Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

[56]•°•Number 1 Hero•°•

<Hey, quanto tempo!> disse allegramente tua madre, dall'altra parte del telefono <Sai, chiami così spesso che quasi non mi ricordavo di avere una figlia>

<... Grazie mamma, non mi sento per niente in colpa sai?>

<E io non ho assolutamente lanciato una frecciatina>

Ridacchiasti a questo suo ultimo commento, essendo felice del fatto che tua madre non fosse veramente arrabbiata con te.

Oramai dicembre era iniziato, e le vacanze di Natale erano sempre più vicine; ciò voleva dire che anche le prove finali erano vicine, e per questo sia te che i tuoi compagni stavate studiando con molto impegno.

Uraraka addirittura, il giorno prima, si era rinchiusa nella sua stanza fino a sera. Immaginasti che avesse ancora paura dopo che lo scorso esame lo aveva passato per un pelo...

<Come va? Tutto bene?> domandò la donna. <Le cose procedono bene! In questi giorni ha fatto molte cose, come per esempio->

<Oi T/n, sei con tua madre? Salutamela!> ti interruppe a bassa voce N/a, seduta accanto a te intenta a fare zapping fra i canali televisivi. Ogni tanto la vedevi agitare le mani per fare asciugare più velocemente lo smalto.

<Ricevuto!> rispondesti alla tua amica <Mamma ti saluta N/a>

<O che tesoro! Dille che la saluto anche io, e che mi manca tanto~> rispose con il solito tono mieloso con cui soleva rivolgersi a lei ogni volta che veniva a casa tua. Non avesti nemmeno il tempo di aprire bocca che la mora si avvicinò al telefono e si unì alla conversazione.

<Anche te mi manchi Kyoko-chan! A Natale possiamo venire a trovarvi io e i miei?> chiese altrettanto dolcemente.

<Lo vorrei tantissimo mia cara, ma ho paura che non ci saremo per Natale> rispose desolata <Io e mio marito dovremo andare ad una conferenza fuori città, e molto probabilmente sarà Taki ad ospitare T/n a casa sua fino a quando non torneremo>

<Ah ho capito, allora un altro giorno>

<Senz'altro! Dimmi un po', come si comporta quella svampita della mia T/n?>

<MAMMA!> esclamasti in tono fra l'offeso e l'incredulo <Primo, non chiamarmi svampita! E secondo sono qui, puoi chiedere a me!>

<Se tu avessi combinato qualcosa non me lo diresti, mentre la cara N/a si> controbatté convinta. Ti immaginavi il sorriso beffardo che si formava sulle sue labbra ogni volta che ti prendeva in giro, e non potevi fare a meno di rispecchiarti in quell'atteggiamento.

Dopotutto, era tua madre. Avevi pur preso qualcosa da lei.

<T/n non ha combinato nulla delle sue> ti difese la ragazza, per poi aggiungere a bassa voce <Per ora...>

Il suo era un vano tentativo di non farsi notare, ma fallí miseramente.

<Ti ho sentita...> mormorasti assottigliando lo sguardo. <Sentito cosa?> lei fece finta di niente, e ti guardó teneramente sbattendo le ciglia.

<Comunque T/n, apparte la scuola..> continuò tua madre <Vorrei che mi raccontasti anche un poco riguardo alla tua vita sentimentale~>

Rischiasti di soffocare con l'aria <COSA?!>

<Uh! Questo si che è un argomento interessante~> provò a dire N/a ma te la fulminasti nuovamente.

<NON TI CI METTERE ANCHE TU!> piagnucolasti in preda al panico più totale. Le tue guance si erano tinte di rosso scuro.

<Insomma, non ti ho chiesto chissà cosa! Sono solo curiosa!> si lamentò tua madre <Vorrei solo sapere un po' se sei felice o meno>

<Eccome se lo sono, però ammetterai che parlarne con te é imbarazzante....>

A differenza di Shoto, te avevi potuto dire ai tuoi genitori della vostra relazione, ma sfortunatamente loro non lo avevano ancora incontrato. Ora che vivevi nel dormitorio le occasioni di andare a visitarli erano state veramente poche, quindi non era mai venuto con te. E anche prima, era venuto a casa tua solo una volta, quando i tuoi erano entrambi fuori.

