Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

Capitolo 48

In foto: Lilith, Regina degli Inferi.

Kasal POV

Non si può mai riposare in santa pace! C'era un gran chiasso in corridoio, che proveniva dalla stanza di Morgue e da quanto potei immaginare, doveva essere successo qualcosa di grave ad Emma.

Sentii pure la voce di Vassago, motivo in più per rimanere sotto le coperte... Ci eravamo avvicinati così tanto e la cosa mi faceva piacere e paura allo stesso tempo, affrontare i miei sentimenti e riaprire me stessa a qualcuno... non ero sicura di poterlo fare.

Lucifero urlava troppo per i miei gusti, la sua voce possente non mi permetteva di tornar a dormire quindi decisi di andare a vedere cosa stesse succedendo.

La porta della camera di Morgue era aperta, Harag ed Aleira erano in disparte a scambiarsi occhiate spazientite mentre Vassago cercava di trattenere Lucifero dal picchiare Morgue a sua volta trattenuto da Caliel.

<<Cosa succede?>> chiesi ad Aleira senza inoltrarmi nella stanza, sentivo una puzza tremenda di angelo sulle loro vesti, dovevano esser riusciti a salvare Nithaiah...

<<Emma è stata ferita da un angelo, di conseguenza ora è in pericolo di vita, in più non abbiamo l'anfora per permettere a mia madre di sopravvivere qui giù>> rispose poi indicando i due che si urlavano insulti di tutti i colori, Lucifero ovviamente stava contenendo la sua rabbia grazie ad i suggerimenti di Vassago, altrimenti saremmo tutti morti.

Quindi uno dei piani di Vassago non era andato a buon fine, conoscendolo, dibitavo che avesse permesso qualcosa di simile, un errore di calcolazione o... qualcuno che stava facendo il doppio gioco.

Il mio diario sparito era solo uno dei primi segni, lo avevo immaginato ma non volevo crederci davvero... guardai Vassago, sembrò sentire la mia presenza perché si volto un attimo verso la mia direzione sorridendo come se non stesse trattenendo Lucifero dall'uccidere metà della mia famiglia.

Guardai Harag, mi sembrava strano non vederlo interferire in quella gara di insulti, di certo non era calmo, dato che si teneva la testa fra le mani mentre Aleira gli accarezzava la schiena.

Sospirai, avrei lasciato il mio riposino per ultimo... Infondo, prima si sarebbero risolte le cose e prima sarei potuta tornare a dormire.

Pensai a mia sorella Lust, immaginando i suoi capelli rosso fuoco, le sue labbra carnose ed il suo corpo formoso... Poco dopo fui davvero d'avanti a lei, sulla Terra e in una stanza ben arredata e lussuosa.

<<Abbiamo visite, Hals!>> disse euforica, mio fratello era seduto di fronte ad un tavolo ricco di cibo, al suo colletto aveva un fazzoletto sporco di cioccolata e quant'altro, così come la sua bocca. Mi sorrise mostrandomi i suoi denti gialli, tra i quali vi era incastrato anche qualche pezzo di carne... disgustoso.

Lust invece stava tagliando i capelli ad un umano, nella stenza sala in cui Hals stava mangiando.

Il ragazzo era seduto su una sedia davanti ad uno specchio, sulle sue spalle vi era una mantellina che permetteva ad i capelli di scivolare sul pavimento. I capelli tinti di nero ebano erano rasati dai lati e lasciati più folti e lunghi sopra. I suoi occhi neri mi fissarono, al suo labbro inferiore aveva un piercing ad anello...

<<Kasal, ti presento il nostro profeta... Daniil>> disse accarezzando il volto di questo, le sue unghie lunghe e colorate di viola scuro sono a tinta con il colore dell'abito che indossava. Un abito a tubino senza spalline che aderiva perfettamente al corpo, un po' più stretto sul suo seno, per farlo sembrare il doppio di quello che è. Come al solito, Lust indossava il suo rossetto rosso preferito, le palpebre invece erano colorate da un ombretto dorato nettamente in contrasto con la matita nera che delineava il contorno degli occhi, caratterizzati dalle sue lunghe ciglia.

Al confronto, io ero peggio di un sacco di patate! Poco importava, non ero di certo fuori per conquistare qualcuno.

<<Chi è lei?>> chiese il ragazzo, Daniil, indicando me e spostando la mano di Lust dal suo viso. Sorrisi, doveva essere davvero in gamba per non lasciarsi abbindolare dal tocco di Lust! Persino Aleira aveva problemi a controllarlo.

<<Mia sorella, Kasal!>> disse Lust entusiasta, sussurrando però all'orecchio di questo che arrossì... non era poi così immune a Lust.

