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Ah Già, Sparisci (20)

Arrivai a lavoro appena in tempo, Noburo era sparito mentre Mamoru decise di arrivare qualche minuto dopo di me, per non destare sospetti.

<<Buongiorno>> Toru mi osservò con il suo classico sorriso, era già in divisa e stava sistemando il suo papillon, dietro di lui gli occhi di Jen mi fulminarono.

<<Si può sapere che fine hai fatto?>> mi chiese correndo verso di me furiosa, corsi al riparo nel camerino, Jen faceva più paura di mille mostri.

<<Scusami Jen, sono state giornate faticose>> urlai dall'interno del camerino, la sentii borbottare e poi allontanarsi. Che sollievo.

Con tutti i pensieri riguardo al tempio e ai poteri, avevo dedicato poco tempo al lavoro e a Jen, che continuava ad essere innamorata pazza di Toru.

Quando fui pronta uscii dal camerino, scontrandomi con Mamoru, aveva i capelli scompigliati ed il fiato corto... era appena arrivato.

<<Buongiorno>> dissi sorridendo, lui si limitò a linciarmi con lo sguardo e a occupare il camerino.

La sala era già stata pulita ed organizzata, dovevamo solo aprire. Sbadigliai mentre passai un panno semi umido sul bancone, avevo tantissimo sonno. Colpa di quel cerbiatto, colpa di quel continuo fischiettio. Il fischiettio... Non finiva... All'inizio provavo paura, ma divenne un vero e proprio fastidio... Se solo avessi avuto tra le mani quello spirito lo avrei ucciso di nuovo!

<<Quindi.... Novità?>> Jen mi fu davanti e mi guardò con aria curiosa... Chissà a cosa si riferiva in quel momento!

<<A cosa ti riferisci?>> chiesi sbadigliando nuovamente.

<<Beh tu sembri un morto vivente, Mamoru è arrivato in ritardo per la prima volta... Notte lunga?>> chiese ammiccando, non potei fare a meno di ridere, non ci eravamo andati neanche vicino.

<<Non sai quanto ti sbagli... È successo solo una volta e ne è passato di tempo>> risposi sbuffando, lei mi fece segno di smettere di parlare troppo tardi, avevo già finito le mie frasi.

<<Se vuoi ti accontento subito>> Mamoru sbuco' da dietro di me sorridente, i suoi capelli erano ancora spettinati ma la divisa gli andava a pennello, rendendolo elegante e ribelle allo stesso tempo.

<<Non... Non stavamo parlando di quello che pensi>> mi giustificai subito, nascondendo il mio viso dietro il menù che stringevo tra le mani.

Per fortuna l'arrivo di Monica ci distrasse, come al solito chiese di Mamoru e presero posto al loro tavolino.

<<Non sei gelosa?>> chiese Jen, riempendo una brocca di succo d'arancio e ghiaccio.

<<No, non ne ho motivo>> risposi accennando un sorriso, lei sbuffo' e guardò Toru mentre accoglieva una nuova cliente.

<<Io ucciderei tutte quelle che si avvicinano a Toru>> dichiarò furiosa, se solo avesse conosciuto Kuromi...

Se solo Kuromi avesse visto che razza di lavoro faceva Toru! Mi ritrovai a pregare che ciò non accadesse mai in mia presenza, mi metteva i brividi solo immaginarlo.

Mentre Jen ed i ragazzi erano tutti occupati, mi occupai io di accogliere i nuovi clienti, mettendo qualcuno in sala di aspetto o accettando prenotazioni... Il locale stava avendo davvero successo tra ragazzine e donne, probabilmente presto avremmo assunto nuovi ragazzi.

Sussultai quando vidi le pagine dell'agenda iniziare a voltarsi da sole, presa dal panico la chiusi e la gettai nell'immondizia... Spiriti?

<<Mi regali sempre momenti esilaranti>> Toru pescò l'oggetto dal cestino e lo osservò curioso.

<<È maledetta>> dissi subito giustificandomi, lui rise di gusto.

<<Sei tu ad essere maledetta. Forse qualcuno voleva farti leggere qualcosa>> disse Toru aprendo l'agenda, le pagine iniziarono a voltarsi nuovamente da sole.

<<E se gli altri la vedono?>> chiesi sussurrando, nello stesso momento le pagine si fermarono.

<<Lo puoi vedere solo tu>> rispose dandomi un pizzico sulla guancia, indicando poi la pagina sulla quale si era fermata l'agenda.

Indicava la data odierna e lo stesso orario, accanto vi era scritto il mio nome e quello di... Takeru? Il nipote del proprietario?

<<Sembra che qualcuno sia stato prenotato per oggi>> commentò Toru divertito.

