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9 dicembre🎄

Eccomi affrontare una nuova elettrizzante giornata, carichissima di grinta dopo la giornata di ieri, bellissima e stancante allo stesso tempo. Nonostante tutto, ieri è stata una giornata talmente bella che le stanchezze sono state appagate con le bellezze presenti a Roma, e lo rifarei altre mille volte anche al costo di morire di stanchezza.

I raggi solari, seppur molto timidi, penetrano attraverso le tapparelle e illuminano tutta la stanza. È molto strano vedere il sole a dicembre, si vede che il mondo sta cambiando, e intendo in peggio, per colpa dell'uomo che se ne frega del clima ma pensa solo ai SUOI di interessi. Può sembrare anche "figo" avere il sole a dicembre (beh, non per tutti), ma questo non va per nulla bene... e poi, l'anno è bello perché è vario, con certi momenti più freddi e certi meno, le stagioni determinano proprio questo, e se tutto fosse uguale e monotono, sarebbe tutto più noioso e non si aspetterebbe più felici l'inizio dell'estate, essendo sempre estate.

Guardo la sveglia che ho affianco e vedo che sono già le 10, oh mamma mia, è tardissimo!!

Di tutta fretta mi alzo e corro verso il bagno, ovviamente sbattendo conto al muro, visto che abito qui da 15 anni ma non ho ancora capito come sia fatta la mia casa... e ovviamente come ogni mattina che ci sbatto urlo "Che diavolo ci fa un muro qui?!!" come se fosse una cosa strana, e con sottofondo le risate di Leo che ogni volta si diverte a vedermi sbattere contro "muri non presenti prima".

In bagno, mi lavo, mi asciugo, mi pettino i liscissimi capelli biondi incantevoli, poi mi vesto con i miei "straordinari" outfit completamente a caso e una volta pronta vado in cucina.

In cucina faccio la mia solita colazione, che oggi non so il perché ma sembra più buona... sarà perché ieri alla fine sono andata a dormire senza mangiare, troppo stanca e meravigliata da Roma. Beh, comunque, sta di fatto che oggi la colazione sembra il nettare degli dei.

Dopo la mia straordinaria colazione vado dal mio amato calendario dell'avvento. Noi due ormai abbiamo stabilito una certa relazione amichevole, praticamente lui è diventato il mio migliore amico, siccome che migliori amici maschi non ne ho, ed ho deciso di dargli un nome: lo chiamerò... Cally!! (non Kelly, ma con la A, non chiedetemi il perché...)

Faccio il mio solito rituale del mattino, cioè la "scoperta della mansione del giorno" (so che è terribile detto così, sembra che devo fare un obbligo controvoglia, ma non so come chiamarlo altrimenti...) e alla mia apertura degli occhi leggo "Vai da qualche signore /a anziano, per esempio un/a vicino/a di casa, e passa una giornata con lui/lei"

Wow, mi piace molto l'idea di trascorre una giornata con un signore anziano, i giovani di oggi molte volte li criticano ma io no, in fondo tutti noi diventeremo vecchi e non ci piacerebbe essere trattati male da quelli più giovani... (ovviamente io no diventerò vecchia, ma pazienza). E poi, anche loro sono stati giovani come noi. Io invece trovo che gli anziani siano persone molto brave, e soprattutto saggie, e perciò possono dare molti consigli. Poi credo che essi, specialmente se senza più una famiglia, si sentano spesso soli e quindi vorrebbero un po' di compagnia, e perciò, perché non dedicare a loro del mio tempo libero?!

-Mamma, conosci qualche signore anziano che è solo a casa?-

-Ehm... sì, come mai me lo chiedi? Oggi come compito devi per caso fare compagnia a uno di loro?-

-Esatto! E ne sono molto entusiasta!!-

-Certo che sei strana. Non ho mai visto una ragazza essere così felice per andare a fare compagnia un anziano...- mi prende in giro lei.

-Beh... io non sono una ragazza qualunque eh... io sono Giulia Battaglia. Comunque, come si chiama questo signore?-

-Beh... in realtà non è un signore, bensì una signora. Si chiama Eva ed abita in fondo alla strada di casa nostra. Se le devi citofonare il suo cognome è Tetri-

-Ah, okay, grazie mille mamy, a dopo- la ringrazio io.

-Aspetta un secondo, ma tornerai a mangiare a casa o mangi da Eva?-

-Ehm... non so, comunque credo che mangerò da lei, ciao- le dico urlando.

Dopo scendo di casa e vado verso la casa di Eva. Schiaccio il bottone del citofono dove c'è scritto "Eva Tetri" e dopo pochissimo risponde. Ci metto un po' per convincerla di farla venire giù, perché non si fida molto e crede che io sia qualcuno delle pubblicità, ma quando le dico che sono la figlia di Beatrice Angeme, si decide a scendere, anche se un po' titubante.

Una volta scesa le racconto tutta la mia storia, della mia morte prevista per Natale, di Cally e subito prendiamo confidenza. Dopo lei mi invita a salire a casa sua ed io accetto volentieri. Si vede che questa Eva è davvero una buona signora, anche se all'inizio era un po' insicura.

Dopo saliamo a casa sua. La sua casa è davvero bella e accogliente, con le pareti di un colore rilassante. E' molto grande nonostante sia di un solo piano, perché estesa in larghezza. Si sente un odore davvero gradevole di cibo fatto in caso, credo di qualche torta, ed è un odore tipico nelle case delle signore anziane visto che quasi tutte, anzi, oserei dire tutte, cucinano sempre cose fatte in case, e cucinano davvero bene.

