Capitolo 13 - il primo di tanti
Alis' POV
<< [...] Mi devi dire qualcosa Alis?>> disse dunque Ryan.
Cazzo, non ci voleva proprio questo. E ora? Cosa gli dico? Non fraintendetemi, non provavo nulla per lui, ma non sapevo neanche cosa dirgli. Ovviamente lo trovavo molto attraente, era un bellissimo ragazzo, ma non ero interessata a lui sotto quell'aspetto per vari motivi:
A. Lui non sarebbe mai stato interessato a me, anzi mi vedeva come una sorella
B. Non sarebbe mai funzionata
C. Aveva un carattere di merda, più lunatico di una ragazza durante il suo periodo
D. Tanto io sarei rimasta single a vita.
Solo nei libri rosa il badboy della situazione si innamora della ragazza dai mille problemi e, dopo infinite peripezie, si mettono insieme per sempre, vivendo tutti felici e contenti. Ma la mia vita non era un romanzo rosa e non c'era motivo di crearsi false speranze. Ripeto: non ero interessata a lui.
Lo guardai smarrita mentre Ryan aspettava una mia risposta. Deglutii, poi pensai a qualcosa da dirgli, ma l'unica parola che mi venne in mente fu: scappa. Così, lentamente, continuai a guardarlo negli occhi senza dire niente alchè lui alzò un sopracciglio per incoraggiarmi a parlare. In quel momento, il più furtivamente possibile, mi alzai di scatto dal divano e mi fiondai a tutta velocità verso la porta, sperando che non fosse chiusa a chiave. Fortunatamente Ryan rimase sbigottito dal mio gesto e non capí subito che cosa fosse successo. Poi però, dopo aver fatto girare quelle poche rotelline presenti nella sua testolina, si alzò dal divano e si buttò di peso su di me, quasi fossi un suo compagno di squadra da placcare. Essendo molto lenta, non feci in tempo ad arrivare alla maniglia che mi ritrovai sdraiata a terra con Ryan sopra di me che mi bloccava le braccia sopra la testa. Provai a dimenarmi, ma tutti i miei tentativi furono invani e dovetti presto arrendermi. Ryan non mi faceva male: stava attento a non appoggiarsi troppo su di me per non schiacciarmi, però alcuni nostri punti critici si toccavano e delle piccole scariche di brividi si propagavano in me. Fino a quel momento non avevo osato guardare colui che si trovava sopra di me -osservavo invece in giro per il resto della stanza- ma quel contatto non era più inevitabile. I miei occhi verdognoli si posarono così sui suoi azzurro ghiaccio e mille emozioni contrastanti si formarono in me: piacere, odio, curiosità, sfiducia, felicità, invidia, tristezza...
Non sapevo il perchè di tutte quelle emozioni opposte tra loro che nel frattempo mi avevano creato un nodo allo stomaco e mi facevano sentire le farfalle nel basso ventre.
<<Dove volevi andare ragazzina?>> disse la voce di Ryan ridestandomi dai miei pensieri
<<ehm... ehm.. da Cindy?>> chiesi io, forse troppo titubante
<<Si si certo... raccontamela meglio la prossima volta>> disse lui ammiccandomi
<<Ti tiri su? Mi stai schiacciando>> gli dissi io acidamente
<<No>>
<<come scusa?>> quel ragazzo mi stava facendo impazzire
<<Ho detto no>>
<<E sentiamo, perchè no?>> gli chiesi io, mentre l'idea di tirargli una ginocchiata nelle sue parti intime per farlo alzare si stava dilagando in me.
<<Perchè scapperai ragazzina>> rispose, guardandomi prima negli occhi e poi le labbra.
<<NON È VERO!>>
Sì che è vero, mi ricordò la mia coscienza guastafeste.
<<Ok è vero>> aggiunsi io sbuffando
<<Visto?>> mi sorrise trionfante Ryan <<non era difficile da ammettere>>.
Arrabbiata, gli misi il broncio e girai la testa dall'altra parte: quel ragazzo non aveva proprio intenzione di alzarsi!!
Con una mano mi prese il mento e mi fece girare la testa in modo tale che lo vedessi negli occhi mentre con l'altra continuava a tenermi stretti i polsi sopra la testa. Quella situazione iniziava ad essere piuttosto ambigua agli occhi di un estraneo e sinceramente non riuscivo più a sostenere lo sguardo di Ryan.
<<Che c'è ragazzina? Hai paura?>> mi chiese per interrompere il silenzio che si era creato nel frattempo tra di noi.
<<Io? Paura di te? Ma per favore>> dissi io sbuffando teatralmente. Non seppi come ma la sua faccia era sempre più vicina alla mia e i nostri nasi quasi si toccavano. Sebbene fosse appena tornato da una corsa mattutina aveva un buonissimo profumo di sudore misto a vaniglia. A differenza mia, lui era magnifico già di prima mattina: capelli ordinatissimi, sguardo sveglio e attento e fisico da urlo. Quando l'avevo visto venirmi incontro senza maglietta, avevo dovuto serrare la bocca per non sbavargli davanti: delle goccioline di sudore gli scendevano sugli addominali e queste mi avevano creato una strana voglia di torglierle via.
I suoi occhi si abbassarono varie volte per guardarmi le labbra e le sue pupille erano piuttosto dilatate, quasi coprivano tutto quel azzurro intenso delle sue iridi.
Respirai piano piano dalla bocca, avevo paura a muovermi: non era una situazione magica, ma qualcosa ci impediva di dividerci. Ci guardammo negli occhi in silenzio per diversi secondi, senza distogliere il nostro sguardo dall'altro. Le sue labbra carnose mi imploravano di essere baciate, assaggiate.
Poi qualcosa di spezzó.
<<Vaffanculo>> disse Ryan prima di avventarsi sulla mia bocca. Le nostre labbra si muovevano col tempo di una danza infinita, sempre a cercarsi, succhiarsi e mordicchiarsi a vicenda. Baciava davvero bene e rimanemmo lì sul pavimento a mangiarci 'castamente' la faccia. Solo dopo qualche minuto ci staccammo l'uno dall'altra col fiatone e con le labbra tutte rosse e gonfie. Non ebbi il coraggio di guardarlo negli occhi perchè se l'avessi fatto, avrei mandato a quel paese tutti i miei problemi e sarei rimasta lì a baciarmi con lui per ore. Quel bacio era stato gentile, quasi casto e mi aveva creato un milione di sensazioni intense: era stato il migliore della mia vita -non è che ne avessi dati tanti- ma mi aveva proprio sconvolto. Ne ero rimasta talmente sorpresa che non avevo pensato a quanto tutto ciò fosse sbagliato. Dannatamente sbagliato. Che cavolo combinavo? Non potevo mettermi a baciare il primo che mi capitava e sopratutto, tutto ciò aveva distolto l'attenzione dal mio problema principale: chiarire con Cindy.
Mmmmm, magari i miei problemi potevano aspettare.
Presa dalla foga del momento, mi feci coraggio e baciai di nuovo Ryan, riprendendo così ciò che avevamo interrotto poco prima. Mi aveva lasciato una scia di baci giú per il collo, leccandomi e mordicchiandomi sensualmente. Le nostre labbra combaciavano perfettamente e, con la sua lingua, mi chiese il permesso di entrare. Continuammo a rimanere lì sul pavimento a baciarci, accarezzarci ed esplorarci: non riuscivo più a fermarmi perchè ero magneticamente attratta da lui. Feci scivolare la mia mano sul suo corpo, dai suoi addominali ai suoi pettorali e avevo iniziato a mordicchiargli il collo quando un colpo di tosse -non proveniente da noi due- ci ridestò da ciò che stavamo facendo. Subito ci staccammo l'uno dall'altro e sentimmo un voce provenire dalla porta dell'appartamento di Ryan:
<<Ehm, ho per caso interrotto qualcosa?>>
SCUSATEMI RAGAZZE L'HO DOVUTO RIPUBBLICARE PERCHÈ NON ERA VENUTA UNA PARTE :(
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