Non sapevi se erano casualità o segni del destino.

<E perché mai? Sono tua madre, ho diritto di essere a conoscenza di cose simili>

<Quindi te parlavi di papà alla nonna?> chiedesti alzando un sopracciglio. <Non ti riguarda!> esclamò lei, e te sentisti la vena sulla tua fronte pulsare <Cosa?! Ma è un discorso ipocrita!>

Le risate di tua madre vennero interrotte da uno squillo di un altro telefono, quello fisso del suo ufficio.

<Scusami T/n, attendi un momento> disse frettolosamente tua madre prima di iniziare a conversare con chiunque la stesse chiamando in quel momento. Non sentisti perfettamente ciò che si stavano dicendo, ma cogliesti il tono spaventato di tua madre.

<Ne sei sicuro... In Kyushu?>

<Endeavor e Hawks... Oh santo cielo... Chiama gli altri e dí loro di prendere il treno o l'auto e dirigersi li più in fretta possibile. Il giornale ha sicuramente trovato la notizia da prima pagina>

"Endeavor e Hawks?" pensasti iniziando ad agitarti "I nuovi due migliori eroi... Ma cosa sarà successo?"

Non appena la donna riattaccò avvicinò nuovamente il cellulare al suo orecchio, tornando a rivolgersi a te.

<Tesoro, accendi immediatamente la televisione e guarda il telegiornale> ti disse ancora scossa per la notizia ricevuta <Io adesso devo andare, ti chiamerò per aggiornarti su cosa succederà>

Anche N/a, che si era precedentemente allontanata, ti guardó con espressione interrogativa.

<Aspetta mamma! Non ho capito, cosa è successo a Endeavor e Hawks?>

<Te l'ho detto, accendi la televisione...> rispose lei, e te la sentisti affrettarsi da uscire dal suo ufficio. Sentivi i suoi tacchi eccheggiare nel corridoio perfino dal telefono. Prima di riattaccare definitivamente ti disse <Stagli vicino mi raccomando. Da quello che mi è stato riferito, Endeavor se la sta vedendo molto brutta...>

"Stagli vicino? Ma a chi si sta-"

Ti fermasti improvvisamente, rammentandoti che Shoto era il figlio di quell'eroe.

Il tuo cuore iniziò a battere più forte, e ci volle tutto il tuo autocontrollo per afferrare saldamente il telecomando senza farlo cadere.

<T/n che è successo? Qualche guaio?> domandò N/a, che aveva smesso di guardarla lei per farti scorrere fra i canali. <Temo di si... Ho un brutto presentimento>

Non appena arrivasti al  canale giusto, vedesti vari giornalisti cercare di illustrare la situazione ma finendo col venire sovrastati dalla folla circostante. Centinaia di uomini, donne e bambini scappavano per le strade urlando e piangendo invocando aiuto, e le forze dell'ordine faticavano a domare il panico generale.

I tuoi compagni di classe, precedentemente intenti a fare gli affari loro, si votarono verso il televisore.

<Ehi ma che sta succedendo lì?!> esclamò Izuku, avvicinandosi seguito da Iida e Yaoyorozu <Cosa è questa confusione?>

<Ascoltiamo cosa dicono> disse N/a alzando il volume.

<Buonasera spettatori> disse l'uomo sistemandosi gli auricolari <Questo pomeriggio ci è giunta notizia che un Nomu ha fatto irruzione in un ristorante in Kyushu e ha iniziato a distruggere l'edificio sfidando il più forte dei presenti a sconfiggerlo. Fortunatamente Hawks e Endeavor si trovavano sul posto e hanno cercato di fermarlo. Purtroppo però, entrambi se la stanno vedendo brutta al momento..>

Con la telecamera inquadrarono prima l'eroe alato, che con due piume affilate stava eliminando nomu bianchi di medie dimensioni che, come spiegato dal giornalista, erano stati generati dal nomu nero.

Quest'ultimo in quel momento stava affrontando l'eroe numero uno, e lo stava portando al limite delle sue forze.
Soltanto a guardare come era malridotto i brividi ti salirono lungo la schiena.

"Shoto... Tuo padre..."

<Devo andare ad avvertire Shoto> dicesti alzandoti dal divano e dirigendoti verso le scale.

<Aspetta T/c!> esclamò Kirishima afferrandoti l'avambraccio <Non credo che... Insomma, sia la cosa migliore da fare>

<Non credi che sia la cosa migliore?!> ripetesti incredula.

<È suo padre, vederlo nei guai lo farà stare male> spiegò Kirishima, cercando di convincerti a non andare da lui. Ma ormai eri irremovibile

<Proprio perché è suo padre lui ha il diritto di sapere cosa gli sta succedendo!> dicesti cercando di liberarti dalla presa del rosso.

Non avesti nemmeno bisogno di fare un altro passo, perché una voce glaciale interruppe la vostra cononversazione con la stessa velocità di un proiettile sparato.

<Cos'è che dovrei sapere?>

Tutti i presenti si girarono verso la direzione della voce, e i loro occhi rimasero fissi sulla figura di Shoto.

La sua solita espressione calma e monotona era stata rimpiazzata da una confusa. Le sue sopracciglia erano corrugate e le pupille scrutavano la stanza in cerca di qualcuno che gli potesse dare una spiegazione. Quando si posarono su di te, sembró quasi che ti stesse supplicando.

Deglutisti ogni briciolo di esitazione, ma l'amarezza della paura ti rimase in bocca. <Tuo.. Tuo padre... È stato attaccato da un villain e..>

Mentre rimuginavi sulle parole giuste da usare, un grido straziante lacerò il silenzio. Tutti quanti vi giraste verso la televisione e vedeste la gente cominciare ad agitarsi maggiormente, peggiorando ulteriormente la situazione di allerta.

Perfino i giornalisti si stavano allontanando, e tutti erano impalliditi. <Endevor.. L'eroe numero uno, nonché il primo che si è affrettato a fermare il criminale... È stato colpito!>

E così, gli inviati puntarono le telecamere sull'uomo, che in quel momento giaceva a terra con la faccia ricoperta di sangue.

La sola vista di quello che era successo ti fece impallidire.

Girasti lo sguardo verso il tuo ragazzo, e ti si strinse il cuore.

<È certamente brutto da dire...> commentò il giornalista, ma te, a differenza degli altri, prestasti poca attenzione alle sue parole <Ma questi avvenimenti ricordano fin troppo la tragedia di Kamino>

Shoto guardava il televisore con occhi spalancati, completamente sconvolto. La vista di suo padre steso a terra inerme e completamente ferito gli doleva quanto una ferita al petto.

<Mantenete la calma!> i poliziotti provavano a rassicurare la folla, ma senza esito positivo <È tutto sotto controllo!>

<Todoroki! Sei già qui...> borbottó Aizawa, irruendo nella stanza e avvicinandosi subito al bicolore er controllare il suo stato.

<Professore...> il bicolore non si prese nemmeno il disturbo di girarsi verso di lui. Le sue iridi bicolori erano fisse sullo schermo, nella speranza che inquadrassero ancora l'eroe. Voleva vederlo rialzarsi e andarsene via, prima che la situazione peggiorasse.

<Ma cosa... Come è->

<PIANTATELA UNA BUONA VOLTA DI PIAGNUCOLARE PER QUALCOSA CHE NON C'È PIÙ!> gridò improvvisamente un ragazzino, venendo subito inquadrato dalle telecamere <NON RICORDATE CIÒ CHE È STATO, PIUTTOSTO GUARDATE CHI STA COMBATTENDO PER NOI ADESSO! GUARDATELO!>

Proprio sopra gli edifici che Hawks aveva finito di evaquare, la possente e ferita figura di Endeavor stava volando verso il mostro, aiutato dalle fiamme.

Tutti i presenti erano rimasti meravigliati. Nessuno si aspettava che dopo aver subito simili attacchi avesse potuto rimettersi a combattere.

Suo figlio lo osservava silenziosamente, in preda ad un enorme conflitto interiore.

Non riusciva a capacitarsi di come una persona che in passato era stata così crudele con la sua stessa famiglia, potesse risplendere di una luce talmente abbagliante e rassicurante da dargli conforto persino attraverso uno schermo.

....

