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Capitolo 8 - litigi

Non vidi più Ryan quel weekend. Volevo assolutamente parlargli, perlomeno ringraziarlo per avermi salvato da quella bruttissima situazione.
Sicuramente mi evitava: quando lo vedevo per strada e i nostri occhi si incrociavano, lui distoglieva lo sguardo e cambiava immediatamente strada. Varie volte mi chiesi se fosse successo qualcosa di strano, se avessi fatto qualcosa di cui non mi ricordavo o se semplicemente si vergognasse di farsi vedere mentre parlava con me. Quando quel mattino se ne andò ci rimasi male, certo non mi aspettavo chissà cosa, ma almeno un 'stai bene' per vedere se non avessi ancora problemi dalla serata precendente non sarebbe stato male. D'altronde, cosa ci si poteva aspettare da un tipo come lui? Niente. Proprio un bel niente.

Ora so che vi starete chiedendo : che fine ha fatto Cindy?

Beh, diciamo che lei è quella che se l'è spassata alla festa. Quando la rividii all'inizio della settimana mi raccontò di essersi imboscata con Liam (SÌ PROPRIO CON LIAM!) e, sebbene avessero entrambi bevuto molto, si erano divertiti parecchio insieme (non voglio sapere a far che cosa, la mia coscenza sta già bene così).

Il week successivo alla festa, vidi Ryan ogni giorno con una ragazza diversa, spesso in atteggiamenti piuttosto intimi. Avevo sperato, anche un solo minuto, che Ryan potesse essere diverso e non il tipico dongiovanni presuntuoso di sempre. Dopo quel gesto dolce che aveva compiuto alla festa salvandomi da Logan, speravo che gli animi bollenti si placassero e che potessimo diventare che ne so, amici? Okay, chiedevo troppo, ma almeno pensavo riuscissimo a stare nella stessa stanza senza litigare o urlarci contro. E come al solito mi sbagliavo.

<<Cosa guardi troietta? Vuoi una foto del mio uomo così ti rimane più a lungo?>> disse la stronzetta che si era portato dietro Ryan alla cena di rito a casa di Liam. Dopo il mio primo giorno all'università, Liam decise di istituire la 'serata amici' dove ci ritrovavamo a mangiare tutti nel suo appartamento.

<<Veramente non lo stavo minimamente guardando. Secondo te mi metto a guardare l'ultima persona al mondo che vorrei vedere?>> ribattei acidamente

<<beh non si sa mai. Gli stavi sbavando dietro. Potevo vederti le tonsille da qui>> rispose lei guardandomi in modo cagnesco

<<senti, non so chi tu sia, ma qui sei solo d'impiccio. Sei solo una delle tante troiette che quello lí>> dissi indicando Ryan <<si porta a letto per puro divertimento. Quindi
a. non è il tuo uomo
b. non lo stavo guardando e
c. chiudi quella bocca da gallina>>

Detto questo la lasciai ammutolita, sebbene continuasse a brontolare e borbottare di quanto fossi 'insulsa' , 'cretina' e non so che altro.

<<Basta>> disse una voce potente <<Tiffany vieni di là>>

-Allora è quello il nome della troietta, le si addice. Tutta tette (rifatte) e niente cervello-

Ryan si alzò dalla sedia, prese Tiffany 'la troietta' per il braccio e la portò in camera di Liam. Speravo non si mettessero a fare le loro cosine (BLEAH) perchè sarebbe stata la goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso. Invece no. Non si sentivano provenire strani rumori dalla camera e gli animi bollenti in salotto si raffreddarono, momentaneamente, cosicchè gli ospiti tornassero a conversare amabilmente tra di loro.

Non era la prima volta che venivo presa in giro e ormai avevo imparato a rispondere a tono a tutti coloro che provavano a 'discriminarmi'.


<<Guarda c'è Alis. La secchiona di Economia avanzata. Ogni giorno si siede sotto quell'albero ad aspettare che passi Taylor dopo pranzo>> ridacchiò una cheerlader, Daisy si chiamava se non mi sbagliavo. Tutto il loro gruppetto si girò ad osservarmi e a ridere di me, dandomi della stupida e dell'ingenua se credevo che il più figo della scuola potesse considerarmi. Uno come lui guardava le popolari e non le sfigate come me. D'altro canto non mi azzardavo neanche a rispondere a tono perchè sapevo che mi avrebbero rovinato quella poca e bella reputazione che avevo nella scuola. Mi avrebbero fatto passare l'inferno e poichè era l'ultimo anno del liceo volevo concluderlo in bellezza, senza crearmi problemi.


Mi riscossi dai miei pensieri e tornai a parlare con Cindy e Travis. Dopo 10 minuti che Ryan e Tiffany si era chiusi in stanza da letto, iniziammo a chiederci che fine avessero fatto, ma le nostre domande ebbero risposte quando uscirono entrambi dalla stanza e tornarono in salotto. Lui era nero in volto, i suoi lineamenti erano tirati e la mascella contratta faceva presupporre che avessero litigato. Feci un sorrisetto di vittoria. Lei invece aveva la faccia deformata dall'odio e dalla gelosia. Come facessi a saperlo? Ce lo aveva scritto in faccia : un etichetta sulla fronte sarebbe stata meno evidente.

Continuaii a guardare di sottecchi Ryan e Tiffany, che si squadravano male e avevano smesso di parlarsi. Ero seduti uno di fianco all'altro, ma la troietta parlava, o meglio, flertava con Matt e un altro ragazzo della squadra di Football. Ryan, invece, parlava con Liam e a tratti scriveva al cellulare. Non si poteva non dire che tutti stavano trattenendo il respiro in attesa della prossima litigata, quasi avessero paura di scatenarla.
Il mio sguardo si soffermò su Ryan: quella sera portava dei jeans neri con tasche laterali, una maglietta grigia che gli fasciava perfettamente il torace risaltando i suoi muscoli e delle semplici sneakers bianche. Era bello da mozzare il fiato, ma la sua sicurezza di sè lo faceva diventare insopportabile. Il mio passato spesso mi tormentava e lo rivedevo attraverso alcune azioni che compivo regolarmente, anche cose stupide tipo vestirmi o pranzare. Mi riportavano alla mente tutte quelle cose che avrei voluto cancellare per sempre, che avrei voluto eliminare dalla mia memoria in modo permanente. Avevo già compiuto l'errore di prendermi una cotta per il più bello della scuola e sicuramente avrei fatto in modo che questo non accadesse di nuovo. Il mio sguardo incontrò gli occhi di Ryan e, invece di distorglierli, rimasi ad osservarlo. D'altra parte lui non fece nessun sorrisetto odioso o frecciatina: sostenne il mio sguardo e mi fece un vero sorriso, di quelli che vedi una volta sola nella vita. Aveva una fossetta sulla guancia destra che non avevo mai notato perchè non mi aveva mai sorriso così sinceramente come stava facendo. Imbarazzata, focalizzai il mio sguardo da un'altra parte,ma ogni tanto continuavo a sbirciare verso di lui e ad osservarlo parlare con Liam. Il nostro rapportarsi era cambiato: era ancora un po' sgarbato, ma dopo la festa si era addolcito (forse) .
Feci per alzarmi dalla sedia per prendere un altro pezzo di pizza, ma un movimento brusco della gamba di Cindy mi destabilizzò e fece fare alla mia faccia una conoscenza ravvicinata col tappeto dell'appartamento di Liam.
Ero appena inciampata davanti a tutti.

-Dio, salvatemi da questa situazione-

Di certo l'ultima cosa che mi aspettavo era una mano che mi aiutasse a tirarmi su dal mio nuovo migliore amico, alias il pavimento. Quella mano la conoscevo fin troppo bene poichè apparteneva alla persona che mi aveva fatto infuriare il primo giorno di università, che mi aveva salvato dalla festa e che aveva ricevuto un bel caffè sulla camicia da parte della sottoscritta.

<<Tutto ok?>> mi chiese gentilmente Ryan mentre mi stavo spolverando i jeans

<<Scusami Alis, cavolo non mi ero accorta che ti stessi alzando>> mi disse Cindy in modo preoccupato anche se sapevo benissimo perchè non ci avesse fatto caso (era tutta la sera che mangiava con gli occhi Liam!!).

<<sto benone>> risposi piú a me stessa che a Ryan o a Cindy. E quando pensai che finalmente potessi andare a prendere un altro pezzo di pizza, successe il putiferio.

<<COSA SCUSA?>> urlò Tiffany 'la puttanella' che sembrava essersi accorta ora dell'intera situazione.

<<Cosa vuoi?>> dissi in modo spregevole <<ora non posso neanche essere aiutata per rialzarmi?>> e solo allora mi accorsi di essere di fianco all'anca di Ryan e che il suo braccio era intorno alle mie spalle. Okaaay, situazione un po' strana...

<<Staccati IMMEDIATAMENTE da lui>> disse lei, incavolata con una vipera

<<Carina, ti riesco a vedere il fumo che ti esce dalle orecchie>> risposi io ammiccandole. Mi stavo divertendo a provocarla e di certo non avrei lasciato perdere. Non quel giorno.

<<GRRRRRR>> ringhiò lei << ti renderò la vita un inferno, ti rovinerò la reputazione>>

Okay, probabilmente aveva le sue cose, poverina.

<<Bla bla bla>> le risposi io a tono, facendo anche il segno con la mano. Cindy, ammutolita, era seduta dietro di me e a stento tratteneva le risate. Avrei fatto vedere a Tiffany chi ero, non mi sarei nascosta questa volta.

<<Ti stai andando a cacciare nei guai da sola nana. Non andare poi a piangere dalla mammina>> ribattè Tiffany

<<Ma almeno non soffro di gelosia profonda, come qualcun'altro qui che sta diventanto rosso dalla rabbia>> sorrisi trionfante

<<Ora basta>> tuonò Ryan che nel frattempo si era staccato da me e aveva fatto ammutolire tutto il salotto <<Vattene via, mi sono stufato di te e dei tuoi comportamenti da bambina. Non voglio vederti mai più>>



Spazio autrice:
Ciao a tutti❤ volevo ringraziarvi per le 1000 visualizzazioni e sono contenta che molti di voi stanno continuando a leggere la mia storia, commentando e lasciando stelline! Volevo ringraziarvi per il supporto che mi date e spero tanto che questo capitolo vi sia piaciuto ;). Ci sto mettendo anima e corpo in questa storia e spero di riuscire a pubblicare abbastanza costantemente anche se è iniziata la scuola. Ringrazio anche le persone chi mi hanno aggiunto alle loro liste di lettura o che mi hanno consigliato ai loro amici/seguaci!
Mi raccomando, continuate a darmi consigli/pareri sinceri e buona lettura a tutte/i voi❤
-Alidire👐

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