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Capitolo 13

Mi sveglio per la luce del sole che filtra dalla finestra e arriva proprio sui miei occhi. <Ma che diamine..> borbotto con la voce impastata dal sonno. Ancora disorientata e con il collo indolenzito per la posizione scomoda in cui ho dormito sul divano, cerco di alzarmi. Sento ogni osso scrocchiare, manco fossi un'ottantenne con problemi di artrite. Mi guardo attorno mentre i ricordi della sera si manifestano prepotenti nella mia mente, ancora annebbiata dagli incubi. Barcollando raggiungo la mia stanza, stando attenta non fare rumore. Apro piano la porta e vedo Gavin steso nella stessa  posizione di ieri sera mentre russa, ancora, come un trattore. Cerco di trattenere una risata, ricordando l'episodio di ieri sera e non riesco a farmi scappare un grugnito, a dir poco femminile. Mi tappo la bocca con un mano, trattenendo il respiro e aspettandomi una sua reazione, ma il trattore ambulante non da segni di avermi sentito. Tiro un sospiro di sollievo e chiudo la porta silenziosamente. Mi avvio verso il bagno per farmi una doccia rinfrescante e togliere il sudore causato dalla nottata travagliata da incubi e flashback. Però, appena entro  nel box doccia, i pensieri invadono la mia mente e il viso di lui  prende forma, trascinandomi dentro il buco nero dei miei ricordi. Scuoto la testa con forza, scacciandolo, mentre le lacrime rigano il mio volto e il mio corpo trema come una foglia, anche se l'acqua è bollente. Mi accascio al suolo, schiacciata dalle immagini di quella sera, tenendomi le ginocchia strette al petto. Provo a  darmi la forza necessaria per alzarmi, di nuovo, ma non la trovo. Sono stanca di combattere contro me stessa e i miei demoni. Cerco di far credere agli altri che quello che mi è successo l'ho superato e che ora sono felice, ma la realtà è ben lontana. Ogni giorno sento che mi trascina sempre più a fondo nel mio buco nero personale. Fatto di brutti ricordi, che ogni notte bussano alla porta. Facendomeli rivivere come se fossero appena accaduti. Ogni volta le ferite del mio cuore aumentano, lasciandomi inerme e sanguinante al suolo, senza che nessuno se ne accorga dell'agonia che mi fa morire ogni giorno di più. Trascinandomi in un luogo oscuro, dove aleggio tra la realtà e il ricordo. Non ho mai pensato di farla finita della mia inutile vita, ma ho deciso di sopravvivere, trovando sollievo solo con l'adrenalina di guidare la mia moto. Per quei pochi minuti di velocità spericolata, riesco a sentirmi viva. Nessuno lo sa che ho una moto e che ogni tanto vado a fare un giro. E' il mio più prezioso segreto che custodisco gelosamente da tutti. Sento che ho bisogno, adesso, di ricordarmi come ci si sente vivi e l'unico modo è sfrecciare lontano. lasciando tutti i pensieri negativi a casa. Con una nuova forza che circola nel mio corpo, mi alzo ed esco dalla doccia asciugandomi velocemente e prendendo una tuta vecchia che avevo appoggiato la sera scorsa, sopra il cesto della biancheria sporca. Esco di fretta, ma prima devo disfarmi del trattore che dorme nel mio letto. Prendo un secchio e lo riempio di acqua ghiacciata e con un sorriso malefico in volto, entro di soppiatto nella camera. Gavin, ignaro del mio piano, dorme come un angioletto anche se ha un po' di bava che li cola dalla bocca e russa, ma rimane sempre bellissimo. Riscuotendomi dai miei pensieri, prendo coraggio e li butto addosso l'acqua ghiacciata. Con uno scatto, degno di Usain Bolt si alza in piedi con gli occhi fuori dalle orbite. <Maledizione! Che diamine...> sbotta, scrollandosi di dosso l'acqua. Si gira nella mia direzione con uno sguardo che mette i brividi e che non promette niente di buono. Ingoio della saliva inesistente, mentre l'agitazione e la paura per la cavolata che ho fatto mi arriva forte e chiara nella mia mente. <Buongiorno> cinguetto con voce stridula, mentre mollo il secchio per terra e corro via più veloce della luce. <Cloe!> sbraita, ancora nella mia camera, ma quando raggiungo la porta d'ingresso sento dei passi pesanti raggiungermi di corsa. Esco dal mio appartamento, scatto come una furia nella porta vicina che dovrebbe essere l'appartamento di Gavin e Duke. La mia unica speranza è che mi aiuti a fuggire dalla furia di Gavin. Busso disperata alla porta, guardando continuamente indietro per vedere dove si trova il bestione infuriato. Per fortuna, lo sento ancora sbraitare su delle mutande, dentro il mio appartamento. Alla centesima volta che busso, mi apre un assonato Duke e ,per giunta, a petto nudo.  <Che diamine succede...Cloe?> mi guarda con un grande punto di domanda stampato in volto. Senza risponderli, lo spintono via, ed entro dentro l'appartamento trascinandolo con me che mi guarda come se fossi pazza. In effetti, per la cazzata che ho appena fatto potrei esserlo sul serio. Chiudo la porta a chiave come un fulmine, appena prima di sentire il bussare di Gavin. <Duke, apri questa maledetta porta! E tu Cloe non pensare di passarla liscia che appena entro di distruggo!> sbraita impazzito. Duke mi guarda stralunato e incrociando le braccia, aspetta una mia spiegazione. Incollata alla porta lo guardo, supplicandolo con gli occhi di non aprire al suo amico. <Mi spieghi che sta succedendo?> mi chiede, stufo di aspettare una mia spiegazione e di sentire il bestione inveirci contro. <Diciamo che ha avuto un risveglio traumatico> gli dico con un sorriso falso come giuda. <Cioè?> mi sprona a continuare, spazientito.  Sbuffo esasperata per la situazione ridicola  in cui mi sono cacciata mentre guardo l'appartamento ridotto a uno schifo, si capisce benissimo che ieri sera hanno dato una festa.  <Diciamo che ,accidentalmente, mi è caduto un secchio d'acqua fredda su di lui> gli dico sorridendo angelica. <Sei impossibile, lo sai che è irascibile appena sveglio!> mi sgrida, scuotendo la testa. Annuisco mogia, sapendo benissimo delle sue reazioni, Speravo che fosse cambiato in questi anni, ma dalle urla che sento è sempre il solito permaloso e irascibile. <Cosa pensi di fare adesso? Non puoi stare qui tutto il giorno, con lui fuori che urla come un dannato! Come minimo i vicini hanno già chiamato la polizia!> mi dice, scrutando con quelle pozze verdi. Prima di risponderli, cerco di farmi venire in mente un idea per fuggire, ma è come se il mio cervello fosse andato in corto circuito. Maledizione! Devo pensare ad un piano e anche in fretta, prima che il bestione butti giù la porta.   Come un fulmine a ciel sereno, mi appare un idea geniale. <Dove sono qui, le scale antincendio?> gli chiedo, sapendo che ogni appartamento di questo edificio è munito di un uscita di sicurezza. <Nella camera di Gavin> mi dice capendo anche lui il mio piano e sorridendomi. <Grazie> gli urlo mentre sono già nella camera del bestione e prima di uscire dalla finestra sento Duke dire <Mi piaci sempre di più Cloe!> . Sorrido per la sua affermazione ed esco agilmente dalla finestra e scendo  le scale. Quando sono a metà scala, sento le urla di Gavin più vicine. Immagino che Duke l'abbia fatto entrare per non trovarsi la polizia in casa. Senza pensare a niente esco dal vicolo e mi confondo con la folla. Per fortuna, ho preso il telefono, soldi e le chiavi della moto. Intuendo che sarei dovuta fuggire dalla furia del bestione. Ripensando alla faccia scioccata che aveva appena gli ho gettato l'acqua addosso, mi metto a ridere da sola. Ora, devo solo raggiungere il capannone dove ho messo la mia adorata Kawasaki ninja 300. Solo a pensare di essere sulla sella della mia moto mi spunta un sorriso enorme. 

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