<<Ha il dono della vista...>> commentai e Lust annuì tornando seria, poggiando le forbici ed il pettine che aveva tra le mani sulla toeletta che era posta dinanzi a lei.

<<Esatto, e non solo... Ha visto Michele e Morgue combattere... Ed ha compiuto la sua scelta... Un nuovo orizzonte, nuovi credi e nuove figure portanti>> Lust sembrava davvero elettrizzata all'idea, d'altronde guidare i fili di quel ragazzo ed aiutarlo a "sedurre" gente nel seguirlo poteva solo andare a suo vantaggio, fin quando si sarebbe divertita.

<<Ci pensavo già da tempo, in un credo migliore... Possiamo essere buoni senza seguire alcune stupide leggi dettate dalla chiesa, possiamo celebrare l'amore in qualsiasi altra forma e con la benedizione di esseri che penseranno alla nostra salvaguardia>> se fossi stata un'umana, avrei voluto lo stesso... Era quello che Aleira voleva del suo regno? Era quello che avrebbero fatto per gli umani, in cambio della loro devozione? Lo avrebbero fatto... davvero? Un demone servire un umano, proteggerlo... solo se ci fosse qualcosa di davvero grande in cambio. Ma chi seguirà Aleira, non sarà più considerato un demone... una nuova razza, una nuova dinastia... Harag lo avrebbe accettato? Ne dubitavo fortemente.

<<Capisco, Lust, ti devo parlare>> una volta snobbato Daniil, feci cenno a Lust di seguirmi in un'altra stanza, ferii l'orgoglio del ragazzo ma avrei avuto modo di parlare con lui in un'altra occasione.

<<Cosa succede?>> mi chiese Lust una volta sole, alzando un sopracciglio.

<<Da quanto tempo non vedi Ilara?>> chiesi arrivando subito al dunque.

<<Non ne ho idea, giorni, mesi..? Era in compagnia di Balam l'ultima volta>> rispose sicura delle sue ultime parole... proprio quello che sospettavo.

<<Ci ha tradite, Lust. Ha sempre osservato me e Vassago con quel suo sguardo... pieno di rabbia ed invidia... sta aiutando Balam in qualche piano che ancora non conosco, ti conviene assumere una guardia per il ragazzo oltre te ed Hals... non sappiamo cosa abbiano in mente!>> dissi esasperata, quella stupida di una sorella! Maledetta lo era già, quindi stronza come insulto va più che bene.

<<Se ne parli così, deve essere successo qualcosa di grave giù negli inferi. Riferirò a Caliel, mi assegnerà lui una guardia>> disse sbuffando, non era la prima volta che Ilara si univa a demoni poco affidabili per farci qualcosa.. Ma ne avevo abbastanza, il nostro prossimo incontro sarebbe stato anche l'ultimo.

Aleira POV

Come se la situazione non fosse già abbastanza insopportabile, l'arrivo di Lilith peggiorò tutto. Urla ed insulti volavano nell'aria, cercare di far calmare tutti sembrava impossibile eppure a riuscirci fu proprio Emma, che trovò le forze di mandarli tutti a farsi benedire.

<<Scusami tesoro, non appena ho saputo sono corsa da te>> disse Lilith correndo dalla figlia, qualcosa mi diceva che prima di far visita da noi doveva aver fatto visita a mia madre... Per fortuna che non le era permesso entrare in casa di Vassago.

<<È colpa tua in primo luogo>> disse però Morgue allontanando Lilith da Emma... Harag ed io ne avevamo abbastanza, così come Vassago che aveva perso il suo caratteristico entusiasmo.

<<Colpa mia?! Se fosse stata con me non le sarebbe mai successo niente! Demoni, uomini, angeli... siete solo buoni a nulla>> il suo disprezzo verso il genere maschile in generale fu così ovvio che persino Harag si sentì offeso, insultandola tra se e se.

<<Lilith, non iniziare con le tue paranoie!>> non appena fu Lucifero a parlare, questa si voltò dolcemente, perdendo la sua espressione corrugata.

<<Lasciateci sole, ora, subito. Mi è parso di vedere un angioletto in gabbia durante il mio tragitto, non vorrete che a risentirne sarà proprio questo? Vi chiedo solo un po' di tempo con mia figlia, poi vi lascerò in pace>> nonostante non nutrissi molta simpatia nei suoi confronti, potei capire la sua richiesta.

Lucifero disse a tutti di uscire immediatamente, rimasero solo lui e Lilith nella stanza. Una volta nel corridoio però, sentii una strana sonnolenza colpirmi..

Ero nuovamente nella stanza di Morgue, ma non con il mio corpo... vedevo tutto con gli occhi di Lucifero! Com'era possibile?

Lilith accarezzava il volto di Emma che a sua volta osservava la madre in modo confuso.

<<Mi dispiace, mi dispiace per tutto>> disse Lilith, Emma però non mostrava alcun sentimento, né rabbia, né tristezza, né rancore... il suo sguardo era vuoto.

<<Avrei dovuto dirti tutto dall'inizio, eri una ragazzina così intelligente, hai persino convinto Lucifero ad avere pietà di te...>> Lilith stava incolpando se stessa, Lucifero era seduto su una poltroncina in silenzio mentre le osservava.

<<Perché lo hai fatto? Come puoi amare un angelo, quando in te c'è solo male?>> la domanda di Emma era posta a Lilith, eppure poteva essere perfettamente rivolta a Lucifero.

<<Perché non è così>> rispose proprio lui, fiatando per la prima volta.

<<Sta zitto Lucifero, lascia che a rispondere sia io>> disse Lilith, chiudendo i suoi occhi prima di rispondere.

<<Io non amo Michele in quanto angelo, amo Michele in quanto essere. Non ho problemi a dichiararlo qui, di fronte al diavolo in persona, e se le mie parole gli recano fastidio, che mi faccia fuori all'istante. Io e Lucifero siamo più simili di qualsiasi altro essere, ci comprendiamo, commettiamo persino gli stessi errori... entrambi due ribelli. Io fuggendo da Adamo, lui ribellandosi a Dio. Sulle coste del mar rosso vagai per giorni, lui voleva dominarmi, non credeva nell'ugualianza dei nostri sessi, come potevo io rimanere con lui? Diversi angeli vennero a cercarmi, spingendomi a tornare da Adamo, ma io avevo già giaciuto con vari demoni, li avevo sedotti ed usati. La vera Lilith stava nascendo, la mia voglia di ribellarmi all'uomo, mai mi sarei lasciata usare, sarei stata io ad usare loro. Poi ho conosciuto Lucifero, i suoi discorsi mi affascinavano, così come il modo in cui non si lasciava conquistare da me... era diverso. Ma ben presto conobbi anche Michele, dopo il fallimento di alcuni angeli nel riportarmi da Adamo, venne mandato lui stesso a cercarmi. Da una parte ero affascinata da Lucifero, dall'altra ero attratta dalle promesse di Michele. Anche Michele non era come gli altri, lui mi faceva credere che era possibile recuperare quella parte buona di me che si era assopita con il tempo, potevo fidarmi di lui, poteva dimostrarmi che sbagliavo nel reputare il genere maschile tutto uguale. Io volevo lui, volevo le sue carezze ed il suo amore... ma il suo amore è solo rivolto a Lui, era per quello che era lì, non solo per i sentimenti che provava per me. Io non potevo accettarlo, volevo che amasse solo me e nessun altro. Così non è stato, per questo mi sono unita a Lucifero, in seguito ho lasciato che i sentimenti negativi dominassero la mia mente, ho sfogato la mia rabbia sugli uomini, sui loro bambini. Sperando sempre in un suo ritorno. Ecco come il male può amare il bene, Emma. Così come il bene può amare il male. Ognuno ha le sue ragioni>> aggiunse infine osservando Lucifero, implicando che le ragioni dei sentimenti fra Lucifero e mia madre fossero diverse ma non troppo.

Dopo aver sentito la sua storia, mi chiesi più volte se anche io avrei compiuto le sue scelte, forse sarei stata meno forte, ma non potevo di certo continuare a vedere Lilith con gli stessi occhi.

Il suo rancore nei miei confronti ed in quelli di Caliel però erano ingiustificati, infondo lei aveva commesso li stessi peccati... Per quanto possano essere reputati tali. Dei peccati scaturiti dall'amore, io li reputo dolci peccati. Il mio dolce peccato, è proprio quello di essermi innamorata di un demone, accettando ogni suo difetto ed ogni suo pregio in quanto tale.

Emma non rispose alla madre, continuò solamente ad osservarla, con uno sguardò che sembrava trasmettere pietà nei confronti di questa, forse tristezza. Qualsiasi scelta avrebbe compiuto, io l'avrei capita... se avesse perdonato la madre o meno era solo una sua scelta, dettata in base ad i suoi sentimenti e alle sue esperienze.

<<Lilith>> disse però Lucifero, richiamando lo sguardo di entrambe su di sé.

<<Sono fiero di avere te come mia Regina, questo non dimenticarlo>> dopo aver stupito entrambe, si dileguò, facendo uscire anche me dalla sua mente.

Eccomi tornata! Spero che il capitolo vi sia piaciuto! Grazie per i vostri commenti nel capitolo precedente, ora sto meglio, purtroppo non sono molto in vena di parlare di ciò che mi è successo, ma sono di nuovo con voi! Grazie ancora ❤️❤️

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro