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//Capitolo 23

Sweet creature, sweet creature
Wherever I go, you bring me home
Sweet creature, sweet creature
When I run out of road, you bring me home
(Harry Styles - Sweet creature)

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Erano all'incirca le due e mezza quando Jay e Lottie lasciarono la casa, salutando Harry, Louis e Fizzy con veloci abbracci prima di salire sulla nuova auto della ragazza e sparire in direzione del centro benessere.

Dan era già andato a lavorare, sua madre e la mamma di Jay erano andate a giocare a bingo nella costruzione per anziani di quel quartiere, e il padre di Jay era in camera sua che dormiva, così come Ernest e Doris, che stavano facendo il loro sonnellino pomeridiano.

I tre ragazzi quindi tornarono in casa convinti di essere gli unici svegli, trovando con grande sorpresa Daisy e Phoebe che li aspettavano sui divani del salone, la televisione già accesa e collegata al lettore DVD e un film in mano.

«Voi due piccole pesti non dovreste dormire un po'?» Chiese dolcemente Louis, prendendo Daisy in braccio e guardando il titolo del cartone che Phoebe gli stava porgendo.

«Abbiamo nove anni, Boobear, siamo grandi per il sonnellino del pomeriggio come Doris e Ernest» Borbottò Phoebe, incrociando le braccia al petto.

«Infatti» Annuì Daisy, non riuscendo però a trattenere uno sbadiglio mentre si stringeva al collo del fratello.

«Se lo dite voi» Mormorò piano Louis, mentre Fizzy lo superava per andare verso le scale.

«Io non sarò mai abbastanza grande per il sonnellino» Affermò la ragazza, stiracchiandosi. «Ci vediamo più tardi»

«Direi che siamo rimasti solo noi quattro» Commentò Harry, guardando il titolo del cartone che le gemelle avevano deciso di vedere e aprendosi in un grande sorriso. «Tu lo metti su e io vado a fare i popcorn?»

Louis annuì, voltando lievemente il viso in modo da lasciare un bacio a stampo sulle labbra del minore.

«Con tantissimo burro!» Esclamarono subito le gemelline, inquietantemente a tempo.

«Tanto, tantissimo burro!» Acconsentì Harry, accarezzando la testa di entrambe prima di dirigersi in cucina.

Quando tornò in sala dieci minuti dopo, con una grossa ciotola colma di popcorn ricoperti di burro in mano, Louis e le gemelline erano già accomodati sul grosso divano, pronti a far partire il film.

Harry lasciò loro i popcorn, chiuse le tende in modo da lasciare la stanza nella penombra e recuperò l'apparecchio elettronico che consentiva loro di sentire i rumori nella stanza di Doris e Ernest, giusto per essere sicuri che non si svegliassero prima del previsto, mentre loro guardavano il film.

Si sedette accanto a Louis, che era disteso con le gambe allungate sul tavolino e Daisy accoccolata contro il suo petto, appoggiando la testa sulla sua spalla mentre Phoebe si sedeva in braccio a lui. Fecero partire il film 'La Bella e la bestia' mentre nella sala gli unici suoni che si sentivano erano il masticare di popcorn e le voci di tutti che cantavano le canzoni del cartone.

«Harry» Sussurrò Phoebe, dopo più di un'ora di film. «Posso farti le treccine ai capelli?»

Harry si risvegliò subito dal torpore in cui era caduto, a causa delle dolci carezze di Louis sul suo fianco, e sorrise alla bambina, annuendo mentre si sollevava lievemente, abbastanza da permetterle di arrivare ai suoi capelli, pur restando appoggiato alla spalla del maggiore.

«Mi sa che siamo rimasti solo noi due a guardare, raggio di sole» Disse Louis contro il suo orecchio, facendo un piccolo cenno a Daisy, che ormai era profondamente addormentata contro il suo collo.

