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La Vigilia🎄

"Giu svegliati, dai. Faremo tardi per colpa tua se no". Una voce mi chiama. Apro gli occhi e vedo davanti a me Denise supplicarmi di svegliarmi. Io mi alzo e chiedo che ore sono. Mi risponde che sono le 7.40, e che quindi mancano 20 minuti alle 8 e noi dobbiamo ancora mangiare e prepararci... perciò siamo in tremendo ritardo.

Io allora mi alzo di tutta fretta e mi preparo in cinque minuti. Dopo corriamo per le scale ed andiamo a mangiare. Mangiamo di tutta fretta, quasi soffocandoci con il cibo, e poi usciamo. All'entrata vediamo che tutti sono già pronti per partire. Julie ci dice che siamo molto in ritardo perché sono le 8.30 ed avremmo dovuto iniziare alle 8 e ci dice che questo non si dovrà ripetere. Bene, iniziamo già con le sgridate di prima mattina, perfetto. Ed il motivo è sempre lo stesso: i miei ritardi. Denise e Kassandra mi guardano male e io faccio lo stesso. Dopo la guida inizia a parlare e a dirci dove andremo oggi.

Il villaggio che visiteremo oggi è Qaqortoq. La cosa bella è che oggi useremo la slitta trainata dagli husky, e questa cosa mi piace davvero un sacco.

Julie ci porta dove ci sono le slitte. Una volta arrivati veniamo suddivisi in gruppetti ed ognuno va in una. Io sono insieme alle solite 4, cioè Sere, Nicole, Deni e Kassandra. Ci sediamo sulla slitta e davanti a noi c'è un Inuit che la guida. Noi iniziamo a parlargli in italiano e lui risponde con parole incomprensibili, non so se danesi o groenlandesi (il groenlandese esiste, anche se è più usato il danese). Nicole allora, per capire cosa stia dicendo, parla in inglese e lui, essendo istruito meglio di noi in lingue, risponde con tranquillità. Ma come è possibile che noi che andiamo a scuola tutti i giorni non sappiamo una parola oltre a "Hello", "Cat" e "Dog" e poi gli Inuit, che vivono al gelo e a scuola non ci vanno, sanno parlare l'inglese meglio di noi? Certo che siamo messi proprio male... Io questa cosa non riesco a spiegarmela.

È davvero un'esperienza unica stare nella slitta trainata da husky, non è una cosa da tutti giorni. Sono così felice di poter godere di tutte queste cose meravigliose: prima l'aurora boreale, da mozzare il fiato dalla bellezza, ed ora stare su una slitta di husky. Sembra di vivere in un sogno, in un posto magico.

Dopo un po' arriviamo a Qaqortoq. Scendiamo e io dico a Nicole di chiedere all'inuit se potrei accarezzare un husky. Lei chiede e l'inuit e la risposta è positiva, non sono pericolosi perché sono addomesticati. Io mi avvicino a quello centrale e gli accarezzo il suo morbido manto. Ha un pelo così soffice e caldo. Sto un po' ad accarezzarlo... non vorrei più staccarmene ma purtroppo non potrò accarezzarlo per tutta la mia vita, nonostante sia breve. Dopo un bel po' di coccole io e le altre ragazze ringraziamo e salutiamo l'inuit e ci dirigiamo verso il resto del gruppo.

Arriviamo dalla guida e lei, dopo che tutti arrivano, inizia a parlare. Ci parla della storia di questa grande città. Ci dice che è la più grande del sud della Groenlandia. Ci dice che qui, grazie al clima relativamente tiepido, c'è l'unica fontana della Groenlandia e che nella sua base vengono scritti i nomi dei cittadini, sia vivi che morti, con delle lettere d'ottone.

Dopo averci introdotto Qaqortoq, iniziamo a visitarla. Per prima andiamo al museo "Qaqortoq Museum". Julie ci dice che esso si trova in uno degli edifici più antichi della città di Qaqortoq, infatti un tempo era una fucina. Lei ci racconta un po' la storia della ex fucina e dopo visitiamo il museo.

Il museo è molto bello e vediamo tante cose molto antiche. Il pensiero che qui prima ci sia stata una fucina mi fa riflettere molto. Mi sembra di camminare sopra alla storia e di poterla addirittura respirare. A me piacciono molto le cose antiche, infatti storia era una tra le mie materie preferite (dopo italiano), quindi vedere cose antiche e "calpestare la storia" mi piace tantissimo.

