5 dicembre🎄
Apro gli occhi. Guardo l'ora segnata nell'orologino sopra al comodino e vedo che sono le 5 del mattino. Ho dormito da schifo, non sono riuscita a chiudere occhio per un solo istante. Sono completamente disorientata e non so come andarmene via da qui.
La mia pancia brontola molto ma allo stesso tempo non vorrei ingoiare un solo boccone.
Scorgo una piccola finestrella sopra al mio letto e così mi viene l'illuminazione: fuggirò via ora, visto che sono le 5 e per cui c'è meno personale, per mezzo di quella finestra. Non dovrebbe essere complicato.
Prendo una coperta trovata in un armadio della camera e una scaletta anch'essa nell'armadio (che poi non chiedetemi cosa ci facesse lì...) ed inizio a darmi alla fuga.
Una volta arrivata alla finestra la forzo e in qualche strano modo riesco ad uscire. Mi ritrovo dunque sopra al tetto dell'ospedale.
Il tetto non è molto alto ma nemmeno basso. Mi lancio giù e per mia fortuna non mi faccio nulla di grave (apparte a qualche sbucciatura e dolore) ed inizio a correre senza meta.
Cerco di trovare qualche riferimento per capire dove io sia ma proprio non riconosco un bel nulla ed in poco tempo inizio ad avere attacchi di panico. Non so cosa fare, sono piuttosto confusa e, ora che ho perfino freddo, siccome ho solo un pigiama da ospedale e una copertina, sento mancarmi le forze. Ho tanta nostalgia di mia madre e di quello stupido di mio fratello a cui voglio un'infinità di bene, anche se a volte non sembrerebbe.
In preda ad un attacco di panico, non so per quale motivo, metto la mano in una delle tasche del pigiama e sento un qualcosa di duro al suo interno. Estraggo quello strano aggeggio e, una volta preso, vedo che è proprio il mio cellulare, lodato sia il cielo!
Sento un miliardo di emozioni sovrastare la mia testa. Sono un botto felice ma allo stesso tempo ho paura di vedere quante volte mi avrà chiamato Tobia.
Lo accendo e scorgo una notifica. La apro e vedo che è un messaggio di Tobia il quale dice "Giulia ma dove sei? Tutti ti stanno cercando disperati. Ma che cosa ti è successo?? Ti prego, rispondi"
Vengo invasa dalla felicità e sto per un po' a fissare quel messaggio. Per fortuna che hanno saputo della mia scomparsa e lo hanno avvisato... se no gli avrei fatto una pessima impressione e sarebbe stato orrendo. Beh, credo che questo non sia il momento di pensare alle brutte figure.
Mi siedo a terra, al culmine delle mie forze per il freddo e per essere appena stata ricoverata in un ospedale per aver mangiato dolci essendo fortemente diabetica. Non me la sento di mandare a Tobia un lungo messaggio ma mando semplicemente un "aiutami" e subito dopo cado sul suolo e svengo per l'ennesima volta.
Quando riapro gli occhi la prima immagine che vedo è Tobia. Mi guardo un po' in giro e vedo che sono tra le sue braccia. Mi sta portando a casa, mi sta portando via da qui, mi sta salvando!
Dopo un lungo tragitto (nel quale io ho dormito tutto il tempo mentre lui faticava per portarmi indietro) arriviamo in una casa. Lui mi poggia sopra un divano e dopo mi fa un grande sorriso ed inizia a parlarmi.
-Hey ciao, sono Tobia. Come ti senti? Tutti noi eravamo molto preoccupati per te, ma cosa ti è successo? Ti va di parlarmene? Ah, a proposito, qui è casa mia, ma tranquilla, ho avvisato tua madre e presto verrà a prenderti. Io, non sapendo dove abitassi, non ho potuto portarti a casa tua-
-Ah, okay. Grazie per avermi aiutato... ma come hai fatto a venire lì, cioè, tu non sapevi dove io fossi-
-Sono riuscito a trovarti grazie al tuo telefono in cui era attivato il GPS. Comunque, come mai sei finita lì?-
-Ehm... è una storia lunga...-
Non voglio dirgli che sono stati proprio i suoi amici a farmi quello, non voglio essere la solita guastafeste che mette contro le persone, so che dovrei farlo, una volta per tutte, ma non, non riesco. Poi, ci rimarrebbe male e non vorrei che succedesse. Per ora voglio lasciare perdere, se vorrò lo farò più avanti.
-Ah, e quindi non vuoi dirmi di più...? Tranquilla, ne puoi parlare con me se vuoi, lo so che ancora non ci conosciamo per cui non ti fidi molto ma stai tranquilla che sono affidabile, giuro. Non lo dirò a nessun'altro se vuoi che rimanga un segreto...-
-Tobia, ma stai tranquillo che non è nulla di grave! È semplicemente che... beh, io... ceh... ehm... mi sono persa mentre... ehm... usavo il telefono con il maps... e dopo un po', non so perché ma maps non mi ha più funzionato e quindi non sapevo più come tornare... capito? Non è nulla di grave, tranquillo- invento io.
-Ehm... okay, sei sicura?- mi risponde lui come per dire "Oh scema, guarda che si vede parecchio che te lo sei inventato sul momento" visto che ho proprio buone doti di inventare cose e soprattutto che siano convincenti... ma okay.
-Sì, sì, fidati!- mento di nuovo.
-Okay... se lo dici te... comunque, strano modo di conoscerci, neh?!!-
-Eh già...- rispondo io e subito dopo scoppiamo in una grande risata.
