Capitolo 21 parte II
Il suono delle dita di Winn che si muovono velocemente sulla tastiera touch con quel lembo di pelle della marziana che vibra su un lieve piattino rialzato cercando di specificare di quale grado di pericolositá poteva appartenere.
Una ricerca difficile, intensa e soprattutto sotto pressione con tutti gli occhi puntati su di lui.
Il silenzio della stanza circondato dall'assassino del suo migliore amico, la ragazza dell'assassino del suo migliore amico e tutti gli altri complici, almeno così è per l'agente Schott.
Lyra lo affianca posando una mano sulla sua spalla, spaventata al sol pensiero di morire, ma con una stretta rassicura il proprio fidanzato e poi lei stessa, e osserva Superman con quelle grandi sopracciglia aggrottate, cercare qualcosa anche lui attraverso quelle scritte criptate.
Mon-El si mantiene in disparte osservando ogni cosa e persona, fino ad incrociare Kara che lo scruta con il lieve sorriso di chi ringrazia con il cuore e di chi si pone la classica domanda "come hai fatto?". La delicatezza di Mon-El nel fare spallucce fa sorridere la Principessa Kryptoniana così da travolgere anche il Principe di Daxam, che abbassa lo sguardo imbarazzato. Nel silenzio piú assoluto Winn sbatte la mano sul tavolo, nervoso.
- DIAMINE! Qualcuno sta entrando nel nostro computer di base. -
Cade dal tavolino un barattolo di penne, Kara si fionda verso il suo amico arrabbiato cercando di capire quella lingua straniera che ha invaso il computer in una sequenza di scritte continue.
-Cosa c'è scritto?-
Chiede con delicatezza mentre Winn la guarda con l'aria di chi sta per sbraitare, ma non riesce a controbattere poichè Mon-El oramai affianca Kara, sentendo il suo cuore spezzarsi in mille lame leggendo quelle parole.
- E' ANTICO DAXAMITA-
Dice leggendone ogni singolo tratto attentamente.
Anni orsono Mon-el aveva imparato l'antica lingua daxamita, ancora più antica del tempo stesso. Una lingua che usano solo durante le guerre, le uccisioni e le alleanze più potenti tra pianeti come se fosse un codice tutto personalizzato, senza far capire al nemico che sta per conquistare il pianeta.
-Che cosa c'è scritto?-
Mon-El sfoggia quella lingua antica, come se fosse una canzone meravigliosa e dolce, delicata al suono ma con un significato che avrebbe fatto paura persino alla morte, un suono apparentemente docile ove nasconde lame affilate che avrebbero tagliato persino alberi centenari con radici piú profonde.
"Fuoco e fiamme scioglieranno ghiacciai più resistenti, i non alleati bruceranno nelle fiamme del fratello di Rao. Che l'inferno arrivi per sciogliere ogni ghiacciaio e bruciare umani e alieno di chi non vuol diventare nostro schiavo. MORTE E CONQUISTA. Daxamiti e Marziani Regneranno sul pianeta Terra."
Mon-El si irrigidisce a quelle parole, le sue labbra sfiorano quelle frasi cercando di capirne l'enigma. Non vuol preoccupare Kara, e nemmeno tutto il resto del Team.
-Vogliono distruggere il mondo.-
Dice con tale e poca delicatezza da indietreggiare lentamente. Kara quasi sussulta con il lieve sbuffo di "questo lo sapevo già".
- E c'è scritto qualcosa su Lois e dove si trova?- Interviene Kal-El che fino in quel momento non ha proferito parola con nessuno.
Mon-el lo guarda con quegli occhi oscuri, di chi sa la verità ma deve pur nasconderla alla donna che ama, uno sguardo complice con Superman e il marziano verde.
Poche ore dopo aver trovato Winn e averlo riportato al Deo Mon El aveva pattuito con J'onn J'onz di far rimanere lontano Kara da sua madre, o chi ci fosse dietro a questo rapimento, perchè per lui sarebbe stata solo una distrazione, e Rhea e i suoi alleati sarebbero stati poco ospitali con la donna d'acciaio.