Dopo aver finito con la visita al museo, andiamo al "Hvalsey", un'antica rovina. La guida ci spiega un po' e ci dice che è un antico insediamento vichingo. Ci spiega che il Hvalsey ospita alcune delle rovine meglio conservate della colonizzazione vichinga della Groenlandia e che si trova in quello che i coloni norvegesi chiamarono Insediamento Orientale. Passiamo vicino alle rovine e le osserviamo attentamente. Io sono davvero affascinata dal fatto che queste rovine ci siano da tantissimo tempo ma che siano ancora intatte. Sono davvero stupende.

Dopo aver visto queste rovine, passiamo davanti ad un'altra meraviglia: la scultura di roccia "Stone and Man", fatta dallo scultore Aka Høegh. È davvero una scultura molto bella, fatta da mani abili, e molto antica. Mi piace molto ed il significato in italiano sarebbe "Roccia e Uomo", ci sta molto. Julie ci spiega la storia di questa scultura e del suo creatore e dopo ce ne andiamo.

L'ultima cosa da visitare ora è il "Tasersuaq". La guida ci porta fino ad esso e ci dice di toglierci le scarpe e le calze ed entrarci dentro. Il Tasersuaq è un lago, molto bello ma anche molto gelido, visto che siamo in pieno dicembre e certe parti sono perfino congelate. Julie ci dice di entrare per ascoltare la storia di lui e farla entrare proprio dentro noi. Lei ci racconta e noi la ascoltiamo, con i piedi gelidi dentro all'acqua. Io mi immedesimo in quello che dice e non ci faccio nemmeno caso all'acqua fredda, mi sento parte di essa, mentre gli altri continuano a lamentarsi perché fanno male i piedi. Quando finisce di raccontare ci dice di uscire e tutti corrono a scaldarsi i piedi, io invece vado con tutta tranquillità e mi godo fino all'ultimo questa stupenda esperienza.

Dopo aver finito con il Tasersuaq, andiamo via da Qaqortoq e ci prepariamo per andare in un'altra città, l'ultima prima di pranzo.

Tocca ora a Narsaq. Questa volta per andarci usiamo la motoslitta, che anch'essa credo che sia molto carina da usare, una bella esperienza. L'unica pecca è che i minorenni non la possono usare quindi non potrò stare solamente, ad esempio con Nicole, a fare la scema, ma dovrò essere più educata davanti a mamma.

Io, Nicole, Leo e mamma saliamo sulla motoslitta e ci andiamo. Mamma la guida malissimo e ci fa quasi cadere giù ogni istante. Che senso ha vietare l'uso ai minori per prevenire incidenti se poi nemmeno i grandi la sanno usare? Anzi, forse uno più piccolo la guiderebbe meglio. Tutti e tre continuiamo a ridere per come guidi la mamma e lei continua a giustificarti dicendo che è colpa del suolo. Dopo molta fatica e molti voli a terra, arriviamo a destinazione. Posso dire che, anche se ero con mamma e dovevo perciò comportarmi da persona normale ed educata, mi sono divertita tantissimo lo stesso. La motoslitta è davvero bella, ci vorrebbe solo qualcuno di... ehm, più abile.

Arriviamo a Narsaq ed andiamo dalla guida. Lei aspetta l'arrivo di tutti e poi comincia a parlare della storia di questa città. Ci racconta che si trova sulle rive del fiordo di Narsaq Sund, ha un porto pittoresco con attracchi per kayak ed un museo. Ci sono anche delle rovine di case eschimesi fatte di torba. Mi sembra proprio una bella città e ricca di storia, cultura e, soprattutto, bellezza.

Per prima visitiamo il "Narsaq Museum". La guida ci spiega la storia della città e di questo museo e poi entriamo e lo visitiamo. Non è un museo molto grande, ma è ricco di oggetti antichi, tradizioni e storia. Mi sembra davvero un ottimo museo per capire le tradizioni e la storia di questa città, davvero molto affascinante.

Dopo aver visto per intero il museo, andiamo al "Kvanefjeld". La guida ci spiega la storia di questo posto e che cosa sia. Lei dice che è il sito di un giacimento minerario e che si racconta che esso sia il secondo più grande deposito al mondo di ossidi di terre rare e il sesto più grande deposito di uranio. È davvero un posto molto importante. Julie ce lo mostra bene, ce ne parla in modo dettagliato e dopo un po' ad osservarlo, sempre con la mia faccia stupita da tutto, andiamo via, visto che i pancini brontolano.

Sono le 12.15 e la guida ci porta al ristorante dove mangeremo. Esso si chiama "Restaurant Klara" e appena entriamo, oltre a sentire odore di pesce da tutte le parti, veniamo accolti caldamente dal personale del ristorante.

Mangiamo quello che c'è. Siamo davvero tutti molto affamati e nessuna lascia il piatto pieno. Dopo aver passato un'intera giornata al freddo e a camminare, la stanchezza si fa sentire e le gambe non reggono più, poi con questo freddo è ancora peggio. Comunque sia, non voglio lamentarmi ora, non è questo il momento. Io sto vivendo una favola qui e quindi non voglio rovinarla solo per un po' di freddo.

Appena finiamo di mangiare tutti, cioè verso le 14, la guida ci comunica la città che visiteremo, ovvero Sisimiut. Sono molto curiosa di vedere come sia.

Iniziamo di nuovo il nostro percorso e seguiamo Julie. Ci porta alla costa per il boat tour, visto che per arrivare a Sisimiut è stato organizzato di usare le barche.

Veniamo divisi in vari gruppetti, come sempre, e io vado con Tobia, Marta e Giada. Un inuit guida la barca ma ora con noi non c'è Nicole, quindi non capisco un tubo di quello che dice, ma non importa, quel che conta è che ora sono con Tobia. In qualche modo ce la caveremo. Mi siedo sopra le sue gambe e stiamo accoccolati insieme, ogni tanto baciandoci. Marta e Giada invece ridono alle nostre spalle, ma non mi interessa, che facciano ciò che vogliono. Sono solamente invidiose.

Dopo un po' arriviamo. Stranamente siamo i primi, di solito con gli altri gruppi ero sempre tra le ultime. Julie aspetta tutti gli altri e intanto chiacchiera con noi, sia di cose inerenti al viaggio, che di altre cose a caso.

Finalmente siamo tutti. Julie inizia a parlare della storia, delle tradizioni, delle culture di quest'altra splendida città: Sisimiut. Ci dice che Sisimiut è la seconda città della Groenlandia per grandezza, dopo Nuuk. Qua si trovano edifici storici, la chiesa in legno più antica dell'isola e un interessante museo sul primo popolo. Ci dice anche che le attività principali sono la caccia e la pesca, e un tempo da qui si partiva per la caccia alle balene. È davvero una città importante, grande e ricca, non economicamente ma culturalmente.

Dopo averci introdotto la città, iniziamo con un museo che si chiama per l'appunto "Museo". Ci spiega che si trova in un edificio storico vicino al porto, specializzato in industria, commercio e spedizione. È composto da diversi edifici coloniali.

Entriamo nel museo e lo visitiamo. è davvero un bel museo, ha molti manufatti ed anche una casa di torba ricostruita. Il museo fa proprio odore di storia, si respira nell'aria, e per questo motivo io lo adoro. Mi piace davvero un sacco vedere tutti questi monumenti, uno più bello dell'altro, poi la casa di torba è proprio fantastica.

Dopo aver finito questa bella visita in questo museo, Julie ci dice di andare di nuovo verso le barche, però questa volta dovremo essere tutti raggruppati vicini. Io riprendo la solita barca di prima, col mio amore e con Giada e Marta, e diciamo, con un inglese un po' scarso (viste le nostre doti linguistiche) all'inuit di stare vicino alle altre barche. Dopo molto capisce ciò che diciamo, con molta fatica, siccome è incomprendibile, e si avvicina alle altre.

Io mi siedo sulle gambe di Tobia, tutta tranquilla e rilassata. All'improvviso balzo in aria. Sento la voce di Julie rimbombare da tutte le parti, mi giro e la vedo con un microfono in mano. Tobia ride a vedermi balzare solo per un microfono e successivamente mi metto a ridere anche io insieme a lui.

Julie continua a parlare ed io la ascolto attentamente. Tobia mi guarda e mi chiede come mai sia così tanto interessata e io le rispondo che amo la storia e amo questo posto. Lui allora mette il broncio e dice "E a me non mi ami?", io mi metto a ridere e gli dico "Certo che sì stupidino" e lo bacio.