Incredula continuai a guardare quella pagina, ma chi era stato? Chi aveva accettato una richiesta del genere senza consultarmi? Poi l'orario... sarebbe arrivato a momenti! Lo sapevo che il capo me la avrebbe fatta pagare grossa per i ritardi ma era troppo!

<<Amanda... Ti cercano>> Jen bisbigliò al mio orecchio, alzai lo sguardo e vidi Takeru attendermi all'entrata... Era già arrivato!

<<Chi è stato? Chi ha accettato l'appuntamento?>> chiesi a Jen facendo attenzione a mantenere basso il volume della mia voce.

<<Credo sia stato il capo, è la sua scrittura>> rispose la mia amica, sembrava piuttosto divertita dalla situazione.

<<Mamoru perderà le staffe>> dissi sbuffando, avviandomi verso il mio... cliente.

<<Buongiorno>> disse Takeru non appena mi vide, aveva un sorriso ammaliante e l'aria da classico casanova... non mi piaceva.

<<Buongiorno, senti, ci deve essere stato un errore. Io sono una semplice cameriera, non un host... Se vuoi ti puoi accomodare con Toru, ma io non offro quel tipo di servizio>> dissi tutto d'un fiato, arrossii come un peperone e sperai di non perdere il posto per quelle parole.

<<Lo so bene, ma il nonno mi ha detto che avresti fatto un'eccezione per me>> rispose ammicando il ragazzo, la prima volta mi era sembrato simpatico, si era scusato per il disturbo ed era andato via senza fiatare... In quel momento sembrava diverso.

<<Suppongo che non ho altra scelta>> dissi indicandogli un tavolo libero, poco distante da quello di Monica e Mamoru.

<<Amanda, tutto ok?>> Toru mi raggiunse subito, piuttosto sconvolto dalla scena.

<<Il capo ha organizzato un incontro anche per me>> risposi alzando le spalle, Toru però mi sembrò particolarmente preoccupato...

Mi rispose qualcosa che non capii bene, distratta dal forte fischiettio che rieccheggiò nelle mie orecchie, infatti mostrai una piccola espressione di dolore.

<<Mi hai sentito?>> chiese Toru, ancora più preoccupato.

<<Non credo di aver capito bene>> risposi e allora lui sorrise, scuotendo la testa.

<<Non importa, divertitevi>> sorrise a me, osservò Takeru e poi si allontanò, componendo un numero telefonico.

Takeru versò del tè nella mia tazza, lo accettai volentieri e ci aggiungi una zolletta di zucchero, un goccio di latte ed iniziai a girare lentamente il cucchiaino, fissando il piccolo vortice creatosi.

<<Strano che il tuo ragazzo non si sia ancora avvicinato>> commentò Takeru, in realtà mi domandavo anche io come mai non aveva avuto alcuna reazione.

<<È più maturo di quello che sembra>> risposi fiera di me, cercando poi con lo sguardo Mamoru.

<<Se lo dici tu... A che ora stacchi?>> sentii lo sguardo di Takeru su di me, era soffocante, sembrava quasi mi stesse uccidendo con i suoi occhi.

Non era lo stesso ragazzo che avevo conosciuto in precedenza, aveva qualcosa di diverso..

<<Devi andare via di qui>> sputai il te quando accanto al tavolo vidi Noburo, con le sue orecchie e il suo sguardo assassino.

<<Tutto ok? Cosa è successo?>> chiese Takeru porgendomi un tovagliolo, non poteva vedere Noburo?

<<Non mi può vedere, ti dico che devi andare via, questo tizio non mi piace>> guardai Noburo confusa, poi tornai subito su Takeru che probabilmente mi prese per matta.

<<Effettivamente non mi sento tanto bene, devo andare un attimo in bagno>> risposi alzandomi, cercai di allontanarmi ma venni fermata dalla sua stretta sul mio polso.

<<Stai cercando di fuggire dal nostro appuntamento?>> chiese con tono autoritario, lo guardai impaurita per un po', il mio polso mi doleva per via della forte stretta.

<<Tu chi saresti?>> Mamoru mi liberò dalla stretta di Takeru, parandosi dinanzi a me e guardando il ragazzo con aria minacciosa, Noburo mi era accanto e osservava silenziosamente.

<<Takeru, il nipote di...>> non finì di parlare che Mamoru calciò le gambe della sua sedia, sorridendo in modo malvagio.

<<Ah già, sparisci>> disse con tono minaccioso, indicandogli la porta.

<<Forse stai esagerando>> dissi a Mamoru, i clienti si stavano spaventando e persino Jen aveva l'aria spaventata.

