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The World the Girl Saw: The Struggle for Trost, Part 1


Ciao a tutti ragazzi eccoci tornati con una nuova parte di ''If i Know what love is, it is because of you''. Spero vi piaccia.

Disclaimer: I personaggi non mi appartengono, sono di proprietà di Hajime Isayama. 



Capitolo 12



Questo capitolo è dal punto di vista di Mikasa.

<<  Ottimo lavoro, Ackerman! Sei stata bravissima. >> disse Ian Dietrich a Mikasa. La ragazza aveva, infatti, ucciso, facilmente, un Gigante anomalo molto pericolo.

<<  Grazie signore. Però,con la mia smania. ho ottenuto che le mie lame finissero smussate con un solo, unico, attacco. La prossima volta presterò più attenzione. >> disse apatica Mikasa.

Aveva cose ben più importanti da fare. Doveva,prima di tutto, trovare Eren e Armin, la sua unica famiglia rimasta. Doveva proteggerli dal pericolo incombente. Da quando era iniziata la missione aveva una brutta sensazione e non sarebbe rimasta in disparte a girarsi i pollici. Doveva fare qualcosa!

<<  Ma si può sapere attraverso quali esperienze sei passata? No...niente lascia stare... >> disse Ian meravigliato dall'atteggiamento ''particolare'' della ragazza.

Il suo comportamento gli ricordava quello del comandante Levi. I due, poi, avevano un aspetto molto simile. Che fossero parenti?

Mikasa neanche stava ascoltando. Era troppo immersa nei propri pensieri...

''Perchè mi torna in mente proprio adesso...?''

<<  Ho finito! Mamma, guarda, guarda! >> disse una bambina mostrando alla famiglia un ricamo fatto a mano.

<<  Oh! Ti è venuto davvero bene, Mikasa. E' meraviglioso. >> esclamò la madre di Mikasa. 

<< Questo ricamo viene tramandato nella nostra famiglia di generazione in generazione. Quando avrai una figlia, non mancare di insegnarlo anche a lei, capito? >> La signora Ackerman era una giovane donna molto somigliante alla figlia.

<<  E cosa bisogna fare per avere dei figli? >> chiese curiosa la bambina alla madre.

<<  Chissà...provà a domandare a tuo padre. >> disse ridendo la donna rivolta al marito, un uomo dai corti capelli biondi.

<<  No, non ne sà molto neppure il papà. Ecco, a breve arriverà il dottor Jaegar. Che ne dici di provare a domandarlo a lui? >> rispose l'uomo visibilmente imbarazzato.

Il breve momento di felicità fu interrotto da un suono. Stavano bussando alla porta. Era arrivato il dottor Jaegar insieme al figlio, Eren.

<<  Arrivo. Dr. Jaegar. Vi stavamo aspettando...>> Le parole del Signor Ackerman morirono nel vuoto perchè si ritrovò un coltello piantato nello stomaco. 

Si accasciò a terra senza emettere un suono. Gli energumeni che entrarono erano, ovviamente, dei rapitori.

<< Vedete di fare le brave. Se non volete che vi spacchi la testa con questa...>> disse uno degli uomini sollevando un accetta.

Proprio in quel momento, la signora Ackerman afferrò un coltello da cucina e si avventò, furiosamente, su uno dei rapitori.

<< Mikasa, fuggi! Mikasa, sbrigati! >> Le parole le morirono in gola quando l'uomo la colpì con l'accetta. 

Cadde a terra, agonizzante, in una grande pozza di sangue.

<< Ma che combini? Non ti avevo detto che era solo il padre che dovevamo uccidere!? Prendi la mocciosa! >> disse arrabbiato il compagno.

L'ultima cosa che Mikasa ricordava era un grande colpo alla testa.

Alcune ore dopo...

<< Mikasa? >> domandò Eren. Il ragazzino era di cattivo umore perchè era stato costretto dal padre a venire con lui. Il suo obiettivo,per quella giornata,era, però, un altro: voleva passare del tempo con Armin, la sua cotta segreta.

<< Esatto. E' una ragazzina della tua stessa età. Da queste parti bambini non ce ne sono perciò cerca di fare amicizia con lei. >> rispose Grisha al figlio continuando a bussare alla porta di casa Ackerman.

<< Dipenderà da come si comporta lei... >> disse Eren contrariato.

<< Eren, è per questo che non sei riuscito a farti un solo amico tranne ovviamente Armin. Come mai nessuno mi risponde? Che non ci sia nessuno...? Signor Ackerman. Sono Grisha Jaegar >> mormorò Grisha aprendo la porta. 

I suoi occhi si fecero vitrei appena vide i cadaveri dei signori Ackerman. I loro corpi erano in evidente stato di decomposizione. Dovevano essere morti da poche ore.

<< Eren, qui nei paraggi non è che hai visto una ragazzina dai lunghi capelli neri? >> domandò agitato Grisha al figlio. Quando Eren rispose negativamente si fece ancora più turbato.

<< Capisco. Vado a chiamare il Corpo di Gendarmeria per richiedere di effettuare delle indagini. Tu aspettami ai piedi della montagna. Mi hai capito Eren? >>.

Ma Eren non ascoltò mai le parole del padre...


Commento dell'autrice:

Il prossimo capitolo verrà pubblicato la prossima settimana.


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