Julie parla del Kangerluarsuk Tulleq, cioè il fiordo che abbiamo accanto, quello che ci sta mostrando. Ci dice che è lungo ben 28 km e ci racconta tante varie cose su di esso, sia geografiche che leggende. Io ascolto ogni minima parola, senza tralasciarne nessuna e ad ognuna che mi sorprende, spalanco la bocca e sussulto. Sono davvero incantata da tutto in Groenlandia, anche di questo fiordo che è davvero strepitoso.

Dopo che Julie finisce con le sue perle storiche, torniamo indietro a Sisimiut. Mi sarebbe piaciuto molto andare sul fiordo, ma purtroppo non è incluso nel viaggio. Comunque sia, sono felicissima di averlo ammirato da vicino, anche se solo in barca.

Scendiamo dalle barche, salutiamo l'inuit ed andiamo dal nostro gruppo. Quando arriviamo, Julie ci parla delle due montagne di Sisimiut: Palasip Qaqqaa e Nasaasaaq. Palasip Qaqqaa è alta 544 m, mentre Nasaasaaq è alta 784 m. Julie ci racconta un po' la loro storia e tantissime cose, tra cui leggende. Dopo passiamo all'attività che dovremmo fare: la Snow Shoeing, ovvero la ciaspolata tra le montagne.

Tutti ci mettiamo le ciaspole ai piedi ed iniziamo a muoverci. Io non ci sono abituata e non so nemmeno come si mettano, e quando partiamo, essendo una completa inesperta in questo, cado un po' di volte a terra, bagnandomi tutto il sederino e ridendo come una mongola, come se mi prendessi in giro da sola. Ma per fortuna non sono l'unica incompetente, lo siamo un po' tutti, apparte Julie.

Percorriamo gran parte del Palasip Qaqqaa e dopo scendiamo giù, poi saliamo un bel pezzo del Nasaasaaq e riscendiamo giù. Dopo queste lunghissime camminate, faticose ma anche belle (è davvero una bella esperienza camminare con le ciaspole, ve lo garantisco. Poi, qui in Groenlandia, c'è una fauna e una flora magnifica, quindi puoi avvistare tantissimi animali che non avevi mai visto prima, ed anche piante), scendiamo a valle e ci riposiamo tutti per circa una mezzoretta.

Quando i nostri muscoli si sono abbastanza riposati, Julie ci richiama tutti vicini e dice che il tempo del riposo è finito, ora bisogna ricominciare. Certi sbuffano, io invece sono felicissima. Se abbiamo pagato questo viaggio è per visitare la Groenlandia, non per dormire dopo una ciaspolata, quindi, perché sbuffare? Se non si volva fare fatica non si veniva. È ovvio che qui un po' di sforzo bisogna farlo, non siamo a casa a poltrire su un divano.

Julie ci chiama e ci annuncia la nostra prossima città da visitare: Kangerlussuaq. Ci parla un po' delle sue tradizioni, della sua storia. È un piccolo villaggio ma che è stato attraversato parecchio dalla storia, soprattutto dalla Seconda Guerra Mondiale e dalla Guerra Fredda. Julie ci spiega che oggi Kangerlussuaq è una meta molto ambita in Groenlandia, sia per la facilità con cui è raggiunta, sia per la fauna selvatica.

Ci dirigiamo verso questa città e vedendola con i miei occhi me ne innamoro. In questo momento sto calpestando la storia, questa città è stata davvero attraversata tantissimo da un sacco di avvenimenti storici. Mi piace tantissimo per questo motivo, beh, anche perché è una città splendida sotto tutti gli aspetti.

La prima tappa è il "Kangerlussuaq Museum", un museo davvero antico e spettacolare. Julie ci guida, ci spiega varie cose, ed io ne rimango estasiata, è davvero un gran bel posto! Ascolto ogni singola parola, nonostante molti altri non lo facciano per nulla. A molte persone non piace sentire le guide parlare perché possono sembrare molto noiose e monotone, ma io invece sono una di quelle che si mette sempre al primo posto per ascoltare ogni singola parola.

Dopo ci incamminiamo verso la seconda meta, ovvero "l'Arctic Circle Trail". Non è una vera e propria meta turistica, e solamente per vedere questo posto, comunque molto bello, e farci una bella camminata.

Camminiamo tutti "ordinatamente" (ovvero come in un gregge) e io sto vicino al mio Tobia, a Serena e a Nicole. Chiacchieriamo e scherziamo per tutto il tempo, divertendoci un sacco. Dopo un po' si unisce anche Leonardo al nostro discorso, non perché sia realmente interessato ma solo per stare vicino a Nicole, ovviamente.

Finita questa passeggiata all'aperto, andiamo verso le slitte trainate da husky. Io questa volta mi metto con mamma, nonna Benny e Leonardo, e dopo un po' arriviamo a destinazione. Giunti al "Greenland Outdoors", come al Arctic Circle Trail, facciamo solamente passeggiate, chiacchieriamo tra di noi e osserviamo quello che ci circonda, la fauna e la flora.

Finito il percorso è il momento di visitare il lago di questa città, ossia il "Tasersuatsiaq". Ci andiamo tramite le slitte, ovviamente, visto che è un po' lontano, e una volta arrivati lo osserviamo incantati. La guida ci parla della sua storia e ci dice che è uno dei laghi più grandi della Groenlandia. È davvero incantevole, la vegetazione che lo circonda è fantastica, e vediamo anche qualche caribù.

Qui Julie decide di farci fare una sosta e mangiare uno spuntino, appositamente portato da lei. Ci dà alcuni panini e tutti noi li apprezziamo e li gustiamo, accompagnati da tanta gioia e discorsi senza senso. Si respira proprio aria di felicità, è tutto così bello, vorrei che questo durasse per sempre, ma so che non è così e presto finirà tutto.

Julie, quando tutti finiamo di mangiare, ci comunica l'ultima città da visitare della giornata: Illulissat. Ci spiega un po' di cose, ci dice che è la terza città più grande della Groenlandia occidentale e che è una città con un sacco di cani da slitta. Ci racconta che alcuni scavi hanno dimostrato che questa un tempo era la città più popolosa della Groenlandia, e in poche parole, che è una vera meraviglia, non molto conosciuta siccome non è da tutti decidere di fare un viaggio in Groenlandia. In generale la Groenlandia è un po' una perla nascosta, davvero affasciante ma non conosciuta molto, ed è davvero un peccato.

Andiamo verso le barche ed io sto insieme a Kassandra, Denise, il piccolo Luca e sua mamma. Come sempre parliamo di tutto ed in poco tempo siamo a Illulissat. Io rimango estasiata, è così bella e le case sono tutte così colorate e brillanti. È davvero stupendo trovarmi qui. Tutti rimangono colpiti da questa splendida città, così fredda ma al contempo calda di colori, di emozioni... è una città così viva, è davvero stupenda.

La prima tappa è il "World of Greenland" ossia un ghiacciaio. È davvero strepitoso, potrei rimanere qui per ore e ore ad ammirarlo, sono incantata. Poi lo sfondo del cielo lo rende ancora migliore, è davvero un paesaggio stupendo. Non ho mai visto nulla di bellezza paragonabile, oso dire, Londra, Parigi (ed altre città famose come queste) ma levatevi, non siete nulla a confronto.

Dopo andiamo al "Knud Rasmussen's Museum". La facciata è molto carina, di un rosso acceso, ed anche dentro è davvero stupendo. Julie ci illustra la storia di questa città, ci racconta un sacco di cose, e varie leggende su questa splendida città, un vero gioiello dell'umanità purtroppo smarrito e sconosciuto a molte persone. Voi stessi che leggete non avrete mai sentito parlare nemmeno della capitale della Groenlandia, ovvero Nuuk, ma ve lo assicuro, sono davvero città stupende, e vale la pena almeno una volta nella vita visitarle.

Infine, per concludere questa giornata in bellezza, visitiamo la "Zion's Church" che sarebbe una chiesa luterana. Anch'essa è molto bella, fatta in un modo particolare e meraviglioso. Questa, a differenza del museo di prima, ha le facciate di colore marrone/nero. Entriamo e stiamo tutti in silenzio, è davvero emozionate trovarmi qui. Non sono una persona molto religiosa ma mi piace molto visitare chiese, hanno una bellezza nascosta, sono incantevoli.

La giornata si conclude così, con una stupenda chiesa luterana, e quindi torniamo indietro, dove ci aspettano le barche, e infine ci dirigiamo verso l'hotel.

