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Capitolo 6: Eri tu!

Aspettate a far partire la ost

《Vediamo anche l'altro!》disse Suzuno e Sakuma annuì deciso.

Cambiarono stanza e Sakuma fece gli stessi movimenti con l'armadietto parallelo. Entrambi avevano uno sguardo stupito.

Entrambi uscirono dal corridoio, chiedendo ad uno della scientifica di fare il suo lavoro.

In quel momento il telefono di Suzuno squillò.

《Pronto?》

《Saaalvee! Era l'autopsia che volevaaate?》disse l'ispettore dall'altro capo.

'Non può essersi ubriacato adesso.'

《Alloooraaa- singhiozzò- pare che il veleno sia stato messo nella borraccia tra le 18:20 e le 18:40. Ciaoooo.》

《No, aspetti- ma nulla da fare, aveva già agganciato.

La ragazza sospirò.

《Jirou.》

《Sì?》

《Credo di aver capito l'identità del colpevole.》

《Davvero?》

《Dobbiamo tornare in hotel!》

Tornarono dopo mezz'ora, col viaggio, dato che la ragazza fece un giro lunghissimo di chiamate tra i compagni e la polizia.

Dopo essere tornati in hotel, i due fidanzati vennero subito raggiunsi da Kazemaru e Fudou, i quali chiesero subito perché ci fossero con loro anche degli agenti.

《Sono tutti nella sala di prima?》chiese Sakuma.

《Sì, nessuno se n'è andato.》disse Fudou.

《Bene, andiamo.》disse Suzuno.

Tutti, per un totale di otto persone, di diressero verso la sala dove tutti chiacchieravano nervosi.

《Lasciate che vi riveli l'identità dell'assassino di Andreas.》disse Suzuno, mettendo subito a tacere tutti.

(N.A. fate partire ora la ost in alto, fa più effetto.)

《Come sappiamo, il crimine è avvenuto un giorno fa. Nello stadio, sotto gli occhi di tutti. Circa alle 18:20 il colpevole si è recato insieme a qualcun'altro negli spogliatoi della squadra giapponese al fine di realizzare il suo piano. Dopo che l'altra persona si chiuse in bagno, aprì l'armadietto numero tredici e usando una forcina o una ventosa ha rimosso il quadro di legno che copriva il muro. Muro che a quanto pare nascondeva qualcosa: un buco grande abbastanza da far passare il braccio!》

《COOOOOOOOOSAAAAAAA?!》esclamarono gli altri.

Si levarono mormorii generali tipo "Ma è possibile?", "Davvero?" e "Non lo so, Rick. Mi sembra falso."

《Il nostro colpevole si è recato negli spogliatoi con qualcun altro sperando di ottenere un alibi di ferro. E questo alibi è lei! Miss Mikado Anna!》esclamò Suzuno puntandole il dito contro.

《Un attimo, allora questo vuol dire che...》disse lei.

《Esatto. Avevi il colpevole sotto il naso per tutto il tempo! Mentre tu eri in bagno, questi ha approfittato per compiere il suo crimine lontano dalle telecamere! Una volta aperta la via per l'altro armadietto, ha infilato il braccio e preso la borraccia in cui ha messo un veleno. Rimesso le tavolette al loro posto usando una ventosa e fatto finta che non fosse successo niente! Inoltre ha commesso un grave errore: ha lasciato cadere una goccia di veleno sulla mensola di legno! A quanto pare questo veleno corrode una leggermente il legno. Ora... ti chiedo solo di ammettere le tue colpe... MIRANDA SMITH!》

Ci furono cinque minuti buoni di religioso silenzio, che venne poi interrotto dall'accusata.

《Eh?》fu l'unico verso che riuscì a dire prima di scoppiare in lacrime.

《Sigh... Hick- Ma cosa significa?! Non sono stata io! Solo perché ero nello spogliatoio con Mikado- Hick-, mi accusi di una cosa più grande di me!》

《Signorina, le chiedo di seguirci, dovremmo farle qualche domanda.》

Uno degli agenti poi la ammanettò. Fecero per andarsene ma vennero fermati.

《Aspettate! Ci dev'essere un malinteso! Miranda non può essere colpevole!》

《E cosa puoi saperne tu, Ichihoshi?》chiese freddamente Suzuno.

Il ragazzo esitò un momento.

《Lei non sapeva della malattia di Andreas! Ero l'unico della squadra a saperlo! Dovreste prendere me!》

《Ichihoshi, rispondi alla mia domanda: Che lavoro fa questa ragazza?》

《Farà anche la cameriera ma io non ho mai dett- s'interruppe ricordandosi.

Flashback

《Ma ora come stai? Sei guarito dalla malattia del bacio?》chiese il blu al telefono.

Mentre il ragazzo dall'altro capo gli rispondeva, sentì Miranda digli "Ho appena finito, buona giornata." per poi udire la porta della camera chiudersi.

Fine flashback

Ichihoshi non riusciva ad alzare lo sguardo.

《Che ne è delle impronte digitali allora?!》questa volta fu Mikado a parlare.

《Dovrebbe esserci le impronte del colpevole, no?》

《Non sono state trovate impronte, se non quelle della vittima. Inoltre, da quello che avete testimoniato, mi pare che Miranda indossasse i guanti quel giorno.》

Anche Mikado venne messa a tacere.

《Questo veleno lascia sempre delle tracce, anche sui tessuti. In qualsiasi circostanza. Anche se avesse lavato i guanti, resterebbero comunque delle tracce.》

Detto ciò, gli agenti se ne andarono con Miranda. La ragazza non aveva minimamente provato a difendersi. E questo lasciò dubbiosa Suzuno.

《Shir, ne sei proprio sicura?》le chiese il suo ragazzo.

《Sì, Jirou. Erano i guanti il pezzo mancante. Ma una volta ricevute ulteriori informazioni su quel veleno, è diventato tutto chiaro.》

Nel mentre qualcuno non si era ancora rassegnato.

《Vi dico che è innocente! Lasciatela andare!》

《Ragazzo, quello che dici non ha importanza. Contano quello che ci dirà lei e i risultati delle analisi.》disse uno dei poliziotti mentre lo spinse a terra.

《Hikaru!》si allarmò Miranda inginocchiandosi accanto a lui.

《Hikaru! Stai bene? Ti fa male da qualche parte?》gli chiese.

《No, tranquilla, sto bene. Però...-si bloccò quando le sue gote assunsero un colorito più roseo- Un attimo, mi hai appena... chiamato per nome?》

Il tono di voce del ragazzo andava diminuendo.

《Sì... Ah, scusami se ti ha dato fastidio...》disse lei ricordandosi che i nipponici si chiamavano per nome solo dopo una certa confidenza.

《N-No, tranquilla. Anzi... mi fa piacere...》fece un piccolo sorriso mentre le teneva la mano.

Uno degli agenti, dopo aver finito di riprendere la scena col suo cellulare, fece alzare la ragazza e la scortò all'auto. Poi si voltò verso il ragazzo dai capelli blu.

《Cos'è? Non dici cose tipo "ti aspetterò per sempre!"?》gli chiese.

《Dovrei farlo?》gli chiese a sua volta Ichihoshi.

《E che ne so io, non guardo quasi nulla ma penso che l'aspettavo chi si ama sia il cliché più scontato che ci sia.》

《In effetti lo è.》

《U-Un a-attimo. Noi n-non stiamo m-mica insieme!》balbettò poi ma la macchina era già partita, il che lo fece restare lì con una faccia da pesce lesso.

Tuttavia, gli agenti non erano gli unici ad aver ripreso il momento.

Dietro una pianta, infatti, Nosaka aveva appena rimesso il suo cellulare nella tasca dei pantaloni pronto a rinfacciare il video all'amico per stuzzicarlo.






























Coin auteure🌸

DOMANI FINISCO L'ANNO SCOLASTICO, CHE BELLO!

Buon *momento della giornata in cui state leggendo il capitolo*

Sil💎

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