Capitolo 6
Mio dolce bambino, non svegliarti.
Continua a sognare, la mamma è qui vicino a te.
La mamma ti vuole bene...
Mi svegliai stordito. Nelle ultime due notti non avevo fatto altro che incubi, ma per la prima volta dopo l'esilio di Ben avevo fatto un sogno. Ero confuso. Non era stato un vero e proprio sogno, sembrava più un ricordo sfocato, una voce proveniente da una parte remota della mia memoria...
Avevo bisogno di parlare con qualcuno.
Mi alzai lentamente dalla mia brandina, il cielo era ancora scuro, ma in lontananza si notavano i primi colori dell'alba. Girai un po' per la stanza cercando di non svegliare i miei compagni, anche se avevo una voglia matta di parlare con qualcuno di loro.
Mi avviai verso la cucina e fu allora che li notai: Minho e Tommy. Borbottavano qualcosa alla luce di una lanterna, Minho mostrava delle cose - alcune mappe, una borsa e qualche altra cianfrusaglia - e Tommy annuiva lentamente.
Nessuno dei due notò la mia presenza anche se eravamo a pochi metri di distanza. Quell'incontro m'incuriosì, nessuno dei due sarebbe dovuto essere lì.
Rinvenni dai miei pensieri appena in tempo quando Tommy si avviò verso la sua brandina e Minho nella mia direzione. Mi girai verso la porta della cucina come far finta di essere indaffarato nell'aprirla.
《Ehi Newt》mugugnai un saluto, ma senza troppo entusiasmo.
《Che ci fai sveglio a quest'ora? 》
《Potrei farti la stessa domanda Minho》la mia non voleva essere un'offesa, ma probabilmente le mie parole lo lasciarono perplesso.
《Non c'è bisogno di scaldarsi tanto! Tra poche ore si apriranno le porte, ricordi? Come ogni giorno》roteò gli occhi in modo plateale. Com'è teatrale a volte!
《Non mi scaldo affatto, cerco solo di aprire questa maledetta porta!》la porta della cucina doveva essere chiusa a chiave e solo Frypan ne è in possesso.
《Sai benissimo che la cucina non apre prima delle cinque》come al solito Minho aveva ragione, ma io stavo veramente morendo di fame.
Finalmente decisi di girarmi verso di lui, guardarlo in faccia: avevo bisogno di risposte.
《Cosa facevate tu e Tommy laggiù cinque minuti fa?》Minho schiuse le labbra come per dire qualcosa, ma si bloccò e rimase in silenzio per una manciata di minuti.
《Thomas entrerà nel Labirinto con me fra pochi giorni, lo sai. Volevo mostrargli l'attrezzatura》lo squadrai da cima a fondo, sapevo che mi stava nascondendo qualcosa.
《Senti Newt, se hai qualche problema dillo e basta okay? Cosa c'è fra te e quel ragazzo, eh? È da quando sei arrivato che non fai altro che preoccuparti di cosa fa, di chi incontra. Sei per caso geloso?》spalancai la bocca, come poteva Minho pensare certe cose, era così ovvio ciò che neanche io capivo veramente? Provai a negare, a rispondergli per le rime, ma nessuna parola, nessun suono uscì dalla mia bocca. Ero paralizzato.
Minho sbuffò, roteò per una seconda volta gli occhi e se ne andò, lasciandomi lì a fissare il vuoto.
Quella mattina feci colazione per conto mio, non avevo più quella voglia sfrenata di parlare con i miei compagni. Dopo colazione cercai invano di buttarmi nel lavoro per non pensare alla conversazione avuta quella mattina con Minho. Ma appunto fu inutile. Avevo bisogno di stare da solo o magari parlare con Alby, lui è l'unico che sa capirmi.
《Ehi Chuck》richiamo l'attenzione del ragazzino che, indaffarato com'è, mi risponde da dietro una montagna di pentole.
《Sì Newt?》
《Sai dov'è Alby?》
《Ma come non lo sai? Alby te l'avrebbe dovuto dire, oh si te l'avrebbe dovuto proprio dire...》
《Dai Chuckie sputa il rospo》
《Newt, Alby è nel Labirinto》e dopo questa rivelazione corre via cercando di non far crollare la pila di pentole.
Ecco cosa mi stava tenendo nascosto Minho. In questo caso c'è una sola cosa da fare: devo parlare con Tommy.
《Sei bravo a mentire?》il ragazzo bruno mi fissa confuso.
《Cosa intendi Newt? 》ero piombato nella piccola stanza in cui Tommy stava intagliando alcuni pezzi di legno.
《Di sicuro Minho ti avrà chiesto di mentire, ora voglio vedere se sei bravo a farlo》sul suo volto si dipinge un'espressione di paura. Ho fatto centro.
《Te lo chiederò una volta sola Tommy: dov'è Alby?》
《Io... io ti giuro Newt... io non...non lo so..》quando balbetta è così dolce ma mi ripeto internamente di concentrarmi.
《So benissimo che sei al corrente di tutto, vi ho visti stamattina, tu e Minho, complottare》mi fissava come per implorarmi di perdonarlo. Piano piano i miei sentimenti si addolcivano davanti al suo volto. Stavo cedendo.
《Senti se non vuoi dirmi dov'è sarò costretto ad andarlo a cercare e lo cercherò anche dentro al Labirinto se sarà necessario anzi, partirò da lì》così dicendo mi voltai e cominciai ad avviarmi verso la porta.
《No Newt aspetta!》mi corse incontro e si mise fra me e la porta.
《Se te lo dico Minho non mi farà diventare un velocista e io ne ho bisogno》
《Tommy se tu non me lo dirai io entrerò in quel fottuto Labirinto e nessuno mi fermerà》vedevo nei suoi occhi che stava facendo una scelta: me o il Labirinto.
《Okay, te lo dirò》dentro di me stavo esplodendo di gioia, fra il suo sogno e una persona che conosceva da una settimana e poco più, aveva scelto me.
《Ma promettimi che non dirai niente a Minho》aveva quasi le lacrime, combattei contro la tentazione di abbracciarlo.
《Te lo prometto》dissi con un filo di voce.
《Bene. Minho e Alby. Loro sono nel Labirinto》
《Perché? 》ardevo dalla voglia di saperlo.
Tommy prese un respiro profondo, si sfregò le mani nei capelli e alzando lo sguardo su di me disse:
《Per te Newt, sono là dentro per te》
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