L'Hotel si chiama "Icefjord". Innanzitutto, a mio parere, il nome è bellissimo (che in italiano significherebbe fiordo di ghiaccio) ed anche esteticamente è molto bello, esternamente ha le pareti di un blu acceso. Appena entri, ti senti subito a casa, è molto accogliente e caldo, e le cameriere sono molto gentili e disponibili.

Ognuno va nella propria camera, io sono insieme a Tobia, e ci cambiamo e prepariamo per la mega cena della vigilia di natale, mangeremo tanti tipici piatti della Groenlandia, e ne sono molto entusiasta. Non mi importa del mio diabete, probabilmente sarà il mio ultimo pasto, e non me ne frega se questo mi farà male, non mangio zucchero da non so quanto tempo, e sono stanca di questo. Probabilmente sarà la mia ultima cena e voglio godermela.

Mi vesto e nel mentre parlo con Tobia, ma non solo chiacchere, ci diamo anche tanti baci per dimostrarci il nostro amore che va oltre alla morte. Io mi vesto molto elegante per questa sera, sono davvero elettrizzata, sia perché finalmente mangerò qualcosa di diverso, di nuovo, sia perché questo è davvero un Natale speciale, in una città meravigliosa, con tante culture e tradizioni diverse, e anche perché lo passerò con persone altrettanto speciali.

Scendiamo e andiamo verso i tavoli. Mamma, Leonardo, nonna Benny, il piccolo Luca con sua madre, Eva, Serena e Nicole sono già sedute, mancano solamente Denise, Marta, Ludovica, Giada e Kassandra, le lumacone di turno. Io e Tobia ci sediamo e io mi metto vicina a Serena, mentre al suo fianco c'è Nicole, alla mia sinistra, invece, ovviamente c'è Tobia.

Dopo un quarto d'ora arrivano anche le lumacone, e finalmente possiamo cominciare il cenone. Sono troppo entusiasta, questa giornata resterà per sempre nella mia memoria, è un momento indimenticabile. Non so da quanto non mangiavo davvero come si deve, e ricominciare mangiando in un hotel in Groenlandia non è mica male come cosa.

Al centro della sala c'è un grandissimo albero, è davvero stupendo e decorato con candele, cuori di carta, ornamenti luminosi e kamik, ovvero piccole riproduzioni dei tipici stivali di pelle di foca. Qui è tipico addobbare l'albero in questo modo. Una cameriera ci spiega anche che l'albero, ovviamente, è stato importato perché qui non ne crescono, e chi non può permetterselo se lo costruisce di legno, è fantastica questa cosa.

Appese alle finestre ci sono anche delle stelle rosse e arancioni illuminate, che simboleggerebbero le nostre stelle di natale, sono molto carine e luminose.

Dopo le cameriere ci portano tutti i piatti e li mettono in centro tavola, e ci dicono i loro nomi. Il primo si chiama "Mattak", il secondo "Suaasat", il terzo "Kiviak", infine, come dessert ci sono numerosi biscottini deliziosi, alcune torte, mele e bacche con guarnizioni croccanti, uno speciale porridge e altri dolci danesi. Questi sono i piatti tipici groenlandesi, tutti a base di carne e pesce (tranne i biscotti e le torte) e sono curiosa di sapere come siano. Prima di cominciare la degustazione, chiedo alla cameriera in cosa consistano.

- Il Kiviak consiste in carne di gazza marina fermentata all'interno della pelle di foca. La pelle di foca può contenere diverse centinaia di uccelli e, una volta sigillata, viene posizionata sotto un cumulo di rocce per diversi mesi prima del Natale. Durante il periodo natalizio è tradizione dissotterrare il kiviak per poi mangiarlo rigorosamente crudo; un altro piatto tradizionale che si consuma a Natale in Groenlandia è il mattak, che consiste in pelle di balena (solitamente bowhead, beluga o narvalo) con un filo di grasso all'interno. Tradizionalmente viene servito crudo, ma noi ve lo serviamo impanato, speriamo che possa piacervi. Infine c'è la suaasat, che è una zuppa di carne di foca bollita accompagnata da cipolle e patate. I dessert natalizi sono bacche e mele con una guarnizione croccante e uno speciale porridge natalizio servito con burro e condito con zucchero e cannella. Ci sono inoltre molti dolci e biscotti di Natale danesi. Buon appetito a tutti!- risponde gentilmente la cameriera (ovviamente questa è una traduzione di Nicole, visto che sono abbastanza ignorante in inglese e qui siamo in Groenlandia, non in Italia, per cui è quasi impossibile che sappiano l'italiano).

