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Capitolo 36 - sorpresa

ALIS' POV
Fui dimessa dall'ospedale una settimana dopo il mio risveglio. All'inizio ero poco autosufficiente: facevo fatica a muovermi, non riuscivo a mettermi in piedi e camminare, e un gran dolore alla testa continuava a pulsarmi ogni giorno. Le voci alte mi davano fastidio e, tutte le volte che parlavo con Ryan, eravamo costretti a sussurrare, le facce incollate e gli occhi a due millimetri di distanza. Lo avevo costretto a tornare a scuola, mi aveva raccontato come era rimasto al mio fianco tutto il tempo, passava a salutarmi tutte le volte che poteva e mi portava piccoli regalini. Dopo innumerevoli controlli i dottori avevano acconsentito a lasciarmi tornare allo studentato, sebbene si fossero raccomandati di non farmi sforzare troppo e di tenermi sempre sotto controllo nel caso l'emorragia, ormai assorbita, potesse causare di nuovo problemi. Liam, Cindy e Ryan si alternavano a rimanere con me, proprio non volevano lasciarmi da sola. Odiavo quando mi stavano sempre intorno, con la paura che potesse succedermi qualcosa, ma io facevo 'buon viso a cattivo gioco' e cercavo di sopportare tutto ciò. La pancia aveva iniziato a crescere ed era  abbastanza visibile: adoravo accarezzarla e parlare con la mia cosa, lo trovavo molto dolce. A volte, addirittura, rischiavo di piangere quando Ryan metteva l'orecchio sulla mia pancia e la accarezzava, oppure parlava al nostro bambino. Ero diventava molto emotiva e spesso mi ritrovavo a frignare senza alcun motivo.  Nei suoi occhi vedevo un amore immenso e ciò mi faceva sciogliere tutte le volte il cuore. Mi ero innamorata di quel ragazzo senza neanche accorgermene e ora ero lì con un figlio in grembo. Però, non mi immaginavo posto migliore in cui potessi essere. Prima di addormentarci abbracciati, ci scambiavamo dolci parole, ci dicevamo innumerevoli volte 'ti amo' e mai riuscivo a smettere di sentirmelo dire. Quelle due paroline erano così musicali pronunciate dalla sua voce e accarezzavano le sue labbra in una maniera sensuale e dolce.
Ryan era davvero il meglio che potessi mai avere: il resto non contava. Non immaginavo che dai quei litigi durante i miei primi giorni di università venisse fuori una relazione del genere, non immaginavo di rimanere incinta, non immaginavo di innamorarmi di Ryan. Una cosa che avevo imparato era che di 'se' e 'ma' ne erano pieni i fossi: la vita andava vissuta a pieno, non bisognava rimpiangere le scelte sbagliate perchè forse proprio queste ci avrebbero portato alle cose migliori.

<<Allora?>> chiesi a Ryan aggrappandomi alla maniglia della portiera. Stavo scendendo dalla sua macchina e l'ingresso dello studentato era davanti a noi. Non vedevo il mio povero appartamento da ormai più una settimana e chissà in che condizioni si trovava.
<<Su vieni>> disse prendendomi per mano e dirigendosi verso le porte scorrevoli della Hall. Mi lasciai trascinare dalla sua presa forte e lo seguii come un cagnolino segue il proprio padrone. Prendemmo l'ascensore e ci scambiammo un dolce bacio prima che le porte si aprissero e mostrassero il corridoio dove si trovava la mia 'casetta'. Mi trascinai dietro il trolley che Liam e Cindy mi avevano portato mentre ero in ospedale: conteneva lo stretto necessario, soprattutto biancheria e ricambi di vestiti.
<<Ho voglia di sdraiarmi e di dormire come se non ci fosse un domani>> ammisi a voce alta. Sebbene fosse primo pomeriggio, i miei occhi già si chiudevano affaticati.
<<Su, piccola, dai che ce la fai>> mi rispose tirando fuori le chiavi dell'appartamento dalla tasca del giubbotto: gli avevo fatto avere una copia in modo tale potesse andare e venire dalla mia tana senza alcun problema. Aperta la porta di mogano, un'oscrurità ci avvolse e, grazie alla luce del corridoio, vidi il mio adoratissimo divano. Mi era mancato tantissimo e non vedevo l'ora di farci un bel pisolino sopra come 'ai vecchi tempi'. Mentre Ryan era ancora sulla soglia della porta, io mi diressi verso l'interruttore e quando la luce si accese, i miei occhi si spalancarono per la sorpresa. I miei amici sbucarono tutti all'unisono fuori dai loro nascondigli e gridarono 'SORPRESA!'. Piccole lacrime di gioia iniziarono a rigarmi il viso: un festone attraversava il salotto e sopra c'era una scritta colorata che diceva 'BEN TORNATA'. Vennero tutti ad abbracciarmi, a chiedermi come stessi, a salutarmi. Ringraziai tutti, dal primo all'ultimo e mi accorsi di non essere mai stata così tanto contenta: amavo i miei amici e quella festa a sorpresa era la prova di quanto loro tenessero a me e io tenessi a loro. Abbracciai fortissimo Cindy e Liam, probabili organizzatori della sorpresa, e le lacrime mi scesero ancora più veloci.
Come avrei mai fatto senza di loro?
Loro erano il mio tutto, la mia vita, la mia aria. Senza di loro non ero niente e nessuno sarebbe mai riuscito a rimpiazzarli. Perchè loro erano i miei migliori amici e non potevo chiedere di meglio al mondo. Due braccia mi cinsero da dietro e una bocca si appoggiò con dolcezza alla mia guancia regalandomi un fantastico bacio. Mi girai e incontrai gli occhi di Ryan pieni di amore: di slancio lo baciai con tale impeto che rischiammo di ribaltarci entrambi sul pavimento. I miei occhi erano pieni di luce propria e non avevo proprio parole per esprimere quello che provavo in quel momento. Avevano allestito un piccolo rinfresco sul tavolo della cucina e piccoli gruppetti di persone parlavano tra di loro sorseggiando dai loro bicchieri e mangiando qualche stuzzichino. Abbracciata a Ryan osservai tutte quelle persone, le guardai una ad una, mi concentrai sui loro sorrisi, sulle loro risate e sulle loro espressioni: l'unica cosa che mi venne in mente in quel momento fu quella di ringraziare Dio. Ringraziarlo perchè mi aveva spronato a non mollare contro le tenebre, aveva fatto si che mi risvegliassi e potessi godere del carisma di tutte le persone che mi circondavano. Mi aveva protetto e il minimo che potessi fare era appunto ringraziarlo.
Alzai gli occhi al soffitto e Gli rivolsi poche e semplici parole prima di farmi immergere nella mia festa di bentornato.

***
2 MESI DOPO
Passai le dita sulla protuberanza ormai visibile: per essere solamente al 3 mese la mia pancia era davvero grande. Indossavo solo della biancheria intima e osservavo attenta il mio riflesso allo specchio. Con l'indice tracciai una forma indefinita sulla curva della mia pancia e, dall'anello che portavo, si propagarono migliaia di brividi facendomi accapponare la pelle. Proprio non riuscivo a smettere di osservare la mia forma allo specchio: ero attratta dalle mie curve alquanto sconosciute e dalla morbidezza della pelle nelle zone più sensibili come quella della pancia e del seno. Avevo dovuto aumentare di 2 taglie i reggiseni e ormai non riuscivo ad utilizzare più nessun paio di jeans attillati: i miei fianchi docili e magri, ora sostituiti da una vita ben formosa, mi mancavano tantissimo. Dal riflesso notai la testa di Ryan che sporgeva dalla porta della camera e mi osservava attentamente, facendo soffermare i suoi occhi ghiacciati su tutto il mio corpo. Mi sentii infuocare la faccia e, quel che pensavo fosse un completino nero di pizzo abbastanza sexy, sotto il suo sguardo divenne insulso e stupido.
<<Tesoro sei pronta?>> mi chiese con dolcezza senza mai smettere di guardarmi. Amavo quando mi chiamava tesoro o piccola, mi faceva sentire amata e coccolata.
<<Sì, ora mi vesto>>.
Uscii 10 minuti dopo dalla mia stanza con dei pantaloni larghi della tuta, una felpa semplice e una cartellina blu tra le mani. Cosa conteneva la cartellina? I referti delle mie analisi. Il viaggio in macchina fu silenzioso e quando ci ritrovammo di nuovo davanti a quel grande palazzo grigio un brivido di paura mi percorse. La mia mano libera fu intrecciata a quella di Ryan e mi tranquillizzai un po', pensando che d'altronde quella volta non ero sola. Ci sedemmo sui dei divanetti che nel frattempo avevano sostituito le sedie della sala d'attesa e mi persi ad osservare l'immenso soffitto e la scalinata che portava ai piani superiori.
<<Alis?>> una voce soffice mi chiamò. Mi alzai e come uno zombie mi diressi verso la porta aperta da cui spuntava la dottoressa Kendric. Ci fece accomodare nel suo studio e vidi Ryan agitarsi sulla sua sedia: non era abituato a tutto ciò e speravo non fosse troppo per lui. Non lo avevo costretto a venire, mi aveva detto che in qualità di padre voleva assistere a tutti i passaggi della vita del nostro bambino e, anzi, si era perfino dispiaciuto di non esserci stato al momento delle prime ecografie.
Un uomo così perfetto non l'avrei mai trovato.
<<Bene bene>> disse la dottoressa Kendric guardando le analisi presenti nella cartellina che le avevo allungato appena entrate. Sul primo e unico foglio erano allegate con una spilletta le foto delle prime ecografie e degli esami del sangue. <<Beh direi che è ora di sapere il sesso del bambino>>. A quelle parole mi sentii improvvisamente elettrizzata, già mi immaginavo passare di negozio in negozio a prendere i migliori vestitini per la mia bambina o i migliori giocattoli per il mio bambino. Mi fece spogliare, mi fece stendere sul lettino verde e ripose di nuovo il gel bluastro sulla mia pancia. Era freddo e a volte mi faceva il sollettico. Mentre guardava il monitor mi venne in mente di chiederle una cosa che un po' mi aveva preoccupato in quei mesi.
<<Dottoressa, quando ero venuta a fare le prime ecografie mi aveva dato alcune brochure e fogli attraverso i quali potevo seguire la nascita del feto mese per mese e la 'grandezza' della mia pancia. La cosa che mi preoccupa di più è che, confrontandola con quella del libro che mi aveva consigliato, la mia è come quella di una donna incinta al 7 mese quasi, mentre sono solo al 3 mese. Come è possibile?>> dalla mia voce traspariva incertezza e nel mentre del discorso si era incrinata un po'. Ryan, incuriosito, si avvicinò a noi e si posizionò in piedi al mio fianco, con una mano mi accarezzava le gote e i suoi occhi pieni d'amore erano solo per me.
<<Beh, vedete>> disse la Kendric girando il monitor verso di noi e facendo una faccia divertente <<I feti sono due. Ciò significa che avrete due gemelli>>. La mia espressione stupita era qualcosa di incredibile: gli occhi spalancati, la bocca che poteva toccare terra e le sopracciglia talmente alzate che pensavo potessero uscirmi dalla testa mi conferivano l'aria di una che aveva appena visto la Madonna.
Due gemelli.
Avrei avuto DUE GEMELLI!
Non ne bastava uno, dovevano essere due i bambini.
Un singhiozzo sommesso, però, mi fece tornare in me e mi girai verso Ryan che stava piangendo.
<<Ehi tesoro, tutto bene?>> gli chiesi amorevolmente accarezzandogli una mano.
<<Si, è che sono contento. Non immaginavo potessimo avere due gemelli e ciò mi ha fatto commuovere. Ti amo Alis, Ti amo>> mi disse d'un fiato continuando a frignare come un bambino. Quell'immagine mi fece così tanta tenerezza che mi feci sfuggire anche io una piccola lacrima. Mi diede un bacio sulla testa e continuò a piangnucolare per qualche minuto prima di smettere definitivamente: i suoi occhi brillavano di luce propria ed ero così contenta che fosse tornato da me. Lui, il badboy della scuola e ragazzo senza scrupoli, che si metteva a piangere di fronte alla notizia di diventare padre di due gemelli: faceva un po' ridere come situazione, ma non lo stuzzicai proprio per lasciargli quel momento intimo con 'se stesso'. Infondo avevo proprio bisogno di lui perchè il mio mondo si aggiustasse alla perfezione.
<<Ma come è possibile che non abbia visto fin da subito che erano due bambini?>> le chiesi curiosa, sperando che il mio tono non fosse troppo accusatorio. Ero (più o meno) contenta di avere due gemelli, ma era una notizia piuttosto scioccante, insomma. Immaginatevi una ragazza quasi 20enne che scopre di essere incinta di non uno, ma ben due bambini, due gemelli. Io ero già rimasta stupita all'età, figuriamoci al resto.
<<Nelle prime settimane il feto è in formazione quindi probabilmente solo uno dei due era già abbastanza visibile dall'ecografia>>. Annuii e mi guardai il pancione immaginando due piccoli gemellini lì dentro.
<<Riguardo al sesso>> riattirò la nostra attenzione la dottoressa <<volete saperlo?>>. Io e Ryan ci scambiammo un occhiata complice, entrambi annuimmo e mano nella mano aspettammo il referto finale della Kendric.
