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Sangue

 Stephan è tranquillo, sembra un ragazzo che sta amabilmente conversando al bar con un vecchio amico, il preside Coleman è l'opposto, teso come una corda di violino, incredulo a ciò che le sue orecchie hanno sentito.

"Stai parlando di viaggio nel tempo?"

A tutta la squadra della Simmons viene la pelle d'oca, tutti stavano ascoltando e tutti ormai avevano inteso dove voleva arrivare a parare Stephan, ma sentirlo chiaro e tondo uscire dalle labbra del preside lo rendeva fin troppo reale.

Stephan ghigna divertito. Guarda dietro di se alla sua destra verso un Hyde, che in qualche modo con la sua faccia deforme, gli risponde ghignando a sua volta, poi si guarda i piedi e questa volta ridacchia più rumorosamente prima di riportare lo sguardo su Coleman.

"Esattamente, io vengo da 30 anni nel futuro, un futuro sottomesso dalla dittatura tirannica di Mercoledì Addams, o meglio, di Goody Addams che in questo momento sta facendo il nido nella mente dalla sua discendente. Io sono qui per ucciderla, o meglio, sono finito qui per errore, la mia intenzione è tornare ancora più indietro per uccidere la vera Goody, impedire l'ascesa degli Addams e-"

Un esplosione interrompe il monologo di Stephan. L'ingresso principale è totalmente andato, le schegge del portone di legno volano ovunque, ma le più grandi risplendono d'un tratto di una luce nera-violacea e cambiando direzione a mezz'aria partendo per trasformare i tre Hyde presenti in puntaspilli. Il più grande però riesce ad afferrare i due più piccoli ai suoi lati e ad usarli come scudo, rimediando solo delle leggere ferite.

Stephan e il preside si rialzano, l'uomo estrae la pistola dalla cavigliere, corre in cima alla rampa di scale e si ripara dietro la colonna con la Simmons. Stephan vede il suo Hyde più grande mollare a terra i cadaveri di due dei suoi simili mentre furioso ruggisce verso il nuvolone di polvere che copre l'atrio principale. Un lampo viola, è tutto quello che basta a Stephan per perdere tutta la sua sicurezza e spavalderia, il suo cuore batte sempre più forte finché il suono dei suoi battiti non sovrasta ogni altro rumore.

Mentre l'enorme Hyde crolla a terra con il cranio trapassato, Goody Addams fa la sua entrata in scena.

"Allora chi di grazia controlla queste orrende creature?"

*** *** ***

Mercoledì avanza lenta verso la Enid adulta e le porge una vestaglia nera. La donna è ancora sbalordita da quello che era successo, afferra la vestaglia quasi timorosa e la indossa lentamente.

"Bene, ora che questo posto è più confortevole, cosa dovremmo fare?"

La lupa, si guarda in torno per un attimo poi comincia ad annusare, fa il giro completo dell'atrio affacciandosi alle stanze, constando che tutto è stato ricreato alla perfezione, perfino gli odori, che ormai aveva imparato a memoria quell'estate sono uguali.

"Devo dire mia amata-"

Mercoledì era ad un passo da lei un un fioretto affilato in mano puntato verso la sua gola. Il suo viso è impassibile ma i suoi occhi trasudano rabbia ed istinto omicida.

"Solo Enid può chiamarmi così, sarai anche una parte di lei, ma non sei lei"

La donna poggia delicatamente il dorso della mano sul piatto della lama e la sposta delicatamente lontano del suo collo. Mercoledì sa che quello è un gesto di tacito assenso e una risposta alla domanda che si chiedeva se lo spirito lupo potesse essere effettivamente ferito ed ucciso in quel piano astrale.

"Stavo dicendo.... Mercoledì..... Che hai completamente distrutto la prigione creata da Goody, per quanto fosse una cosa creata di fretta ed abbastanza approssimativa, non era una cosa facile da abbattere, ma non c'è n'è più nessuna traccia, Goody ti ha ampiamente sottovalutato. Ora credo che sia il tuo momento di ricambiare il mio aiuto"

Mercoledì storce il naso, effettivamente le notizie portate dello spirito lupo l'hanno aiutata a trovare la forza per infrangere la prigione di Goody, ma non è che abbia fatto altro, probabilmente ci sarebbe arrivata anche da sola.

