Vacanze in famiglia
Circondata dai quattro tra i più alti monti d'Italia e dell'Europa
(il monte Bianco, Cervino, il monte Rosa e il Gran Paradiso)
si torva la Valle d'Aosta che è la regione più piccola e meno popolata dell'Italia.
Questa piccola regione si trova quindi in mezzo alle Alpi e nella zona
sud della valle si trova Valtournenche (appunto valle).
In questa valle si trova il lago di Cignana.
E sulla riva di questo lago, tra una delle varie insenature,
villa Malfoy osserva tutto il lago silenziosa.
Avevo 10 anni quando avevamo passato il natale lì.
Ricordavo vagamente quei giorni e li ricordavo pieni dell'odio verso mio padre...
speravo davvero che quel natale invece avrebbe lasciato dei bei ricordi in quella casa.
Usammo una passaporta per arrivare tutti insieme lì.
Io stringevo a me mia madre, che sembrava essersi ripresa un po'.
La signora Potter mi aveva raccontato che diceva di nuovo qualche parola,
per lo più chiedeva di me, e che aveva ripreso a mangiare.
Adesso gli sarei stato vicino tutti quei giorni di vacanza, o almeno questo
era il mio progetto.
Grazie al cielo non sembrava essere preoccupata dal fatto che venissero
in casa così tante persone.
E non era più ostile verso i parenti di Rose e verso lei stessa.
L'odio che l'aveva sempre spinta a odiarli anche se non li conosceva
sembrava essere sparito, o per lo meno dimenticato in qualche cassetto nella memoria.
Vidi con piacere che i miei ricordi del posto non discordavano di molto.
Il lago era meraviglioso, circondato da montagne innevate.
La casa era enorme, come ricordavo anche.
Con solo noi tre ricordavo la casa enorme, fredda e vuota.
Speravo davvero che in 12 le cose sarebbero cambiate.
**************************************************************
La casa era meravigliosa e grande.
Sembrava un castello, mi ricordava molto Hogwarts,
anche se naturalmente non era tanto immensa.
Mi stupì il fatto che era luminosa e pulita.
Visto che Scorpius mi aveva detto che era da sette anni che non ci andavano
la pensavo un po' disabitata.
Invece fummo accolti anche da un elfo domestico,
che si inchinò profondamente al nostro cospetto.
Il salone che ci accolse era di una bella tonalità panna in tono con i divani
e il tappeto che rivestiva il tutto.
Un'ampia vetrata mostrava queste montagne altissime e tutte bianche che
scendevano a picco su questo lago bellissimo, dove si specchiava il cielo privo
di nuvole.
-bene, le stanze sono tutte al piano di sopra.
Andiamo a posare le cose- disse Scorpius cercando di prendere la sua valigia
e quella di sua madre in mano per salire l'ampia scalinata in marmo.
Ma con uno schiocco sonoro tutte le valigie volarono in alto e su per le scale.
Lui guardò l'elfo domestico che aveva alzato le braccia.
-vi mostro le stanze- esclamò l'elfo e ci precedette a tutti per le scale.
-la casa è fantastica!- dissi a Scorpius sorridendogli.
-grazie!- rispose a sorpresa la signora Malfoy.
La guardai subito, mentre si guardava intorno con un sorriso incerto.
-l'abbiamo scelta insieme io e Draco tanti anni fa.
Cercavamo un posto dove invitare tutti i nostri parenti e amici.
Peccato che non ci riuscimmo mai...- sussurrò l'ultima frase triste,
fermandosi sulle scale e guardando i gradini.
Scorpius abbandonò la mia mano con un sorriso e andò a stringerla
con un braccio.
-vediamo se ricordo qual'era la tua stanza?- gli domandò.
Saliti sopra due ampi corridoi si stendevano infiniti.
-allora, ci sono venti stanze da letto.
Sono quasi tutte uguali, cambiano vagamente solo i colori e naturalmente
la vista- spiegò a tutti.
Poi guardò sua madre.
-e l'ultima da questa parte è la tua, vero?- chiese a sua madre.
Lei gli sorrise annuendo.
Io non potei che guardare Scorpius felice.
Si stava comportando così bene, non riuscivo a non pensare quanto
fosse tenero.
Ma anche quanto dolore ci fosse ancora nel suo cuore.
Lo percepivo e lo vedevo nei suoi occhi di tanto in tanto.
Dopo più di un'ora le ci eravamo tutti sistemati.
Avevamo occupato più o meno tutte le stanze che davano sul lago,
ed eravamo scesi sotto a visitare la villa.
Nel piano di sotto, c'era un immenso salone,
una sala da pranzo anch'essa immensa,
e una cucina che brillava!
Per non parlare della biblioteca studio.
Era bellissima ed enorme.
Tutti gli scaffali con tutti quei libri mi fecero girare la testa.
Era meravigliosa.
Scorpius mi guardò con sguardo rapito.
-penso che nessuno nella mia famiglia abbia letto più di dieci libri però
una libreria del genere ci deve essere,
diceva mio nonno, per dare una buona impressione!- raccontò divertito.
Io sorrisi guardandomi intorno.
La madre di Scorpius era rimasta in camera, James era ancora nella sua
stanza di sicuro a scrivere una lettera, e tutti gli altri ci stavano guardando
intorno incuriositi e forse stupiti.
Riconobbi il mio stesso sguardo nel volto di mia madre,
anche lei entusiasta quanto me.
*****************************************************************
-non c'è l'albero di natale!- esclamai sorpresa.
Era da un po' che sentivo che in quella meravigliosa villa non c'era qualcosa.
Guardai Scorpius che annuì.
-ci sono molti abeti qui intorno.
Possiamo prenderne uno e addobbarlo- si guardò intorno e chiamò l'elfo
domestico, che scoprì si chiamasse Oregon.
-ci sono gli addobbi per un albero di natale in casa?-
l'elfo annuì correndo a prenderli.
-allora andiamo a tagliare un albero!- esclamò Ron contento di poter fare qualcosa.
Armati di un'accetta andammo tutti con entusiasmo nel boschetto sul retro della casa.
Io presi una bella manciata di neve e preparai una bella palla.
La lanciai a Rose e scoppiai a ridere guardando la sua espressione stupita.
-Lily- disse divertita e si abbassò a prendere un p di neve.
Diedi il via a una bella guerra di neve, dove giocammo tutti noi "giovani",
mentre i nostri genitori discutevano sull'albero migliore da tagliare.
Mi abbandonai sulla neve totalmente e mossi gambe e braccia per fare
un angelo di neve.
Gli altri erano più o meno sfiniti come me e di certo avevano anche la neve dappertutto.
Io mi sentivo completamente bagnata.
Tutti ci sedemmo per guardare zio Ron dare il primo colpo al tronco e ci rotolammo dalle risate quando lo scossone fece cadere un sacco di neve su di lui, seppellendolo.
******************************************************************
Quasi caddi a terra per il ridere.
Tentai di respirare e mi avvicinai a lui tentando di pulirgli la faccia.
Lui mi guardò accigliato perchè continuavo a ridergli in faccia.
-ridi e?- e mi lanciò una palla di neve in viso.
Non riuscivo a smettere di ridere mentre prendevo altra neve per lanciargliela addosso.
Avevamo più di quarantanni ma in quel momento mi sentì come se fossi tornati al nostro primo natale a Hogwarts.
********************************************************************
Entrai nella vasca e l'acqua calda mi fece sentire meglio.
Eravamo tornati da poco dalla nostra "impresa", trovare l'albero adatto,
ed eravamo tutti bagnati fino alle ossa.
Ma probabilmente non eravamo così felici tutti insieme da tempo.
Sorrisi pensando a noi che ci lanciavamo neve e scoppiai
a ridere ripensando ai nostri genitori che si rotolavano nella neve ridendo.
Ero così contenta!
La radio che avevo acceso prima di entrare fece partire una nuova canzone.
L'ascoltai attentamente, la conoscevo a memoria perchè era una delle mie preferite.
Ti sento nell'aria che è cambiata
che anticipa l'estate
e che mi strina un po'
io ti sento passarmi nella schiena
la vita non è in rima
per quello che ne so
ti sento nel mezzo di una strofa
di un pezzo che era loffio
ed ora non lo è più
io ti sento lo stomaco si chiude
il resto se la ride appena ridi tu
qui con la vita non si può mai dire
arrivi quando sembri andata via
ti sento dentro tutte le canzoni
in un posto dentro che so io
ti sento
e parlo di profumo
t'infili in un pensiero
e non lo molli mai
io ti sento
al punto che disturbi
al punto che è gia tardi
rimani quanto vuoi
qui con la vita non si può mai dire
arrivi quando sembri andata via
ti sento dentro tutte le canzoni
In un posto dentro che so sempre io oh oho oh oh
io ti sento c'ho il sole dritto in faccia
e sotto la mia buccia
che cosa mi farai
e pensai a Scorpius.
Lavata e vestita uscì dalla stanza ma era ancora tutto deserto intorno.
Ancora gli altri erano in bagno, probabilmente.
Ma io avevo voglia di vedere Scorpius.
Era un bisogno immenso che mi impediva di ragionare.
Così bussai alla sua porta piano, sperando mi aprisse.
E fui esaudita.
Doveva essere appena uscito dalla doccia.
Aveva i capelli bagnati e disordinati, un asciugamani con cui sicuro se li stava tentando di asciugare e una camicia nera, come i pantaloni, che era abbottonata male.
Sorrisi guardandolo negli occhi e ritrovandomi nel riflesso.
Era incredibile come solo vederlo mi riempisse di tutta questa felicità.
-ciao!- mi accolse sorridendo.
Io entrai chiudendo la porta, nel caso uscisse in quel momento mio padre,
e mi misi in punta di piedi, abbracciandolo per il collo e baciandolo.
Lui mi strinse subito a se, abbassandosi un po' e facendo cadere a terra l'asciugamano.
Lasciai un attimo le sue labbra per sorridergli.
-sono davvero felice! Per tutto.
Per noi, del fatto che stiamo così bene tutti insieme,
di questo natale qui. E ti amo sempre di più!- gli sussurrai.
Avvicinò le sue labbra alle mie con forza e mi baciò al lungo, facendo dimenticare dov'ero, chi ero e tutto il resto!
Niente era importante se no noi due.
Ma de rumori alla porta e qualcuno che bussava ci interruppe.
La voce di Oregon ci informò che il pranzo sarebbe stato servito tra dieci minuti esatti.
-grazie- disse Scorpius staccandosi dalle mie labbra.
Io gli guardai la camicia e presi a sbottonargliela.
Lui mi guardò arrossendo.
-cosa fai?- mi chiese.
-ti sei abbottonato male la camicia. Sembri un bambino.
Vuoi che ti vesto io la prossima volta?- chiesi maliziosa.
Lui mi accarezzò il viso, sorridendomi in quel modo che mi faceva sciogliere,
come succede nei cartoni.
-è una buona proposta!- mi disse prima di avvicinarmi a lui di nuovo e baciarmi.
********************************************************
Eravamo scesi sotto e parlavamo del fatto che l'albero
sarebbe stato proprio bene nel salone quando l'elfo domestico ci disse che potevamo sederci.
Mi guardai intorno e accigliato notai che mancavano proprio Rose e Scorpius.
E Rose non era mai in ritardo.
-dov'è Rose?- chiesi guardando Hermione.
Lei sorrise, intuendo la mia preoccupazione.
-starà vendendo. Andiamo a sederci, Oregon stà andando già a chiamarli!-
tentò di tranquillizzarmi.
Ci sedemmo e dopo poco entrarono Rose e Scorpius, tendendosi per mano.
Io li fulminai con lo sguardo.
Fino ad ora mi ero dimenticato che quei due ormai stavano insieme.
Avevo tentanto di non farci più caso.
Ma la mia preoccupazione rimaneva.
Quel pomeriggio avrei dovuto parlare un po' con quel ragazzo,
giusto per chiarire qualche punto!
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro