Ansia da separazione (parte 2)
Mercoledì è tesa, talmente tesa che non riesce neanche più a battere a macchina. Ormai la sua rabbia ha raggiunto livelli fuori scala, fa fatica pure ad alzarsi in piedi, ma appena lo fa comincia a camminare con una furia per tutta la sua stanza, non in cerchio, ma in modo proprio disordinato, arriva davanti uno scaffale fa scorrere i libri vede che non c'è niente che le possa in qualche modo distrarre e riparte a camminare in un'altra direzione.
Il frullato di caos che Mercoledì ha in testa viene placato per un secondo da qualcosa, dal ticchettio che Mercoledì capisce essere Mano, che infila una foto sotto la porta della ragazza, la quale praticamente è già pronta a saltar fuori dalla porta per sbriciolare l'appendice ma il suo sguardo ricade sulla foto, ritrae lei e Enid sulla balconata della loro stanza a Nevermore, molto probabilmente scattata a tradimento da Mano col cellulare della bionda. La foto ritrae Mercoledì che suona il suo violoncello ed Enid che la guarda persa con un dolce sorriso.
"Stupida maledizione! E tu invece come puoi essere così odiosa ma portare così tanto... eherh non riesco nemmeno a pronunciare cosa mi provochi!"
La sola visione del sorriso di Enid che si beava della sua musica ha fatto sciogliere come burro tutti i muscoli della corvina. Mercoledì si perdeva in quegli occhi azzurri e in quel sorriso angelico.
Con la ritrovata lucida Mercoledì capisce che questa è solo una panacea minima per questo tipi di momenti. Dopotutto quello era il primo giorno che passava davvero lontano da Enid, fino a quel momento era stata lei a farle da guida per la casa ed Enid aveva preferito restare in stanza con lei piuttosto che girare da sola. Erano state poche le volte in cui erano rimaste davvero separate e solo ora collega i punti del suo umore scostante.
Mercoledì esce dalla porta guardando subito il pavimento ed ogni anfratto in cui quella stupida appendice potrebbe trovarsi, non vuole fargli del male, vuole chiedergli altre foto se pur il solo pensiero la disgusta.
"Mano ti giuro non voglio farti niente ma me ne servono altre! Ho bisogno di guadagnare più tempo possibile"
Purtroppo non ha risposta. Con molta probabilità Mano se l'è data talmente tanto a dita che in questo momento è dall'altro lato dell'oceano.
Adesso gli toccava trovare Enid almeno per ripristinare del tutto le suo facoltà mentali.
"Sorellona finalmente sei uscita dalla stanza. Era ora! Vedo che non sei più rigida come un tronco, ti è passata finalmente? Hai accettato la maledizione? Però ti prego non voglio vedere te e Enid sbaciucchiarvi per tutta casa come mamma e papà"
L'ultima cosa che Puglsey ricorda di quel giorno fu Lucifero che prese possesso del corpo della sorella e gli si avventava contro.
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