17-ERIN
Di ciò che era successo alla festa non ricordavo quasi niente, solo di esserci arrivata con Sean e di essere salita in una stanza con uno dei sospettati; Hank era stato affianco a me per tutta la notte in ospedale e avrei giurato di sentirlo piangere, ma ero abbastanza frastornata perciò non ci potevo giurare.
Al distretto, prima di salire al piano di sopra, parlai un po' con la Platt e ringraziai Roman per essersi finto il mio autista e Burgess per averlo prestato all'Intelligence per una settimana.
Il nostro piano era quasi deserto, c'erano solo Mouse e Upton nella sala relax, Hank sarebbe arrivato solo alle dieci e degli altri non c'era traccia. Mi sedetti alla mia scrivania e appoggiai le gambe sopra di essa in attesa di trovare qualcosa di interessante da fare <Ehi Erin> la voce di Hailey Upton mi riscosse dai pensieri; che voleva? Non le bastava aver preso il posto di Rocky?
<Scusa devo andare> risposi accingendomi ad uscire, ma la figura di Jay con Akira al seguito si interpose fra me e l'uscita. Quest'ultima cominciò ad abbaiare e così la strinsi a me.
<Calma, calma!> esclamai ridendo dal momento che continuava a leccare la guancia destra come impazzita.
<La stai viziando> affermò il ragazzo; aveva ragione ma non glielo dissi e continuai ad accarezzarle dietro l'orecchio sinistro dove le piaceva tanto <Come stai?>
<Bene. Presumo di doverti ringraziare ancora una volta> risposi e lo guardai; sorridemmo entrambi <Grazie> continuai. Ero consapevole del fatto che non voleva essere ringraziato, ma mi aveva salvato la vita, ancora.
<Sei la mia partner> mormorò consegnandomi il guinzaglio. Tornai sui miei passi e notai che di Upton non c'era traccia; forse ero stata troppo fredda perché in fin dei conti non mi aveva fatto nulla, ma ora come ora lei aveva "rubato" il posto di Rocky. <Posso farti una domanda?> gli feci cenno di proseguire <Come dovrei vestirmi per una cena di famiglia?> sorrisi divertita.
<Jay è la tua famiglia, puoi andare anche in pigiama>
<Dai, ti prego... Non ho voglia di andare e perciò non ho idea di cosa mettere> protestò.
<Okay, ti aiuterò. Indossa un maglione a collo alto con i jeans neri con il cavallo basso. Sarai perfetto, fidati> conclusi
<Ti devo una birra> seguitò prima di essere interrotto dal sergente che ci presentò un uomo sulla sessantina, Dean Janckins, il quale ci avrebbe mostrato l'utilizzo del tazer e ci avrebbe rilasciato un attestato; "che la giornata abbia inizio" pensai.
Dopo aver spiegato innanzitutto qual era la potenza, come si usava e in che punti si doveva colpire chiese chi volesse essere il primo. Nessuno fiatò e toccò a Ruzek che da quando era arrivato non aveva tolto l'occhio dal telefono; cadde a terra dolorante e fu rialzato da Atwater; Jay rise sotto ai baffi e Janckins domandò chi volesse provare. Mi offrii io e nei suoi occhi lessi timore e pietà, era divertente <Dove lo vuoi? S, p, a o g?> Erano le sigle di spalla, pelvi, addominali o genitali. Lui rispose spalle, gli altri uomini genitali e così lo ricevette proprio lì; li avrebbe avuti indolenziti fino a domani (così disse l'uomo) e verso le tre del pomeriggio mancavamo solo io e Upton che fece poco dopo.
<Interessante il cellulare?> chiese Janckins, sapevo dove voleva arrivare ma l'avevo estratto dalla tasca per controllare se Jamie o Camila mi avessero scritto qualcosa riguardo la visita di controllo del primo con la quale Rhodes avrebbe dato l'ok a riprendere a giocare; ma non c'era niente per cui, probabilmente, non avevano ancora terminato <Tocca a lei>
<Credo di aver visto abbastanza> seguitai, ma Jay mi prese per un braccio e scaricò la carica sugli addominali.
Okay aveva fatto male e avevo assolutamente bisogno di ghiaccio; entrai nella sala relax accompagnata dal mio partner e lo presi dal congelatore appoggiandolo, poi, sulla zona interessata. Però non avrei mai ammesso il dolore che stavo provando, non volevo dargli la soddisfazione.
<Lindsay!> mi sentii chiamare da Kevin <C'è qualcuno che ti cerca> continuò. Mi alzai dalla sedia e tornai dagli altri; in piedi di fianco alla scrivania di Olinsky trovai Camila e mio fratello che, con gli occhi lucidi, annuì solamente.
Scordai il dolore, il ghiaccio, tutte le persone presenti e corsi ad abbracciarlo prima di sentirlo piangere; Hank, avendo visto la scena, uscì dal suo ufficio nel quale si era rintanato insieme ad Alvin evitando la lezione sul tazer. Lui sapeva già tutto, ne ero certa, perché non chiese nulla alla moglie ma si limitò a stringerle la mano. <Grazie> borbottò con voce spezzata Jamie <Grazie per esserci sempre> ora aveva spostato lo sguardo sui nostri "genitori" che lo guardarono abbracciandolo. Sentii gli occhi pizzicare, ma non piansi perché ero consapevole di come sarebbe finita: avremmo versato lacrime per diverse ore parlando dei nostri genitori biologici.
<I vostri genitori sarebbero fieri di voi> ci informò Camila mentre ci baciava la fronte.
<Ehi piccoletto, basta piangere> scompigliai tutti i capelli a James e di risposta, lui, mi fulminò con gli occhi lucidi e rossi <Stasera dobbiamo festeggiare; chiama Emily e dille che verrà a cena da noi> annuì e gli baciai una guancia. Era arrivato il momento di conoscere per bene la sua ragazza. Stava per scendere le scale con Camila e Akira, quando lo richiamai all'ordine <Ah Jamie, non smettere mai di sperare>
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