Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

Capitolo 4

In foto Lakota ed Ilara

Avidità ed Invidia

Il fatidico momento era arrivato, mi stavo dirigendo verso la sala dove spesso erano radunati tutti i ragazzi. Indossai un abito a maniche lunghe per nascondere lo strano tatuaggio che era apparso poco dopo aver stipulato quel patto con Harag.

Avevo provato più volte a lavarlo nel tentativo di mandarlo via ma sembrava essere sotto la mia pelle. Quando entrai nella sala quattordici occhi si posarono su di me, subito sussultai abbassando lo sguardo, prendendo posto senza fiatare sul divanetto accanto a Lust.

<<Guarda guarda chi si rivede...>> iniziò Lakota venendomi incontro <<sei stata proprio una sciocca a tentare di scappare...>> si fermò a poco da me osservandomi attentamente, dietro di lui Hals si leccava i baffi sghignazzando.

<<Non hai niente da dire?>> chiese Morgue ora di fronte a me minaccioso, le braccia incrociate attorno al suo petto <<chiedo perdono>> sussurrai, ma perché mi stavo inchinando dinanzi a tanta arroganza? Harag mi guardava con indifferenza mentre Lust sorrideva soddisfatta.

<<Come scusa?>> chiese Morgue fingendo di non aver sentito bene <<mi dispiace di essere scappata per evitare di sposare un essere egocentrico ed egoista come te>> ecco, lo avevo fatto di nuovo.

Maledissi la mia boccaccia, quasi tutti sembrarono divertiti tranne Morgue che inizio a tremare, mi sembrò di intravedere qualcosa muoversi dietro di lui, un'ombra. <<Harag...>> sussurrai quando una strana figura simile ad un'ombra viola spuntò dietro di Morgue, al contrario di quella di Harag questa sembrava avere due sottili occhi rossi.

<<Adesso basta>> disse Harag posando la mano sulla spalla tremante di Morgue al cui contatto sentii uno strano sibillio <<Cosa vuoi?>> disse Morgue portando subito la sua mano sul collo di Harag che rimase tranquillo e fermo <<Nostro padre non vuole che le venga torto un capello>> Morgue posò il suo sguardo prima su di Harag e dopo su di me <<Complimenti, hai trovato un alleato. Mi chiedo fin quando sarà in grado di aiutarti>> uno strano sorriso ora gli comparve in volto <<bene, sarà ora che ti trovi un'occupazione. Oggi avrai la tua prima esperienza nel mondo umano in veste di demone>> disse osservando Ilara e Harag <<sarete voi due ad accompagnarla>>.

Occupazione? Mondo umano? Non ci capivo più nulla! <<Bene, sarà meglio darle dei vestiti adeguati>> rispose Ilara facendomi cenno di seguirla e così feci sentendo lo sguardo pesante di Morgue su di me.

<<Certo che ne hai di fegato>> disse Ilara aprendo la porta di quello che mi sembrò un enorme armadio <<Io non so cosa mi sia preso>> Ilara ridacchiò afferrando dei vestiti moderni: una maglietta rossa ed un leggins di pelle nero <<non è del tutto colpa tua, la tua trasformazione è quasi terminata ed è normale che ti comporti così. Imparerai a controllarlo>> mi porse i vestiti ed infine un paio di anfibi neri.

<<Cosa vuoi che faccia?>> chiesi guardandomi intorno, eravamo nel bel mezzo di un corridoio <<Indossali>> si limitò a dire <<qui?>> chiesi ed Ilara alzò gli occhi al cielo <<fidati non passerà nessuno>> mi affrettai a seguire il suo consiglio e per fortuna ebbe ragione.

<<Cosa dovremo fare nel mondo umano?>> chiesi quando ebbi finito di vestirmi <<ora che sei una demone devi adempiere ad i tuoi doveri, io e Harag lavoriamo spesso inseme dato che l'invidia spesso causa rabbia nei comportamenti di un essere umano. Ci occupiamo di recuperare quante più anime possibili e di consegnarle agli addetti dello smistamento anime>> pensai un attimo per poi chiedere <<quindi siete come dei cupi mietitori?>> Ilara sorrise <<più o meno, vedrai>> ritornammo nella sala dove tutti erano tornati nelle solite posizioni.

<<È pronta>> disse Ilara dando un'occhiata veloce ad Harag che si avvicinò immediatamente <<Povero me>> sospirò Morgue guardandomi dalla testa ai piedi, sono sicura che stesse pensando a quanto meritasse di più che una sempliciotta come me.

<<Sarà meglio andare>> Harag mi afferrò il braccio e questa volta non caddi di sedere per terra bensì rimasi in piedi. Era notte ed eravamo di fronte ad una chiesetta nel bel mezzo del nulla, vi era qualche macchina parcheggiata all'esterno ed un carro funebre.

<<Cosa ci facciamo qui?>> chiesi ad Ilara ed Harag che iniziarono ad avanzare verso l'interno della chiesta <<siamo venuti a prendere un'anima ovviamente>> rispose Harag indicando l'interno della chiesa dove un funerale era in corso.

<<Ma cosa fate? Vi vedranno tutti!>> dissi vedendoli avanzare mentre Ilara alzò gli occhi al cielo <<non ci vedrà nessuno, datti una mossa>> avanzarono lungo la navata ed effettivamente nessuno notò la loro presenza, così gli corsi dietro.

<<Siamo qui per lui?>> chiesi indicando l'uomo anziano disteso nella bara aperta <<Scherzi? Quello è già morto secco. La sua anima è stata presa da qualche angioletto>> disse Harag sprezzante per poi indicare un uomo paffuto seduto in prima fila, al contrario degli altri non piangeva ma sembrò persino felice.

<<Thomas Tane primo della lista di oggi>> disse Ilara tirando fuori un foglietto stropicciato dalla tasca della sua giacca di pelle <<È stato lui ad avvelenare al fine di uccidere quel pover'uomo, suo fratello>> disse Harag posizionandosi dinanzi all'uomo paffuto di nome Thomas.

<<Brutta besta l'invidia>> commentò Ilara sorridente, poi mi passò una boccetta vuota <<cosa dovrei fare con questa?>> chiesi osservandola <<lì dentro ci va l'anima. Quando Harag gli da il colpo di grazia poggiala sulle labbra del vecchio prima che esali l'ultimo respiro, altrimenti è un bel casino>> non fui sicura di aver capito ma mi affrettai a raggiungere l'uomo accanto ad Harag <<cosa gli farai?>> chiesi tremante, stavo per essere complice di un assassinio.

<<Quest'uomo è stato malvagio e meschino per tutta la sua vita. Non devi essere triste per lui..>> disse notando la mia agitazione <<è pur sempre una vita, avrà persone che lo amano nonostante i suoi difetti...>> Harag sbuffò tenendo ferma la mia mano tremante nella sua <<la morte è parte importante per mantenere un giusto equilibrio, altrimenti la Terra rischierebbe il sovraffollamento. É giusto così>> <<Andiamo, abbiamo altre 254 anime da recuperare dopo questa>> disse Ilara alzando gli occhi all'aria <<pronta?>> chiese Harag portando la sua mano sul capo del vecchio.

Non avevo molta scelta ed in fin dei conti aveva ragione, quando Harag fece pressione l'uomo sembro avere un malore improvviso: prima si alzò in piedi portando la sua mano sul cuore e poi si accasciò per terra <<Ora!>> disse Harag e portai subito la boccetta sulle labbra dell'uomo.

Quando quest'ultimo esalò il suo ultimo respiro la boccetta si riempi di uno strano fumo verde, la richiusi non appena fu piena e la guardai sotto shock.

<<Nonno!>> urlò un bambino in lacrime andandogli incontro, quella che doveva essere la moglie urlò di chiamare il 911 mentre cercava di risvegliare il marito.

<<Non è giusto>> pensai ad alta voce piangendo, coprendo il mio volto con entrambe le mani. <<Va avanti da sola, ti raggiungiamo subito>> disse Harag ad Ilara afferrandomi il braccio.

Un venticello fresco mi accarezzava il volto pieno di lacrime, la luna alta in cielo illuminava leggermente il vasto prato in cui ora mi trovavo con Harag seduto a qualche passo da me.

<<Non piangere>> disse severo ma non riuscii ad ubbidire al suo comando sebbene sapessi che questo avrebbe potuto mandarlo su tutte le furie, quindi tra un singhiozzo e l'altro pronunciai un debole <<scusa>>. Come al solito lo sentii sbuffare ma fui sorpresa dal vederlo sedersi accanto a me.

<<Mi danno sui nervi le donne che piangono, quindi non farlo>> disse asciugando una lacrima, il contatto con la sua pelle mi fece voltare verso di lui, era calmo. <<Come fai ad esserne indifferente?>> chiesi rivedendo nella mia mente tutta la sofferenza di quella povera gente <<Aleira tendi a dimenticare che siamo demoni, questo è uno dei miei compiti>>.

Ero stata una stupida a pensare che sarei riuscita ad adattarmi a quella vita... <<non voglio farlo più...preferisco morire>> sussurrai affondando il mio viso tra le ginocchia che tenevo strette al petto.

<<Non puoi. Abbiamo sigillato un patto...>> disse indicando il tatuaggio sul mio polso <<la tua anima vagherà per sempre nel limbo se ne vieni a meno, non conoscerà mai la pace>> disse duro, i suoi occhi grigi piantati sui miei.

<<Perché sei così con me...>> chiesi esasperata: in alcuni momenti era davvero gentile mentre in altri mi ricordava la sua vera natura.

<<Non lo so>> rispose lui passandosi una mano tra i capelli penserioso.

<<Se ti può far stare bene, passeremo a visitare la gente che hai visto piangere spesso. Ti posso insegnare cosa fare per proteggerli ed aiutarli ad allontanare il dolore della perdita>> suggerì allora fissando l'erbetta sotto di noi.

<<Davvero puoi farlo?>> chiesi asciungando le mie lacrime.

<<Sì, ma questa è roba da angeli e non dovremmo farlo. Se ti scoprono sarai nei guai>> non mi importava, era un giusto compromesso.

<<Va bene>> dissi cercando di calmare il mio pianto <<possiamo ritornare da Ilara>> dissi alzandomi seguita da lui.

<<Non devi farne parola con nessuno, iniziamo domani mentre tutti dormono>> afferrò la mia mano, e subito ci ritrovammo accanto ad Ilara.


Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro