Capitolo 29 - nausea
Era la settimana prima degli esami e non ero mai stata così tanto in ansia in vita mia. Passavo intere giornate sopra ai libri e, a volte, smettevo di studiare alle 2 di mattina. La vita universitaria era molto stressante e volevo assolutamente prendere dei bei voti per farmi felice e, soprattutto, per far felici e rendere orgogliosi di me i miei genitori.
Era tanto tempo che non ci messaggiavamo o non ci chiamavamo, ma erano sempre impegnati col lavoro quindi ci avevo fatto l'abitudine. Quando andavo alle superiori passavo anche delle settimane intere senza vederli, a casa da sola o con la mia adorata nonnina Marlene. Era una donna stupenda, sempre pronta ad aiutare il prossimo e super devota alla chiesa: avevamo un legame molto profondo, ma era morta l'inverno scorso a causa di una malattia incurabile. Ero la sua nipotina preferita e lei aveva saputo crescermi senza privarmi di niente, ma evitando di viziarmi veramente.
Chiusi il libro di economia di scatto per evitare che i miei pensieri si soffermassero troppo sul ricordo di Marlene e mi alzai dal divano, che da un'ora a quella parte aveva ormai preso la forma del mio corpo. Mio malgrado, la mia mente trovò subito un degno sostituto come pensiero principale: Ryan. Dopo la festa del compleanno di Cindy avevamo avuto pochissimo tempo per vederci -eravamo entrambi molto impegnati con lo studio- ma nei momenti che potevamo passare insieme, non ci staccavamo l'uno dall'altro. Quando gli correvo incontro per abbracciarlo, nei suoi occhi vedevo una scintilla che mi faceva scaldare fino alle mie viscere più profonde: nell'aria si percepiva amore, forse non quello duraturo, ma sicuramemte un pizzico di amore adolescenziale. Quando giravamo per il campus, tutte le ragazze mi guardavano invidiose, con degli sguardi che se avessero potuto uccidere a quest'ora sarei già morta. D'altronde, a me piaceva stuzzicarle e dar spettacolo con effusioni in pubblico: quando lo baciavo e lo stringevo a me, facevo capire a tutti che lui era solo mio, lui era tutto ciò che non avrebbero mai potuto avere. Non ci amavamo, ma ci piacevamo talmente tanto a vicenda che eravamo strettamente collegati l'uno all'altro.
Ma non avevi paura che ti tradisse? - vi starete chiedendo voi. Sì, avevo tantissima paura che potesse venire da me un giorno e dirmi "ti ho tradito" oppure "ti lascio", ma non volevo fare la figura della fidanzata gelosa psicopatica, quindi cercavo di fidarmi il più possibile di lui, soprattutto quando andava nei pub coi suoi amici nei fine settimana, invece di rimanere con me in appartamento a fare delle 'serate romantiche'.
Andai in bagno e molto velocemente mi feci una doccia, mi vestii con un outfit piuttosto semplice, jeans e felpa, e mi truccai con un velo di mascara pronta ad andare da Liam. Ci eravamo tutti dati appuntamento per le 20 per mangiare una stupenda grigliata a casa del mio vicino di appartamento. Ovviamente ci sarebbero stati Cindy, Ryan ed anche Travis, Chris e Matt, che da qualche tempo a questa parte uscivano molto spesso con noi. Mi sistemai per un' ultima volta i capelli, chiusi la porta di casa e bussai a quella del mio vicino: venne ad aprirmi Travis, e io lo abbracciai affettuosamente. Salutai anche Chris e Matt che erano seduti sul divano mentre si bevevano una birra guardando il Super Bowl e raggiunsi Cindy in cucina che stava apparecchiando un'enorme tavolata. La salutai abbracciandola e baciandola sulle guance: era tanto tempo che non ci vedevamo e avevamo assolutamente bisogno di uscire insieme al più presto.
<<Cindy!!! Mi sei mancata tantissimo>> le urlai euforica
<<Anche tu Alis! È una vita che non ci vediamo. Abbiamo assolutamente bisogno di fare un'uscita solo tra noi donne>> mi disse ammiccandomi. Quella ragazza sapeva leggermi nella mente!!
<<Liam? Dov'è?>> le chiesi
<<Sta tornando dal supermercato insieme a Ryan: si erano scordati la pancetta>>. Annuii col capo e mi andai a sedere sull'altro divano, iniziando a parlare del più e del meno con gli altri ragazzi.
Poco dopo si aprii la porta di casa rivelando Liam con una sportina in mano e il mio fantastico ragazzo. Gli corsi incontro e mi aggrappai a lui come fanno i koala, dandogli un sonoro bacio sulla bocca. Mi sorrise a trentadue denti e all'orecchio mi sussurrò cose che mi fecero arrossire violentemente.
<<Ragazzina>> mi disse Ryan <<Se mi accogli così tutte le volte che ci vediamo sarò costretto a sposarti>> Scoppiammo tutti a ridere e, in risposta, lo strinsi in un abbraccio ancora più stretto. Mi era mancato davvero tanto.