<<Rullo di tamburi>> rise <<Sto scherzando ragazzi, allora...>> l'attesa mi stava facendo contorcere lo stomaco, proprio non ce la facevo ad aspettare. Ero una persona talmente impaziente!
<<Sono un maschio e una femmina, congratulazioni!!>>. Risucchiai l'aria tra i denti e mi rimisi comoda sul lettino, rendendomi conto che avevo trattenuto l'aria fino a quel momento.
Il mio campione e la mia principessa!
<<Quindi avrò un piccolo campione da crescere!>> disse gioioso Ryan dando vita ai miei pensieri.
<<E anche una piccola principessa>> aggiunsi io, iniziando a rivestirmi dopo che la dottoressa aveva stampato le ecografie e mi aveva pulito la pancia dal gel. Già mi immaginavo la quantità industriale di bambole, vestitini da fata e da principessa che avrei comprato alla mia bambina: l'avrei viziata tantissimo!! Ryan, d'altronde, avrebbe invece pensato al nostro piccolo ometto.
Dopo la visita stringemmo la mano alla dottoressa e ci dammo appuntamento al mese successivo. Mi aveva raccomandato di dormire tanto e di stancarmi poco, di avere una dieta equilibrata e soprattutto di non bere alcool o fumare.
Già in macchina iniziammo a discutere sui probabili nomi da dare ai bambini: ce ne erano tantissimi e molti erano davvero stupendi. Quando arrivammo al mio appartamento, mi buttai a sacco di patate sul divano (facendo attenzione che non sbattessi sulla pancia) e accesi il computer rimasto inutilizzato da giorni. Per le prime settimane era stato difficile andare a lezione, le occhiate inquisitorie degli studenti mi mettevano in soggezione e mi giudicavano, perfino ai professori parevo una sventurata. Poi avevo inziato ad ignorarli e a quelli più insistenti urlavo dietro parole poco caste. L'unica cosa che era rimasta costante (più o meno) era Ryan. L'arrivo di un messaggio attirò la mia attenzione verso lo schermo del computer: era una richiesta di videochiamata su skype da parte di mia madre. La accettai e presi il computer sulle ginocchia per mettermi più comoda sul divano. Ryan era dovuto scappare a lezione mentre io avevo ancora un'ora libera prima di andare all'ultima classe della giornata.
<<Alicia>> una voce fredda precedette la comparsa del volto di mia madre sul monitor: occhi verdi affilati, labbra piccole, rughe intorno agli occhi e un'accunciatura talmente rigida che sembrava una zittella. Non ve lo avevo detto? Il mio vero nome è Alicia, ma odiandolo mi faccio chiamare da tutti Alis. Ormai mi presento direttamente così a tutti.
<<Madre>> le risposi pacata.
<<Ho saputo che hai avuto un incidente>> iniziò mia madre.
Alla buon ora... solo dopo 2 mesi hai avuto il tempo di contattarmi?
<<Si. Ora sto bene>>
<<A me e a tuo padre piacerebbe ricevere una tua visita, visto che non sei venuta per Natale e per Capodanno>> i suoi occhi mi scrutavano attentamente, quasi volessero scorgere i miei segreti più remoti e oscuri.
<<Ho immaginato non fossi la benvenuta>> le risposi, più affilata di una lama. Non avevo neanche ricevuto un messaggio di auguri.
<<Ma sei sempre la benvenuta Alicia>>. Ero benvenuta come un gatto poteva esserlo in un covo di cani. Alzaii gli occhi al cielo e nella mia mente passarono tante di quelle cose che avrei potuto dirle che a stento mi trattenni dal riversarle tutti i miei problemi in faccia.
<<Potresti farci visita la prossima settimana>>
<<Devo proprio madre?>> vidi la collera crescere nei suoi occhi, ma essendo una donna di classe non mi disse niente.
<<Ti aspetto in California>> e con quello chiuse la chiamata senza neanche salutarmi.
Che razza di madre che avevo!

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SPAZIO AUTRICE:
Heilà! Scusatemi tantissimo il ritardo per questo capitolo (cavolo più di 10 giorni dall'ultimo aggiornamento), ma son stata piena di compiti, verifiche, interrogazioni e ricerche varie che ci ho messo tantissimo a scriverlo. Ho cercato di farlo un po' più lungo per farmi perdonare, spero vi piaccia :)
Quali nomi daranno ai due gemellini? E cosa deciderà di fare Alis? Andrà in California?
Mi raccomando, lasciatemi una stellina se vi è piaciuto il capitolo❤
Baci baci (e scusatemi ancora per il ritardo)
Tatum

P.s. scusate come al solito gli errori!

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