<È incredibile... Dabi dell'Unione dei Villain> mormorò All Might, prendendosi il mento con il pollice e l'indice. <Non credevo che il loro prossimo attacco sarebbe stato così improvviso. Dopotutto, siamo all'inizio di dicembre e la loro base segreta è stata abbattuta ad agosto>

<Più che altro è stato solo uno di loro a mostrarsi. Mi sembra strano che uno solo agisca per conto suo> concordò Aizawa, spegnendo la televisione una volta che la polizia si accertò che i nomu erano tutti morti.

<Ce la fai ad alzarti?> chiedesti debolmente. Shoto alzò lo sguardo dal pavimento e i vostri occhi si incontrarono. I suoi erano celati da un velo di inespressività, ma lo conoscevi abbastanza per sapere che un espressione simile la mostrava solamente quando non aveva voglia di far vedere cosa provava veramente.

Gli porgesti la mano, e lui si alzò con il tuo aiuto. Precedentemente, quando Endeavor era scomparso dalla vista di tutti per poi apparire vincente sovrastando il nemico, le ginocchia del bicolore avevano ceduto e il ragazzo era caduto su di esse. Addirittura aveva unito le mani in segno di preghiera quando Dabi aveva fatto la sua comparsa.

"Quel maledetto bastardo..." pensasti riferendoti al criminale "Anche quest'oggi ha provocato non pochi guai..."

Il bicolore mormorò un flebile 'grazie', e in men che non si dica venne affiancato dai professori. D'istinto te e i tuoi compagni arretraste.

<Ci metteremo in contatto con l'ospedale in cui lo ricovereranno, e se domani starà meglio ti daremo il permesso di uscire dal dormitorio per visitare la tua famiglia> spiegò pacatamente Aizawa, guardando il ragazzo dall'alto al basso.

<D'accordo> rispose semplicemente, mettendosi le mani in tasca.

<Cavolo, riesce ad essere così calmo dopo aver visto suo padre rischiare la vita in quel modo?> sussurrò Kaminari <Certo che è proprio un duro>

<No deficiente, è ovvio che non vuole fare la mammoletta> controbatté Bakugo, che già stava facendo ritorno in camera sua con il biondo, Sero e Kirishima al seguito. <Almeno questa volta si è trattenuto dal fare cose avventate>

<Vedi di parlare con più rispetto> lo difendesti subito <Non molti sono capaci di controllarsi in momenti come questi>

Lui ti guardó con la coda dell'occhio, e stranamente non ti lanciò alcun tipo di occhiataccia <Lo so. Non serve scattare sulla difensiva>

<Kacchan aspetta! Ma abbiamo il permesso di tornare nelle nostre stanze?> domandò Izuku, lanciando silenziose occhiate a Shoto e ai professori.

<Credo che dovremo lasciarli parlare provatamente> disse Yaoyorozu un po' desolata. <Hai ragione. Per quanto noi possiamo voler bene a Todoroki, non possiamo intervenire in questo genere di cose> concordò N/a.

<Però...>

Guardasti anche te verso di loro, e i professori finalmente vi presero in considerazione.

Si guardarono un'ultima volta, prima che All Might iniziasse a parlare.
<Non serve preoccuparsi ancora, ragazzi. Siete liberi di tornare alle vostre stanze>

"Non serve preoccuparsi... Come no" pensasti sarcastica, guardando i tuoi compagni salire piano piano le scale.

<Ok va bene. Buona notte> disse Kirishima, seguito dai suoi amici.

<'notte> borbottó Bakugo.

<A domani ragazzi>

<Auguro a tutti una buona dormita>

<Mi raccomando, andate subito a letto che è tardi!> <Iida non sei nostra madre...>

Te eri infondo alla fila, e muovevi i piedi lentamente e controvoglia. Non sapevi di preciso se stavi aspettando di essere fermata o direttamente teletrasportata in camera tua, ma ogni singola parte di te pregava di poter rimanere lì più tempo possibile.

Non sopportavi l'idea di lasciarlo solo in quelle condizioni.

<T/c aspetta> ti fermò All Might, facendo voltare te e due di quelli che ancora non erano scomparsi dalla vista dei professori.

<Si?>

<Potresti per favore scortare Todoroki nella sua stanza? Noi adesso abbiamo urgenza di andare via> spiegò Aizawa, indicando il bicolore con un cenno della testa.

Ti sembrava quasi di essere stata letta nel pensiero. Non lo mostrasti per rispetto, ma quella richiesta ti tolse un peso dal cuore.

<Certo> rispondesti educatamente, facendo anche un piccolo inchino.

<Ci vedremo domani mattina Todoroki> lo salutarono un ultima volta gli eroi <Ti daremo notizie di tuo padre>

<Grazie> disse debolmente. Non appena i professori sparirono dalla sua visita, si voltò anche lui e assieme a te si diresse nella sua stanza.

<Ti ringrazio per avermi accompagnato. A domani>

Sapevi bene che tutta quella freddezza era dovuta alle emozioni contrastanti che stava provando, ma ti diede comunque un po' noia che si rivolgesse a te in quel modo.

Sapevi altrettanto bene di dover tornare nella tua stanza, visto che a una certa ora le ragazze non potevano restare nel dormitorio maschile, ma non ci riuscivi. Le tue gambe erano incollate al pavimento, e ogni singola fibra del tuo corpo ti impediva di allontanarti da lui.

<Shoto.. Come ti senti?> chiedesti incerta di quella che sarebbe stata la risposta. Avevi una minima idea di quello che gli stava passando per la mente, tuttavia, doveva essere lui a dirtelo chiaro e tondo.

Guardó il pavimento silenziamente per qualche istante, e infine cedette. <Non lo so nemmeno io, e la cosa mi spaventa>

<So che non sembreranno parole molto confortanti, ma se ti senti di lasciarti andare fallo> gli consigliasti <Sfogandoti ti sentirai meglio>

Il ragazzo posò il suo sguardo turbato su di te. Istintivamente temesti che quelle parole lo avessero fatto innervosire maggiormente, ma nei suoi occhi non traspariva né odio né sconforto. Vedevi solo il velo di indifferenza che era solito indossare per cercare di nascondere i suoi veri sentimenti.

Era da un po' che non glielo vedevi riflesso nelle sue pozze eterocrome, e ciò ti strinse nuovamente il cuore.

"Ti supplico Shoto..." pregasti con tutta te stessa.

<Non ce n'è bisogno..> disse con un filo di voce. Aveva sempre avuto un tono molto pacato, ma mai lo avevi sentito così tenue <Non so nemmeno cosa dovrei pensare in questo momento->

<Difatti io non ti ho chiesto di pensare, ma di lasciarti andare> specificasti ancora una volta, facendo maggiormente un passo avanti.

Volevi dargli tutta la sicurezza e l'amore che necessitava, ma come avresti potuto farlo se non ti confessava i suoi veri sentimenti?

<Qualunque cosa tu stia provando adesso, non la trattenere. Liberati di qualunque peso tu abbia addosso>

Era arrabbiato? Triste?

Oppure spaventato?

"Non chiudermi dinuovo il tuo cuore"

Il silenzio regnò nella stanza per un paio di minuti. L'unica cosa che riuscivi a sentire era il suo respiro affannoso e irregolare, proprio come era stato per tutta la durata dello scontro di suo padre.

La sua testa era abbassata, e il suo ciuffo di capelli gli copriva gli occhi.

Iniziasti a temere di aver detto qualcosa di sbagliato e di averlo così fatto arrabbiare maggiormente; ma quando meno te lo aspettasti, Shoto ruppe quella gelida assenza di comunicazione nel più inaspettato dei modi.

Lo sentisti singhiozzare.

Alzasti subito lo sguardo, non potendo credere alle tue orecchie. Con tua sorpresa, il bicolore stava tremando da capo ai piedi, e le sue mani erano strette così saldamente che stavano piano piano sbiancando.

Quella sua normalmente quieta e monotona espressione era stata brutalmente rimpiazzata da una affranta e colma di disperazione. Non era nemmeno capace di controllare il tremore del labbro inferiore.

Sentisti il tuo cuore spezzarsi nell'esatto momento in cui ti accorgesti delle lacrime che gli stavano rigando quel viso tanto perfetto quanto apparentemente impassibile. Dal modo in cui stringeva la mascella saldamente, intuisti che stava cercando il più possibile di controllarsi, fallendo miseramente.

La tua voce si incrinò a quella vista. <Shoto..>

<Mi dispiace T/n, ma...> disse fra i singhiozzi. Sentivi che provava a soffocarli il più possibile, ma sapevi che più si prova a reprimerli e più forti diventano <Non capisco cosa mi sia preso.. Io..>

Ti avvicinasti a lui d'istinto, avvolgendogli le braccia al torace <Shh va tutto bene> cercasti di rassicurarlo al meglio che potevi <Riprendi fiato>

<Detesto quando le persone mi fanno notare che ho qualcosa che non va...> continuava a dire fra i singhiozzi, e le parole gli uscivano fuori a tratti. Le sue braccia ti avvolsero appena. Sembrava quasi aver paura di farlo.
<Mi fa sentire ancora più vulnerabile, e quindi finisco per...per...>

<Allora starò zitta. Le parole a volte sono d'intralcio.>

Quello fu tutto ciò che gli serviva. Sapere che, senza bisogno di alcuna ragione o spiegazione, eri pronta ad ascoltarlo o semplicemente rimanere lì fra le sue braccia in silenzio. Sapeva che il calore di un abbraccio era molto più accogliente del gelo pungente della solitudine.

Si decise a stringerti più forte a sé, piegando la testa e appoggiandola sulla tua spalla. I tuoi capelli si bagnarono appena per via delle sue lacrime.

Il tempo passò, ed entrambi perdeste il conto dei minuti trascorsi in quella posizione. La tua guancia sinitra era poggiata sul suo petto, quindi riuscisti a sentire quando iniziò a stabilizzarsi il respiro.

Lo sentisti tirare su con il naso un paio di volte, dopodiché parlò nuovamente.

<Io lo odio per quello che ha fatto alla mia famiglia. Lo odio per aver fatto uscire di testa mia madre, per avermi cresciuto tenendomi alla larga dai miei fratelli... E ciò che mi ha detto l'ultima volta che l'ho visto non mi ha fatto certamente cambiare idea>

"Sta a vedere. Tuo padre diventerà l'eroe numero uno e ti renderà fiero" ricordò il ragazzo, sentendo il cuore fargli ancora più male.

Lui non credeva a quelle parole.
Non poteva farlo.

<Eppure... Quando l'ho visto in pericolo io...>

<Hai...> mormorasti debolmente, con il suo stesso tono di voce <Hai avuto paura di perderlo?>

Soffiò, come per soffocare una risata. La risata più falsa che gli avevi mai sentito fare. <Sono proprio uno stupido. Ho sempre desiderato che soffrisse come ho sofferto io e invece... Guardami, mi sono ritrovato in lacrime ancora prima di capire appieno cosa sia successo>

<C'è una enorme differenza tra l'odiare qualcuno e volerlo morto. E te sicuramente non sei il tipo di persona così ignobile da desiderare la sua fine> dicesti convinta.

<Come fai a esserne così sicura?>

<Una persona che vuole far soffrire qualcuno non soffre con loro. Tu hai un gran cuore, ed è per questo che sei sempre uscito vincente da ogni crisi> lo difendesti <Certo, ci hai messo il tuo tempo, ma sei addirittura arrivato ad accettare il lato di te stesso che tanto ti ripugnava>

"Una persona cattiva non trasmette questo calore così confortevole"

<Forse ciò che sto dicendo non ha senso, ma magari, dopo essere riuscito a riallacciare i rapporti con tua madre, ti stai preparando per il prossimo livello>

<Che sarebbe?> chiese stupito dalla certezza con cui stavi dicendo tutte quelle cose belle su di lui.

Ti staccasti appena, incrociando i suoi occhi eterocromi. Erano ancora un po' gonfi e rossi, ma sembrava decisamente più rilassato di prima.

<Forse, ti stai preparando per perdonare tuo padre>

Quelle parole suonarono surreali alle sue orecchie, e se dovevi essere sincera, anche un po' alle tue.