Ryan raggiunse Liam in cucina e iniziarono a preparare la grigliata. Un odore sgradevole mi arrivò alle narici e mi fece venire un brutto sapore in bocca: mi mossi irrequieta sul divano e ciò attirò l'attenzione della mia migliore amica.
<<Tutto ok Alis?>>
<<Sisi, penso di sì. Ma... che cos'è questo cattivo odore?>> le chiesi, incapace di trattenere una leggera nausea che mi si stava creando.
<<Che cattivo odore? Io sento solo odore di pancetta!>> mi rispose Matt, leccandosi le labbra dalla fame. Cindy mi fece spallucce e ritornò concentrata sul televisore. Un'altra folata di quel fetore mi provocò una nausea più forte delle altre e fui costretta a correre in bagno e vomitare quel poco che avevo mangiato. Mi accasciai a terra ormai svuotata e mi toccai la fronte per capire se fosse calda. Sentii bussare alla porta e risposi con un impercettibile 'avanti'. Cindy mi venne vicino e mi accarezzò la testa.
<<Cindy, vado in appartamento perchè mi sento poco bene>>
<<Certo>> mi rispose lei <<vai sotto le coperte e fatti un thè caldo. Spero tu non abbia la febbre>>. Le diedi un veloce bacio e uscita dal bagno, raccolsi le mie cose, salutai tutti e tornai nel mio appartamento. Sperai che Cindy spiegasse a Liam cosa fosse accaduto e perchè fossi andata via così all'improvviso. Quando entrai, non accesi neanche le luci e mi diressi direttamente in camera, cambiandomi in pochi secondi e buttandomi subito dopo sotto le coperte di lana. Quando appoggiai la testa sul cuscino, mi sentii un po' più leggera e cercai di chiudere gli occhi per poter prendere sonno. Non seppi quanto tempo passò di preciso prima che due braccia a me molto note mi circondassero la vita e mi attirassero ad un corpo muscoloso. Mi rilassai e mi addormentai di nuovo trasportata dal calore del corpo di Ryan e dai suoi teneri baci sulla mia spalla scoperta.
Quando mi alzai il giorno seguente mi sentii già meglio: la nausea era cessata e la testa mi doleva molto meno. Aprii gli occhi poichè sentivo freddo e capii che non avevo più affianco il corpo di Ryan. Controvoglia, mi misi le mie ciabattine pelose e mi alzai dal letto, dirigendomi in cucina: lì trovai il mio ragazzo con solo dei pantaloni della tuta indosso che cucinava delle uova al tegamino. Lo salutai con un bacio sulle labbra e mi persi ad assorvare il suo fisico mozzafiato fino a quando non mi riportò con pensiero sulla terra chiedendomi che cosa volessi da mangiare.
<<Alis, rispondimi>>
<<Umh, Ehm, cosa?>>
<<Ti ho chiesto cosa volessi per colazione>> mi rispose ridendo. Sorrisi anche io e lo guardai imbarazzata.
<<Non lo so>> dissi scendendo dal bancone della cucina <<guardo cosa c'è in frigo>>. Aprii quest'ultimo e un odore nauseabondo mi investì in pieno: mi misi una mano alla bocca e corsi in bagno per vomitare un'altra volta. Questa volta era stato improvviso e se non fossi stata abbastanza veloce, avrei rovinato tutto l'appartamento.
<<È tutto ok tesoro?>> mi chiese Ryan prendendomi in braccio e tirandomi sul dal pavimento del bagno. Mi fece lavare i denti per togliermi quel bruttissimo gusto dalla bocca e mi fece poi sdraiare sul divano, dove mi portò poco dopo del thè caldo con del limone. Lo ringraziai e sorseggiai lentamente la bevanda, attenta a non bruciarmi. Mi sentivo spossata, come se qualcuno mi avesse prosciugato l'anima e avesse lasciato solo la carcassa del mio corpo. La fame che mi era venuta al risveglio era improvvisamente andata via e tutto ciò di cui avevo bisogno in quel momento era un po' di amore. Ryan rimase a casa mia a coccolarmi nel letto fino a quando non dovette andare via per andare a lezione e allora rimasi da sola in appartamento, al calduccio delle mie coperte. Non volevo se ne andasse, perchè con lui stavo davvero bene e mi divertivo a parlare di cavolate o a fare giochini stupidini tipo 'nomi, cose, città'. Ryan era la mia perfetta metà, così perfetta che a volte ci capivamo con un semplice sguardo. L'ora di pranzo giunse molto lentamente e passai l'intera mattinata a guardare serie TV o programmi di cucina, leggendo qualche volta anche delle pagine dei miei libri di storia e di filosofia. Feci anche l'errore di cercare i miei sintomi su internet e, ovviamente, mi vennero fuori le malattie più strampalate ed improbabili come tumori al fegato e cryptococcus. Ciò che però attirò maggiormente la mia attenzione fu il quinto link della pagina di google: GRAVIDANZA.
Quella parola iniziò a riecheggiarmi nella mente e iniziai a leggere il sito, per vedere se i sintomi corrispondessero. Diedi una veloce occhiata e scoprii che avevo solo la nausea in comune: il resto non si era 'ancora manifestato' e speravo non si manifestasse mai. L'ultima cosa che volevo era diventare madre a 19 anni.
Però è impossibile, pensai, usiamo sempre protezioni.
Spensii il computer e riappoggiai la testa al cuscino, aspettando tornasse a casa Ryan.
Arrivò verso le 13, con due sacchetti del McDonald che mi fecero illuminare gli occhi: quella mattina non avevo ancora mangiato niente e la fame mi era improvvisamente tornata più forte che mai.
Gli saltellai incontro e lo abbracciai da dietro, poggiando la mia guancia sulla sua schiena.
Mi era mancato.
Ryan mi porse il mio Big Mac, le patatine e la coca e mangiammo in silenzio i nostri panini; in sottofondo c'era solo la Tv accesa.
<<Come te la sei spassata oggi ragazzina?>> mi chiese Ryan. Prima di rispondergli gli rubai una patatina e gli feci una linguaccia.
<<Uno schifo>> mi lamentai <<non sapevo cosa fare e mi sono annoiata a morte. Per fortuna che sei arrivato tu con i sacchetti del MC>> i miei occhi erano diventati proprio a forma di cuore!!
<<Mhm, ho un idea>> mi disse Ryan finendo di mangiare le ultime patatine <<facciamo i biscotti oggi pomeriggio? Così ammazziamo un po' il tempo e stiamo insieme>> mi propose ammiccandomi. I miei occhi si illuminarono e, scesa di scatto dalla sedia, mi andai a sedere sulle sue gambe riempendogli la faccia di baci.
<<Sei il miglior ragazzo del mondo. Ti adoro, davvero>>. Dopo pranzo guardammo un po' la televisione e ci scambiammo teneri baci. Mancavano 2 settimane a Natale e non avevo ancora deciso cosa regalargli: non volevo comprare una cosa banale e scontata, volevo fargli un regalo degno di nota, un regalo che si sarebbe ricordato per sempre. La mia pancia brontolò e arrossii per il rumore simile a quello di una balena spiaggiata.
<<Hai fame piccola?>>
<<Ehm si, è strano. Abbiamo appena finito di mangiare>>
<<Mmmm, ti sarà tornato l'appetito. Su>> disse tirandomi una pacca amichevole sul fianco e alzandomi dalle sue gambe <<andiamo a preparare questi biscotti, così la mia ragazzina è contenta>>.
Questo ragazzo è da sposare!
Fortunatamente avevo tutti gli ingredienti nella piccola dispensa sopra ai fornelli e, dopo aver cercato la ricetta su internet, iniziammo a cucinare.
<<Ragazzina>> mi chiamò Ryan. Io ingenuamente mi girai e un miscuglio di farina e latte mi arrivò dritto in faccia. Chiusi gli occhi e respirai a fondo contando fino a 10, nella speranza di calmarmi e non picchiare Ryan, ma quando aprii gli occhi il suo sorrisetto furbo era lì ad aspettarmi.
<<Ah si?>> dissi alzando un sopracciglio <<Vuoi la guerra, tesoro?>> gli chiesi sotto lineando quell'ultima parola.
Presi la ciotola dove era avanzato dell'impasto e gliela rovesciai sulla faccia e sui vestiti: la sua faccia mutò, e un espressione maligna sul suo viso mi fece accapponare la pelle. Iniziai a correre per l'appartamento, ma fui presto raggiunta da Ryan che mi caricò a sacco di patate sulla sua spalla e mi schiaffeggiò il culo. Ridemmo entrambi a crepapelle. Mi fece scendere e mi diede un bacio sul naso sporco di farina. Ci abbracciammo nonostante fossimo entrambi sporchi di impasto, farina e cose varie.
Magari avessi potuto passare così tutto il tempo con lui: quando eravamo insieme mi sentivo libera e senza problemi, non pensavo al passato, ma solo ad un probabile futuro con Ryan.
Dopo essermi andata a cambiare i vestiti, mi sedetti sul divano affianco a lui e appoggiai la testa sulla sua spalla in attesa che i biscotti si cuocessero in forno. L'unica cosa che dissi fu: <<Speriamo che quest'influenza mi passi velocemente. Odio essere ammalata>>
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SPAZIO AUTRICE:
Sono tornata!!!
Scusatemi tanto questa interminabile attesa, ma per farmi perdonare ho scritto questo capitolo lunghissimo, il più lungo di tutti!!
Inanzitutto, BUON ANNO A TUTTE/I! Avete passato bene Capodanno? Spero di sì!!
Cosa succederà secondo voi nel prossimo capitolo? Avrà davvero l'influenza Alis?
E cosa succederà nella settimana degli esami?
Mi raccomando, se il capitolo vi è piaciuto, lasciate una ⭐!!!
Baci a tutte/i e buon anno ancora!❤
Aliss
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