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3 dicembre🎄

La sveglia suona alle 7, come al suo solito, ma non ho minimamente voglia di uscire da queste confortevoli coperte. Sono troppo soffici e calde, la mattina è un'impresa abbandonarle.

A malavoglia mi alzo e vado verso il bagno. Mentre vado sbatto contro una sedia che non avevo visto perché ero (e sono) mezza addormentata.

-Ma che diavolo ci faceva questa stupida sedia qui?!!- urlo tutta irritata.

Come potete vedere il buongiorno si vede dal mattino... questa giornata inizia proprio divinamente...

Vado in bagno e mi lavo bene cantando a squarciagola come se non ci fosse un domani. Intanto Leo è costretto a tapparsi le orecchie per non sentire la mia "incantevole dote di canto" che inonda tutto il piano superiore.

Una volta finito di lavarmi finalmente riposo le mie corde vocali ormai sfinite e mi asciugo con l'accappatoio gigante e quando sono asciutta mi metto una maglia nera, una felpa della Puma nera, dei leggins neri, degli stivaletti neri e nel mentre anche la mia carnagione della pelle diventa scura. Scherzo, io sono sempre con la mia pelle bianchissima come il latte.

Quando ho finito di vestirmi a tema funerale, vado verso la cucina e saluto mamma con un grande bacio nella guancia. Poi faccio colazione e subito dopo vado verso il mio calendario dell'avvento. Proprio quando sto per aprire il sacchetto numero 3...

-Buongiornissimo mamy e Giu, come state? Dormito bene?-

-Leo! -gli urlo in un orecchio- mi hai fatto prendere un colpo. Ma sei scemo?! E mi chiedi pure come sto?! Ma secondo te?! Stavo proprio bene prima che tu arrivassi...- urlo irritata.

-Hey ma calmina, non pensavo che l'avresti presa così male... sei sempre la solita- dice lui sorpreso.

-L'ho presa male?!! Ma scusa, se tu fossi stato al mio posto, cosa avresti fatto?!! Saresti stato tutto tranquillo e beato?! Non penso proprio... quindi taci-

-Basta ora! La volete finire di litigare come cane e gatto? Insomma, basta! Siete una cosa pazzesca- urla mamma incavolata nera e se ne va in camera sbattendo la porta alle sue spalle.

-Hai visto che hai combinato?! Oh mamma mia...- dico sottovoce.

-Io?! Ma per favore...- dice alzando leggermente la voce.

Stufa di questo litigio prendo il calendario dell'avvento e lo porto nella mia stanza. Finalmente ora posso aprirlo in santa pace. A volte è proprio piacevole un po' di silenzio.

Chiudo gli occhi ed apro il sacchetto numero 3. Li riapro e leggo "Passa una giornata indimenticabile con Serena"

Passare una giornata con Sere?! Sì! Sarà davvero una giornata stupenda. Non vedo l'ora.

Prendo il telefono e la chiamo chiedendole se vuole uscire con me oggi e lei accetta. Il ritrovo è in una campagna, vicino casa mia, alle ore 8.

Sono solo le 7:30 e vorrei tanto teletrasportarmi alle 8.. Dite che ce la farò ad arrivare in orario almeno oggi? Beh... non penso. Troppo difficile. Anche se non vedo l'ora di andarci, "l'orologio svizzero" che è in me non compirà di sicuro l'impresa di arrivare in orario una volta nella sua vita. IMPOSSIBILE.

Nel mentre che arrivano le 8, faccio incessantemente avanti e indietro nella mia stanza, non sto più nella pelle! Voglio che arrivino le 8 il più presto possibile.

Dopo una sfinente camminata mi sdraio sul letto per un po' per non rischiare di consumare il pavimento. Mi sdraio e gli occhi, lentamente, si chiudono. Quando li riapro prendo un infarto leggendo l'orario sulla sveglia sopra al comodino: sono le 9!!!

Prendo in fretta e furia uno zaino e ci ficco dentro il panino integrale con pollo fatto frettolosamente al momento e corro verso la campagna. Dalla fretta non ho neanche detto dove e con chi andavo a mamy e Leo, ma penso che capiranno vedendomi correre così. Sono la regina del ritardo...

Dopo 5 minuti di corsa sfrenata arrivo da Sere e, una volta che mi sono fermata, tutta affannata, le chiedo ripetutamente scusa per l'enorme ritardo e lei si mette a ridere, io faccio lo stesso. È così bella quando ride. Lei non ride molto perché se ne vergogna ma quando lo fa è stupenda. Vorrei proprio che ridesse di più, o almeno con me.

-Giu, cosa ti va di fare ora?-

-Ehm... passeggiano un po'?-

-Sì, va bene. Ah, dimenticavo di dirti che oggi hai proprio superato tutti i record. Ti nomino campionessa mondiale dei ritardi pazzeschi! Ed il bello è che tu abiti anche vicino a questo posto, ma proprio non riesci ad arrivare, una volta che sia, in orario- dice scoppiando a ridere.

Ed ecco che ricomincia un altro quarto d'ora di risate sfrenate, tanto da farci contrarre per il troppo ridere. Non l'avevo mai vista così felice, è un amorino.