Mon-El apre la sua mente spiegando a J'onn dove andare.
-Winn continua a cercare, saranno qui vicino le navicelle daxamiti e marziani. Kara e Alex voi perlustrate Central City, Mon-El e Superman voi andate oltre Central City. Voglio che guardate ogni singolo angolo della cittá.- Kara gonfia il petto di orgoglio alle parole del capo, afferra la sua sorella adottiva e volano verso la finestra.
Il principe di Daxam poggia una mano su Kal-El annuendo sicuro.
-Sono alla fortezza della solitudine, ne sono sicuro.-
Winn si gira sentendo la discussione rimanendo sbalordito dalle parole del Principe, non solo aveva ucciso il suo amico ma aveva mentito a Kara.
Un volo veloce, dal sole pomeridiano al freddo agghiacciante. Posano i loro corpi su quei ghiacciai e dopo quel lungo viaggio volante Kal-El parla.
-Perchè?-
Il suo mantello rosso svolazza per il lieve vento prima di attraversare l'entrata, Mon-El capisce a cosa si riferisce e con un lieve sorriso agonizzante risponde senza vergogna.
-Perchè Kara è la mia debolezza, se dovessero farle del male sarei capace di morire io per lei, ma...se muoio come farò a vivere per lei?-
Cerca di sdrammatizzare la situazione sapendo di aver paura, fermandosi davanti a lui.
-E ho bisogno di essere un bastardo bigotto e cinico se voglio avere successo-
Ammicca lasciandogli la certezza di aver sentito i cugini El al DEO parlare di lui. Si incamminano lungo la stradina.
-Tu mi piaci Mon-El, è la tua razza che non mi piace-
Mon-El lo guarda fulmineo bloccandosi alla vista di un bozzolo viscido e gelatinoso.
-Per Rao, Lois!-
Con la mano il Daxamita blocca la felicitá della debolezza di Superman, Lois.
-Fermo!-
Lo comanda bloccandolo mentre Superman cerca di posare la mano sul bozzolo.
-Ma è Lois, la mia fidanzata!.-
-Ancora per poco alieno kryptoniano! La tua stupida umana sarà tra poco pasto per i miei affamati alieni, e io prenderò il suo corpo per sempre-
Un enorme marziano bianco con fauci per mani e artigli per denti si avvicina a Kal-El inchinandosi verso il Daxamita.
-Mio sposo.-
Riferito a Mon-El.
Il daxamita vorrebbe vomitare dal disgusto a quella vista ma infilza con tutta la forza le dita sul bicipite di Superman per farlo restare calmo, in qualsiasi modo l'avrebbero salvata.
-Principessa-
Aggiunge con un tono indifferente lasciando Clark lentamente fissandolo con quello sguardo di chi non vuole che faccia qualcosa di stupido.
-Libera la donna, non hai bisogno del suo corpo-
La marziana bianca fa un ruggito quasi strozzato trasformandosi nella bellezza di Lois, dalle forme ambigue a quelle più morbide e delicate della donna umana. Superman è lì pronto con i denti stretti a caricare la sua rabbia volendola arrostire con il suo potente raggio laser.
Il movimento sensuale e ambiguo della Lois aliena, con quel sorriso bastardo e ancora i denti affilati da marziano si avvicinano alla vera Lois tagliando lentamente il bozzolo dove era racchiusa, con quella mano ancora animale. La vera Lois cade tra le braccia di Clark, il suo sguardo posato sulla sua debolezza, baciandole lentamente la fronte sussurra qualcosa ma quella principessa marziana lo blocca posano la mano affilata sulla gola della ragazza.
-Morirete comunque-
La voce robotizzata dell'aliena fa da eco nell'atmosfera, improvvisamente dagli occhi di Clark Kent spunta il fuoco, brucia appena la pelle della falsa Lois, la marziana indietreggia scaraventando Superman contro una parete di ghiaccio insieme alla sua donna, era irritata.
Mon-El interviene, piccolo contro quell'enorme marziana bianca arrabbiata e vendicativa.
Con un salto da felino arriva dritto alla gola dell'Aliena squarciandola con un colpo secco con la propria mano, l'aliena si muove urlando tanto da far tremare la fortezza e far cadere dalle parete grossi ghiaccioli pendenti. Mon-El ne afferra uno con velocità infilzandolo nella seconda vertebra del collo schiacciandolo all'interno di essa, di quella pelle viscida. Un suono inquietante tra urla e un rumore di ghiaccio e ossa spezzate nella viscida membra.
-Porta LOIS fuori Di qui!-
Urla con tutta la forza che ha nel farsi sentire contro quella voce dolorante dell'alieno in panico ove sgorga sangue nero sul pavimento bianco ghiacciato.
Le pareti tremano, segno che stavano per creparsi, Clark guarda Mon-El, voleva aiutarlo ma sapeva che Lois sarebbe stata al sicuro solo fuori di lí, annuisce quando il Principe Daxamita gli urla contro ancora una volta di andarsene.
Vola l'uomo l'acciaio nello stesso istante in cui Mon-el Principe di Daxam viene gettato a terra come un insetto.
Calpestato dalla stessa forza aliena.
-Morirai per questo, morirai.-
La voce risuona nella sala centrale insieme al suono di una risata ambigua tanto da far fermare l'aliena marziana. Mon-El stava ridendo, in modo inquietante.
-Sono resuscitato, e se morirò, risusciterò ancora una volta, e sarà la morte tua, e quella della tua REGINA MADRE RHEA DI DAXAM. -
Sputa il suo stesso sangue sul pavimento prendendo con forza la caviglia della marziana e la sbatte a terra. Si alza con gli occhi infuocati di odio, contro la propria specie e quella dei marziani bianchi.
-"Che l'inferno arrivi per sciogliere ogni ghiacciaio e bruciare voi alieni che il fratello di Rao non vi possa dar pace anche all'inferno."-
Sputa quelle parole con tale odio da usare quella rabbia contro l'alieno afferrandole il collo e spezzandolo fino a staccarlo.
Un suono stridulo e poi il silenzio.
L'aliena era morta.
*Clap Clap Clap*
Un battito di mani lento e deciso, Mon-El si alza a quel suono senza girarsi, sente la pelle vibrare dalla paura e dall'amore per la famiglia, ma soprattutto dall'odio.
Si passa una mano sulle labbra tinte di quel colore nero mentre sfoggia i suoi occhi brillanti.
- Non smettete mai di entrare in modo teatrale.-
La donna dal viso pallido e dall'abito come il sangue marziano, nero e brillante, sorride.
-Non si saluta piú, sono tua madre.-
Dice in tono serio con quello sguardo da psicopatica in azione.
Il principe di Daxam ringhia tra i denti puntando un artiglio staccato dalla marziana proprio sul petto della madre.
-Mi hai DROGATO.-
-L'ho fatto solo per farti dimenticare quella kryptoniana! Io...non potrei mai farti male.-
La sua voce ammaliante rende fuori controllo il daxamita, ma sa quanto male lei ha fatto.
-Ricordo ogni cosa, mi hai sempre mentito.. sono stato sempre destinato per Kara, e tu..mi avevi tolto i ricordi.-
Aggiunge spingendo lentamente verso il petto della donna, e lei con il suo sguardo fermo sogghigna.
-Mio caro Figlio, L'amore è sempre stata una debolezza, il potere invece no. Non riesci nemmeno ad uccidermi.-
-Rhea!-
Una voce arriva dritta nella gelida fortezza, Kara era lí in tutta la sua bellezza da super eroina. L'artiglio cade a terra, Rhea approfitta della situazione per affondare un colpo deciso su Mon-El e lanciarlo contro una parete ghiacciata spaccandola in due. Gli occhi di Mon-El si offuscano perdendo per pochi nani secondi la vista. L'ultima immagine, l'abbigliamento rosso e blu contro quello della donna corvina, l'una di fronte l'altra.
-to be continued-
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