Passiamo tutta la mattinata a chiacchierare del più e del meno, come ad esempio di scuola , ma anche di altre. Le ho parlato anche di quelli che mi bullizzano, ma anche di Serena e Tobia, i miei due grandi amori, anche se Tobia non sa nemmeno di esserlo...

Le ho parlato della nostra famiglia, di tutto quel casino che si è formato per delle stupidaggini, e che ha portato alla separazione di mamma e papà. Lei è rimasta molto dispiaciuta, vedeva che noi eravamo una bella famigliola felice e non si sarebbe mai aspettata che si sfasciasse in questo modo, per di più per cose così banali. Ha criticato molto i miei perché il divorzio è davvero una cosa orribile e non si dovrebbe mai verificare se ci vanno di mezzo dei bambini, poi ne risentiranno per tutta la loro vita... ma di questo loro se ne sono altamente fregati... ma non importa, ciò che è passato ormai è passato.

-Sai, oggi ho preparato una torta, avevo in mente di darla a dei ragazzi orfani, che ora stanno in delle case-famiglia. Tutte le domeniche sere vado da alcuni di questi ragazzi, loro sono come dei figli per me, io sono molto affezionata a loro, e loro a me... ma fino a stasera c'è tempo per farne una nuova, ti va di mangiarla con me? Se poi avanzasse potresti portarla a casa da tua madre e tuo fratello...-

-Ehm... non so se mia madre ti ha mai parlato delle mie intolleranze e del mio diabete... ma io non posso mangiare le torte... scusami tanto- le rispondo imbarazzata.

-Stai tranquilla, tua madre mi ha parlato tantissime volte di te e di quanto fosse preoccupata... non ti avrei mai chiesto di mangiare una torta se fosse normale, ma puoi stare tranquilla che è una torta più sana, ed è perfetta per le ragazze come te. Infatti tra questi ragazzi delle case-famiglia ce n'è una che è molto simile a te rispetto a queste intolleranze, anche se è ad uno stadio del diabete inferiore al tuo, e perciò sta ancora bene ed è in salute, e dicono che potrà avere ancora una lunga vita. Comunque, è simile a te, e lei la mangia tutte le domeniche, quindi stai tranquilla- mi risponde.

-Lei davvero ha un cuore d'oro, signora, ma proprio non posso accettare. Questa torta è stata fatta per quei poveri ragazzi orfani e non sarebbe un bel gesto che la mangiassi io... non posso proprio accettare...-

-Ma stai tranquilla che ne cucino una nuova dopo- insiste lei.

-Non si preoccupi, non voglio farle fare il doppio lavoro... tanto non ho molta fame per ora...-

Eva insiste per un bel po' e dopo molti miei rifiuti, riesce finalmente a convincermi. La esce dal forno e la mangiamo insieme. È davvero una torta buonissima, e oltretutto non mi fa male. Era da anni che non mangiavo una torta e mi ero quasi dimenticata il sapore, finalmente ho mangiato, dopo tantissimo tempo, una torta, ed è la più buona del mondo! Le torte fatte in casa sono sempre le migliori e non possono competere con quelle che espongono nei supermercati, fatte in fabbrica, tutte uguali, nocive e piene di conservanti o cos'altro di poco salutare, oserei dire, velenoso.

Dopo aver finito qualche fetta di torta, Eva mi mette la torta in un porta-torte e la conserva, me la darà da portare a casa quando andrò via.

Dopo passiamo un'altra ora a chiacchierare e verso l'una si mette a cucinare il pranzo. Lei mi chiede se resterò a pranzare e io le dico di sì, visto che è molto piacevole passare del tempo con lei, è davvero una signora dal cuore d'oro.

-Allora, ti va di imparare qualche ricetta? Ovviamente che rispetti le tue intolleranze. Sai, ci sono un sacco di ricette "faidate" buonissime che puoi mangiare anche te. Così mangerai anche più volentieri e saranno di sicuro cose più salutari di quelle che compri al supermercato, che sanno di plastica. Se vuoi posso farti imparare qualche squisita ricetta da fare a casa insieme a mamma, va bene?-

-Ma certo che va bene- dico io entusiasta.

Stiamo ai fornelli per un po' e mi insegna varie ricette e, appena finito il "duro" lavoro del cucinare (beh, non direi proprio, visto che mi sono divertita un sacco), ci sediamo a tavola e passiamo alla degustazione dei cibi. Sono davvero più che buoni! Mai mangiato così bene da quando ho tutti questi problemi con il cibo, infatti in un periodo della mia vita ero anche diventata anoressica... ma non ne vorrei parlare ora.

Dopo passiamo tutto il pomeriggio a chiacchierare e anche a fare stupidi giochini, che però sono davvero carini da fare insieme a questa signora e, alle 18, me ne vado, promettendole però di venire qualche altra volta a farle visita, prima di Natale. E' davvero una signora adorabile!

Prima di andarmene mi dà la torta ed anche un libricino di ricette fatto accuratamente dalle sue mani, per mangiare con più appetito, almeno per i miei ultimi giorni di vita. Tutte ricette inventate da lei, fatte per persone che, come me, hanno qualche problemino con il cibo a causa delle intolleranze.

Quando torno a casa racconto tutto alla mamma e a Leo, e dopo un po' pranziamo con una ricetta del quadernino e, come dolce, la torta di Eva. E' stranissimo poter di nuovo mangiare queste squisitezze, sono davvero felice. Non potrò mai ringraziare abbastanza questa stupenda signora di nome Eva.

Quando mi sdraio nel letto sto un po' a massaggiarecon le mie amiche e dopo cado nel mio sonno, ed ecco arrivato il momento tantoatteso da me: la notte.


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