"Ma in quel caso per la tua amata Enid sarebbe potuto essere troppo tardi. Adesso per favore metti da parte il tuo ego e vieni con me sul piano astrale di Enid, dobbiamo liberarla dal bacio della morte"

Mercoledì non degna il lupo nemmeno di un assenso, si dirige verso le enormi porte dell'ingresso del Maniero Addams, le quali si spalancano al solo suono dei suoi passi. Una brezza gelida e pungete la colpisce in viso e le fa socchiudere gli occhi, la giovane Addams la sente, Goody è furiosa perché le sta scappando da sotto il naso, Mercoledì si domanda cosa l'abbia portata a sottovalutarla così tanto per agire con fretta ed in maniera approssimativa, ma ora non ha importanza.

Dal nulla Mercoledì fa comparire un campanello che non aspetta a suonare. Enid sorride compassionevole della grande fiducia che la ragazza mal risiede nei suoi poteri.

"Stai davvero chiamando il tuo maggiordomo in un piano astrale, Mercoledì c'è un limite a quello che puoi-"

"Chiamato?"

La donna sobbalzo dallo spavento quando alle sue spalle si palesa l'enorme maggiordomo. Non l'aveva sentito arrivare o percepito la sua presenza in alcun modo ma lui era li, in tutta la sua imponenza, ignorandola completamente avendo occhi solo per la sua padroncina.

"Come hai? Lo posso sentire, è un entità a sé stante, non è una creazione del piano astrale..... Com'è possibile che si sia distaccato dal suo corpo fisico per raggiungerti e da una tale distanza?!"

Mercoledì ghigna mentre Lurch la supera per andare a prendere la macchina. Si è ricordata di quando suo padre le regalò quel campanello all'età di 5 anni, era piccolo, di un metallo molto grezzo e il manico in un legno all'apparenza molto antico, ma quello che lo caratterizzava erano i simboli incisi all'interno della campanella, erano di tre tipi e civiltà completamente diverse, c'era una fila di rune nordiche, una di geroglifici egiziani e una di simboli che ricordava essere probabilmente Maya. Non si è mai fermata a studiarlo così tanto e fu tentata di usarlo in più di un occasione, perfino contro Crackstone e la Gates, ma ogni volta le risuonavano in testa le parole del padre, che gli raccomandò di usarlo solo in caso di estrema emergenza, solo quando la sua esistenza avesse rischiato di sparire completamente dalla realtà. Sul momento non aveva dato peso alle parole del padre, aveva ma ogni volta che toccava il campanello gli sembrava che il padre fosse li a sussurrarle quelle parole all'orecchi. Questa volta successe il contrario, senti le parole del padre risuonarli nella mente senza che lei abbia pensato di usare il campanello, le ci volle molta più concentrazione di quello che dette a vedere per materializzarlo ma ora che guardava l'oggetto sgretolarsi tra le sue dita, ha capito perché il padre non volesse che lo sprecasse.

"Noi Addams abbiamo più risorse di quanto pensi, se non avessimo un maggiordomo in grado di raggiungerci ovunque e in qualunque momento, non potremmo definirci Addams"

Il sorriso pieno di orgoglio e anche di scherno di Mercoledì fa irritare la lupa. In quel momento sotto di loro arriva la macchina e le ragazze prendono posto sui sedili posteriori.

"Al piano astrale di Enid, grazie Lurch"

Il maggiordomo fa muove la testa in assenso emettendo un grugnito e parte sicuro verso la sua meta. Lo spirito lupo è in ansia, la sua agitazione aumenta man mano che attraversano la tenuta Addams e il suo stupore aumento ad ogni metro percorso pensando a quante deve essere potente Mercoledì per avere creato un piano astrale così immenso quando fino a qualche ora prima nemmeno sapesse cosa fosse. Mercoledì tolse lo sguardo dallo spirito lupo solo quando Lurch lascia il viale lastricato per prendere una strada sterrata, lei sa a dove porta, un vecchio arco di pietre che si staglia solitario in mezzo alla foresta, ci vogliono una decina di minuti per raggiungerlo e nel momento che lo attraversano, si trovano immersi nell'oscurità più totale, l'auto sferzata da una violenta tempesta, si sentono tuoni in continuazioni ma nessun lampo o saetta, i fari dell'auto illuminano il nulla assoluto ma Lurch continua sicuro per la sua direzione finché una lampo di luce

non abbaglia le ragazze e quando riaprono gli occhi, le due si rendono conto di trovarsi a casa della famiglia di Enid, ma c'è qualcosa di strano, tutto è morto. Non un filo d'erba o il ramo di un albero che non sia marcio, a far rumore sono solo gli insetti che banchettano sulla frutta putrida dell'orto sul retro di casa. Mercoledì ricorda bene quella casa, ma ora è irriconoscibile, la vernici è quasi del tutto scrostata dalle assi di legno, un parte del tetto a ceduto ed è crollato su quella che la ragazza ricorda essere la cucina.

"Non era così quando me ne sono andata..... Enid.... La parte umana di Enid era semplicemente addormentata in un sonno profondo. L'erba era verde e rigoglio, come l'albero, i fiori e l'orto, uccellini e farfalle danzavano nel cielo. Come può essere degenerato tutto così in fretta?"

Mentre le due correvano dentro casa. Nel mondo reale Yoko, Divina, Bianca, Xavier e Eugene si sono nascosti nella biblioteca dei bella donna.

"Come sta?"

Divina si avvicina cautamente alla fidanzata che culla l'amica tra le breccia, alla sirena non serve davvero la risposta di Yoko, o avere super sensi da vampiro per vedere che Enid è sempre più al limite. La sua carnagione è cadaverica e il suo corpo è pelle e ossa, è certa che al tatto sia fredda come il ghiaccio e se non fosse per il petto che sia alza a intervalli paurosamente lunghi, la darebbe certa per morta.

"Non so come faccia ad essere viva"

Yoko è una cascata di lacrime, gli occhiali da sole hanno lasciato da molto il suo viso mostrando a tutti i suoi occhi dall'iride rosso sangue.

"Amore devi nutrirti, è troppo che non bevi, non riesci più a controllare i tuoi occhi"

L'occhiataccia che le lancia Yoko la spaventa, solo una volta in vita sua la vide lanciare uno sguardo del genere, ad un membro omofobo del suo clan di vampire che disprezzava apertamente la loro relazione.

"Non so se l'hai notato ma non ho avuto il tempo di preparare i bagli e non ho sacche di sangue con me!"

La vampire ringhia le sue parole mostrando anche le zanne ma la sirena le sorride dolcemente avvicinandosi e quando è vicino a sufficienza si tira su la manica.

"Lo so"

La rabbia sul viso di Yoko scompare completamente lasciando posto all'incredulità. Anche gli altri non avevano potuto fare a meno di seguire il discorso e ora lo sbigottimento sui loro volti dice tutto. Alla Nevermore è severamente proibito bere sangue da un altro essere umano o reietto, non solo perché il vampiro entra in uno stato di eccitamento che se non in grado di controllare potrebbe portare ad una carneficina, ma anche perché a chi viene morso i denti del vampiro inietta una tossina del piacere che da un'assuefazione e una dipendenza enorme.

"No, potrei uccidervi tutti e tu diventeresti una drogata di morsi! Assolutamente no!"

Bianca fa dei passi veloci in avanti afferra Divine per un braccio e la strattona lontana da Yoko.

"Yoko ha ragione, sei forse impazzita!?"

Divina si divincola dalla presa dell'amica e fa qualche passo per allontanarsi.

"E cosa pensate di fare? Restare qui a guardare Enid morire? Se Yoko beve del sangue diventerebbe abbastanza forte e veloce da andare a cercare aiuto ma non abbastanza da resistere al canto di sirena!"

Tutti ora la guardano curiosi, i vampire non sono immuni al canto di sirena, ma nessuno è mai riuscito a reprimere un vampiro in preda alla seta di sangue se non con la forza bruta.

"Se Yoko beve solo qualche goccia e Bianca la incanta per non fare del male a nessuno e cercare aiuto ed incanta me per non ricordare l'effetto del morso, dovrebbe andare tutto bene"

Anche Xavier e Eugene ora si sono avvicinati"

"Divina è una follia, non è mai stato fatto prima ed è quasi sicuramente un piano suicida"

"Xavier ha ragione, dovremmo solo aspettare che quello che ha fatto il professor Silivieri faccia effetto"

Divina si agita ancora di più e rivolge uno sguardo di supplica alle sue due amiche.

Ma prima che chiunque altro possa intervenire, un forte sospiro da parte di Enid prende l'attenzione di tutti.



Angolo autore sfasato:

Mi dispiace per la lunga assenza, ma per noi parrucchieri gli ultimi mesi dell'anno sono una chiamata alle armi e non avevo le forze per scrivere nulla di decente. Adesso cercherò di riprendere con un capitolo a settimana. Grazie a tutti quelli che hanno avuto pazienza e hanno aspettato la mia storia.


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