Passiamo tutto il pomeriggio a parlare. È davvero un ragazzo strasimpatico (come già mi immaginavo) e già parliamo come se ci conoscessimo da anni.
Sono davvero un sacco contenta che il gruppo di imbecilli non sia riuscito a rovinarmi l'appuntamento con Tobia. Sì, me lo ha fatto credere per un momento ma l'incontro è stato semplicemente spostato di un giorno. E questo, oltretutto, potrei dire che un giorno strabiliante. Cosa posso chiedere di più di essere salvata dal tipo che mi piace, di essere portata perfino in braccio e di passare un pomeriggio tra chiacchere e risate?!! Nulla.
Pensavo che lui mi trattasse come i suoi amici poiché sono solo una stupida ragazzina diabetica e malata, mentre invece lui è di tutt'altro genere. Lui non giudica gli altri dall'apparenza, come fanno a differenza i suoi amici (e diciamoci la verità, lo fanno un po' tutti) ma guarda ciò che è realmente la persona. Ed è una cosa meravigliosa. Si può dire che lui è proprio il ragazzo dei sogni: ceh, è bello, simpatico più che mai, non ti giudica dall'apparenza e mille altre cose che se elencherei starei fino a domani. Ogni giorno sento di innamorarmene di più... anche se so per certo che il mio è completamente un amore impossibile... anche se un giorno, prima di morire, decidessi di dichiararmi, sarebbe inutile perché tanto ormai i miei giorni sono contati... che disdetta...
Dopo un pomeriggio stupendo, parlando e scherzando in armonia, all'improvviso sento il campanello suonare. Tobia si alza e va ad aprire la porta e lì compare mia madre tutta felice e, tra un po', con le lacrime agli occhi per la gioia di avermi ritrovata sana e salva.
Io corro e la vado ad abbracciare. Stiamo per un bel po' tutte strette l'una contro l'altra, felicissime e con le lacrime agli occhi. Ho avuto così tanta nostalgia di lei. Le voglio tantissimo bene, è la cosa più preziosa che io abbia.
Quando ci stacchiamo, stiamo un altro po' a parlare con Tobia e dopo torniamo a casa (prima di andare via Tobia mi dà un abbraccio e... e... non posso davvero crederci, tutto questo è reale?!!) e quando torniamo a casa saluto con tanti abbracci e baci anche il mio fratellone stupidone che, nonostante tutto, mi è mancato tantissimo... non so cosa farei senza di lui (magari lui riuscirebbe a farne tranquillamente a meno, sarebbe anche più tranquillo ma va beh... ovviamente scherzo, lui non vive senza di me)
Una volta a casa mi faccio finalmente una doccia rinfrescante che mi scarica da tutti i pensieri, le emozioni e le tensioni provate in un solo giorno.
Dopo essermi rinfrescata, mamma e Leonardo iniziano a tartassarmi di domande del tipo "Ma cosa è successo?" o "Come mai ti sei persa" o ancora "Qualcuno ha provato a farti del male" ed allora io decido di raccontare di nuovo la storiella di Google Maps, questa volta però più convincente togliendo tutti quegli "ehm..." o "ceh..." che la rendevano alquanto finta (ovviamente con Tobia, essendo stata inventata sul posto, non potevo risparmiarmeli vista la mia creatività... poi, se aggiungiamo l'imbarazzo di parlare per la prima volta col tipo che mi piace viene un pasticcio di parole colossale)
-Ehm... ma oggi non ho seguito il mio calendario dell'avvento, non va bene. Vedo subito cosa ho in programma per oggi-
-Ma anche in queste condizioni non lo lasci stare eh?!! Non so con quali forze tu riesca a farlo...- commenta Leonardo.
-Eh, io ho i superpoteri, non lo sapevi? Oh guarda che sono inarrestabile- dico con fierezza.
-Se, se...- ribatte lui.
Apro la casella numero 5 con gli occhi chiusi e, quando li riapro, leggo all'interno del foglietto "Dona all'UNICEF"
Comunico a mia madre ciò che devo fare e lei mi spiega come si fa. Ovviamente, non mi metto a donare i soldi di mia madre ma quello che ho ricavato io tramite paghetta o quant'altro.
Dopo aver donato, mi sento davvero felice. Secondo me farlo è davvero un'opera bellissima che può aiutare dei poveri bambini che loro, di per sé, non hanno fatto nulla di male e non meritano ciò, cioè di essere nella totale povertà o di non poter andare a scuola. È, sul serio, un gesto meraviglioso e secondo me dovrebbero farlo in tanti.
Dopo un'esaurente giornata ricca di emozioni positive e negative allo stesso tempo, finalmente è il momento della giornata che preferisco: coricarsi sul letto.
Mi sdraio e poi sento mio fratello domandarmi
-Giu, ma seriamente la storia che hai raccontato è vera? A me, sinceramente, mi sapeva un po' di invenzione... ti prego, se c'è dell'altro dimmelo, ti scongiuro... sono tuo fratello, ormai ti conosco benissimo e so quando menti e quando non, per cui, ti prego, dimmi realmente come sono andate le cose, per favore... sai che puoi fidarti-
Ovviamente lui mi capisce molto bene e quindi, non essendo stupido (sinceramente avrei dei dubbi in merito), capisce subito che quella raccontata in precedenza non era la realtà. Io, allora, gli racconto tutto come realmente è stato e fino all'una di notte circa, stiamo a parlare (a bassa voce) e lui mi riempie di consigli molto utili, è davvero un tesoro.
Terminato tutto questo mi rimbocco le coperte e sprofondo in un immenso sonno che desideravo ormai da tempo, dopo questa struggente giornata ma allo stesso tempo bella.
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