Capitolo 16 - pace
ALIS' POV
Aprii lentamente gli occhi, ma li richiusi quasi subito. Nella stanza c'era una forte luce che proveniva dalle finestre: probabilmente la sera precedente mi ero dimenticata di chiudere le tende. Avevo inoltre molto caldo, forse era la causa del mio risveglio improvviso. Mi girai sul lato destro, allungando una mano sul resto del letto dove, in teoria, non avrei dovuto incontrare niente. In pratica fu l'esatto opposto. Continuando a tenere gli occhi chiusi -ero troppo pigra- cercai di capire che cosa ci fosse di fianco a me cominciando a tastare di qua e di là: la mia mano toccò una cosa arrotondata e liscia, poi proseguì più sù fino ad incontrare una mascella. ASPETTA COSA!?!? Una mascella?
Aprii di scatto gli occhi e la scena che si presentò davanti a me fu del tutto inaspettata: due occhi chiusi circondati da folte ciglia, labbra piene, barba rasata e capelli scompigliati, rendevano la faccia di Ryan uno spettacolo. Lo si poteva paragonare ad un angelo per la beatitudine e tranquillità con cui stava dormendo. Un sorriso si allargò sulle mie labbra e la voglia di accarezzargli una guancia era immensa. In quel momento l'atmosfera era così tranquilla e pacifica che non mi chiesi neanche come fossi finita nel letto di Ryan. Lo diedi per scontato. Guardandomi intorno realizzai di essere nella sua stanza: le pareti grigie, un sofà nero e una TV di ultima generazione rendevano piuttosto riconoscibile la camera da letto di un ragazzo.
Cercai di spostarmi verso il bordo del letto, in preda ad un attacco di calore, ma sfortunatamente Ryan si mosse appena -forse si stava per svegliare- e con un braccio sulla mia vita, mi attirò a sè: eravamo a posizione di cucchiaio. Il mio sedere era sul suo bacino e potei sentire le sue 'gioie mattutine'. Girai pian piano la testa per osservare l'orologio sul comodino. Erano le 14.56. Mi ricordai solo allora di ciò che era successo qualche ora prima: il caffè, la passeggiata, la storta e la televisione. Probabilmente mi ero addormentata sul divano e Ryan mi aveva portata sul letto per farmi dormire meglio. Una fitta proveniente dallo stomaco mi fece capire che avevo bisogno di cibo. E al più presto. Feci per staccarmi da Ryan quando due labbra morbide si posarono sulla parte scoperta del mio collo e iniziarono a baciarmi in uno dei miei punti più sensibili, mentre una mano disegnava dei cerchi sulla mia pancia. Si era svegliato. Mi voltai verso di lui e due occhi azzurro ghiaccio mi osservarono attentamente, poi comparve un sorriso sul suo volto. I nostri nasi erano a pochi centimetri di distanza e potevo benissimo percepire il suo respiro proveniente dalla bocca leggermente aperta. Mi sorrise un'altra volta e richiuse gli occhi mantenendo un'espressione contenta. Sempre cingendomi la vita con un braccio, mi avvicinò a se facendo in modo che le nostre gambe sotto alle coperte si incrociassero, ma facendo comunque attenzione che la mia caviglia non facesse movimenti bruschi. Dei brividi si propagarono in tutto il mio corpo. Non brividi di freddo, bensì brividi di eccitazione.
<<Ben svegliata ragazzina>> mi disse Ryan, accarezzando quelle parole con le sue labbra meravigliose e mantenendo sempre chiusi gli occhi. Sorrisi appena a causa del rossore che si stava creando sul mio viso. Grazie a Dio non poteva vedermi. Mi attirò più a se e strofinò il naso sul mio collo, quasi volesse sentire ed imprimersi a fuoco nella mente il mio odore. <<Dormiglione bisogna alzarsi>> gli sussurrai io dolcemente, dandogli un bacio sulla guancia per fagli aprire gli occhi. Non seppi di preciso il perchè di quel gesto: l'avevo fatto inconsciamente, quasi fosse naturale per me. La mia pancia aveva iniziato a brontolare già da un po' -poichè non avevamo pranzato- e il mio stomaco reclamava cibo al più presto.
<<Mmmm no... rimani qui Alis>> mi disse, stringendomi a sé in maniera tale che non potessi scappare via e lamentandosi come se fosse un bimbo piagnucolone di 4 anni.
<<Ma io ho fame>> gli dissi, ridacchiando per il suo comportamento bizzarro. Borbottò e si girò dall'altra parte del letto lasciandomi libera. Mi alzai e rimisi le coperte su letto affinchè Ryan non si scoprisse.
<<Bello spettacolo Smith>> disse lui girandosi verso di me -mi trovavo all'incirca sulla soglia della porta- e alludendo alle mie gambe scoperte. GAMBE SCOPERTE? Il mio sguardo scese giù lungo il mio corpo e rimasi di stucco quando vidi la mia magliettina dei Coldplay coprirmi fino a neanche metà coscia e poi le mie lunghe gambe nude. Ossignore e i miei pantaloni?
<<Ti avevo tirato via i pantaloni perchè si erano bagnati col ghiaccio. Spero non ti dispiaccia ragazzina>> disse sottolineando quell'ultima parole e ridendo sotto i baffi. Lo fulminai malamente con lo sguardo e, allungando il più possibile la maglietta per coprirmi sotto le sue occhiate divertite, mi rifugiai in cucina tutta rossa in volto. Quel ragazzo sapeva rovinare alla perfezione i momenti magici. Il suo lato da stronzo non riusciva mai a stare tranquillo.
Frugai nei cassetti varie volte prima di trovare delle posate e un piatto su cui appoggiai dei cracker e del formaggio trovato in frigo. Tornai in camera e mi sistemai col la schiena attaccata alla tastiera del letto di fianco a Ryan che occupava tre quarti dello spazio totale.
<<Vuoi un po'?>> chiesi riferendomi al contenuto nel piattino
<<No grazie sono a posto così>> mi rispose sorridendo
Accennai appena e, calato il silenzio tra di noi, iniziai a mangiare. Si sa che quando il silenzio regna, la mente si perde in mille pensieri, sia belli che brutti, indipendentemente dalle nostre scelte. Molti credono che quest'ultimi vadano a ricercare le nostre voglie più nascoste, le cose più recondite o, più semplicemente, tutto ciò con cui non vogliamo più avere a che fare. Vi siete mai chiesti perchè nei romanzi rosa l'ingenua protagonista, sebbene nutra un odio verso il rude ragazzo, lo cerchi sempre e fa in modo di essere coinvolta in tutto quello che lui fa? Perchè nelle nostre vite, quando non vogliamo più pensare a qualcosa o a qualcuno, ce lo ritroviamo puntualmente ovunque? Allo stesso modo, nonostante non volessi pensare al mio passato in California -avevo deciso di lasciare là a marcire tutti i miei problemi- questo veniva continuamente a bussare alla porta del mio presente. Ciò che è passato è passato, no? Beh, quello non riuscivo proprio a togliermelo dalla mente, a farlo scomparire, a farmelo dimenticare per sempre. Puntualmente, quel coglione che mi aveva rovinato l' ultimo anno di liceo, mi tormentava nei momenti di silenzio, quasi a ricordarmi che non sarebbe mai scomparso, anzi, che mi avrebbe tormentato per tutta la mia vita. Avevo bisogno di dimenticare e creare nuovi ricordi non bastava. Dovevo cancellare quella nota rossa che mi aveva segnato. Avevo già provato ad affogare i miei problemi nell'alcool, ma non era bastato. Certo, inizialmente mi sentivo bene, leggera, senza problemi. Poi, però, il mio mondo mi era ripiombato addosso con la velocità di tir che si schianta contro un muro e mi ero sentita ancora peggio. Dunque, sarei mai riuscita a sconfiggere i miei demoni?
Persa nei miei pensieri, non mi accorsi che nel frattempo Ryan si era riaddormentato e, inconsciamente, avevo iniziato ad accarezzargli i capelli con fare un po' materno. Quel ragazzo quando non combinava guai era proprio un angelo. Il suo cambio repentino di carattere mi aveva un po' sconvolto, ma lo avevo apprezzato perchè speravo potesse cambiare: sapevo bene che sotto la facciata da Don Giovanni si nascondeva un ragazzo d'oro e io sarei riuscita a mostrare a tutti il suo lato buono.
[...]
Le 18.00 erano giunte velocemente, e con loro anche il buio. Il sole era ormai calato e uno strato di oscurità aveva iniziato a diffondersi per le strade del college. Sentivo inoltre il bisogno di parlare e di confidarmi con qualcuno di tutto quello che era successo in quei giorni: sfortunatamente la mia migliore amica Cindy era arrabbiata con me. L'unica soluzione era quella di parlare con un muro, ma non credevo che quest'ultimo avesse potuto darmi dei consigli utili al riguardo. Sembravo un'anima in pena mentre giravo per l'appartamento di Ryan in cerca dei miei pantaloni scomparsi. Per lo più la caviglia aveva iniziato a rifarmi male.