Ci mettiamo a camminare e a parlare del più e del meno. Cioè, mi metto a parlare del più e del meno perché lei dice quasi sempre "sì", "no", "okey" e cose simili. Io, come sempre, parlo troppo e lei è l'unica che non mi ha mai detto "Oh, basta! Parli troppo, mi fai venire mal di testa se continui di questo passo" ed è anche per questo che le voglio tanto bene. Quando le chiedo se rompo le scatole, lei mi risponde sempre "No, no, tranquilla, non rompi, anzi, trovo tutto quello che dici molto interessante, sul serio" e mi sento davvero contenta di non darle fastidio. Beh, lei dice così, spero che non lo faccia solo per accontentarmi. Ma non penso dica bugie perché è la mia migliore amica e, sinceramente, preferisco che mi dica che sono noiosa e stressante piuttosto che mi dica cose non vere.

Il tempo vola ed arrivano subito le 13. Per fortuna lei ha portato una tovaglietta. La stendiamo a terra e ci mettiamo sopra tutto il nostro cibo. Questo è il più bel pic-nic che abbia mai fatto in vita mia. Perché? Semplicemente perché sono insieme a Sere, perché la sua presenza per me è talmente speciale che, con lei, piccole cose diventano grandiose.

Mangiamo e parliamo animatamente. Finalmente anche lei si mette a fare qualche discorso e quando parla non posso fare altro che ammirarla. Sa spiegare ed esprimere cose in un modo straordinario. Anche cose che apparentemente potrebbero sembrare complicatissime, se vengono spiegate da lei diventano cose chiarissime e banali.

Quando finiamo tutto lei mi chiede se ho voglia di andare in centro città e io le dico di sì. Passiamo per un bel po' a camminare perché il centro non è molto vicino a qui e per cui ci vuole un po' per raggiungerlo. Ovviamente nella tranquilla passeggiata non possono mica mancare i miei discorsi no-sense che rovinano sia la mia reputazione sia l'atmosfera tranquilla della campagna.

Alle 4:15 arriviamo in centro e, visto che sono baciata sempre dalla fortuna, si mette a piovere moltissimo, un acquazzone proprio di quelli potenti. Uffa...

Ci mettiamo a correre per cercare un riparo e per fortuna troviamo un balcone sotto al quale possiamo ripararci. Al riparo, ridiamo un sacco, con tutto il respiro affannato ed i capelli bagnati. Siamo bagnate come dei pulcini.

Ad un certo punto Sere smette di ridere e diventa seria e mi indica qualcuno più in là. Guardo bene e dopo realizzo che il suo sguardo si è incupito perché ha appena visto la persona che oggi non avremmo voluto proprio vedere, il nostro peggior incubo: Riccardo De Rossi

-Forza, andiamocene senza farci vedere. Non sarà di certo lui a rovinare una giornata così bella che aspettavo da molto tempo- dico a Sere.

-Hey ragazze, scappate da chi? Ma dai, avete paura di me? Piccole non dovete. Io sono sempre così gentile con voi e ricambiate così? Mah... che gente-

-Ehm... noi... noi dobbiamo p...proprio andare o...ora, a... arrivederci- dico con la voce tutta tremolante.

-Ma dai, perché tutta 'sta fretta? Dai, state un altro po'. Tieni, ti ho preso un gelato al gusto cioccolato, ti piace, vero?-

Si sentono delle risatine di sottofondo ed io mi sento davvero imbarazzata. Abbasso gli occhi. Giuro che vorrei spaccargli quei cavolo di denti ma non posso fare altro che soffrire e sottomettermi, cioè, per ora. Prima o poi tutti loro pagheranno per tutto questo. Sanno benissimo che sono diabetica e lo fanno proprio apposta.

-Ehm... non ho molta fame ora... ma... ma Serena è proprio affamata. Se non ti dispiace lo può mangiare lei-

Prendo il gelato e lo mollo a Sere facendole di nascosto l'occhiolino.

-Ed ora dobbiamo proprio andare, scusa... siamo proprio di fretta- e ci mettiamo a correre come se stessimo scappando da un leone che ci vuole sbranare.

Quando corriamo ci guardiamo negli occhi e a un certo punto, non so perché ma ci mettiamo a ridere come due sciocche. È bello essere felici e umoristici anche nei momenti peggiori. La pioggia bagna tutti i miei capelli biondi. Ci fermiamo un attimo per prendere fiato e Sere fa una cosa che non mi sarei mai immaginata: prese il gelato al cioccolato, lo buttò a terra e lo schiacciò bene con i piedi. Oh, ma wow! Sere, stai proprio migliorando!!!

-Hey, ora devo andare a casa o mia madre si arrabbierà con me, a domani Giu- mi dice dandomi un bacio nella guancia.

Ma cosa le sta succedendo?!! Com'è possibile che sia riuscita ad aprirsi così con me! Sono felicissima!!

Quando arrivo a casa dopo non molto pranzo, mi lavo i denti e mi infilo sotto le coperte. È stata una giornata davvero stupenda.L'unica pecca è che mamma e Leo sono ancora sono innervositi e l'atmosfera a casa non è delle migliori ma pazienza... è stata una giornata stupenda.

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