Capitolo 7
Non potevo credere alle mie orecchie. Alby e Minho erano entrati nel Labirinto per me? Non aveva senso.
Tommy fissava il terreno, ancora sconvolto dalle sue stesse parole.
《Perché? Perché mai dovrebbero farlo? Tommy? Ti prego, Tommy, rispondimi 》 aveva ancora gli occhi bassi, vedevo le sue spalle sobbalzare ogni tanto, scosso da alcuni singhiozzi.
《Newt...te lo giuro...io..io non so niente, Minho non ha mai accennato a nient'altro》ora stava piangendo come una fontana. Non potevo resistergli ancora.
Chiusi la porta che precedentemente avevo aperto, mi misi al suo fianco e gli cinsi le spalle con le braccia.
Appena appoggiai la mano sulla sua spalla lui fiondò il viso nell'incavo del mio collo e mi abbracciò forte. In quel momento tutte le mie preoccupazioni scomparvero: Alby, Minho, il Labirinto. Nulla in confronto a quell'abbraccio.
Sentivo il collo della maglietta che cominciava a farsi umido, bagnato dalle lacrime di Tommy. Le mie mani con calma impressionante scesero lunga la sua schiena per poi risalire lentamente. Volevo consolarlo, volevo che stesse meglio, ma allo stesso tempo non volevo che quel momento fra noi due finisse, non volevo che i nostri cuori, che al momento battevano all'unisono, si staccassero. Mi sentivo bene. Non avrei mai voluto che finisse. Ma non si può avere tutto dalla vita.
La porta si aprì di colpo e sull'uscio si stagliava la figura di Gally.
《Dovreste chiudere a chiave la porta prima di fare tutte le vostre porcherie》capì perfettamente a cosa alludeva Gally e quando il suo sguardo accusatorio si posò su Tommy, che nel frattempo si era leggermente allontanato da me, non ci vidi più dalla rabbia. Mi alzai in piedi.
《Cosa vuoi Gally? Non hai della sploff da spalare? 》potevo notare i suoi occhi accendersi. Aveva accettato la sfida.
《Ah si? La vuoi mettere così Newt? E dimmi cosa dovrei dire agli altri? Io pensavo di dirgli che vi ho beccati nel capanno a fare cose poco convenzionali per un capo》sputò fuori quell'ultima parola come veleno. Feci per rispondere quando una mano leggera si posò sulla mia spalla: Tommy.
《Lascia stare Newt, non ne vale la pena》aveva ancora gli occhi rossi ma il suo sguardo non era mai stato così sincero, non voleva che litigassi con Gally. Solo non capivo il perché. Poi ci arrivai. Se avessi cominciato a discutere con quella testa di caspio avrei dovuto spiegargli perché Thomas piangeva, avrei dovuto dirgli di Alby e Minho e, ovviamente, non potevo.
《Okay, hai ragione, andiamocene》Gally, che fino a quel momento aveva mantenuto un ghigno costante sul viso, sembrò sconvolgersi. Di sicuro non si aspettava che mi arrendessi così presto.
《Davvero Newt? Ti ritiri solo perché il tuo bel brunetto ti fa gli occhi dolci? Pensavo avessi più palle.》i suoi insulti continuarono ma io smisi di ascoltarlo. Io e Tommy ci stavamo dirigendo verso le porte.
《Hai detto che Minho ti ha avvisato solo per assicurarsi che qualcuno fosse a conoscenza del perché di questo, ma dev'esserci un'altra spiegazione》eravamo noi due lì, davanti a quei muri imponenti, a fissare i corridoi del Labirinto.
Era da poco passata l'una, avevano ancora tempo per tornare, ma una strana ansia si impossessò di me.
《E se non riescono a tornare in tempo?》la voce non era la mia, ma fu come se Tommy fosse riuscito a leggermi nel pensiero.
《Non preoccuparti di questo. Ce la faranno. 》stai cercando di autoconvincerti?
Fra me e me penso ai mille motivi per dire a Tommy cosa succederebbe se Alby e Minho non tornassero ma credo, visto il suo sguardo cupo, che l'abbia già capito.
Passò un'ora, forse due. La vita nel resto della Radura continuava come ogni giorno, nessuno fece caso a noi o, piuttosto, nessuno ci chiese come mai fossimo lì, per terra, seduti a fissare il Labirinto.
Fra circa tre ore i Velocisti (e Alby) sarebbero dovuti tornare.
Non dovresti essere così preoccupato.
Mentre i miei pensieri mi affollavano la mente Tommy, al mio fianco, si schiarì la voce.
《Newt, senti, per quello che è successo prima...ehm...》era evidentemente in imbarazzo e le sue guance cominciavano a prendere un leggero colorito rosso. Quell'immagine mi fece sorridere e per un momento la testa mi si svuotò di tutti i problemi, come era successo durante il nostro abbraccio.
《Sì...beh...volevo dirti solamente grazie》aveva parlato per tutto il tempo con gli occhi fissi su un punto in fondo al Labirinto, ma a quella parola si girò verso di me e, probabilmente dovevo star sorridendo, perché sorridendo a sua volta la sua espressione si fece confusa.
《Che c'è ,perché sorridi?》
《No, niente è che quando sei in imbarazzo sei molto dolce》mi resi conto soltanto all'ultimo secondo di quello che stavo dicendo.
Maledizione a te e alla tua lingua lunga.
Tommy era completamente rosso ora e si rigirava fra le mani un filo d'erba,
sapevo di dovergli dire qualcosa, una scusa, ma le parole mi morivano in gola e sentivo la tensione fra di noi farsi sempre più pericolosa.
Stavo per impazzire quando qualcuno dietro di noi non cominciò a chiamare Tommy a gran voce: non ero mai stato così contento di vedere Chuck.
《Thomas, ehi Thomas, ti ho cercato...uf..dapper..dappertutto》
aveva il fiatone ed era tutto sudato.
《Gally...lui...voi..Newt...tu...dice che..》aveva cominciato a gesticolare ma ancora doveva riprendersi dalla corsa.
《Wow, Chuckie vacci piano, prendi fiato e riparti da capo. Con calma》lo feci sedere e dopo pochi minuti lui cominciò a parlare.
Ci avvertì che Gally stava facendo casino nella sala mensa, che stava parlando di noi e delle nostra amicizia un po' troppo spinta per i suoi gusti.
Alla luce di queste informazioni persi quel poco di rispetto che ancora avevo per Gally. Mi girai verso Tommy e lo vidi puntare il suo sguardo verso la sala mensa e stringere i pugni lungo i fianchi.
Sarebbe saltato addosso a Gally se in quel preciso momento le porte dietro di noi non si fossero mosse con un rumore da terremoto.
Io, Tommy e Chuck ci guardammo negli occhi allibiti, mancavano ancora ore prima della chiusura delle porte.
《Newt, non ce la faranno mai》 intanto gli altri Radurai ci avevano raggiunto, tutti i volti confusi e spaventati. Mi guardavano, tutti aspettavano una parola di incoraggiamento, ma io ero più sotto shock di tutti loro.
《NEWT!》Tommy mi urlava contro, ero fermo, immobile come un sasso. La paura, i sensi di colpa e un milione di altre emozioni presero il controllo di me. Le mura, quelle mura che per ore avevo fissato, si stavano lentamente chiudendo e dietro di loro scomparivano due dei miei migliori amici. Tutto per colpa mia. Non avrei sopportato neanche la metà di tutto questo.
《Ehi guardate c'è qualcuno!》la voce squillante di Chuck perforó il mio muro di dolore e mi riportò alla realtà. In fondo al lungo corridoio c'era Minho, riuscivo a distinguerlo, ma appeso alle sue spalle c'era un corpo, irriconoscibile a quella distanza, ma sapevo benissimo che l'unica persona che potesse essere con Minho là dentro era Alby.
Le mura erano quasi chiuse e tutti intorno a me incitavano Minho a correre, a lasciare lì Alby, che sembrava veramente morto. Di fianco a me Tommy era tutto teso, come all'inizio di una gara di corsa. Capì troppo tardi ciò che sarebbe successo.
L'attimo prima che le porte si chiudessero il mio amico scattò in avanti. Cercai di afferrrargli il polso, lo sfiorai.
Ma non lo fermai.
E lui scomparve dietro quelle mura.
//Spazio Autrice//
Okay, questo fino adesso è il mio capitolo preferito anche se è stato un parto scriverlo.
A proposito scusatemi se aggiorno ogni morte di Papa, ma sapete con la scuola e tutto faccio un po' fatica. Spero che la storia vi piaccia eee niente ci vediamo al prossimo capitolo ♡
//raffa
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