi, cadendo indietro. In quel momento vidi Mamoru scattare per bloccare la mia caduta, ed io che pensavo stesse dormendo!
<<Scusatemi>> disse la vecchia me, affidando il proprio preso alle braccia di Mamoru.
<<Come è andata?>> chiese il ragazzo spaventato, quando in tutta risposta ebbe gli abiti sporchi della ragazza, capì che ormai era persa, nemmeno io ero riuscita a salvarla.
<<Cosa vuol dire? E tu saresti una Dea?>> il ragazzo si agitò, i suoi occhi dorati divennero azzurri e in un balzo fu su di me, cercando di farmi del male.
Ayaka reagì all'attacco, così come Mamoru e Toru che lo allontanarono, minacciandolo di non farsi più vedere... In tutta quella scena mi accorsi che entrambe le versioni di me erano sconvolte, e benché non potessi sapere cosa lei pensava, sapevo che i nostri pensieri dovevano essere simili. Davvero non poteva essere salvata? Non aveva tutti i torti il ragazzo nel reagire così. Che senso ha avere dei poteri se poi non riescono nemmeno a salvare vite umane...?
Rimasi sconvolta, vidi il tempo scorrere di nuovo velocemente, offuscato, non potevo vedere ciò che faceva il ragazzo cerbiatto ma nemmeno ciò che succedeva al tempio, andò avanti così per quelli che dovevano essere giorni.
Quando tornai a vedere qualcosa, ero in una foresta, accanto ad un ruscello.
L'acqua prima trasparente si macchio' di rosso, poco più avanti infatti vi era il corpo malconcio del ragazzo cerbiatto, era ricoperto di tagli profondi ma sembrava ancora cosciente.
Dimenticai per un momento di non potere avere alcun contatto con quel mondo, tant'è che provai ad aiutarlo, ma la mia mano gli passò attraverso.
Poco dopo sentii canticchiare, il suono era vicino, ed era anche familiare... Una canzoncina che avevo già sentito da Mamoru.
<<C'è qualcuno?>> chiese con voce spezzata il ragazzo, la sua voce era così bassa che persino io faticai ad udirlo.
Il canto però si interruppe, poco dopo vidi spuntare la vecchia me, il volto paonazzo per la corsa e capelli scompigliati.
<<Oh no>> disse nel vedere il ragazzo, gli fu subito accanto, tastò tutte le ferite con aria preoccupata mentre lui la osservava perplesso.
<<Davvero vuoi aiutarmi?>> chiese questo, tossendo sangue poco dopo.
<<È un mio dovere. Ora tieni chiusa quella beccaccia>> la risposta della vecchia me mi fece sorridere, le sue mani si illuminarono mentre passavano sulle ferite, ma dallo sguardo capii che non andava bene come doveva.
<<Stammi a sentire. Vuoi vivere?>> chiese poi la vecchia me al ragazzo, stringendo il suo mentro tra le sue mani e guardandolo dritto negli occhi.
<<Sì>> rispose lui con determinazione.
<<Allora giurami fedeltà. Giura di divenire un mio Famiglio, di essere al mio servizio e di non abbandonarmi mai>> disse la vecchia me in fretta, così velocemente che faticai persino a comprendere ogni parola.
<<Ma cosa...?>> rispose il ragazzo sconvolto, un altro attacco di tosse lo colpì poco dopo.
<<Oh non hai tempo di controbattere. Sì o no, scegli in fretta>> disse la vecchia me ormai zuppa di sangue, era uno scenario familiare ormai.
<<D'accordo>> rispose il ragazzo con aria dolorante, ma quello che avrei visto giù di lì mi sconvolse.
Le mie labbra si posarono sulle sue, una leggera luce si sprigionò da quel bacio e nello stesso momento le sue ferite si risanarono, lasciando sia me che lui senza parole.
La campanella azzurra comparve sul bracciale che portavo al polso, accompagnando quella rossa e quella bianca...
<<Il tuo nome... Qual è il tuo nome?>> chiese la vecchia me al ragazzo incredulo.
<<Noburo>> rispose lui, finalmente sapevo come chiamarlo.
<<Bene, Noburo... ci aspetta una lunga giornata>> disse la vecchia me sorridendo, mi sembrò di vedere qualche attimo del futuro velocemente, mi sembrò di capire di aver avuto un buon rapporto con lui.
Buon rapporto con me, cattivo con Mamoru... quando riaprii gli occhi infatti,vidi i due azzuffarsi di fronte a me.
<<Sei tornata>> disse Mamoru, fermando il pugno che tendeva verso la faccia di Noburo a mezz'aria.
<<Perché state litigando? E... Tu... Cosa è successo la notte in cui è morto Donald? Da chi mi proteggevi?>> chiesi posando il mio sguardo su Noburo.
<<Quella, quella è un'altra storia. Ma mi sono mostrato perché sei di nuovo in pericolo, ma questa testa dura non mi sta ad ascoltare>> rispose indicando Mamoru che lo lasciò subito andare, sorridendo innocentemente.
<<Ora però dobbiamo lavorare, ne parliamo dopo>> furono le parole di Mamoru, ed aveva ragione, eravamo in ritardo... di nuovo.
In foto: Noburo, Amanda e Mamoru
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