È un po' strano pensare che dovrò mangiare carne di foca e balena. Sinceramente mi dispiace un sacco per questi poveri animali. Voglio comunque assaggiare questi piatti, la vita è una sola, e la mia è anche molto breve, quindi lo farò.

Assaggio un po' di tutto e ne rimango deliziata. Sì, sono piatti particolari ma sono molto buoni, possono piacere o no, questo non lo metto in discussione, ma a me, personalmente, piacciono moltissimo. Sarà anche perché è da una vita che mangio solo cereali integrali, yogurt senza zuccheri e cose così.

Infine ci mettiamo tutti intorno all'albero, a giocare a tombola (l'abbiamo portata dall'Italia fino a qui, per poter giocarci in questo giorno speciale, la vigilia di Natale) aspettando la mezzanotte. Io insegno a Nicole come si gioca, perché a Londra non c'è la tombola, e quindi per lei questo gioco è nuovo. L'atmosfera è così bella, si respira aria di festa, e per fortuna nessuno è triste della mia dura sorte, perché mi amano e non vogliono che io passi i miei ultimi giorni con la tristezza.

Arriva la mezzanotte e tutti festeggiamo alla grande, con spumanti per i grandi e coca cola per i più piccoli. Infine ci scambiamo tutti i regali. Mi danno un album fotografico, che sfoglio tutto e nel mentre, alcune lacrime solcano il mio viso. Mi fa emozionare vedere tutte le foto di quando ero piccola e spensierata, che bei tempi che erano. Abbraccio uno ad uno tutte le persone presenti, i miei cari, visto che è un pensiero di tutti, un pensiero più che stupendo, e poi mi danno ognuno di essi un foglietto con su scritta una dedica. Io mi commuovo un sacco e li ringrazio infinitamente con baci e abbracci. Infine, la cameriera dà ad ognuno di noi un regalino, lo spacchettiamo ed io trovo un modellino di slitta fatto manualmente, è davvero grazioso. È davvero un bel pensiero da parte loro. Li ringrazio e verso le 00.30 vado in camera mia insieme a Tobia.

Sono stanca ma proprio non ce la faccio a dormire ora, provo tantissime emozioni, sono troppo felice e entusiasta di questa giornata, e di questo Natale. Dovrebbe essere il peggiore della mia vita, ma non è così, sto provando tantissime emozioni, tutte belle e non una brutta. Non potrò mai dimenticare questo straordinario viaggio. Non so davvero come ringraziare tutte queste persone che hanno reso il Natale che avrebbe dovuto essere orrendo, una meraviglia. Credevo che avrei passato questa sera a piangere, per tutte le cose che mi sarebbe piaciuto fare ma che non ho mai fatto, per dover abbandonare le persone a me care, e per tantissimi altri motivi. E invece? Sono qui a ridere come una bambina che apre il suo regalino tanto atteso, come se nulla fosse, come se fossi ancora una bambina spensierata. E io voglio esserlo, non voglio piangere perché sta finendo, voglio gioire perché è accaduto!! È stata una vita molto dura, ma con un finale da favola, cosa posso chiedere di meglio? Io, davvero, ringrazio tutte queste persone che hanno fatto sì che i miei desideri si realizzassero, che il mio finale fosse come nelle favole, perché tutto questo è merito loro. Non potrò mai ringraziarli davvero, ma voglio che loro sappiano che sono così importanti per me, io dal cielo li osserverò e li amerò, così come se fossi in Terra.

Io e Tobia ci sdraiamo nel letto e parliamo, ci dedichiamo frasi romantiche e ricordiamo tutti quei momenti passati insieme, a partire dal "primo appuntamento" al Luna-Park, quel giorno in cui tutto ebbe inizio. Dopo un po' di romanticismo "a parole" passiamo ai fatti, e beh... sapete quello che fanno due innamorati, da soli, su un letto, o no?? Ci siamo capiti giusto? Beh... per la prima volta nella mia vita faccio l'amore con un ragazzo, è davvero tutto così bello, così speciale. Questo è un giorno davvero importante per me, non potrò mai dimenticarlo. Vorrei così tanto che non finisse mai più...


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