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[46]•°•Date Me•°•

<Mi raccomando ragazzi! Impegnatevi sempre al massimo!> vi salutò energicamente Mirio mentre si dirigeva in classe, seguito dai suoi compagni.

<È facile per lui...> sospirasti esausta e dolorante <Mi fanno male parti del corpo che nemmeno credevo esistessero...>

Dopo il combattimento contro il senpai tanto gentile che ti aveva aiutato quando ti eri persa, ti sentivi ridotta ad un colabrodo. Oltre alle suo notevole ingegno, una cosa assolutamente ammirevole era come riusciva a rendere un quirk così difficile da possedere e utilizzare in un'arma ben congegnata e infallibile sotto moltissimi aspetti.

Anche te desideravi riuscire a sviluppare un unicità simile un giorno.

<A chi va di vedere un film oggi pomeriggio?> chiese Mina, rivolgendosi alle altre ragazze.

Essendo la giornata scolastica finita, le tue compagne si stavano già organizzando su come passare il loro tempo libero. Erano tutte quasi uscite, ma te eri rimasta ferma davanti all'entrata, vicino agli armadietti.

<Voi andate intanto, d'accordo?> facesti te a Ochako e N/a <Ci vediamo fra pochissimo!>

Le due si scambiarono sguardi d'intesa, per poi rivolgersi a te <Dopo ci dirai tutto, non è così?>

Alzasti gli occhi al cielo <Ho l'impressione che non ci sarà nulla di interessante da raccontare, ma comunque va bene>

N/a sembró sul punto di contestare, ma vide improvvisamente il ragazzo di cui stavate parlando avvicinarsi a voi.

<T/n eccomi! Scusa se ti ho fatto aspettare..> si scusò facendoti un leggero inchino. Quando poi si accorse della presenza delle tue amiche, salutò cortesemente anche loro due <Ciao Uraraka Ochako e C/a N/a>

<Ciao..> rispose a sua volta anche la timida Ochako, mentre N/a si sforzò solamente di sorridergli.

"Non sembrerebbe a prima vista, ma è una che porta rancore..."

<Noi ora torniamo al dormitorio, ci vediamo dopo T/n!> tagliò corto Ochako, prendendo l'altra amica a braccetto e avviandosi con lei fuori dall'edificio, lasciandoti sola con il tuo amico della sezione ordinaria.

<Sembra che io non stia particolarmente simpatico alla tua amica americana.. > mormorò ironico Hitoshi.

Ti girasti subito verso di lui, con sguardo mortificato <N-non è questo il suo vero carattere, te lo assicuro! È solo->

<Non c'è bisogno che la giustifichi. Ha completamente ragione ad avercela con me> ammise tristemente <L'ho usata per superare la secondo prova del Festival Sportivo. Sono stato assolutamente meschino>

<Volevi solo vincere> lo difendesti prontamente <Magari non è stato alquanto gentile costringere delle persone a fare squadra con te in quel modo, ma certe volte perfino gli eroi sono costretti a fare cose non del tutto corrette per vincere o per portare la pace>

Il ragazzo ti guardó senza parole. I tuoi discorsi di incoraggiamento o di consolazione erano motivo di profonda ammirazione che provava nei tuoi confronti.

<Grazie per essere sempre dalla mia parte> ti ringraziò lui, guardandoti teneramente <Nonostante io ti abbia odiata sin dalla prima volta che ci siamo parlati, sei stata l'unica che abbia mai capito come mi sentissi con un potere simile. Mi hai capito>

<Non c'è bisogno che mi ringrazi..> borbottasti in imbarazzo, non potendo fare a meno di notare che gran parte delle tue amicizie erano nato da un odio irrazionale nei tuoi confronti.

Prima Katsuki (che odiava qualsiasi essere gli respirasse accanto), Shoto ed anche Hitoshi.

"A prima vista sono veramente così antipatica?" ti domandavi spesso quando ci riflettevi, ma non riuscivi mai a darti una risposta.

<Ad ogni modo... Ti ho chiesto di vederci perché volevo chiederti una cosa importante> arrivò finalmente ad un dunque, richiamando nuovamente la tua attenzione.

<Certo, dimmi pure. Di che si tratta?> chiedesti gentilmente, cacciando via dalls tua mente i ricordi delle risatine dei tuoi compagni.

"Possibile che quei deficenti mi rendano impossibile concentrarmi in momenti simili?!" ti disperasti.

<È da quando mi facevi ripetizioni che volevo chiedertelo, ma sono successe tante cose improvvise e...>

Fece una pausa, cercando le parole più adatte al discorso: <Ma adesso non voglio più aspettare, é arrivato il momento giusto. T/n, ti va di uscire con me domani?>

Spalancasti un poco la bocca, sentendoti incapace di restare composta.

Te lo eri immaginata, ma avevi altrettanto pregato che la tua fosse soltanto una falsa supposizione.

<I-intendi... Un appuntamento?> chiedesti con tono piatto, il più neutro che eri riuscita a sfoggiare.

L'ultima cosa che volevate entrambi era mettervi l'un l'altro in imbarazzo, infatti, Hitoshi replicò immediatamente <So che è una parola che mette ansia, ma si.>

Il suo viso non mostrava alcuna traccia di imbarazzo nel pronunciare quelle parole. <Vorrei semplicemente passare del tempo con te in pace e tranquillità al difuori delle mura scolastiche. Sai no, senza che ogni cinque minuti arrivi un tuo o mio compagno di classe, senza che suoni la campanella o che ci interrompa un professore.... Insomma, vorrei passare un pomeriggio solo con te. A te non andrebbe?>

Il suo discorso ti colpì in un modo che nemmeno te sapevi descrivere. Ti aveva fatto piacere sapere che il ragazzo apprezzava la tua compagnia a tal punto che una semplice conversazione fra i corridoi al cambio dell'ora non gli bastava, ma allo stesso tempo sapevi che nella maggior parte dei casi un 'appuntamento fuori dalle mura scolastiche' significava l'inizio di un interesse romantico.

Era anche vero però, che non potevi passare il resto della tua vita a sperare che Shoto potesse ricambiare la cotta, e che anzi, avresti dovuto essere te quella a mollare la presa.

A volte in effetti, rimanere attaccato ad una corda ti faceva più male alla mano che lasciarla andare.

Lo guardasti bene in faccia: pensasti a quanto coraggio aveva raccolto per parlarti in quel modo senza un briciolo di timore o esitazione, o a quanto era cambiato dall'inizio dell'anno, quando ancora eri soltanto un'avversaria per lui.

E in effetti, particolare non indispensabile ma apprezzabile, era anche un ragazzo molto carino, sia d'aspetto che di carattere.

Deglutisti ogni briciolo di senso di colpa che ancora provavi, e finalmente rispondesti.

<Mi piacerebbe molto. Accetto volentieri>

"Dopotutto...." pensasti fra sé e sé "Dare una chance non significa usare, vero?"

Il viso di Hitoshi si illuminò di colpo, come se non si aspettasse una simile risposta. <D-davvero? N-nel senso, ne sono molto felice>

<Dove pensavi di andare? Al cinema o..> chiedesti curiosa, e la sua risposta non tardò ad arrivare.

<Si, pensavo di andare al cinema. Ho sentiti che c'è un nuovo film di avventura che ha ricevuto vari premi. Dovrebbe essere bello>

<Fantastico!> esclamasti gioiosamente <È il mio genere preferito di film>

E così fissaste che vi sareste ritrovati davanti al cancello principale della scuola nel primo pomeriggio, poco dopo l'ora di pranzo. Ti aveva anche dato un foglio con su scritto il suo numero di cellulare, essendosi dimenticato in precedenza di dartelo.

L'idea di uscire con lui continuava a sembrarti strana, ma cercavi in titti i modi di abituartici.

D'altro canto però, se quell'appuntamento fosse andato bene, ci sarebbe stata la possibilità di farne un altro, e poi magari un'altro, o un'altro ancora...

Ti sembrava come di essere entrata in una galleria, di cui però non trovavi più l'uscita.

....

Appena tornata al dormitorio, apristi la porta con cautela e entrasti con passo felpato, cercando di non essere notata dalle ragazze che guardavano un film nella sala comune.

Fra di loro c'erano anche Ochako e N/a, che si stavano mettendo lo smalto e commentavano animatamente ogni mossa della protagonista.

"Le aggiornerò su quello che è successo più tardi..." decidesti, iniziando a salire i gradini senza battere i piedi "L'ultima cosa che voglio è rompere ancora con i miei problemi in amore"

Non appena arrivasti al tuo piano, ti accertasti nuovamente di essere sola, e poi continuasti a dirigerti verso camera tua.

Quando parlavi con Hitoshi eri presa dall'imbarazzo e dalle preoccupazioni per l'indomani, ma da quando eri rimasta sola avevi cambiato musica.

Non potevi fare a meno di ripensare a Shoto, e a come le cose sarebbero andate se nulla di ciò che era successo nei giorni precedenti fosse accaduto.

Ti mancava scherzare con lui, apprezzavi quando si sforzava a capire le tue battute anche a costo di pensarci una giornata intera. Per non parlare poi delle sue facce confuse. Adoravi quando le sue sopracciglia sibaggrottavano e il suo labbro inferiore si sporgeva impercettibilmente.

"Siamo sempre stati amici. Io mi fidavo di lui e lui di me..." pensavi fra te e te, fissando il pavimento con sguardo perso "Allora come mai tutto è cambiato senza che me ne accorgessi?"

"Cosa faccio adesso? Cosa faccio ora che mi sono innamorata di Shoto Todoroki?" avevi detto la sera del salvataggio di Bakugo. Ancora non sapevi a cosa ti avrebbe portato quell'infatuazione.

Era successo tutto lentamente. Piano piano, quel sentimento d'affetto che vi univa era cresciuto a dismisura, e te eri stata incapace di impedirlo.

E ti mancava. Eccome se ti mancava.

Ogni parola significativa, ogni abbraccio... Tutto quanto ti provocava una fitta allo stomaco ogni volta che ci pensavi.

Purtroppo però, non potevi accontentarti nuovamente di essere sua amica, o meglio, per far tornare la vostra amicizia a come era un tempo, ci sarebbe voluto molto tempo. Troppo tempo.

Ti fermasti davanti alla tua porta, con la testa china.

Sentivi gli occhi umidi, e la tua vista era leggermente appannata

<Maledizione... Che rottura di palle...> brontolasti sottovoce, cercando di asciugasti gli occhi.

"Non devo fare così. Basterà solo ignorare questo sentimento e tutto andrà b-"

<T/n? Posso parlarti?>

La voce che ti chiamò da dietro ti fece venire un colpo al cuore. Le parole che ti vennero in mente non furono delle più educate.

"Tra tutti quanti, in questo momento... Proprio te?!"

Ti girasti, trovandoti davanti Shoto.

Il ragazzo, al posto di essere vestito in modo più comodo e casalingo, portava ancora l'uniforme scolastica, particolare che ti stupì molto.
Inoltre, questa era l'ora in cui solitamente faceva i compiti o andava ad allenarsi per il recupero della licenza, non poteva essere un semplice caso ritrovarselo davanti alla porta di camera.

"Possibile che... Mi stesse aspettando?"

Non appena si accorse del tuo stato d'animo, si preoccupó subito
<T/n ma... Stai piangendo?> ti fece notare e te istintivamente ti asciugasti gli occhi lucidi. <N-no! Non é nulla! Sono solo... Stanca. Tutto qui>

Si vedeva chiaramente che non se la bevve, ma decise di lasciare perdere ed andare al punto.

<So che ultimamente... Le cose fra noi non stanno andando nel migliore dei modi, perciò ti volevo chiedere se ti andasse di passare un po' di tempo insieme>

Rischiasti di soffocare con la tua stessa saliva.
<C-cosa? I-intendi...>

<Intendo che, se vuoi, domani potremmo andare da qualche parte a divertirci. Magari al Luna Park o al cinema, non lo so.... Dimmi te> propose, guardandoti speranzoso speranzoso.

Sentisti di venir divorata un profondo senso di dispiacere e di colpevolezza.

"Qualche forza dinina superiore deve avercela con me..."

<Senti... È una bella idea, ma potremmo spostare il giorno?> chiedesti gentilmente, facendo del tuo meglio per sembrare normale. La tua non era affatto una scusa, anzi, morivi dalla voglia di sistemare le cose, ma non volevi dirgli del tuo appuntamento con Hitoshi. Non sapevi perché, ma qualcosa ti diceva che non sarebbe stata una buona idea
<Domani ho... Un altro impegno>

<Che... Che genere di altro impegno?> chiese piatto, il suo viso esprimeva tutta la sua confusione.
Era anche logico che si meravigliasse: di solito i tuoi impegni consistevano nel passare del tempo con Ochako o N/a, ma sempre dentro l'edificio.

Erano state rarissime le volte che eri uscita, e lui aveva sempre saputo dove andavi.

Ti schiaristi la gola<N-niente di speciale, solo... Che ne dici di dopo domani?>

<Cos'è il foglio che hai li dietro?> questa volta si riferì al pezzo di carta che stringevi nella mano destra, quello dove Hitoshi aveva precedentemente annotato il suo numeri di cellulare.

<Nulla, non ti preoccupare> mormorasti schiva, ma il ragazzo non reagì come avevi sperato. O meglio, eri stata te a reagire in un modo che lui non aveva sperato.
<Non preoccuparmi? A me sembra che tu mi stia dicendo un sacco di bugie> disse affranto, la delusione nella sua voce era quasi palpabile.

<Non ho detto nessuna bugia!> ti difendesti, ma lui non ti diede retta.

<Sei ancora arrabbiata con me per  l'altro giorno, vero? Ancora non capisco cosa abbia fatto di male>.
Ti faceva male il fatto che ancora non capisse quanto dolore ti avesse provocato l'incidente dell'esame della licenza provvisoria. Se soltanto si fosse accorto dell'evidente interesse amoroso che nutrivi nei suoi confronti, pensavi convinta, ti avrebbe trattata con più tatto.

Peccato che, seppur fosse molto intelligente, sapeva altrettanto essere un babbeo.
<E comunque se non ti andava di uscire lo potevi semplicemente dire invece di inventarti scuse!>

<Non mi sto inventando delle scuse! Perché mi stai subito puntando il dito contro?!> alzasti il tono della voce, sentendoti giudicata in maniera non giusta a tuo parere.

<Non riesco proprio a capirti a volte...> continuò lui, usando il tuo stesso tono di voce <E allora dimmi, che cosa hai da fare domani che ti tenga impegnata tutto il giorno?>

<Sono affari miei! Ti ho detto che domani non posso e quindi non posso!>

<Hai paura di dirmelo? Cos'è, non ti fidi di me?> domandò, con un pizzico di sfida nelle sue parole. Non ci aveva mai preso gusto a farti arrabbiare, ma quando voleva sapere se gli stavi nascondendo qualcosa era disposto a tutto

<Non centra la fiducia o meno...>

<Allora perché? Credi che ci resto male se per una volta non mi 'onori' della tua presenza?!>

A quelle parole, la tua calma e ik tuo autocontrollo fecero un volo di dieci metri dalla finestra.

"Come si permette?!"

Solo una volta ti eri arrabbiata così tanto con lui, ovvero quando aveva detto che non eri sua amica all'inizio dell'anno. Lo credevi cambiato, ma la sua testardaggine e ostinazione erano le stesse del Todoroki che rifiutava una parte della tua personalità
<Come vuoi! Per me non c'è problema!>

Gli mostrasti il foglietto aperto, con su scritto il numero di Shinso.
<Hitoshi mi ha chiesto se domani andavo al cinema con lui, e questo è il suo numero di telefono! Sei contento ora?>

La tua affermazione lo sorprese molto. Presto però, la sorpresa si trasformò in una sorta di fastidio.

<Tu... Lui... Ho capito. Torna tutto adesso> disse acido, aggrottando le sopracciglia. Non gli avevi mai visto una faccia così irritata prima d'ora.

<T-torna che cosa?>

<Adesso che hai il ragazzo non hai più tempo ne voglia di stare con i tuoi amici> sputò fuori quelle parole come se qualcuno gli avesse fatto ingoiare un pezzo intero di limone.

Sentisti le tue guance farsi sempre più calde. Un po' per l'imbazzo, e anche un po' per la rabbia che continuava a crescere dentro di te come un fuoco che non poteva essere spento.

Una fiamma, esatto.
Un fuoco nel tuo cuore che solo Shoto era in grado di accendere, e non sempre ciò era un bene. <Lui non é il mio ragazzo, ma solo un amico!>

<Come no! Gli amici non vanno ad appuntamenti insieme!> controbatté sempre più arrabbiato.

"E gli amici non si baciano a vicenda!" avresti voluto gridargli di tutta risposta, ma il tuo buon senso ti impedì di farlo.

<Sbaglio o eri venuto a chiedermi la stessa cosa?> chiedesti invece, non potendo trattenerti dall'infastidirlo.

Lo vedesti assumere piano piano il colore dei suoi capelli dalla parte destra <N-non é la stessa cosa! Ero venuto a chiedertelo perché sapevo che eri giù di morale!>

<E lui me lo ha chiesto perché é da quando gli facevo ripetizioni che voleva sdebitarsi!> la tua risposta non sembró convincente a lui ne tanto meno a te, eppure sembró essere abbastanza.

Entrambi non ne potevate più di discutere.

<Sai cosa ti dico!?> sbottò infine Shoto spazientito

<Illuminami!> esclamasti stufa

<Dimentica cosa ero venuto a chiederti. È chiaro che adesso la presenza di Shinso è più gradita della mia!>

Detto questo ti voltò le spalle, pronto per andarsene via. Ma non prima della tua risposta.

"Sei maledetto! Io ti odio Shoto Todoroki!.."

<Vai allora, tanto chi se ne frega!> la tua voce era instabile. Prevedevi che presto avresti iniziato a singhiozzare <Non uscirò mai con te, nemmeno se fossi l'ultimo uomo rimasto sulla terra!>

"Perché... Perché, dannazione?!"

Rientrasti in camera, sbattendoti la porta alle spalle.

<Perché...>

Scivolasti contro il legno della porta, nom potendo fare a meno di versare delle lacrime.

Faceva male. Faceva male sia ignorare sia che affrontare.

Ma allora qual'era la scelta migliore?

<Perché mi dovevo innamorare proprio di te Shoto..> dicesti fra i singhiozzi, stringendo le tue gambe al petto e affondandoci dentro la testa, rimanendo definitivamente sola a fare i conti con un cuore sempre più spezzato.

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