<<HEII, cerchi questi piccola?>> mi urlò Ryan dall'altra parte della stanza con una voce odiosa, i miei pantaloni in mano e un nomignolo ancora più insopportabile di prima
<<Stronzo. Ridammeli>> sbuffai
<<Con molto piacere piccola>> mi rispose ammiccandomi. Poi si mise i pantaloni intorno alla sua vita quasi fosse una felpa e scappò nella stanza adiacente a quella in cui ci trovavamo. CHE ODIO!
<<Ryan ti prego>> lo supplicai <<Devo tornare a casa>>
<<Mmmmm>> disse pensandoci un po' su <<Vieni con me da Liam>>
<<No>> dissi fermamente
<<Non era una domanda ragazzina. Ma una affermazione>> lo guardai malissimo e mi sedetti sul divano poichè la mia caviglia pulsava ovunque.
<<Ti prego mi fa male la caviglia. Non riesco a starti dietro>> dissi semi piagnucolando <<Dai Ryan non sono in vena dei tuoi stupidi giochetti!!>>
<<Ci sono anche tutti gli altri! È per stare in compagnia>> mi disse facendomi il labbruccio, che rese la sua faccia ancora più adorabile. Sbuffai. Non avevo altra scelta. Era l'unico modo per riavere i miei pantaloni e per farlo contento. Decidemmo così di andare da Liam, sebbene prima passassimo da casa mia affinchè io potessi cambiarmi e mettermi qualcosa di pulito. Quando poi andammo a bussare alla porta del mio vicino di casa, non ci aprì 'il proprietario' bensì Cindy. Rimasi di stucco: non avevo pensato al fatto potesse esserci anche lei e non mi ero ancora preparata un vero e proprio discorso di scuse. Ci guardò entrambi con sguardo accusatorio e si fece da parte per farci entrare: io e Ryan salutammo tutti i presenti, Chris, Travis, Matt, e naturalmente il proprietario. Prendemmo delle sedie e ci unimmo agli altri in salotto; mi trovavo in forte imbarazzo poichè la mia 'amica' continuava a guardarmi quasi volesse uccidermi o fulminarmi con lo sguardo. Mi feci coraggio e mi alzai dalla sedia avvicinandomi a Cindy: quella situazione doveva essere risolta al più presto, volevo indietro la mia migliore amica.
<<Senti Cindy possiamo parlare?>> le chiesi molto titubante. Mi rispose con un secco ok. Andammo nella camera di Liam: lei si sedette sul suo letto mentre io presi la sedia da sotto la scrivania, mi schiarii la voce ed iniziai. Non mi soffermai neppure ad analizzare la camera da letto del mio amico.
<<Cindy io ti voglio un bene dell'anima, ti considero la mia migliore amica. Sei stata la prima persona che ho incontrato qui, che mi ha aiutato e che mi ha fatto sentire viva dopo tanto tempo. Devo ringraziarti per tutto quello che fai per me, ma ti giuro sulla mia vita che non avrei mai baciato Liam di proposito. Scusami tanto>> abbassai il capo mentre lei non aveva ancora proferito parola.
<<Sai benissimo che mi piace, Alis!>> disse semi urlandomi contro e puntandomi l'indice accusatorio
<<Ma a me non interessa! Come te lo devo dire?Non mi interesserebbe mai un ragazzo che piace alla mia migliore amica!>> urlai alzandomi dalla sedia. Speravo non gridassimo troppo e, di conseguenza, non attirassimo troppo l'attenzione degli altri invitati in salotto.
<<Ma l'hai baciato!>> continuò ad urlarmi contro Cindy
<<Cazzo>> dissi mettendomi nervosamente le mani tra i capelli <<Ma lo vuoi capire che a me piace Ryan?>>
Cindy mi guardò improvvisamente con gli occhi sbarrati per la sorpresa.
Oddio, che cosa avevo detto?
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SPAZIO AUTRICE:
Altro capitolo molto lungo! Spero vi piaccia!❤ Se non ci avete fatto caso, ho messo il cast e ho cambiato i media ad inizio capitolo :) Grazie mille a tutti per il supporto e scusate eventuali errori. Vorrei inoltre consigliarvi di andare a leggere la storia di pandinagremariani!
Mille grazie a tutti voi in anticipo!
Ricordatevi di lasciare una stellina se il capitolo vi è piaciuto❤
Baci baci
Alis❤
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