Capitolo 7: Tu ne peux pas prévoir la vie (parte 2)
Saranno state le 9:30 di sera quando Miranda ritornò in hotel. L'avevano prelevata verso mezzogiorno.
Però non è stata trattenuta per 9 ore, anzi, l'avevano fatta uscire un'ora dopo ma doveva fare la strada a piedi e siccome non ricordava il tragitto corto dovette fare quello lungo.
Ovviamente però, si fermò prima mangiare in un McDonald's e ci restò un'ora buona, dato che quel giorno c'era davvero troppa gente.
Teoricamente con la strada più lunga ci avrebbe messo un'ora e mezza con la navetta ma sfortunatamente per lei, l'unica che poteva lasciarla vicino all'hotel aveva aderito allo sciopero di quel giorno.
A piedi ci avrebbe messo almeno il doppio, senza considerare il caldo di fine agosto e i lavori per rifare la strada iniziati il giorno prima.
Per non rischiare nulla decise di passare tra i vicoli della città, da cui, non seppe come, sbucò davanti la casa della sua cara sorella. Decise sul lampo di farle una breve visita, raccontandole di come l'arresto arrivò prima del previsto. Kelly le disse poi che la loro partenza era prevista il 15 settembre. Era il 21 di agosto, avevano ancora venticinque giorni da passare come volevano in Giappone prima di separarsi.
《Voilà! Tu es bien de retour!》commentò la rossa.
[Ecco! Sei tornata te stessa!]
Miranda le rivolse uno sguardo interrogativo.
《Avant, tu étais comme une machine créé uniquement pour tuer! Aujourd'hui, tu es la même que j'ai connu il y a neuf ans!》
[Prima eri come una macchina creata unicamente per uccidere! Ora sei la stessa che ho conosciuto nove anni fa!]
La conversazione successiva prese una piega così piacevole che entrambe persero la condizione del tempo.
Quando la viola si accorse dell'orario, fece una corsa degna di un'atleta.
Se fosse arrivata alle 10 di sera, l'avrebbero licenziata!
E lei aveva bisogno di quel lavoro.
Non guadagnava tantissimo, ma quei soldi le servivano per aiutare i suoi compagni.
Appena rientrata emise un sospiro di sollievo. Dopo aver ripreso fiato e aver chiarito col direttore dell'hotel, tornò a svolgere le sue mansioni.
Notò qualcuno seduto su uno dei divanetti nella hall che aveva appena finito di mangiare.
《Se ha finito, posso riportare il piatto in cucina.》disse avvicinandosi.
La persona si alzò e la strinse in un abbraccio.
《Sono così felice che tu sia tornata!》
《Hikaru?》
《Ero sicuro ti lasciassero andare! Insomma, come avresti potuto fare il buco nel muro? Sei andata allo stadio solo quella volta per vedere la partita.》il ragazzo era decisamente troppo entusiasta.
E questo fece sentire in colpa la ragazza, non voleva continuare a mentirgli. Dunque cambiò argomento.
《Sei sempre rimasto qui? Oggi non avevate in programma di andare in spiaggia?》
《Sì, oggi non mi andava proprio di stare sotto il sole.》rispose lui, portandosi le mani dietro la testa.
'Ma chi vuole prendere in giro? Si vede lontano un miglio che voleva farsi un bagno.' Pensò la viola.
《Beh, credo che tu possa ancora andare in piscina se vuoi.》disse Miranda prendendo il piatto sul tavolino, per poi portarlo in cucina.
Ma quando tornò nella hall, il ragazzo era ancora lì.
《C'è qualcosa che non va?》gli chiese.
《No, no. Solo... potresti venire su con me? C'è una cosa che ti vorrei chiedere.》rispose lui facendole cenno di seguirlo sulle scale.
Una volta arrivati sul tetto, Miranda si sedette su una delle sdraio.
《Cosa mi volevi chiedere?》
《C'è qualcosa che stai nascondendo?》
《Cosa.》
《Ed io che ne so. Però mi è sembrato strano il fatto che gli altri cinque sconosciuti siano stati scagionati così rapidamente e venire ad incolpare te all'improvviso.》
La viola restò in silenzio.
《Se sai qualcosa, perché non la dici?》
Già, non voleva proprio continuare a mentire ma era inevitabile.
《Non dico perché non so! Avrei detto ancora di più, altrimenti.-disse con un tono che per lei era davvero strano- Mi consideravi come quelle persone che aiutano l'assassino?》
《Intendi il complice?》
《Ooohhh, ecco come si chiama!》
Ichihoshi si sentì malissimo al pensiero di aver dubitato anche solo un secondo della ragazza che vedeva così spensierata.
《Però Suzuno mi ha davvero lasciata di stucco! Non pensavo fosse possibile scoprire un piano del genere, né tanto meno idearlo!》continuò.
No. Non le piaceva per nulla la parte dell'innocente. Avrebbe preferito costituirsi che continuare a fare finta di niente davanti quel ragazzo che per colpa sua era stato davvero male.
Se avesse conosciuto il passato del ragazzo, si sarebbe davvero costituita. Tuttavia se fosse stato lui a scoprire il passato di lei, avrebbe preso giustamente le distanze. E a lei piaceva passare il tempo insieme a lui.
'Sarò egoista a mantenere questa cosa per me, cercando di non stare male ulteriormente?' Pensava, mentre continuava a chiacchierare col ragazzo fino a tardi.
Non ricordava molto di ciò che si dissero. Lui le parlò del suo soggiorno in Russia e lei di quando viveva in Belgio. E in un modo o nell'altro finirono per darsi lezioni a vicenda di russo e francese. Miranda non riusciva a smettere di ridere quando Ichihoshi provava ad imitare il suo accento.
Si sentiva così libera. Stava bene con lui, si dimenticò anche che doveva partire per la Grecia tra... quanti giorni erano?
Si era dimenticata anche di questo.
'È strano... non ho mai provato una tale felicità...'
Le sembrava di essere tornata bambina, quando ancora non aveva impugnato una pistola o un coltello.
Avrebbe voluto che quella felicità durasse in eterno, ma le cose non possono andare sempre come si desidera.
Tuttavia non riusciva proprio a pensare ad un modo per distruggere il ricordo di quella serata.
Che ore erano quando rientrarono?
L'orologio segnava le 23:45, ma ad entrambi sembrava fossero passati solo dieci minuti.
Ed eccoli lì, davanti alla stanza numero 118 a salutarsi dicendosi "A domani."
Miranda non riusciva a smettere di sorridere, ma fu in quel momento che si ricordò di qualcosa che aveva dimenticato di fare.
Tornò indietro e bussò ansiosamente alla porta del ragazzo, sperando non si fosse già addormentato.
Hikaru aprì qualche istante dopo e fu sorpreso di trovarla davanti alla porta.
《Miranda? È successo qualcosa?》le chiese.
'Guardalo in faccia, guardalo in faccia.' Si ripeteva mentalmente la viola.
Aveva bussato proprio quando il ragazzo aveva appena iniziato a cambiarsi, infatti quando le aprì si era già tolto la camicia.
《Ecco... Io... Ehm...》balbettò guardando in basso.
《Sì?》
La ragazza non disse nulla, gli prese il viso tra le mani e gli diede un bacio sulla guancia lasciando il ragazzo molto più sorpreso di prima.
《Grazie, per avermi aspettata tutto il tempo.》gli disse, facendo poi un dolce sorriso.
《Non c'è di che.》le disse lui ricambiando il sorriso e accarezzandole la guancia.
Coin auteure🌸
Buon pomeriggio!
Ora che sono in vacanza riuscirò ad aggiornare più spesso, yay!
Commentate e lasciate una stellina❣
Sil💎
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