Capitolo 9
How would you feel
If I told you I loved you
It’s just something that I want to do
I’m taking my time, spending my life
Falling deeper in love with you
So tell me that you love me too.
~Ed Sheeran~
La musica del pub sembra essere oramai diminuita, il corpo di Mon-El è disconnesso dal cervello riesce solo a captare una figura somigliante a LEI. Oramai Lyra era solo un vecchio ricordo,come quando era nel suo pianeta, Daxam,dove l'arroganza e la strafottenza verso le altre donne erano all'ordine del giorno.
I suoi occhi sono impegnati a ricevere degli impulsi al cervello,che,stranamente arrivano come un tonfo sordo dritto al cuore. Veloce come un fulmine, batte all'impazzata. Boom, boom boom, boom boom boom,fino ad arrivare in gola. Una sensazione mai sentita prima,cosí forte tanto star male.
Una scarica di adrenalina, è Lei, in carne ed ossa e nonostante lui abbia bevuto,sa in cuor suo che è la SUA LEI.
-KARA!-
Accentua la voce per farsi sentire, ma sembra che lo sguardo di Kara sia tutt'altro che entusiasta mentre esce dal pub.
-KARA!-
Il suono della sua voce fermo,a passi felpati riesce a raggiungerla, le dita affusolate di Mon-El sfiorano la spalla di Kara e istivamente lei si gira e lo fulmina con i suoi occhi azzurri,dietro a quelle lenti che nascondono la sua bellezza, le sue comete, e il dolore di aver visto Mon-El con un altra persona mentre lei era via, proprio quando aveva bisogno di parlare con Mon-El,proprio quando sentiva il bisogno di Lui.
-COSA VUOI MON-EL!?-
Sgrana i suoi occhi lucenti,quasi come se stesse per piangere. Kara è cosí, ha bisogno di esternare le emozioni quando vive la sua vita da umana. La voce tremolante di chi non riesce ad essere indifferente, Mon-El la scruta cercando di capire cosa fosse successo, lui che di donne non ne ha mai capito perchè non gli è mai importato nulla se non una notte e via,nemmeno se avessero formato un libro con scritto "Donne,istruzione per l'uso". Eppure con Kara era divero, gli importava tanto da seguirla.
-Sei tornata! Ero cosí preoccupato..-
mormora cosí piano tanto da poterlo sentire solo lei,la sua Super eroina, il suo angelo.
- Non mi è sembrato che fossi tanto preoccupato! Forse era meglio stare da Barry.-
Il viso di Kara si trasforma in una smorfia di delusione mista a sorpresa.
Mon-El si sente offeso, l'aveva chiamata ma non ha avuto nessuna risposta,sí il cellulare è stato scaraventato al muro distruggendolo ma in cuor suo voleva una qualsiasi risposta anche dal cellulare di qualcun'altro. Alza il mento lasciando un sorriso sghembo battendo le mani con ironia,lentamente.
-Potevi andarci prima di avermi mandato il messaggio, Kara. O volevi che vedessi te scappare via con qualcun'altro.-
Punta il dito verso se stesso, non sa se è lui a parlare o tutto quell'alcol in circolo, ma infondo la veritá in quelle parole esiste.
-C..cosa? Mon-El? Stai scherzando spero! BARRY è un mio amico, e aveva bisogno di me!-
Il corpo di Kara si impone davanti a lui lasciando che il coraggio di quelle parole e il mento alto la dominassero nella sua certezza come quando diventa Supergirl. Sicura di sè.
-Potevi pure mandare un messaggio Kara! Un qualcosa che mi dicesse che stessi bene.-
Il daxamita aumenta il volume della voce solo per farle capire quanto le sia mancata ma dalle sue labbra escono gelosie...
-Cisco ha cercato di riparare il mio cellulare,beh sai nell'altra terra la frequenza è diversa.-
La velocitá di quelle lettere una dopo l'altra vengono riassunte dallo sguardo sgranato e sarcastico di Kara cercando di far capire in qualsiasi modo che non è stata colpa sua.
- E chi mi dice che questo Cisco non l'abbia fatto di proposito.-
Assottiglia gli occhi corrucciando le labbra e bagnandole con la lingua lentamente per controllare quel fastidio interiore.
-Sei Geloso Mon-El?-
Kara taglia corto, abbastanza da togliere quegli occhiali e sfidarlo con gli occhi. Mon-El sussulta indicandosi con un dito al petto.
-Io. Geloso? Tu sei gelosa per avermi visto con Lyra.-
L'espressione soddisfatta del Daxamita parla per sè. Anche se a quella domanda,lui la risposta la tiene, nel cuore.
Nel profondo Lui è geloso.
-Ho sempre avuto ragione,voi daxamiti non siete mai cambiati, d'altronde siete stati abituati come i vostri Supremi.-
Il Daxamita a quella risposta si blocca sentendosi con le spalle al muro,come se lo toccasse nell'abisso della sua oscuritá, come se avesse un segreto da bruciare via,e Kara sapeva come farlo sentire uno zerbino.
La voce si abbassa,le iridi si allargano e i muscoli della mascella si muovomo ritmicamente.
-Non è cosí.-
La luce ad intermittenza del lampione del pub sfiora la pelle di entrambi rendendola magica avanza di qualche passo lasciando che tra i due superstiti di Daxam e Krypton vi sia solo qualche centimetro per parlare.
-E com'è Mon-El, di Daxam?.-
Le labbra corrucciate di Kara, gli occhi di Lei che incrociano quelli di Lui, due azzurri che si fondano alla perfezione dandone le sfumature piú belle di un sentimento condiviso e non ammesso.
- Se fossi stato come ero un Tempo..non mi sarebbe importato di te, e non sarei venuto a casa tua dopo il tuo messaggio.