<<Esagerando? Hai visto cosa ti ha fatto?>> chiese indicando il mio polso violaceo, effettivamente sentivo del dolore ma non immaginavo fosse così evidente.

<<Ok, me ne occupo io ora>> Toru si mise tra i due, convinse Takeru ad alzarsi e ad andare via, quest'ultimo però mi promise di tornare il giorno seguente, augurandomi di stare meglio.

<<Quel tipo è pazzo!>> urlò Jen non appena fu fuori, facendogli il gesto con il dito medio.

<<Se domani torna lo ammazzo>> dichiarò Mamoru, Toru sospirò mentre le clienti si rilassarono, tornando con gli altri host alle loro conversazioni.

<<Continui a sentir fischiare?>> chiese Noburo alle mie spalle, anche Toru e Mamoru lo sentirono, guardando inoltre nella sua direzione.

<<Sì>> risposi seccamente, massaggiandomi il polso dolorante con l'altra mano.

<<Credo che quel ragazzo sia collegato in qualche modo... Vado ad indagare>> qualche secondo dopo Noburo sparì, salutandoci con un cenno di capo.

<< È sempre così?>> chiesi a Mamoru e Toru che annuirono, persi ancora nei loro pensieri.

<<Sono contento che sia tornato>> disse Toru allegramente, Mamoru non commentò, limitandosi a tornare al suo lavoro.

Sbuffai, cosa era appena successo? E poi... perchè lo spirito mi aveva indicato l'appuntamento? Era un modo di mettermi in guardia... forse allora si trattava di Donald!

Avevo bisogno di altri segni per capire di chi si trattasse, mi guardai attorno ma non sembrava che stesse succedendo niente di particolare o stramo.

Tornai al bancone, il mio posto, ed iniziai ad asciugare le stoviglie, pensando ad un modo per entrare in contatto con il mio amico.

Passai un panno asciutto sul piatto di porcellana, era così splendete che potevo specchiere me stessa su di esso. Osservai il mio riflesso di senza soffermarmi, prima di posarlo però qualcosa richiamò la mia attenzione.

Riportai il piatto nella mia direzione, osservai il riflesso e per poco non svenni. Dietro la mia spalla vidi il viso di un ragazzo... Capelli neri come la notte... Donald.

Sussultai e per poco non feci cadere il piatto per terra, mi voltai ma non vidi nessuno.

<<Tutto ok? Sembra che hai appena visto un fantasma>> Jen non poté fare commento più dettagliato in quel momento, annuii debolmente e tornai al mio lavoro.

Continuavo a vederlo nel riflesso, aveva un'espressione abbastanza seria, non si muoveva di un millimetro.

Era vero? Lo stavo immaginando?

<<Amanda>> la voce di Mamoru mi fece voltare, mi fece cenno di lasciare i piatti e di seguirlo sul retro del locale.

<<Cosa c'è?>> chiesi non appena fummo fuori, faceva leggermente freddo e la mia divesa non era proprio adatta a quella temperatura.

<<Toru ha avuto un'idea... Ricordi Korumi e Mimi?>> mi chiese poco convinto.

<<Ovvio>> risposi invitandolo a continuare.

<<Ti possono aiutare a gestire questo potere, a comprenderlo. Ma ti avviso, Kuromi è un osso duro mentre Mimi è... Beh lo sai, è solo un' umana>> disse grattandosi il capo, sorrisi e gli diedi una pacca sulla spalla.

<<Non preoccuparti, andrà bene. Ho bisogno del loro aiuto>> risposi sicura delle mie parole, dovevo capire, tante, troppe cose e da sola non avrei mai trovato nessuna conclusione.

<<Bene, Toru ha già chiamato Kuromi. Dopo lavoro ti accompagno al tempio>> finì di parlare e si avvicinò, stampando un bacio sulle mie labbra. La sua mano era poggiata sulla mia schiena e mi spingeva verso di se... Non poteva farlo la sera prima? Finalmente mi stava toccando!

Risposi al bacio, portando le mie braccia attorno al suo collo, mi sollevò alla sua altezza e trasformò il bacio casto in un bacio alla francese, e avremmo pure continuato se non fosse stato che eravamo sul luogo di lavoro ed un rumore ci fece spaventare.

<<Dobbiamo tornare>> dissi imbarazzata, lui mi poggiò per terra e annuì, mostrandomi un sorriso beffaddo.

<<Ti farò rimangiare le parole di questa mattina>> disse prima di andar via, ne sarei stata entusiasta se solo non fosse stato per il ricordo del riflesso di Donald. Aveva visto tutto?

In caso ve lo foste mai chieste... In foto: Donald.

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