Capitolo 6
Tra sogni e realtà - Central City
“I sogni molto frequentemente esprimono ricordi e conoscenze che il soggetto da sveglio è ignaro di possedere.”
Kara era appena arrivata al suo appartamento. La distanza da casa della sorella alla sua non era molta, soprattutto se decideva di prendere il suo jet privato, ovvero i suoi stessi poteri, e sorvolare dunque la città. Era impaziente, eccitata e molto molto nervosa. Controlla freneticamente il telefono in media ogni due secondi. Mon-el non aveva ancora risposto, ma lei sapeva che il daxamita non sarebbe mancato. Questa era l'unica certezza che aveva vedendo il comportamento del ragazzo di quei giorni, lui ci sarebbe sempre stato per lei, in qualunque occasione.
Decide di calmarsi, di bere una tazza di the caldo e togliersi quei banali occhiali che in certe occasioni le erano solo di peso. Si siede su uno sgabello sorseggiando il suo the e intanto i minuti passano lenti, e lei ricontrolla il cellulare. D'un tratto sente attorno a sè come una strana presenza. Più che altro una brutta sensazione, come se qualcosa stesse per accadere. Deglutisce rumorosamente scendendo con un balzo dallo sgabello sul quale era seduta, in allerta, e in un lampo eccolo apparire.
- Un vortice spazio-temporale - sussurra sorpresa e incantata dalla bellezza di quell'evento.
- Cisco, fa che stavolta sia la terra giusta! - sbotta Barry infastidito.
- Barry!! - urla Kara entusiasta di vedere il suo amico, l'uomo più veloce al mondo, proveniente da un super universo parallelo, pieno di supereroi. Eh già, la sua vita non era per niente strana.
- Kara! Finalmente, ci sono voluti un paio di tentativi ma ci siamo riusciti!! - esclama il ragazzo soddisfatto, uscendo dal vortice ed abbracciando una Kara ancora incredula. Un altro ragazzo emerge dal tunnel acquatico, guardandosi in torno con fare incuriosito. Era un po' più basso di Barry e, se fosse davvero una cosa possibile, molto più strano. Portava grandi occhiali scuri, un giubbotto di pelle ed una maglia con raffigurato una sorta di gatto.
- Wow - esulta facendo un giro su se stesso e squadrando ogni centimetro dell'appartamento di Kara - Devo ammettere che questo è proprio un bel universo sul quale atterrare! - sorride pieno di sè, e riprendendosi porge la mano alla ragazza ancora scioccata dalla presenza dei due "stranieri" nel suo appartamento.
- Piacere di conoscerti io sono Cisco Ramon, collega e amico di Barry -
Kara stringe la mano dell'arrogante ragazzo e poi torna a posare il suo sguardo interrogativo sul suo amico, che non le lascia il tempo di porre la sua domanda che subito le chiede nervoso - Kara? Ricordi l'anno scorso quando sono inciampato nel tuo universo per caso e ti ho volentieri aiutato con le tue faccende, e tu hai promesso di fare lo stesso?! - gesticola imbarazzato.
- Chi o cosa dobbiamo affrontare? - chiede Kara decisa e sicura di sè un attimo prima di rivelare il suo costume sotto ai vestiti.
- Oh cielo! Quello si che è un bel mantello! - esclama Cisco con fare bambinesco, come se avesse appena visto il più bello dei giocattoli.
- Dominatori - sussurra Barry, ignorando del tutto il suo strambo collega, certo che Kara avrebbe colto la serietà della sua richiesta.
Al sol sentire quel nome Kara rabbrividisce visibilmente, e senza indugiare ancora fa cenno ai ragazzi di andare.
- Non abbiamo tempo da perdere, allora -
Nello stesso instante in cui i due ragazzi annuiscono e raggiungono il portale, Kara avverte una presenza dietro la sua porta d'ingresso, e prega Rao di non vedere chi teme con tutta sè stessa in quel momento.
Mon-el.
Scalcia la porta dai cardini, incuriosito, sconvolto, arrabbiato. Sorpreso vedendola con un piede dentro ed uno fuori dal portale, urla forte il suo nome lanciandosi verso di lei. Riesce a sfiorarle un polso prima che Barry la tiri a sè e lei viene risucchiata dalla completa oscurità.
*È un sogno bellissimo. Kara è sul suo amato terreno fiorito, su Krypton, circondata da alberi arancioni, terriccio dorato, e sua madre... Aveva dimenticato quanto fosse bella, calorosa, sorridente. E suo padre, serio, autoritario. Stava discutendo animatamente con un ragazzo, non era Kryptoniano, ma era bellissimo. Alto e possente, indossava gli abiti della casata reale di Daxam. Era così incuriosita da quella conversazione, che stava provando con tutte le sue forze ad origliare, a sporgersi più che poteva per scorgere il viso di quell'uomo così bello e affascinante. Come se lui avesse colto il desiderio di Kara di vederlo in viso, si girò e la ragazza non potè che portarsi una mano alla bocca per contenere lo stupore. Mon-el...*
Kara riemerge urlando da quell'incubo, dimenandosi come una matta, scalciando qualcosa... Qualcuno.
- Kara, apri gli occhi! Ehi! -
Qualcuno la stava scuotendo disperato. Barry.
- Ehi... Io, dove siamo? -
Finalmente la ragazza torna in sè, si alza aprendo gli occhi. Sono in uno strano edificio, come un bunker segreto o qualcosa del genere. Si guarda intorno cercando qualcosa o qualcuno di familiare, e lasciando che piano piano l'effetto del suo incubo svanisca del tutto.
- Chi è Mon-el, Kara? - chiede il velocista aiutandola ad alzarsi.
Con gli occhi fissi nei suoi, la ragazza sente di nuovo mancare il terreno sotto ai piedi, il cuore inizia a martellare nel petto incontrollato.
Lo aveva visto sconvolto, impaurito e preoccupato... Non aveva detto a nessuno dove stava andando, perchè e con chi. Non ci aveva pensato due volte, si era fiondata lì in un altro universo pur di aiutare i suoi amici a salvare il mondo senza pensare a nessuna delle possibili conseguenze.
- Cavolo! - cerca freneticamente il cellulare nelle tasche - Il mio telefono? -
- Oh, si. Cisco sta provando a riconfigurarlo con la frequenza del nostro universo, ma sarà difficile modificarlo affinchè possa raggiungere la frequenza del tuo - spiega pazientemente Barry - Allora? Non hai risposto alla mia domanda - insiste sorridendo con fare ammiccante.
Kara si sente avvampare. Dandogli le spalle si scopre a sorridere ampiamente pensando a lui... A Mon-el... Era venuto per davvero. Ed era visibilmente terrorizzato vedendola in quel vortice. Ma forse un po'di terrore sarebbe servito a fargli capire una volta per tutte i suoi sentimenti verso di lei è a rendere tutto più chiaro, pensa egoisticamente ancora sorridendo.
- Beh, lui è un mio...amico. Perchè me lo chiedi? -
- Beh, perchè hai urlato il suo nome mentre eri svenuta, e sembravi molto scossa -
- Si, perchè era a casa mia quando sono saltata nel portale e mi ha visto sparire così senza alcuna spiegazione, e conoscendolo sarà davvero terrorizzato - si affretta a giustificarsi.
- Un amico, eh? Conosco quel tipo di espressione, mia dolcissima amica aliena - esordisce tranquillo il ragazzo lasciando la sua allusione lì in mezzo a loro...
- Anyway! Vieni ti presento gli altri! -
Kara viene trascinata in un'enorme sala piena di ragazze e ragazzi con strani costumi. Eccitata urla - Oh ma allora il tuo universo è davvero pieno di supereroi!! - ride contenta saltando su e giù e battendo le mani come una bambina.
Nessuno però era così eccitato di vedere lei, e Kara non riusciva a capire il perchè, fin quando uno dei ragazzi più adulti disse ad alta voce.
- Barry, ci avevi promesso un'alieno, non un'altra vigilante con gonnella e mantello -
- In effetti Oliver lei è un'aliena. Ragazzi lei è Kara Zor-el proviene da Krypton e sul suo pianeta è conosciuta come Supergirl -
Sentendosi imbarazzata e anche un po' offesa la ragazza fa un cenno a tutti con la mano giusto un attimo prima di spiccare il volo e disegnare sul pavimento con la vista calorifera lo stemma della sua casata.
- Wow, ok ora sono convinto del suo "super" -
Soddisfatta riappoggia i piedi al suolo e iniziano a parlare della loro minaccia, dei dominatori, di come salvare il loro mondo.
In tutto ciò la sua mente non era per niente libera, non faceva che tornarle in mente lo sguardo terrorizzato di Mon-el, e quel sogno bellissimo eppure senza alcun minimo senso.
Era bello aiutare qualcuno, fa parte di una squadra era sempre stato così importante per lei, e con quella sintonia poi... In poco tempo aveva capito di aver trovato in Barry non solo un amico, ma anche un fratello, e con lui una seconda numerosissima famiglia.
Però non vedeva comunque l'ora di tornare dalla sua...
*To be continued...*
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