Tua sorella mi aveva detto di te, che eri in un altro Mondo Kara,dovevo dimenticarti nel caso non tornassi.-
Kara oramai è al muro mentre ascolta quelle parole che la colpiscono nel profondo. Lui la stava aspettando, e voleva dimenticarla nel caso non sarebbe tornata.
-Sono qui,adesso.-
Le parole le scivolano come acqua su un marmo lucido, tanto da volersi mordere le labbra per quello che ha detto,e Mon-El ne coglie i dettagli.
-Non stavo nemmeno ascoltando quello che mi diceva quella aliena. Ero impegnato a farmi passare la rabbia di non averti preso con piú forza.-
I palmi delle mani si poggiano al muro, all'altezza delle spalle di Kara. In que momento lei è bloccata tra un muro e la forza di un daxamita, eppure sarebbe stata capace di metterlo al tappeto ma la luce,gli occhi intensi e quella voce di Mon-El cosí desiderosa di parlare e spiegarsi lasciano che Kara si abbandoni in quel momento. D'altronde lei lo aveva pensato tanto.
-Non vedevo l'ora di Tornare.-
Sussurra alternando lo sguardo tra le labbra del daxamita e i suoi occhi.
Basta questa frase per far scattare Mon-El in un coraggio non da super eroe ma da Leggenda.
Si fionda sulle labbra di LEI lasciando che si muovano all'unisono. Le labbra rosee,al sapor di ciliegia come quel colore invitante che ha tanto bramato Mon-El fin dal giorno in cui sono stati rapiti per Maldoria,la terra degli schiavi, o ancor prima durantevil virus Medusa. Le labbra si ammorbidiscono in quelle delicate al sapor di desiderio,benvenuto e bramoso di qualcosa di piú grande.
Il rumore di un bacio che lento se ne vá ma solamente per sussurrare tra le labbra di Kara.
-TU SEI LA MIA KRYPNOTITE-
La fronte appoggiata su quella di Kara,assaporando lentamente quel momento, la luce del lampione si spegne, forse imbarazzato da quell'atmosfera accesa,carica di amore,se cosí possiamo definirlo.
Una frase che per la dolce e forte Supergirl non passa inosservata, il sorriso sulle sue labbra fanno sorridere di spontanea volontá anche Mon-El da dimenticare il litigio di prima. D'altronde prima di partire per Central City doveva vederlo e dirgli quello che provava,ma è stata preceduta.
Un volo veloce,Super veloce tanto da ritrovarsi sul davanzale della finestra.
-Ho dimenticato di aggiustarti la porta..-
Mon-El poggia i piedi sul davanzale agevolmente spostando le braccia sul corpo di Kara,lei avvolge le braccia dietro il collo di Mon-El mentre lui la mantiene in braccio.
- Domani.-
Mormora Kara,non preoccupandosi della porta d'ingresso,d'altrone era chiusa anche se si notava abbastanza il danno creato dalla porta senza pomello.
I piedi di Mon-El con lieve salto si fissano sul pavimento e Kara con i suoi capelli dorati sul viso lo guarda estasiata. Con cura Mon-El le sfiora il viso scostandole dagli occhi quelle ciocche dorate.
-Le comete..-
Mormora dando un bacio al centro della fronte fino a scendere nuovamente tra le sue labbra,tanto bramate.
Il silenzio dell'appartamento rende l'abitacolo un luogo di sensazioni.
Si sentono solo i loro respiri,quei baci schioccanti e il lento e soffice suono di abiti che scivolano dal corpo.
Braccia che si sfiorano,assaporandone la pelle con lunghi baci,intensi. L'aria è carica d'amore,di desiderio e le loro labbra parlano tra loro cosí come i loro occhi,azzurri come il cielo infinito, sguardi pieni di curiositá l'uno per l'altra a tal punto da sentire il desiderio di congiungersi intensamente. Un brivido profondo che parte dal cuore senza freno, ove l'unica sensazione che provano sono la felicitá, l'amore...
Una notte passata insieme,nello stesso letto ad imparare il cuore dell'altro, a viverla intensamente.
Mon-El è lí nell'appartamento di Kara, con lei nascosta tra le sue braccia, il viso sul suo petto a dormire beata mentre lui, giá sveglio da qualche ora la guarda dormire.
Sembra un piccolo angelo, innocente. Il suo angelo,adesso.
Le accarezza dietro l'orecchio scivolando con i polpastrelli lungo il collo e risalire lento verso il mento fino alle sue labbra. La guarda...come se fosse un dipinto di Picasso con i suoi colori perfetti,radiosi come il sole che adesso si poggia sulla spalla di Kara e la riscalda. È mattino e lui non dovrebbe essere lí, sono oramai le undici e ventitre minuti,tardi da dover scappare a lavoro.
Si alza cercando di lasciarla dormire rivestendosi a malincuore mentre in giro cerca un foglio ed una penna.
Non ha il cellulare,poichè scaraventato e oramai fatto in mille pezzi perciò decide di scrivere una breve lettera. Proprio come ha imparato dagli umani. Di solito quando si prova qualcosa si scrive e lui vuole fare lo stesso.
Buongiorno!
Sono dovuto andare via perchè non vorrei essere licenziato dopo aver trovato un lavoro.
Mi troverai al Pub, non preoccuparti per le donne, purtroppo faccio questo effetto, lo so ho un bel faccino.
Ci vediamo ad Deo per l'allenamento.
Tu sei la mia debolezza,ma anche la mia forza e io voglio essere per te migliore.
Mon-El
P.s. non volevo essere troppo romantico ma spero ti piacciono le rose. L'ho presa dalla tua vicina di appartamento.🌹
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