2 dicembre🎄
"Driiiin! Driiiin!" La sveglia suona alle 7 ed io la spengo. Ho troppo sonno per svegliarmi già ora... dormirei fino a mezzogiorno. Gli occhi non riescono a stare aperti per più di un secondo nonostante dovrei svegliarmi ora. Beh, giusto, dovrei, non ho detto devo.
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-Amore, svegliati! Sono le 7:30. Leo è già sveglio, stranamente, e ti sta aspettando- mi dice mia mamma facendomi una carezza sulla testa. È così affettuosa con me. La adoro troppo.
Mi alzo e vado verso il bagno. Mi faccio una doccia svelta e mi infilo i miei vestiti. Appena vestita esco e vado verso la cucina, dove mi aspettano mia madre e Leonardo.
-Buongiorno dormigliona. Come mai tutto questo sonno? È molto strano che ti svegli a quest'ora. Mi sorprendi, sorellina- mi saluta calorosamente Leo.
-Non è che mi sono svegliata a mezzogiorno, dai... quello che si sveglia a mezzogiorno sei tu, non io. La cosa strana non è che io mi sia svegliata alle 7:30 ma che ti sia svegliato te prima di mezzogiorno. Mamma mia che record, stai proprio migliorando, Leo-
-Invece di litigare sempre e mandare frecciatine a tuo fratello, perché non apri il sacchetto 2 del tuo calendario?- dice mia mamma.
Vado verso il mio calendario ed apro il sacchetto 2, con gli occhi rigorosamente chiusi, e quando li riapro vedo il bigliettino con su scritto "vai allo zoo".
Oh mamma, sono felicissima. E da quando ero piccola che non andavamo allo zoo. E questa è un' opportunità fantastica per farlo. Sono davvero strafelice!!
-Bene, quindi si va allo zoo, prepariamo dei panini e si parte-
Non vedevo mia madre così felice e spensierata da quando mamma e papà si sono lasciati. Mi mancava molto questa parte così bella e felice della mia straordinaria mamma. A volte l'ho odiata per aver causato la rottura con papà, ma ora no, non voglio passare i miei ultimi giorni di vita ad odiare mia madre. Il passato oramai è passato. Da quando si è scoperto che ho un tumore ho deciso di non andare tutti i weekend da mio padre perché voglio stare con mia madre e fare pace con lei. Purtroppo da quando c'è stato il divorzio, i rapporti tra me e mamma non sono stati i migliori... per cui voglio che mia madre non pensi che io la odi per quello che ha fatto... ormai per me è acqua passata.
Mamma prepara un panino al salame per Leonardo, uno al prosciutto per lei ed uno molto più piccolo e integrale con del pollo affettato per me, viste le mie mille intolleranze, ed una volta che sono tutti pronti li mettiamo in uno zainetto insieme ad una bottiglia da 2 litri d'acqua, e ci dirigiamo verso la nostra macchina, una Opel Astra Sport Tourer nera.
Durante il viaggio io e mio fratello continuiamo a ridere e scherzare, ed ovviamente a prenderci in giro a vicenda. Ultimamente non facciamo altro. Però non vi azzardate a pensare che io non gli voglia bene, anzi, gliene voglio un mondo. Questo è solo il modo in cui glielo dimostro. Lo so... è un modo un po' bizzarro ma fa niente.
-Arrivatiii- urla mamma dopo circa un'ora e mezza di viaggio.
Usciamo dalla macchina ed andiamo all'entrata dello zoo. Lì veniamo accolti da un tizio molto gentile che ci saluta con un "benvenuti" caloroso.
Elefanti, leoni, tigri, giaguari, giraffe, rinoceronti, ippopotami, scimmie e tanti altri animali. Tutto pieno di grandi e piccoli animali. Così belli da poter stare ore e ore ad ammirare queste creature così fantastiche. Fin da piccola, quando andavo allo zoo, ammiravo tanto questi stupendi animali ed ogni volta ne rimanevo incantata. Adesso provo le stesse emozioni di quando ero una bambina. Nulla è cambiato.
-Andiamo da Trigger? Sono molto curiosa di vedere come è cambiato il mio cucciolotto preferito! Sarà cresciuto un sacco.-
-E se non ci fosse più? Sai che gli animali non hanno una vita lunga... ed è passato molto tempo da quando venivamo qui...- dice Leonardo.
-Ma che dici?!! Rimangia subito quello che hai detto. Trigger non è morto! Non sono mica passati tre secoli da quando andavamo allo zoo. Per favore, non portare sfiga e non azzardarti manco solo a pensarlo che Trigger sia morto, chiaro?!!- dico con tono arrabbiato.
-Va bene. Se poi ho ragione però non lamentarti...-
Vi starete chiedendo chi è Trigger? Beh... lui è una tigre. Quando l'ho conosciuto era un cucciolo, non aveva né padre e né madre ed al primo sguardo tra noi è subito nata un'amicizia sconfinata, tanto che volevo sempre andare allo zoo per vedere Trigger. Poi, purtroppo, mamma e papà si sono lasciati e lo zoo è passato nel dimenticatoio... e io e Trigger non ci siamo più visti... mi è mancato tanto e spero che non si sia dimenticato di me.
