Capitolo 11
Oh mamma, oh Santissimi Numi. A pochi metri di distanza, il mio incubo peggiore mi stava sorridendo, anzi peggio si stava completamente girando verso di me e dannazione se non era bello; perfino conciato così era bellissimo e soprattutto era ancora più sexy, come diavoli era possibile?! -Uh guarda, ma quello lì non è....- Bethany naturalmente era appena cascata dalle nuvole e come appena mi girai per guardarla, la fulminai. -Per favore Beth, non dire quello che stavi per far uscire da quella bocca. Più che altro cammina- Affianco naturalmente a Thompson c'era Evan e anche lui non era mica male con la tuta, stavo completamente partendo. Feci un respiro profondo e attivai il mio chakra interno mentre trascinavo, nel vero senso della parola Bethany, affinchè si muovesse, ma lei non mollò, anzi sembrava non volersi muovere di lì, al che la lampadina mi si accese: -Non dirmi che siamo venuti a correre per loro, vero?- Non avevo bisogno di una risposta, bastava vedere la mia amica rossa come un pomodoro. Alzai gli occhi al cielo e sbuffai, lo sapevo che c'era la fregatura. Presi di nuovo Beth per un gomito e continuammo a camminare mentre la maggior parte della altre ragazze che passavano si fermavano per vedere quei due mentre facevano stretching, che cosa idiota. I due coglioni finirono di farsi notare da quasi tutta la pista che si stava riempiendo di gente e si misero dritti in piedi e lì purtroppo mi cascò l'occhio: Tyler era davvero possente nei suoi 1.80 e metteva una certa soggezione, ma anche molta eccitazione. Continuò a fare quel sorriso che Ethan reputava da ebete, ma io non potei fare a meno di sciogliermi, ci sapeva fare, maledetto. Indurii immediatamente lo sguardo e iniziai a camminare con finta non curanza mentre dietro di me Bethany si muoveva come una pallina da ping pong, era nervosa, quindi capii che la questione doveva essere per forza questa: aveva una cotta per uno di quei due coglioni, ma chi, Tyler o Evan? E questo mi fece davvero innervosire. Anche Thompson e il suo amichetto iniziarono ad avviarsi esattamente nell'opposto, quindi verso di noi. -Questa me la paghi, Bethany- Sussurrai a denti stretti proprio quando loro due ci passarono vicino; odore di tabacco e menta mi investì completamente, era buonissimo, ma dovevo rientrare in me, non potevo farmi abbindolare così. Quindi prima di fargli posare il piede per terra, allungai la mia gamba per fargli uno sgambetto. Sorrisi vittoriosa e iniziai a pensare a quello che sarebbe successo dopo, non potevo perdermela, così l'allungai di più e... Naturalmente non ci cascò! Dannazione! Non ci era cascato; imprecai mentalmente tutti i possibili Santi mentre lui si fermava e si girava verso di me sorridendo e scuotendo la testa: -Ci hai provato Wood, ma niente da fare- Allargò le braccia facendo risaltare la sua tonicità mentre inclinava la testa all'indietro facendo spuntare sulla guancia sinistra quella meravigliosa maledetta fossetta. Divenni rossa dalla rabbia e se in quel momento fossimo stati soli giuro che lo avrei strangolato con le mie mani- Aspetta, aspetta. Wood e Clark?- Sbuffai e per poco non mi congratulai con lui, che scoperta, ma poi riflettei e capii il senso: non si capacitava del fatto che noi due eravamo lì, a correre e in effetti neanche io potevo crederci, quindi figuriamoci lui. -Che ci fate voi qui?- Domandò inclinando leggermente la testa, facendo ricadere sulla fronte ciocche di cappelli corvini leggermente arricciati alla fine per via del sudore. Diedi un'occhiata a Beth che sembrava completamente andata e come appena vide Evan avvicinarsi a noi temetti che le sarebbe venuto un infarto, colpita e affondata. -Ciao Bethany- Spalancai leggermente gli occhi, oddio, quello era davvero Evan Moore? Il migliore amico di Tyler Thompson? Non sembrava lui, anzi tutt'altro e questo mi mise davvero paura. Scoccai un'occhiata alla mia amica e la vidi arrossire come una melanzana, non ci potevo credere, aveva una cotta per lui! -Ciao- Disse abbassando gli occhi in modo da guardare per terra. Non ci stavo capendo più niente e lo stesso doveva essere per Tyler perchè faceva vagare lo sguardo dalla mia amica al suo, mi schiarii la voce e lui subito tornò a osservarmi e naturalmente un altro sorriso comparve su quella maledetta faccia: -Ti ricordo Thompson che questo è un luogo pubblico e mentre tu vieni per fare le tue pose idiote sulla ringhiera per attirare stormi di oche, io vengo qui per esercitarmi- Socchiusi gli occhi e lo guardai intensamente, mentre lui sorrideva di più facendo splendere quelle due pietre preziose che aveva apposto degli occhi, ma immediatamente tornò serio, ci stavamo sfidando. -Cos'è nanetta, sei per caso gelosa?- Domandò scandendo bene le parole e immediatamente divenni rossa dalla rabbia. Mi alzai in punta di piedi, cosa che facevo quando ero nervosa, ma in quel momento lo stavo facendo per arrivare almeno alle spalle di Tyler che iniziò a ridere così forte che in pratica si sentì per tutta la pista. -Non chiamarmi così- Sbottai mentre lui alzava le mani in segno di resa, ma io avevo appena cominciato: -E poi io gelosa?!- Dissi scuotendo la testa e ridendo come un'isterica, ma diceva sul serio? Tyler nel frattempo aveva annuito e si era abbassato il cappuccio lasciando vedere una massa di capelli umidi e ricci alle punte. -Ma per favore! Gelosa di un branco di galline che mentre corrono sembrano avere un orgasmo!- Thompson scoppiò di nuovo a ridere questa volta piegandosi in due mentre io cercavo di respirare il più profondamente possibile mentre sia Evan che Bethany ci guardavano leggermente perplessi: -Hai capito la nanetta!, scommetto però che ti farebbero piacere le mie attenzioni- Mi guardò in modo provocatorio e io arrossii completamente, riuscii a sentire le mia guance che andavano man mano a fuoco. Non sapevo che dire, mi aveva fregata, accidenti a lui. -Che ne dici di una gara?- Lo guardai di sbieco: dovevo accettare? E se io perdevo, cosa che sicuramente sarebbe accaduta, che succedeva? -Andiamo nanetta, giuro niente trucchetti- Si fece la croce sul cuore come un boy scout e io alzai gli occhi al cielo, ma poi tornai a guardalo con in mente già quello che dovevo fare.Certo non ero molto brava nello sport, ma se mi ci mettevo ci riuscivo, quindi se Thompson voleva la sfida... che sfida sia
Ciaoo Ragazii! Aia, qui c'è aria di sfida... Chi sa come si metteranno le cose...
Che ne dite? Spero che vi piaccia e che vi abbia messo un po' sulle spine.
Vi ringrazio tantissimo perché siete in tanti a leggerlo e mi rendete davvero felice! Alla prossima
By Moonline
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