«Noi lo avevamo già visto ieri» Si giustificò Phoebe, intrecciando delicatamente alcune ciocche dei ricci di Harry. «Però è il nostro cartone preferito»

«E' anche il mio» Disse Harry, sorridendo alla bambina mentre questa ridacchiava soddisfatta.

I tre finirono di vedere il film in completo silenzio, interrotto solo dal lieve cantare di Harry e Phoebe, durante il ballo tra Belle e la bestia, e dagli schiamazzi di quest'ultima, quando, sotto sua esortazione, il riccio avvolse le braccia attorno alle spalle di Louis, baciandolo lentamente. Finirono per svegliare Daisy, che si unì agli applausi della sorella mentre sbadigliava.

«Bene, bimbe, spettacolo finito» Disse Louis, separandosi dal suo fidanzato mentre questo tornava ad accoccolarsi al suo petto. «Per vedere la continuazione dovrete aspettare di compiere sedici anni»

«Louis!» Lo riprese subito Harry, tirandogli un lieve schiaffetto sul petto. Le bambine li osservarono interrogative, non avendo capito le ultime frasi.

«Era così per dire...» Rispose Louis, con un sorrisetto malandrino che il minore conosceva fin troppo bene.

Fu in quel momento che sentirono alcuni rumori provenienti dal walkie-talkie, seguiti dalla vocina di Ernest che borbottava cose indistinte, attutita dalla gomma del ciuccio che probabilmente aveva ancora in bocca.

«Vado a prendere i due marmocchietti. Harry, voi potete iniziare a preparare la merenda? E se tutti fate i bravi dopo mangiato andiamo tutti in piscina, cose ne pensate?»

Un grido di approvazione si liberò dal ragazzo e dalle due bambine—soprattutto, dalle due bambine—che si alzarono in piedi, iniziando a saltellare sul tappeto.  Appena Louis sparì sorridendo dalla loro visuale, Harry si unì a loro. Vennero interrotti dopo pochi minuti di risate e lotte coi cuscini, dal suono insistente del campanello.

«Vado a vedere chi è, voi iniziate a pensare a cosa volete che prepari» Disse il riccio alle due bambine, accarezzando le teste di entrambe prima di dirigersi verso l'ingresso, tentando di capire come funzionasse il tecnologico citofono.

Una volta riuscito a distinguere una massa di capelli rossi grazie alla telecamera posta sul cancello, Harry aprì, usando l'apposito microfono per dire all'amico di raggiungerli in cucina. Ed comparve dopo un paio di minuti, mentre Harry tentava di negoziare con le gemelline perché "dai fiorellini, se mangiamo pancakes al cioccolato adesso, poi dovremo aspettare troppo tempo per fare il bagno"

«E va bene, uffa» Mugugnò Phoebe, incrociando le braccia al petto e mettendo su un piccolo broncio.

Daisy si sedette accanto a lei sul bancone della cucina, raccogliendo una gamba al petto e mettendo su la stessa identica espressione della sorella. «Sei diventato cattivo, Hazzabear»

Harry dovette trattenere un sorriso mentre sentiva un moto di affetto riscaldarlo completamente. Come si poteva resistere a quelle due piccole pesti con le gambe a penzoloni nell'aria e i grossi occhioni azzurri che lo fissavano imploranti? Fosse stato per lui, avrebbe dato loro tutto quello che chiedevano all'istante.

«Come, niente pancakes al cioccolato? Cattivo, cattivo, Hazzabear» Si aggiunse Ed, affiancandosi a Daisy e Phoebe e imitando la loro espressione afflitta, mentre le due scoppiavano a ridere.

Il riccio alzò gli occhi al cielo, cercando di fingersi esasperato mentre in realtà stava sorridendo.

«E se preparassimo le fragole?» Chiese speranzoso, sapendo quanto le gemelle amassero quel frutto.

Le due, per l'appunto, si lanciarono addosso ad Harry stringendolo in un abbraccio mentre urlavano tanti "sìsìsì".

«Però facciamo anche la panna» Decretò Phoebe, allontanandosi dal ragazzo e guardandolo con un sopracciglio inarcato. «Giusto, Hazza?»

«Siete proprio le sorelle di Louis» Osservò Harry, annuendo alla richiesta della bambina mentre iniziava a cercare tutto l'occorrente.

«Chi osa nominare il mio nome invano?»

Louis aveva appena varcato la soglia della cucina, un sopracciglio inarcato mentre cercava di capire di cosa potessero star architettando le sue sorelle con il suo fidanzato. Si fermò sulla porta, Doris sollevata di peso sulla sua spalla e Ernest con le braccina strette al suo collo.

«Abbiamo deciso di mangiare le fragole» Rispose Harry, non potendo fare a meno di sorridergli, perché Louis con i due gemellini in braccio era uno spettacolo straordinario. «E Daisy e Phoebe hanno deciso di volerci la panna sopra»

«Siete proprio le mie sorelle» Decretò l'architetto in tono esageratamente drammatico, fingendo di asciugarsi una lacrima. «State crescendo così bene, sono commosso»

«Sinceramente Lou, mi aspettavo qualche tua battutina sulla panna» Commentò Ed, battendo il pugno contro quello dell'amico, mentre Louis appoggiava i bambini per terra, prendendoli per mano.

«Stanno per arrivare anche quelle» Ammiccò Louis, lanciando uno sguardo malizioso ad Harry mentre sollevava e abbassava velocemente le sopracciglia.

«Idioti» Sbuffò il riccio. «Adesso per farvi perdonare mi dovrete aiutare a preparare tutto quanto»

«Bambini!» Disse subito Louis, inginocchiandosi tra Ernest e Doris mentre tirava fuori il suo sorriso bambinesco, strizzando gli occhi azzurri e spostandosi il ciuffo che gli ricadeva davanti agli occhi. «Devo intrattenere i bambini!»

«Scansafatiche» Borbottò Harry, muovendo pigramente il mestolo nella sua direzione.

«Ti aiutiamo noi, Hazzabear!» Esclamarono Daisy e Phoebe in coro, mettendosi dubito ai lati dal riccio.

«Ecco, ti aiutano loro, Hazzabear» Ne approfittò Louis, avvolgendo un braccio attorno ai fianchi del minore e attirandolo contro di sé per un lungo bacio, prima di ritornare dai bambini.

Harry scosse la testa, un sorriso felice e rilassato ad illuminargli il viso. «Daisy, Phoebe, vi va di fare la panna? Io e Ed taglieremo le fragole»

Le gemelle acconsentirono subito, ascoltando attentamente la breve spiegazione di Harry. Essenzialmente il loro compito consisteva unicamente nel versare la giusta quantità di panna dentro la planetaria per poi regolarne la velocità, così che questa facesse tutto il lavoro, ma le due erano comunque entusiaste all'idea di partecipare.

Si misero tutti all'opera, Daisy e Phoebe in piedi su uno sgabello, in modo da arrivare bene al bancone, e Harry e Ed seduti uno di fronte all'altro, a tagliare le fragole già lavate. O almeno era ciò che il riccio provava a fare, se non fosse stato per il fatto che il suo sguardo continuava a schizzare lì accanto, dove Louis era seduto sul grosso tappeto bianco, intento a giocare alle macchinine con Ernest e Doris.

Ed se ne accorse, perché sorridendo diede ad Harry un piccolo calcetto sugli stinchi, richiamandolo al loro lavoro. «Era da tanto che non ti vedevo così, Haz. Sprizzi gioia da tutti i pori» Sussurrò, in modo che solo il riccio sentisse.

Questo si limitò a sorridergli, il labbro minore incastrato tra i denti mentre le sue guance si tingevano di rosso per la felicità. «E' tutto così assolutamente perfetto. Davvero Ed, più sto con lui e più me ne innamoro. Lui riesce a rendermi felice in un modo che non avrei mai creduto possibile. Poi tutti quanti qui sono così gentili, che per la prima volta mi sento davvero parte di una famiglia, una vera famiglia, con tanti bambini, due genitori e pimpanti nonni che ti riempiono di cibo e strizzate di guance. So quanto tutto questo possa sembrare ridicolo, ma ormai non riesco e non voglio più immaginarmi una vita che non sia con noi due, circondati da bambini che scorrazzano qua e là per la casa»

«Non è ridicolo» Gli assicurò Ed, sorridendogli sincero.  «Forse solo un po' sdolcinato. E' solo che siete così incredibilmente innamorati che potrebbero uscirvi arcobaleni e unicorni rosa dagli occhi. E' perfetto, direi. Sono felice per voi due, ve lo meritavate dopo tutti gli anni che avete passato a rincorrervi come dei completi idioti»

Si ritrovarono entrambi a ridere silenziosamente, mentre tentavano di non tagliarsi le dita.

«Ed, ma che fine hanno fatto gli altri?» Domandò Louis ad alta voce, interrompendoli.

Sollevò un sopracciglio notando che entrambi avevano smesso di ridere e di borbottare sotto voce, come se fossero stati colti in fallo. Ignorò per qualche secondo Ernest che colpiva il suo polpaccio nudo con una macchinina, rilassandosi solo quando vide Harry sorridergli tranquillo.

«Niall era svenuto sotto una palma nel giardino dell'hotel, e Zayn e Liam... beh diciamo che non erano molto propensi all'idea di abbandonare il loro letto per... per qualche ora, credo. Così sono venuto da solo»

«Avevano sonno?» Chiese Daisy innocentemente, affiancandosi al rosso.

«Tanto, tanto sonno» Rispose Ed, sorridendole e facendole il solletico. «E' quello che succede quando si fa i cattivi e si va a dormire troppo tardi la notte»

«Harry! La panna è pronta! Il pianeta si è fermato» Li interruppe Phoebe, scuotendo leggermente la spalla del riccio.

«La planetaria, tesoro» La corresse dolcemente questo, avvicinandosi e staccando la ciotola piena di panna montata. «Qui è pronto, prendete le ciotoline e fatevele riempire di fragole da Ed, poi venite qui così mettiamo la panna»

Le prime furono Daisy e Phoebe, che afferrarono le loro ciotole rosa e viola e se le fecero riempire, prima di andare a sedersi in giardino, sulle poltroncine sotto il grosso gazebo. Una volta che tutti si furono serviti, seguirono le bambine. Louis si sedette accanto ad Harry su un divanetto da due posti, facendolo appoggiare al proprio petto e imboccandolo di tanto in tanto; senza perdere di vista Ernest e Doris, seduti ai loro piedi mentre mangiavano tranquillamente le loro fragole.

Chiacchierarono poco mentre mangiavano, tutti in silenzio a godersi il sapore dei frutti freschi e la leggere brezza che gli impediva di sciogliersi, ascoltando le gemelline che descrivevano i loro vestiti per il matrimonio di Jay, il giorno successivo.

La donna aveva molto insistito perché ognuno dei suoi figli avesse un ruolo importante durante l'evento. Daisy e Phoebe avrebbero portato le fedi all'altare; Ernest e Doris potevano spargere i classici petali di rosa prima del suo arrivo; Lottie e Fizzy avrebbero sollevato il lungo strascico dell'abito della madre. Invece Louis l'avrebbe accompagnata all'altare. Suo nonno, il padre di Jay, era ormai troppo vecchio, e la donna voleva che fosse suo figlio, il suo giovane uomo, a portarla verso l'uomo con il quale avrebbe passato il resto della sua vita.

Harry aveva fatto finta di niente, ma sapeva che Louis fosse probabilmente scoppiato a piangere per la gioia, una settimana prima, una volta chiusa la telefonata durante la quale Jay gliel'aveva chiesto.

«Ora possiamo fare il bagno, Lou?» Chiese Phoebe, mezz'ora dopo aver finito la sua merenda.

Louis, che probabilmente stava cercando di schiacciare un sonnellino, la testa abbandonata sul grembo di Harry mentre questo gli accarezzava i capelli con le lunghe dita, aprì pigramente gli occhi.

«Direi di sì. Andate a mettervi il costume e a prendere ciabatte, asciugamano e crema solare, ci ritroviamo tutti davanti alla piscina tra dieci minuti. Non entrate in acqua finché non vedete me, Harry o Ed, chiaro?» Rispose Louis, mettendosi a sedere e indurendo lievemente la voce sull'ultima frase, giusto per assicurarsi che le bambine ubbidissero.

Le due annuirono solennemente, lasciando un bacio sulla guancia del fratello prima di schizzare via ridendo.

«Su, andiamo a vestirci anche noi» Mormorò Louis, alzandosi e porgendo la mano ad Harry, baciandolo velocemente sulle labbra morbide.

Presero in braccio Doris e Ernest e chiamarono Ed, dicendogli che gli avrebbero prestato loro un costume. Al rosso toccò prendere i pantaloncini bianchi con dei palloni da calcio rossi di Louis, ma "meglio del bagno in mutande, accontentati Edward".

«Finisco io di vestirli, tu vai pure a mettere il tuo costume» Disse Louis, tirando fuori il costumino di Ernest da un cassetto.

«Qualche richiesta in particolare?» Ammiccò Harry, appoggiandosi allo stipite della porta.

Louis scosse la testa, ridacchiando. «Stupiscimi»

Alla fine Harry optò per dei boxer azzurri che aveva comprato con Niall giusto pochi giorni prima. indossò una maglietta bianca e dei pantaloncini, afferrando il suo telo e tornando nella stanza dei gemellini, trovandoli intenti a lanciare pupazzetti addosso a Louis, ridacchiando mentre questo li schivava con nonchalance.

«Ah bene, sei venuto a darmi il cambio con queste piccole pesti. Io vado a vestirmi, voi iniziate pure a scendere» Disse Louis vedendolo.

Lo superò lasciandogli un veloce bacio sulla guancia, sparendo dalla stanza subito dopo un veloce «Potresti mandare anche un messaggio a Fiz per dirle che noi siamo giù in piscina? Almeno appena si sveglia ci può raggiungere»

«Certo, tranquillo. Ma prima di tutto...» Mormorò Harry, fermando Louis e stringendo le braccia attorno alla sua vita. «E' da troppo che non mi dai un bacio decente»

Mise su un leggero broncio mentre il maggiore gli sorrideva. Lanciò una breve occhiata ai gemelli, che gli davano le spalle, giocando con dei pupazzi. «Ah sì? Allora direi che bisogna rimediare subito»

Harry non fece in tempo a dire nulla, che Louis fece scontrare velocemente le loro labbra. Per qualche secondo si limitarono a dolci sfioramenti, prima che il maggiore portasse le mani a stringere con forza i ricci dell'altro, facendogli inclinare il viso mentre gli mordeva il labbro inferiore. Harry cercò di trattenersi dal mugugnare di piacere, quando Louis fece finalmente scontrare le loro lingue. Si baciarono a lungo e dolcemente, le mani del riccio aggrappate alla canottiera di Louis e quelle di Louis strette tra i suoi capelli.

«Dobbiamo scendere» Sussurrò il maggiore controvoglia, allontanando lievemente la sua bocca da quella del minore e respirando velocemente contro le sue labbra.

Harry mugugnò, osservando prima le labbra fini di Louis, ancora bagnate dalla loro saliva, poi i suoi limpidi occhi azzurri. «Direi che per ora mi può bastare»

«Bene» Sorrise Louis, senza però lasciarlo andare.

«Bene» Ripeté Harry, non potendo trattenersi dal far scontrare ancora una volta le sue labbra con quelle dell'architetto, unendole in un bacio corto ma intenso.

«Ernie, Doris, andiamo?» Li chiamò il riccio, una volta che lui e Louis si furono separati.

I due bambini lo raggiunsero subito e Louis gli porse una borsa contenente tutte le cose che gli sarebbero potute servire. Harry appoggiò la tracolla su una spalla, prendendo in braccio Doris, che si aggrappò subito ai suoi ricci, e stringendo la manina di Ernest, uscendo dalla stanza.

Si incamminò lentamente, chiacchierando di cose senza senso con Ernest mentre attraversava il breve prato del giardino posteriore, superando poi il muretto di mattoni sul perimetro della zona con la grossa piscina rettangolare.

Harry sapeva bene che, come importante politico della Florida, Dan fosse incredibilmente ricco, ma quella piscina era davvero spettacolare. Superando il cancelletto, messo lì per impedire ai gemellini di sgattaiolare quando non c'era nessuno nelle vicinanze, si entrava in una grossa zona completamente piastrellata, circondata da grossi alberi che coprivano buona parte della zona dalle finestre della villa, così da garantire la massima privacy. La piscina era grossa e rettangolare, con una fila di lettini beige per ognuno dei due lati più lunghi e un grosso gazebo dalla parte del lato corpo, nella parte opposta rispetto al cancelletto.

Harry rimase incredibilmente affascinato da quel posto, tanto che Ernest iniziò a tirarlo, stufo di stare fermo lì e volendo raggiungere le gemelle e Ed, che li chiamavano da sotto il gazebo.

«Bello, vero?» Chiese Phoebe, una volta che si furono avvicinati.

«Sono senza parole» Si limitò a dire Harry, appoggiando Doris per terra e lasciando la borsa sul tavolino sotto al gazebo, circondato da divanetti e poltrone anch'essi sulle tonalità del beige.

«Già, per Ed non è stato lo stesso, gli sono scappate alcune brutte parole» Ridacchiò Daisy.

«Brutte parole che gli costeranno molto caro» Aggiunse subito Phoebe, con uno sguardo furbetto.

«Cinque dollari a testa e le vostre boccucce sono sigillate» Trattò Ed, accomodandosi davanti a loro.

«Dieci. E domani vogliamo che ci dedichi una canzone a nostra scelta» Ribatté Phoebe.

«Andata. Piccole pesti» Mugugnò Ed, allungando le banconote alle due bambine. «Siete proprio due Tomlinson»

Le due gemelle scoppiarono a ridere, battendosi il cinque. Si spogliarono, rimanendo in costume, e corsero a recuperare il loro pallone rosa dalla cesta dei giochi per la piscina. Fu in quel momento che videro arrivare Louis di corsa. L'architetto scavalcò velocemente il muretto, perché entrare dal cancelletto lì accanto era troppo difficile, e si lanciò nell'acqua con un tuffo a bomba che schizzò tutto il bordo della vasca, provocando gli applausi delle bambine.

«Grazie, grazie» Si inchinò Louis, arrampicandosi fuori dalla piscina e raggiungendoli sotto il gazebo.

Probabilmente disse qualcos'altro, ma Harry non ci fece minimamente caso, totalmente incantato a osservare il corpo allenato dell'architetto, la pelle abbronzata costellata da goccioline d'acqua che scendevano lungo i muscoli del petto, incastrandosi nel tessuto bagnato del costume. Verde, notò Harry, dei corti pantaloncini verdi.

«Giusto, Hazza?»

«Eh?» Disse, interrompendo i suoi pensieri sul corpo bagnato di Louis e voltandosi verso Daisy, ignorando l'occhiata compiaciuta del maggiore e quelle esasperata di Ed.

«Dicevo, tu e Ed ci avete già messo la crema e ormai è passata un'ora da quando abbiamo mangiato, perciò possiamo andare a fare il bagno»

«Oh, certo»

Daisy e Phoebe esultarono, correndo poi verso la vasca e tuffandosi una accanto all'altra, iniziando a rincorrersi e schizzarsi nell'acqua bassa. Louis rubò il telo di Harry, asciugandosi velocemente mentre chiedeva al riccio se avesse già scritto a Fizzy.

«Uhm sì, però non mi ha risposto» Mormorò Harry, controllando che non ci fossero notifiche sul suo cellulare.

«Ci penso io» Disse allora Louis, prendendo in mano il nuovo telefono del fidanzato, rimanendo però incantato a guardare l'immagine che il minore aveva come sfondo. «E questa?»

Harry si sentì arrossire mentre Louis gli indicava la foto che aveva scattato poche ore prima. Louis era seduto a gambe incrociate sul prato, gli occhi socchiusi e accerchiati dalle tipiche rughette mentre rideva spensieratamente, con Ernest arrampicato sulle sue spalle e Doris coricata sulle sue gambe.

«E' bella» Si giustificò il minore con una scrollata di spalle. «E poi tu hai come sfondo una mia foto mentre dormo!»

«Quella lì è la foto più bella che io abbia mai fatto» Si difese subito Louis, sedendosi accanto al riccio e unendo velocemente le loro labbra. «Comunque, mi potresti mandare questa qui?»

«Okay, io mi allontano prima di rischiare il diabete. Vi lascio Ernie e Doris» Disse Ed, andandosene via velocemente e tuffandosi accanto alle gemelle, che gli andarono subito addosso per farsi lanciare in acqua.

Harry scrollò la testa, sbuffando divertito mentre iniziava a infilare i braccioli a Doris, spostando poi lo sguardo su Louis, che stava armeggiando col suo nuovo cellulare, quando sentì l'arrivo di una notifica.

«Ecco fatto» Annunciò il maggiore soddisfatto, porgendogli il cellulare così che Harry potesse vedere i messaggi.

A: FIZZY
Hey Fiz, noi siamo in piscina,
raggiungici appena ti svegli! H. x

A: FIZZY
C'è Ed, tira fuori il tuo costume più bello.

DA: FIZZY
STO ARRIVANDO.

«Povera Fiz, quando pensi di dirle che è fidanzato?»

«Appena se ne presenta l'occasione» Rispose tranquillamente Louis, sistemando l'ultimo bracciolo di Ernest prima di alzarsi in piedi, prendendo il bimbo in braccio. «Andiamo anche noi?»

Harry annuì, legandosi i capelli in una crocchia e prendendo in braccio Doris, seguendo Louis verso la piscina. Si tuffarono prima loro due—Harry rimase più tempo possibile sott'acqua a nuotare, godendosi quella sensazione di pace e leggerezza che aveva sempre amato—facendo poi entrare in acqua anche i due gemellini. Si allontanarono da Ed, Daisy e Phoebe, che avevano iniziato a giocare a pallavolo, mettendo i due bambini dentro dei ciambelloni a forma di macchinina e giocando con loro.

Fizzy li raggiunse dopo un quarto d'ora e, un'ora dopo, arrivarono anche Zayn, Liam e Niall.

Tutti insieme, tra musica, schizzi e risate, passarono il pomeriggio a galleggiare nell'acqua fresca e a prendere il sole sui morbidi lettini. Fecero un torneo di lotta in acqua, dove Harry e Daisy, sulle sue spalle, sconfissero tutte le altre coppie; e aiutarono Ernest e Doris a costruire alcuni castelli di sabbia nella loro vaschetta.

Harry non credeva di essersi mai sentito più felice e leggero.

Stava proprio pensando a quello, sdraiato comodamente a pancia in giù sul lettino, il viso appoggiato sulle braccia incrociate mentre si godeva i caldi raggi del sole, quando sentì della mani massaggiargli dolcemente la pelle.

Louis appoggiò le labbra alla base della sua schiena, risalendo la colonna vertebrale in una scia di baci che fece venire la pelle d'oca al minore.  Arrivò al suo collo, fermandosi per qualche secondo a baciarlo e mordicchiarlo, mentre Harry mugugnava piano.

«Ti scotterai, così» Sussurrò Louis contro il suo orecchio, prima di alzarsi e allontanarsi.

Harry non ebbe il tempo di protestare, che il maggiore fu di ritorno accanto a lui. Si sedette al suo fianco, spremendo la crema fredda sulla sua schiena, iniziando poi a massaggiare piano la pelle morbida. Harry sentiva le sue dita di Louis scavargli piacevolmente, sciogliendo tutta la tensione accumulata in diciannove anni di vita.

«Uhmm... Perché non mi hai mai detto di essere così bravo?» Si ritrovò a mormorare il riccio, rilasciando un sospiro di piacere che fece ridacchiare il maggiore.

«Non c'è mai stata occasione di fare un prova pratica» Ammiccò quello, andando avanti ancora pochi minuti, prima di allontanarsi.

Harry mugugnò, aprendo di scatto gli occhi e sollevando la testa verso il maggiore, che aveva unito i loro due lettini e si era sdraiato sul suo.

«Scusa curly, ma non vogliamo che ti venga un'erezione ora, giusto?» Disse Louis, la solita vena di malizia sempre presente nella sua voce, mentre si infilava gli occhiali da sole.

«Sempre così modesto»

Louis sorrise, e Harry, diversamente dal solito, si incantò a guardarlo, perdendosi nell'accarezzare la pelle liscia del suo braccio, costellata da numerosissimi tatuaggi. Li osservò uno per uno, sentendo il cuore mancare un battito mentre accarezzava l'aeroplanino di carta e la piccola H all'interno, tatuati al centro del petto, riportando alla mente il ricordo di quella serata, sentendo gli occhi di Louis analizzare i tratti del suo volto da sotto le lenti scure degli occhiali.

Si allungò, lasciando un bacio su quel punto prima di spostarsi con tutto il corpo, in modo da poter appoggiare la testa sul suo petto.

«Volevi abbronzarti un po'? Ti do' fastidio?» Chiese, sollevando il viso verso quello del maggiore.

Louis sorrise, scuotendo la testa. Lo baciò lentamente sulle labbra, immergendo le mani nei suoi capelli ancora umidi e stringendo tra le dita la catenina dorata della collana che gli aveva regalato solo un paio di settimane prima. A entrambi sembrava fosse passato molto più tempo.

Rimasero semplicemente in silenzio, crogiolandosi nel calore del loro abbraccio mentre attorno a loro tutti giocavano o si rilassavano sotto al caldo sole di Miami.

Harry si guardò intorno un'ultima volta prima di chiudere gli occhi, pensando che, davvero, non poteva chiedere di meglio.

***

BONJOURR!

Guardate un po' chi è ritornata a postare ogni due settimane?😏 Eheh spero vi abbia fatto piacere, era da una vita che non ci riuscivo più!

Anyway, altro capitolo bello lunghetto tutto per voi! Questo era un capitolo molto di passaggio, perciò mi rendo conto che possa sembrare un po' noioso, o (spero di no) pesante, ma è fondamentale per lo sviluppo della trama.

Spero non l'abbiate trovato eccessivamente allungato, ma anche, se fosse così, non fatevi scrupoli e ditemi cosa ne pensate! Sono sempre immensamente felice di ricevere i vostri commenti!❤️

Alla prossima😘

~Alex

Ps. Piaciuta la sorpresa iniziale?
Avete già sentito 'sweet creature'?
Cosa ne pensate? IO LA AMO😍

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