Andiamo dove ci sono tutte le tigri e mi metto a cercare qualcuno che mi possa dire quale di tutte quelle tigri sia Trigger. Finalmente dopo non tanto, vedo un tizio responsabile dello zoo e gli domando dove sia. Lui me lo indica e subito dopo corro da lui. Il cuore mi batte forte. Sono molto emozionata. Era da così tanto tempo che non lo vedevo. Ho molta paura che lui non mi riconosca più... spero tanto che non sia così.
Arrivo davanti a lui. Siamo faccia a faccia. Trigger mi guarda negli occhi ed io faccio lo stesso. Ho paura... tanta paura... che lui non si ricordi minimamente di me. Vorrei mettere la mano nella gabbia e posargliela sul suo soffice manto, ma se lui non mi riconoscesse, me la sbranerebbe... che faccio?
Decido di rischiare mettendo la mano nella gabbia. La mano mi trema tantissimo. Trigger guarda incessantemente ogni movimento fatto dalla mia mano tremolante. La paura aumenta sempre di più e talmente sono spaventata che non riesco più a muovere la mano. Essa rimane dentro la gabbia, sospesa nell'aria, senza arrivare a quel manto soffice di Trigger.
Trigger si avvicina alla mano e noi restiamo per circa un minuto immobili: Trigger guardando la mia mano impaurita e rigida, io a guardare Trigger con uno sguardo terrorizzato. Ho un sacco di paura che, da un momento all'altro Trigger mi azzanni la mano incapace di fare qualsiasi movimento a causa della paura.
Trigger si avvicina tantissimo alla mia mano, quasi a toccarla, e bruisce fortemente. Avvicina il suo muso alla mia mano e io, terrorizzata e immobile, chiudo gli occhi dalla paura. Sento il sudore colarmi dalla fronte. Una lingua bagnata e ruvida mi accarezza la mano e, con stupore, apro gli occhi e vedo la tigre leccarmi la mano come per dire "Hey Giulia, mica mi sono scordato di te, non avere paura, avanti" ed io, ormai calmata, non ho più paura. Poggio la mano sul suo manto spettacolare e lo riempio di carezze ed anche di qualche bacino.
Mi sembra che oggi sia la giornata più bella della mia vita! Ho ritrovato il mio cuccioletto (anche se ormai non lo è più direi) e non si è mai dimenticato di me. Trigger è il mio migliore amico a quattro zampe e lo amo all'impazzata! Lui riesce a capirmi solo con un semplice sguardo. Quando ero piccola se ero triste lui cercava sempre di consolarmi e ci riusciva sempre. Era triste se io ero triste, e felice quando io ero felice. Trigger è davvero un amore.
Dopo tante carezze ed abbracci sono costretta a dovermi staccare dal mio tesoro perché sento mia madre chiamarmi. Quando vado verso lei mi accorgo che molta gente mi guarda in modo stupito. Sarà perché hanno visto che abbracciavo e accarezzavo una tigre come se fosse un micio? Può darsi. Non è una cosa che si vede tutti i giorni ma l'amicizia che lega me a Trigger è molto speciale.
Arrivo da mia mamma e ci mettiamo a mangiare i nostri panini. Il tempo è volato stando con Trigger e purtroppo tra non molto dovremo andarcene a casa, comunque sia, è stata una giornata fantastica, una delle più belle della mia vita.
Quando finiamo di mangiare, passiamo un altro paio di ore a vedere tutti gli altri animali dello zoo e, appena li abbiamo visitati tutti, andiamo verso l'uscita dello zoo e cerchiamo nel parcheggio la nostra auto.
Entriamo nell'auto e passiamo un'ora e mezza a parlare, scherzare e a raccontarci le esperienze fatte allo zoo. Ci siamo divertiti un sacco ed è stata proprio una giornata da non dimenticare mai, per nulla al mondo.
Io racconto per tutto il tempo di Trigger, della paura che ho provato, delle mie mani pietrificate e di come è stato affettuoso ed amabile alla fine. Mi sono pentita profondamente di aver avuto paura di Trigger, lui non voleva farmi nulla di male mentre io invece sì che gli ho fatto male, al cuore. Penso di avergli spezzato il cuore... ho pensato che lui fosse cattivo e che mi avrebbe azzannato anche se non è andata affatto così. Lui non si è dimenticato di me ed io, invece, mi sono dimenticata della sua bontà... sono stata troppo stupida...
Quando arriviamo a casa facciamo cena. Era da tempo che non c'era tutta questa felicità a tavola. Tutti noi ridiamo e parliamo come facevamo quando con noi c'era anche papà. Mi mancava tanto tutta questa felicità.
Dopo cena vado nella mia stanza e prendo il calendario (non dell'avvento ma il calendario dei giorni, quello normale) e cerchio, con una penna rossa con un inchiostro molto acceso, il giorno 2 dicembre e di fianco scrivo "Giornata più bella della mia vita" e subito dopo mi distengo sul mio letto dalle morbide e calde coperte, ed in un batter d'occhio mi addormento.
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