Capitolo 1: Verso Hogwarts
Era una fredda e piovosa giornata d'autunno a Londra infatti i passanti erano infagottati in pesanti cappotti e correvano da tutte le parti affrettandosi a raggiungere le loro abitazioni. Tra questi spiccava una famiglia di tre persone vestite in modo nettamente diverso dagli altri, cosa che provocava sguardi straniti e diffidenti da questi ultimi. Portavano lunghe vesti dai colori sgargianti, cappelli a punta e lunghi mantelli, insomma erano del tutto lontani dai canoni di abbigliamento della popolazione di Londra. Inoltre non sembravano minimamente preoccupati della pioggia che incombeva ed erano tranquillamente diretti verso la loro destinazione, la stazione di King's Cross. Fino a questo punto qualcuno potrebbe pensare che si trattava di stranieri, per spiegare il loro strambo modo di vestire che stavano per prendere un treno per tornare nel loro paese. Questa spiegazione però verrebbe presto smentita dato che la famiglia si diresse con decisione verso la barriera che separava il binario 9 dal binario 10. Si potrebbe ancora ipotizzare che avessero perso tutti e tre il controllo del carrello dove tenevano i bagagli e che sarebbero andati a sbattere contro la barriera, ma non andò così. I tre scomparvero letteralmente alla vista dei babbani che si aggiravano per la stazione, che erano intrappolati nella loro vita senza magia e ignoravano cosa si celasse dietro la barriera. Madre, padre e figlio ricomparvero sani e salvi dall'altra parte dove li attendeva un mondo totalmente diverso da quello precedente. Il binario 9 e 3/4 si stagliava davanti a loro occhi, in particolare davanti a quelli entusiasti di James Potter, il figlio di Flemont ed Euphemia Potter, un ragazzo occhialuto con una zazzera di capelli neri perennemente spettinati che si apprestava a cominciare il suo primo anno alla rinomata scuola di magia e stregoneria di Hogwarts. Una locomotiva a vapore scarlatta, che aveva in testa un cartello con su scritto Hogwarts express era ferma lungo il binario, che era gremito di studenti. Dal treno si alzava una nube di fumo, segno che sarebbe partito a breve e tra le gambe degli studenti si aggiravano gatti, gufi e rospi di ogni tipo.
<< Sei emozionato James vero? >> chiese Flemont al figlio, scompigliandogli i capelli con dolcezza.
<<Oh non vedo l'ora. Mi divertirò un sacco a Hogwarts>> replicò James con un sorrisetto che non prometteva niente di buono. Al ragazzo piacevano molto gli scherzi, ne faceva di continuo al suo elfo domestico facendo spazientire i suoi genitori e pensava che a Hogwarts avrebbe trovato degli spunti per farne di nuovi.
<<Non combinare troppi guai mi raccomando>> gli disse sua madre dandogli un buffetto sulla guancia. Non era una donna per niente severa e sapeva che il figlio era solo un ragazzo vivace, che non avrebbe mai fatto del male a qualcuno.
<<Va bene mamma. Ma se accidentalmente mi dovessi trovare una pallottola puzzola in mano non esiterò ad usarla>> rispose James scherzando.
<<Il treno partirà tra poco. È meglio che ti cerchi uno scompartimento prima di trovarli occupati. Ricordati di scriverci qualche volta>> Disse il padre, felice per James, ma anche un po' triste perché avrebbe sentito la mancanza dell'entusiasmo contagioso del figlio.
<<Vi scriverò ogni mese con Snitch. Ora è meglio che vada>>
Salutò il ragazzino alludendo al suo gufo, che aveva chiamato Snitch per la sua grande passione per il Quidditch, lo sport più popolare tra i maghi, per poi avviarsi verso il treno. Le prime carrozze erano già piene di studenti che parlavano con i famigliari o litigavano per un posto. James si spostò fino alla coda del treno dove trovò uno scompartimento vuoto e vi si infilò sedendosi accanto al finestrino e lanciando uno sguardo agli studenti che indugiavano ancora sul binario. Sperava che presto qualcuno si sarebbe unito a lui perché detestava la solitudine e fortunatamente sarebbe presto accontentato.
Nel mentre un'altra famiglia si era apprestata a raggiungere il binario, ma tra di loro sembrava esserci un rapporto molto diverso da quello che aveva James con i suoi genitori. Il giovane Sirius Black infatti stava ascoltando svogliatamente una lunga tirata della madre, che urlava in modo così vistoso da far allontanare i passanti. Quante storie solo perché Sirius aveva comprato un paio di tappi per le orecchie babbani per non sentire le sue urla! I suoi genitori però erano quel tipo di purosangue che disprezzava I babbani e non permettevano neanche che venissero nominati sotto il loro tetto, figurarsi comprare oggetti prodotti da loro. Sirius era totalmente contrario alle idee dei suoi genitori e lo dimostrava in svariate occasioni,facendosi chiamare più volte da sua madre Walburga traditore del sangue dei Black.
<<Se oserai frequentare dei sanguemarcio per te sarà la fine>>
stava ancora tuonando sua madre quando il suo fratellino Regulus la interruppe, ricordandole che il treno stava per partire e che non avrebbe certo voluto che Sirius rimanesse a terra. L'unico rimpianto di Sirius era Regulus, al quale era molto legato perché temeva che in sua assenza il fratello, che era più accondiscendente di Sirius alle idee dei Black si sarebbe fatto plagiare dalla famiglia. Nonostante questo però non vedeva l'ora di andare a Hogwarts e lasciarsi alle spalle i suoi parenti e tutte le loro sciocche convinzioni.
<<Spero che a Hogwarts imparerai a somigliare di più a Narcissa>>
concluse sua madre lanciandogli uno sguardo torvo. Narcissa era sua cugina ed attualmente era al settimo anno ad Hogwarts nella casata dei Serpeverde. Sirius la disprezzava, così come disprezzava la sua casata, nella quale però erano stati tutti i membri della sua famiglia. Lui sperava con tutto il cuore di non capitarci perché si diceva che i membri di quella casa fossero molto vicini alle Arti Oscure. D'altronde anche i Black lo erano e questa era una della cose che il ragazzo odiava di più di loro. A Sirius sarebbe piaciuto finire in Grifondoro, la casa dei coraggiosi, anche se probabilmente i suoi genitori lo avrebbero disconosciuto se questo fosse successo.
<<Diventerò simile a Narcissa quando tu sarai un'amabile madre che regala caramelle ai bambini babbani, cioè mai>>
Replicò il ragazzo correndo frettolosamente verso il treno per non sentire la risposta della madre. Gli scompartimenti erano quasi tutti pieni, infatti Sirius dovette arrivare fino alla coda del treno per trovare uno scompartimento dove sedeva un ragazzino occhialuto.
<<Ehi ciao, posso sedermi qui? >>
Chiese Sirius e senza aspettare la risposta si accomodò sul sedile di fianco a quello del ragazzino, sperando che fosse un tipo socievole.
James si stava annoiando parecchio quando improvvisamente un ragazzo dai lunghi capelli neri e occhi grigi chiese se poteva sedersi nello scompartimento e prima ancora che potesse rispondere si accomodò a fianco a lui. Finalmente era arrivato qualcuno con cui poter parlare!
<<Io sono James Potter, piacere>>
Disse facendo un gran sorriso al nuovo arrivato e tendendogli la mano.
<<Sirius Black>> rispose quest'ultimo stringendogli la mano e continuando con una domanda
<<Anche tu del primo anno?>>
James stava per rispondere, sollevato all'idea di aver incontrato un ragazzo che aveva voglia di fare conversazione quando un altro ragazzino, pallido e dai capelli ramati,piombò nello scompartimento chiedendo balbettando se poteva sedersi.
Il ragazzo in questione si chiamava Remus Lupin e aspettava timidamente la risposta dei due ragazzi. Fin da quando aveva ricevuto la sua lettera per Hogwarts la sua più grande paura era stata quella di non essere accettato degli altri per quello che era. Infatti lui aveva un segreto da nascondere, un segreto che poteva costargli molto durante la sua esperienza nella scuola. Remus era un lupo mannaro, una creatura che tutti avrebbero ritenuto spaventosa e crudele, di certo inadatta a frequentare una scuola di magia di grande prestigio come Hogwarts. Ma il preside Silente aveva voluto dargli una possibilità e gli aveva permesso di frequentare Hogwarts seguendo alcune contromisure. Remus gli era stato infinitamente grato per questo, per la prima volta si era sentito accolto da qualcuno e non allontanato. Purtroppo però Remus era sempre stato una persona molto sola, da quando era stato morso dal lupo mannaro Fenryr Greyback. I suoi genitori erano stati dalla sua parte, ma erano stati costretti a spostarsi da un posto all'altro per via delle voci riguardo allo strano comportamento di Remus, che diventava sempre più pallido all'avvicinarsi della luna piena. Non poteva nemmeno giocare con gli altri bambini perché sarebbe potuta sfuggirgli la verità sulla sua condizione quindi in quegli anni i suoi unici amici erano stati i libri, nei quali si rifugiava dimenticando per brevi attimi la sua triste condizione. La gioia di Remus al pensiero che avrebbe potuto conoscere altri ragazzi e poter fare amicizia era indescrivibile, ma si rese presto conto che era più difficile di quanto sembrava visto che non sapeva bene come relazionarsi con i suoi coetanei. Quando i due ragazzi gli dissero che poteva sedersi con loro esplose in un grande sorriso. Forse sarebbe riuscito ad avere una conversazione con loro e chissà, magari sarebbero anche diventati amici.
<<Io sono James e lui è Sirius, tu come ti chiami?>>
Chiese James desideroso di conoscere il nuovo ragazzo, che sembrava piuttosto timido, sperando di non essere sembrato troppo diretto.
<<I-io s-sono Remus Lupin piacere>>
Disse il ragazzo arrossendo di botto.
<<Bene Remus. Ho appena chiesto a Jamie se è del primo anno. Immagino che anche tu lo sia>>
Disse Sirius non dando peso alla balbuzie e al rossore di Remus e ghignando a James.
<<Non chiamarmi Jamie>>
Rispose il ragazzo tenendo per qualche secondo una finta espressione imbronciata per poi scoppiare a ridere seguito dai due ragazzi. Remus non aveva avuto occasione di ridere molto, se non in piacevoli momenti con la sua famiglia e fu grato a quei due ragazzi che l'avevano fatto sentire subito a suo agio.
<<A voi piace il Quidditch?>>
Chiese James entusiasta. Sì vedeva dalla sua espressione che ne era una grande appassionato.
<<Ovvio che mi piace. Sono sicuro che i Cannoni di Chudley vinceranno il campionato>> rispose Sirius dimostrandosi anche lui un fan dello sport.
<<I-io invece non conosco molto bene il Quidditch. Però mi piace guardarlo>>
Disse timidamente Remus sperando di non essere giudicato per questo.
<<Oh amico dobbiamo subito rimediare. Devi subito conoscere il Puddlemore United, la squadra migliore di tutti i tempi. Altro che i cannoni di Chudley>>
Disse James ammiccandogli. Subito iniziò una disputa con Sirius su quale fosse la squadra migliore interrotta da una signora che si avvicinò allo scompartimento con un carrello pieno di dolci chiedendo se volessero qualcosa. Remus, che non aveva molti soldi negò l'offerta mentre Sirius e James si riempirono presto le tasche di dolciumi vari.
<<Vuoi una cioccorana?>>
Chiese Sirius a Remus porgendogliene una. Le cioccorane erano i dolci preferiti di Remus nonostante non ne mangiasse una da moltissimo tempo. Scartò il dolce con cautela e fu veloce ad afferrare la piccola rana di cioccolato e a mangiarla con gusto. Poi volse lo sguardo sulla figurina, di quelle che si trovavano in ogni pacchetto e vide che si trattava di Silente. Stava per chiedere agli altri se lo avessero già, visto che molti maghi collezionavano le figurine , quando la porta dello scompartimento si aprì nuovamente mostrando un ragazzino grassottello e ansante che chiese se c'era ancora posto. Era strano che fosse appena arrivato sul treno, doveva aver avuto qualche imprevisto. I tre gli fecero posto e il ragazzo si andò a sedere accanto a Remus cercando di recuperare il fiato dopo la lunga corsa e presentandosi come Peter Minus.
Per Peter la giornata non era di certo cominciata nel migliore dei modi. Era arrivato in ritardo all'Hogwarts Express perché a metà strada si era ricordato di aver lasciato il suo libro di Incantesimi a casa. Oltre al ritardo aveva dovuto sopportare anche le occhiate dei suoi genitori che avrebbero preferito un figlio molto diverso da lui. Peter infatti era un ragazzo goffo e ingenuo, che aveva mostrato molto tardi di avere poteri magici,tanto che i suoi genitori avevano pensato che fosse un magonò. Anche dopo aver ricevuto la lettera per Hogwarts, nonostante la loro contentezza, si aspettavano che Peter non avrebbe per niente brillato, cosa che provocava molto dispiacere al ragazzo,che cercava di rendere fieri gli altri anche se non ci riusciva quasi mai. Aveva deciso che Hogwarts sarebbe stata la sua svolta e che lì sarebbe diventato forte e coraggioso, ma se quello era l'inizio non osava immaginare il resto. Fortunatamente era riuscito a trovare uno scompartimento libero e per giunta dei ragazzi che si erano subito mostrati gentili nei suoi confronti. Chissà, forse sarebbe riuscito a trovare degli amici che l'avrebbero rispettato. I quattro iniziarono così una conversazione sulle figurine delle cioccorane, delle quali facevano la collezione.
<<Oh hai trovato Silente Remus. Io le ho quasi tutte mi manca solo Agrippa, ma non riesco a trovarlo>>
fece James accompagnandosi con un finto gesto teatrale. Quel ragazzo sarebbe stato di certo un ottimo attore.
<<Io ho Agrippa, se vuoi te la scambio. Tanto non mi interessa molto la collezione>>
Disse Peter cercando di inserirsi nella conversazione senza sembrare stupido. Vennero però interrotti da Sirius che proruppe in un <<Ehi guardate quello!>> indicando fuori dalla porta dello scompartimento. Tutti si girarono nella direzione indicata da Sirius e videro una ragazza minuta dai capelli rossi che parlava animatamente con un ragazzo pallido dai capelli neri e unticci che gli ricadevano sulle spalle dandogli un aspetto sgradevole. Il ragazzo di chiamava Severus Piton e pendeva dalle labbra di Lily Evans, la sua migliore amica nonché l'unica che lo capisse. Ricordava ancora il giorno in cui si erano incontrati nel parco della loro città, quando l'aveva vista compiere una magia per la prima volta, sotto gli occhi indignati dell'irritante sorella. Era stato lui a spiegarle che quello che sapeva fare non la rendeva un mostro e a farle accettare la sua natura di strega. Da quel momento il loro legame si era rafforzato sempre di più e i due erano diventati amici molto stretti sognando sempre Hogwarts. E ora che il gran giorno era finalmente arrivato Lily era un fiume in piena di parole, curiosa di scoprire i segreti della scuola e lui come al solito la ascoltava. Intanto nello scompartimento i ragazzi scoppiarono a ridere appena lo videro.
<<Mai visto nessuno con i capelli così unti>> disse James guardandolo con una smorfia di disgusto.
<<Eccome James. Quel tipo avrebbe bisogno di una bella doccia. Ho proprio voglia di inaugurare qualche scherzo prima di arrivare a scuola>> gli diede corda Sirius sogghignando. Quando due ragazzi a cui piace fare scherzi si incontrano il risultato è sempre disastroso.
<<Aspettate, forse non è una buona idea>> provò a dire Remus cercando di fermarli, ma i due avevano già estratto le bacchette e pronunciato nello stesso momento l'incantesimo aguamenti contro il ragazzo che cadde a terra, colpito dagli schizzi d'acqua che andarono a bagnare anche l'amica. James e Sirius scoppiarono a ridere di gusto mentre Remus e Peter li guardavano tra il divertito e il preoccupato. Lily invece era letteralmente furiosa e sbottò contro i due ragazzi, mentre Severus, fradicio dalla testa ai piedi li fissava con aria torva.
<<Si può sapere perché avete bagnato Sev? Non mi sembra che vi abbiamo fatto qualcosa>> Proruppe la ragazza rossa dalla rabbia. Odiava quando qualcuno si prendeva gioco dei suoi amici e fissava con sguardo truce i due ragazzi che ancora se la ridevano.
<<Ehi rossa calmati. Non puoi non ammettere che il tuo amico aveva bisogno di una bella doccia>>
Rispose James con un sorriso sornione alla ragazza.
<<Secondo me siete voi ad avere bisogno di un bel bagno di umiltà. Chi vi credete di essere?>> Continuò Lily che non sembrava intenzionata a fermarsi.
<<Crediamo di essere due persone che sicuramente hanno i capelli meno unti del tuo amico>> disse Sirius scoppiando a ridere.
<<Lily andiamocene. Non perdere tempo a discutere con questi idioti>>
la fermò Piton, che trovava inutile sprecare fiato con chi, secondo lui non lo meritava. Lily protestò un po', ma alla fine si lasciò convincere dall'amico e i due si allontanarono mentre i due ancora lo deridevano.
<<Noi idioti? Ma senti questo mocciosus>>
Sentenziò James esprimendo tutto il suo disappunto.
<<Come hai detto, mocciosus? Mi piace! Abbiamo trovato un nuovo soprannome per mister unticcio>>
Esclamò Sirius strappando un sorriso anche a Remus e Peter che non avevano partecipato allo scherzo.
<<Che incantesimo avete usato?>> volle sapere Remus, che non lo conosceva e voleva sempre scoprire cose nuove sul mondo della magia.
<<Aguamenti, l'ideale per una doccia magica>> rispose James strizzandogli l'occhio. Il viaggio continuò con altre battute fino a quando non arrivarono in prossimità di Hogwarts.
<<Guardate!>>
Proruppe Peter, che era chino sul finestrino fissando a bocca aperta l'imponente struttura del castello di Hogwarts e anche gli altri si lasciarono andare in esclamazioni non molto diverse dalla sua. Finalmente il luogo che avevano tanto agognato era vicino più di quanto avessero mai immaginato. I ragazzi pensavano alle magnifiche avventure che avrebbero vissuto una volta arrivati e al loro rapporto, che chissà si sarebbe evoluto? Fra poco avrebbero potuto dire di essere maghi e streghe a tutti gli effetti, sarebbero stati smistati nelle case e avrebbero seguito le lezioni, tutto questo naturalmente nel fantastico scenario di Hogwarts, non si poteva biasimarli se solo a guardare il castello gli era venuta la pelle d'oca. Come sarebbe proseguita la loro avventura?
SPAZIO AUTRICE
Che dire? Era da molto che volevo scrivere una storia sui malandrini, che sono dei personaggi della saga di hp che adoro e finalmente ho iniziato a farlo! Siete liberi di esprimere quello che volete sul capitolo, accetto anche critiche naturalmente sperando di migliorare e di riuscire a seguire i vostri gusti. Spero che il capitolo vi sia piaciuto e ricordate che se volete, cliccare la stellina non fa male. Un saluto a tutti
~White
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