<Preparando per... Perdonarlo?> ripeté incredulo <Mi dispiace dirtelo, ma credo che tu mi stia sopravvalutando troppo>

<Non sto dicendo che sarà repentino. Certamente non potrà essere tipo "Ehi figliolo, facciamo pace?" "Ok d'accordo, tanto mi sono già dimenticato perché abbiamo litigato"...> continuasti imitando le voci di Shoto e di suo padre. Il ragazzo non poté fare a meno di lasciarsi scappare un mezzo sorriso.

<Voglio dire che col tempo, forse, potrete iniziare a rapportavi come due persone civili, avere rispetto l'uno dell'altro... E perché no, magari... Un giorno lo chiamerai 'papà', proprio come hai fatto oggi>

Notasti una scintilla illuminargli gli occhi, ma qualunque emozione stesse provando, cercò di celarla il più possibile.
<Mi hai sentito eh... Non sono riuscito a controllarmi>

<Qualche volta la tua impulsività ti fa parlare più di quanto la tua lingua faccia normalmente>

<Questa era cattiva...> sospirò e il suo mezzo sorriso crebbe <Ma è in parte vera, te lo concedo...>

Anche te ridacchiasti leggermente.

<Ciò che dici mi sembra ancora un obbiettivo troppo irrealizzabile. Ma nessuno ha la benché minima idea di cosa il futuro ci riserva, quindi...> ammise rimuginando sul tuo discorso. <Potrebbe essere un'opzione da non scartare>

Gli sorridesti gentilmente <Spero per te che questa 'opzione non scartabile' si avveri. Ciò che lui ha fatto in passato e deplorevole, ma te meriti di avere una famiglia al tuo fianco>

Lui ricambiò il sorriso, e ti abbracciò forte ancora una volta <Grazie mille per tutto. Lo so, qualche volta posso sembrare freddo e distaccato, ma tengo veramente a te>

<Lo stesso vale per me> rispondesti ricambiando la stretta, e il tuo cuore rischiò di andare in cortocircuito da quanto tenero trovavi questo momento.

Quando vi staccaste definitivamente, lo vedesti evitare il tuo sguardo. <E... Sono consapevole di che ora sia, e se sei troppo stanca sentiti pure libera di rifiutare...>

Lo guardasti con sguardo interrogativo, e sulle sue guance notasti un poco di rossore. <Non ho voglia di restare solo adesso. Potresti rimanere qui... Per un altro po'?>

Il tuo cuore sembró fermarsi seriamente, ma per tua fortuna eri ancora miracolosamente in vita.

"Ho sentito bene? Ho le allucinazioni o cosa?"

Pregasti di sembrare il più naturale possibile <Uh- certo. Molto volentieri>

E così entrambi vi metteste seduti sul suo futon, uno accanto all'altra, e iniziate a conversare spensieratamente tenendo, il tono di voce basso per non farvi sentire. Non ricordaste nemmeno bene di cosa stavate parlando, perché ad un certo punto le vostre palpebre si fecero pesanti. Non avevate realizzato quanto stanchi foste fino a quel momento.

E, come spesso capita, vi concedeste un minuto per tenere le palpebre chiuse, ma questo minuto serví per farvi cadere fra le braccia di Morfeo.

Appoggiasti la testa delicatamente sulla sua spalla, e lui la sua su di essa.

"Papà... Dici tanto di essere pentito e voler cambiare, ma..."

Il pensiero di non aver mai detto a nessuno della sua famiglia della sua relazione era sempre motivo di imbarazzo per lui. Si considerava fortunato ad aver trovato una persona come te, e il fatto di non poterlo rivelare lo faceva stare sempre male.

Non si era nemmeno presentato come sentiva di dover fare con i tuoi genitori, si diceva. Come poteva considerarsi all'altezza?

Ciononostante, te non ti eri mai lamentata o fatto pressione; al contrario, sostenevi che il tempo era un ottimo alleato.

Era sicuro che suo padre non avrebbe mai approvato la vostra relazione per molti motivi, uno di questi era perché  avrebbe ritenuto Shoto incapace di intendere cosa 'piacere' avesse di diverso con il semplice 'volere bene'. Eppure il bicolore, ogni volta che era in tua compagnia, non ricordava di essersi mai sentito più al sicuro.

"Saresti disposto ad accettare tutto ciò che ci fa stare bene?"

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro