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Che cos'era successo?



-Come potevo lasciarlo solo e sperduto? È così bello- dissi adorante guardando il cane che ora scodinzolava festoso per l'arrivo di Scorpius.
-lui ti adora già- dissi fermandolo mentre ribatteva. Lui, interrotto, mi guardò accigliato.
-dove l'hai incontrato? Lo sai che potrebbe avere le pulci, o qualche altra malattia infettiva? Non l'hai portato a casa vero?- mi disse preoccupato. Risi mentre scuotevo il capo.
-sei incredibile. Intanto siediti, che mi sembra stupido continuare a parlare con te in piedi. E poi il cane stà benissimo- dissi impettita.
Lui si sedette più distante che poteva dal cane e mi guardò.
-pensi che nelle tue condizioni sia giusto anche solo avvicinarti a un così facile portatore di malattie?- mi chiese.
-sono incinta, mica malata cronica. E poi anche tu potresti essere un portatore di malattie, vuoi che ti stia lontana?- chiesi ironica.
-sai che odio i cani- ripetè lui. Io sorrisi incerta.
Poi in un lampo improvviso mi ricordai perché non amava i cani. Quando era piccolo un cane lo aveva azzannato alla gamba. Dall'ora non si era più avvicinato neanche un cane.
-è ora di affrontare la tua paura dei cani. Non ti preoccupare, lui al massimo lecca, non morde- dissi incoraggiante. Lui mi lanciò uno sguardo scettico. Poi serio.
-non avrai intenzione di tenerlo, vero?- domandò.
-no, ho intenzione di abbandonarlo in mezzo a una strada in modo che lo metta sotto una macchina- risposi ironica.
-certo che voglio tenerlo. Devo solo trovargli un nome. Che ne pensi di Briciola?- chiesi.
Lui balbettò per un po' incredulo. Poi si accigliò e mi guardò mezzo serio.
-Briciola? Mi sa che lo sceglierò io il nome di nostro figlio altrimenti chissà come lo potresti chiamare- e rise.
-che c'entra. Nostro figlio non è un cane. E poi senti chi parla. Nella vostra famiglia avete tutti nomi assurdi per i figli maschi. O sbaglio Scorpius?- ribattei divertita.
-non li chiamerei assurdi ma inusuali-
-certo, allora nostro figlio si chiamerà magari.. Dongesualdo. È anche quello un nome inusuale- dissi sparando un nome a caso e fingendomi seria.
-quello non è un nome inusuale. È orribile- disse Scorpius. E scoppiammo tutti e due a ridere come dei bambini. Ero felice quando stavo con lui. Ero felice del nostro bambino dentro di me. Ero felice anche del cane accanto a me che ci guardava incuriositi. Forse ci credeva pazzi. Ma ero felice anche di questo!

****

Casa dolce casa. Abbracciato a Rose entrammo in casa e purtroppo per me anche il cane ci seguiva. Rose gli tolse svelta il guinzaglio e io sbuffai.
-perché lo lasci libero per casa?- chiesi accigliato. Il cane scodinzolò e leccò le mani di Rose che l'accarezzò contenta e poi, invece di andare a gironzolare per casa a combinare pasticci come pensavo, venne verso di me. Il che era peggio.
Feci un passo indietro. Lui due saltelli in avanti. Un altro passo all'indietro. Il cane mi si portò a meno di un passo dai miei piedi. Ero con le spalle al muro.
-Rose me lo cacci davanti?- chiesi arrabbiato. Lui si accucciò come fanno le tigri prima di balzare addosso alle prede.
-vuole solo giocare. Briciola non è altro che un cucciolo- disse Rose ridendo.
Già, lei se la rideva mentre io ero in serie difficoltà.
-Rose- chiesi disperato. Lei sbuffò e lo prese in braccio. Un attimo di sollievo.
-sei proprio un bambino. Non è altro che un cucciolo, non farebbe male a una mosca- osservò lei mentre il cane gli leccava il viso e lei rideva tentando di allontanarlo.
-guarda che solo io posso baciare Rose- dissi accigliato. Rose rise ancora di più lasciandolo ancora per terra. Il cane corse verso il salotto guardandosi intorno. Tra un passo e un saltello scivolava sul pavimento liscio e Rose rise ancora.
-e così il vero problema è che sei geloso?- chiese lei divertita. Io sbuffai.
Lei mi si avvicinò e io l'allontanai.
-pensi davvero di prendere in braccio quel coso e poi di potermi abbracciare? Vai a cambiarti- dissi. Sapevo che stavo esagerando ma non lo sopportavo. Già era stato difficile accettare l'idea di portarlo a casa.
-sei troppo esagerato ora Scorpius. E poi, perché tu lo sappia, prima di incontrarti eppure dopo ti ho abbracciato benissimo. E se non sbaglio non sei morto!- disse lei stizzita. Ecco, ora si arrabbiava anche lei. Ma se poco prima rideva come una pazza? Non dovevo essere io arrabbiato??
-Rose non lo fare mai più. Non voglio neanche che lo prendi in braccio. Farai del male al bambino- dissi arrabbiato.
-il bambino starà benissimo. E poi non ti lamentare troppo. Sbaglio o ti ho promesso di trovargli un padrone tra pochi giorni? Non è già abbastanza? Non sei già contento di non darmi il permesso di tenere un cane?- chiese lei scoppiando in un pianto di rabbia. Io la guardai sconvolto. Non volevo farla piangere. io...
-scusami Rose- dissi avvicinandomi a lei.
-scusami un corno. Vattene via Scorpius- disse scappando verso la nostra stanza. La sbattè con forza e sentì che la chiudeva a chiave. Sospirai abbattuto. Cavolo non volevo farla piangere. Ma era assurdo tenere un cane. Insomma, poteva fare male al bambino. Non gli bastavano già i due gufi come animali? Dovevamo diventare uno zoo?
Mi tormentai il viso spazientito.
Fosse stato anche un altro animale forse avrei reagito diversamente. Insomma proprio un cane?
E in quel momento qualcosa mi toccò la gamba e io saltai spaventato gridando. Mi girai e vidi il cane spaventato che mi guardava.
Una mano sul cuore il battito tentava di tornare normale.
-stupido cane. È tutta colpa tua- dissi allontanandomi da lui. Ma dei saltelli e qualche scivolone mi fece capire che ce l'avevo ancora dietro. Mi fermai appoggiato alla porta della nostra camera, appoggiando la testa.
-Rose, scusami. Non volevo farti piangere. Ho esagerato, hai ragione. Ma io odio i cani- dissi per quella che doveva essere la milionesima volta.
Nessuna risposta da parte sua.
Sospirai esasperato. Ma perché proprio un cane??? Guardai quella stupida palla di pelo.
Che mi ricambiò abbassando un orecchio.
Stupido cane...
-Rose- la chiamai di nuovo bussando alla porta.
Ma a quanto pareva non aveva nessuna intenzione di rispondere.

*****

Eppure avevo pensato di aver chiarito il concetto.
Quando lo chiamavo doveva venire subito, altrimenti mi preoccupavo. E infatti ora, dopo mezz'ora che lo chiamavo, era davvero preoccupata. Dov'era finito?
-Stone se non sei qua entro due secondi giuro che non ti parlerò mai più- dissi sperando mi sentisse.
E lui ancora niente. Sbuffando preoccupata pensai intensamente a lui. Dove poteva essere?
E mi smaterializzai nel primo posto che mi venne in mente.
E lo trovai, ma sembrava di essere non in una stanza della villa Malfoy, ma in un frigorifero.
Lui si voltò piano, con una lentezza esasperante, e la prima cosa che vidi era che non c'era quasi niente di Stone nell'uomo che mi stava davanti. Sembrava un assatanato.
Sembrava un pazzo, forse ora davvero quel mostro che diceva tanto di essere.
-Stone- sussurrai ma prima che potessi aggiungere altro mi prese per il collo sbattendomi contro il muro. Le sue dita fredde stringevano forte mentre tentavo di allentarle inutilmente e mentre il respiro smetteva di esserci guardai i suoi occhi rossi come il sangue. E ci vidi ombre nere, le anime dei mostri che aveva mangiato e che ora gli annebbiavano la vista.
Aprì la bocca che sembravano delle fauci e mi sentì andare via. Come se mi stesse dividendo dal mio corpo, come se mi stesse risucchiando l'anima.
Forse almeno la mia anima l'avrebbe fatto tornare normale, fu il mio ultimo confortante pensiero mentre la coscienza mi abbandonava, così come l'aria nei polmoni.

******

Entrata nella nostra stanza mi ero gettata sul letto afferrando il primo cuscino che avevo e piangendoci dentro. Adesso, mentre Scorpius mi chiedeva scusa guardai il cuscino. Era il suo.
Aveva il suo profumo. E presi a dargli pugni.
Non sapevo perché ero davvero tanto decisa a tenere il cane. Si, mi piacevano da sempre.
Si, ne avrei tanto voluto uno fin da piccola.
Ma infondo dovevo capire Scorpius.
La paura non era sempre qualcosa di controllabile. Anzi, non ci sarebbe stata la paura se fosse stata controllabile...
era più che giusto che non lo volesse in giro.
Dovevo ritenermi fortunata se mi aveva concesso di portare a casa il cane per oggi. Ma adesso non riuscivo a pensare a lasciarlo.
E il mio telefono suonò. Era nell'altra stanza e infatti poco dopo sentì Scorpius bussare e il suono più vicino.
-Rose è tua zia. Che faccio, rispondo o esci?- chiese. Io aprì la porta. Presi veloce il celulare e risposi.
-ciao Rose. Ti disturbo?- chiese.
-ciao zia. No, non ti preoccupare. Cosa c'è?- domandai.
-niente di preoccupante. Sono solo arrivati i risultati degli esami che ti ho fatto fare. Vorrei che venissi allo studio. E porta anche Scorpius, naturalmente- .
La mia mano andò istintivamente sul mio ventre.
Era uscito qualcosa di brutto? C'era qualche problema? Non riuscì a formulare neanche una di queste domande, solo
-Quando?- chiesi con voce incerta.
-quando vuoi. Anche ora, visto che hanno disdetto l'appuntamento che avevo- disse.
-allora arriviamo subito!- dissi e chiusi. Guardai Scorpius che mi guardava preoccupato.
-cos'è successo?- leggeva sul mio viso che avevo paura.
-andiamo al San Mungo- dissi prendendogli le mani.

*****

Un'anima pura, bianca, che volevo divorare in un sol boccone. Ma non ci riuscivo. Non potevo farlo.
Era come tentare di inghiottire un patronus.
I dissennatori mangiavano le anime lasciando i pensieri peggiori e strappando via quelli migliori.
Ma in quell'anima non c'era altro che pensieri belli. Anche in quelli più brutti lei aveva sempre cercato qualcosa di bello a cui ora si aggrappava. Non trovavo pensieri talmente orribili da aggrapparmi. La mia fame era immensa, nonostante mi fossi nutrito di quasi tutte le scatole ma anime cattive non riuscivano ancora a soddisfarmi come avrebbe fatto quella pura.
Non riuscivo quasi più a ragionare quando poi incrociai il suo sguardo.
E fu come risvegliarmi da un brutto sogno.
Quella davanti a me era Lily. La mia anima pura che dovevo proteggere. E che stavo per uccidere. Le lasciai subito il collo e lei si accasciò a terra, quasi non respirando. Rimasi pietrificato a guardarla un secondo. Poi, appena notai che davvero non respirava mi inginocchiai subito accanto a lei e gli presi il collo, questa volta delicatamente. Speravo davvero bastasse un incantesimo di guarigione.
Dopo un paio di secondi in cui stavo morendo, sempre se ne ero capace, Lily iniziò a respirare di nuovo con un singulto strozzato. Aprì gli occhi e si toccò la gola tossendo. Io la guardai spaurito. Cosa stavo per fare? Come avevo potuto aggredirla? Come potevo io difenderla dagli altri se ero stato proprio io a farle del male???
-Stone- disse lei e mi abbracciò. Forte, come se non l'avessi quasi uccisa, come se fosse lei che doveva confortare me. Mi feci schifo. Mai sentito un tale mostro. L'allontanai mettendogli le mani sulle spalle e la guardai negli occhi.
-Stai bene?- chiesi.
-si Stone. Ma cosa ti è successo? Cosa ti hanno fatto?- mi domandò. Io la lasciai e guardai verso le scatole a terra. Rose. Quell'aura che possedeva ora. Quel potere enorme che aveva risvegliato una così tale fame.
Tornai a osservare Lily.
Cosa potevo dirgli? Come potevo giustificarmi?
-io...- dissi come uno stupido non sapendo come continuare. Lei mi accarezzò il viso e io mi alzai di scatto. Non sopportavo il pensiero che lei non fosse spaventata o arrabbiata con me.
L'idea che lei mi amasse anche se stavo per ucciderla mi faceva sentire ancora più male.
Lei mi guardò e vidi il suo sguardo cambiare.
Farsi più duro. Si scostò dalle mie mani e mi guardò seria.
-allora, o mi dici cosa cavolo ti è successo o ti strozzo io- chiese.
Buona domanda. Che cos'era successo?

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