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Capitolo 11 - festaiola

Capitolo in collaborazione sempre con beatriicebartoli

Quella settimana non ebbi più modo di parlare con Ryan: avevamo avuto più di una occasione per chiarire 'quella faccenda', ma lui si era inventato ogni scusa -una più improbabile dell'altra- per evitare l'argomento. Ogni volta che cercavo di chiedergli spiegazioni, lui subito provava a cambiare conversazione o faceva finta di non avermi sentito, mettendosi a parlare con qualcun'altro. Una volta, addirittura, l'avevo preso di sorpresa per un braccio e l'avevo portato in un angolo per chiedere chiarimenti, ma lui, dopo essersi scompigliato il suo ciuffo folto, mi aveva detto che non c'era niente da spiegare e andandosene, mi aveva lasciato ancora una volta con la bocca aperta (ci aveva preso gusto il signorino ad andare via senza dirmi niente).

Mano a mano persi la speranza e mi disinteressai totalmente a lui, concentrandomi di più sullo studio e sull'imminente seconda festa della confraternita. Quel venerdì sera ci sarebbe stata la serata hawaiana, così io e Cindy andammo in un negozio di costumi per prenderci lo stretto necessario: avevamo optato per due noci di cocco da mettere al posto del reggiseno -non pensate male, era tutto coperto, diciamo...- una corona di fiori da mettere nei capelli e una da mettere intorno al collo e infine una gonnellina tipica hawaiana. Ci eravamo fatte la piastra e il nostro trucco, combinato al resto del costume, ci risaltava molto gli occhi. Per finire in bellezza ci mettemmo delle scarpe nere con un po' di tacco, giusto per sembrare più alte. Avevamo deciso di darci appuntamento con i ragazzi per le 10 p.m. davanti alla confraternita in modo tale che potessimo passare la serata tutti insieme, sebbene la maggior parte di loro facevano parte dello staff organizzativo.

Alle 10.02 p.m. io e Cindy arrivammo davanti alla scalinata della sede tutte affannate poichè avevamo dovuto fare una corsa per poter arrivare in 'orario'. Liam baciò entrambe sulla guancia e ci spronò ad entrare, sebbene fossimo potuti rimanere fuori da quanto la musica della festa fosse alta e udibile anche dal giardino esterno. L'ingresso della confraternita era tutto addobbato in stile hawaiano, con festoni di fiori tropiacali, luci colorate e persone vestite come se fossimo al mare: la maggior parte delle ragazze era vestite come me e Cindy mentre i ragazzi avevano optato per delle camicie con fantasie floreali o erano venuti direttamente a petto nudo. Ovviamente il caos non mancava e la testa iniziava già a pulsarmi notevolmente. Non ero abituata ad andare alle feste quando vivevo ancora in California; la maggior parte delle volte preferivo rimanere a casa a vedere un film e mangiare gelato direttamente dalla vaschetta col mio gatto Oreo. Quanto mi mancava quella palla di pelo. Qui invece, ero costretta da Cindy ad andarci e, a suo parere, ciò mi avrebbe aiutato a conoscere nuova gente interessante e a farmi una cultura in quanto a ragazzi. Testuali parole, non lamentatevi con me, io riporto solo ciò che dice.

Passai la prima ora a ballare con Cindy in pista e a bere qualche shottino con Chris e Matt, mentre Liam e Travis avevano acconsentito a partecipare al Birra Pong, che si teneva nella stanza antistante al salone. Ero già un po' brilla quando vidi in lontananza il punto interrogativo della mia vita avvicinarsi a noi: Ryan, alias non ti do mai una spiegazione e mi piace scappare via.
Quando arrivò vicino al nostro gruppetto potei constatare che aveva una bottiglia di Vodka alla Pesca in mano, sebbene i suoi occhi non fossero offuscati come erano di solito quando si ubriacava. Salutò tutti -tranne me- con un cenno della mano, poi ci invitò a seguirlo nel giardino sul retro. Camminammo in fila indiana in mezzo alla gente, io mano nella mano con Cindy per non perderla, e una volta arrivati a destinazione formammo un cerchio con le sedie in un angolo del giardinetto, semi nascosti dalle foglie del Salice piangente eretto al nostro lato.
Ero seduta tra Cindy e Chris e Ryan, di fronte a me, scartò la bottiglia e iniziò a far girare la vodka. C'è chi ne beveva un sorsettino (Ryan e Travis) e chi ne beveva un bicchiere intero (Io, Cindy e Liam). Volevo divertirmi quella sera, sebbene avessi detto che l'alcool non faceva per me. Dopotutto non ero ancora brilla. Forse.

4 bottiglie di vodka dopo mi sentivo talmente leggera che quasi fluttuavo sul pavimento. Una Cindy euforica mi chiese di andare a ballare e, ubriache, ci mettemmo a sculettare creandoci uno spazio tutto nostro. Fummo raggiunte da Liam e Ryan poco dopo e iniziammo a strusciarci contro di loro seguendo il ritmo della musica.

<<sei davvero bella stasera>> mi sussurò Ryan all'orecchio, procovandomi dei brividi in tutto il corpo

Gli sorrisi sinceramente e continuai a ballare, alchè lui mi cinse i fianchi e si spinse un pò di più verso di me. Continuammo così per quella che mi sembrò un' eternità, poi Ryan iniziò a darmi dei piccoli baci sul collo e a mordermi il lobo dell'orecchio. Era così bella quella sensazione. Mi girai verso di lui, i miei occhi verdi nei suoi occhi ghiaccio e lentamente avvicinò la sua testa alla mia, leccandosi e mordendosi le labbra nel frattempo. Una sua mano scese ad accarezzarmi un gluteo e me lo strinse appena. Un attimo: che diavolo stavamo combinando?

Un'immagine di me e Taylor in discoteca mi balenò in testa, io mi strusciavo contro di lui perchè mi sentivo desiderata, sebbene sapessi che non era così. Non posso. Non voglio. Ryan non mi trova attraente. Devo andarmene.

Spinsi Ryan via da me e a perdifiato, corsi verso l'uscita. Non volevo ricordare il passato. Non volevo riviverlo. Probabilmente non avevo abbastanza alcool in corpo per dimenticare tutta la mia vita, così decisi di bermi un qualche altro cocktail. Al terzo Sex on the Beach avevo iniziato a barcollare pericolosamente, non riuscivo più a stare in piedi e quasi caddi su quei trampoli che io e Cindy avevamo deciso di metterci.

Poi tutto divenne offuscato. Varie immagini non chiare si alternarono a momenti di buio nella mia mente: non riconoscevo più tutti i volti che vedevo e non capivo ciò che facevo. L'ultimo mio ricordo prima del buio totale, fu un corpo caldo che mi portava in braccio verso l'appartamento e due occhioni azzurro ghiaccio che mi guardavano amorevolmente.

***
Aprii lentamente gli occhi e un fascio di luce proveniente dalla finestra me li fece immediatamente richiudere. Cacchio, che dolore alla testa. DATEMI UN'ASPIRINA VI PREGO!!
Come ci ero arrivata a letto? Non mi ricordavo niente e di certo il mal di testa non contribuiva a ricostruire le vicende della sera precedente.
Il mio sguardo cadde sulla gonnellina hawaiana poggiata ordinatamente sulla sedia: la festa della confraternita! Ecco perchè ero messa così male, si vede che anche quella volta avevo esagerato con l'alcool. Quando mi alzai dal letto ci misi un qualche istante per rimanere saldamente in piedi sulle mie gambe e mi diressi verso il bagno con l'intenzione di farmi una bella doccia rilassante. Dopo di ciò, mi vestii e mi feci una crocchia disordinata, feci velocemente colazione con qualche biscotto e un po' di thè e chiusi la porta dell'appartamento a chiave, dopo essermi lavata i denti. Avevo intenzione di andare da Cindy per vedere se lei fosse messa meglio di me o se almeno si ricordasse qualcosa della festa. Giunta in prossimità del suo appartamento, bussai alla sua porta e un debole "chi è?" giunse dall'interno.

<<Cindy sono io>> le dissi
<<io chi?>> chiese lei
<<il lupo cattivo...>> risposi <<chi vuoi che sia? Sono Alis>>

La porta dell'appartamento si spalancò all'improvviso e una Cindy con gli occhi rossi e gonfi e i capelli disordinati mi si parò davanti.

<<Brutta stronza...>> iniziò a dire, scaraventandosi su di me e facendomi sbattere con la schiena contro il muro

<<che ti succede? Ehi calma>> dissi io mentre lei cercava di tirarmi i capelli

<<Che mi succede?? CHE MI SUCCEDE?>> urlò lei istericamente

Era impazzita? No, seriamente. Va bene che non la conoscevo da molto tempo, ma non l'avevo mai vista così incavolata, nemmeno quella volta che avevo dimenticato il nostro appuntamento settimanale al bar dell'università.

<<Cindy calmati, così mi fai male!>>
<<È quello che ti meriti!!>>
<<ma si può sapere che ti ho fatto?>> le urlai io in risposta
<<Ah quindi oltre ad essere troia fai anche la finta tonta?>> urlò ancora più forte lei, alchè alcuni ragazzi e ragazze si affacciarono incuriositi dalle stanze dei loro appartamenti.
<<Ma si può sapere che cosa ho combinato?>> le richiesi io
<<Sapevi benissimo che mi piaceva, ma tu l'hai fatto lo stesso>> iniziò a piagnucolare lei
<<Cosa Cindy, cosa>>
<< VATTI A VEDERE LE FOTO>> urlò lei, e detto questo si rinchiuse nel suo appartamento sbattendo la porta e lasciandomi lì da sola attaccata al muro con mille domande.

Spazio autrice :)
Ciao a tutti! Per prima cosa vorrei ringraziarvi per le 2K+ visualizzazioni! Sono tanto felice che questa storia vi stia piacendo❤
Voglio inoltre consigliarvi di leggere le storia di SilvanaCarolla e di Shimeon95
Grazie ancora a tutti per le stelline e i commenti che lasciate! Fatemi sapere se vi è piaciuto questo capitolo!
Un bacio, Alice❤

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