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Capitolo 3

-Ciao Ai!- disse Conan entrando nel laboratorio, senza neanche bussare.
-Il massimo dell'educazione eh? Almeno bussa, sono la padrona di casa
-é il dottore il padrone di casa, non tu- specificó il ragazzino sedendosi a gambe incrociate sulla scrivania, come era solito fare nel laboratorio.
-Hai letto Sherlock Holmes ieri notte vero?
-E tu come lo sai?
-Perché é in una,posizione diversa rispetto all'ultima volta e poi- disse aprendo il libro verso la parte in cui muore Holmes e indica un angolo spiegazzato- hai martoriato la pagina, e visto che questo é uno dei pezzi clou del libro é normale che fossi agitata...sbaglio?
-Sei a corto di casi da risolvere per caso? Comunque si, ho letto il tuo stupido libro.
-e dimmi...com'era?
Per tutta risposta lei scrolló le spalle e si mise di nuovo al computer.
-Cosa vuoi?- disse
-Bhè....Ran é convinta di andare,ad incontrare Shinichi, perció.....
-Ah ecco, adesso si spiega
-Cosa?
-Non ti interessi mai ad altre persone, pensi solo a Ran, la bella principessa ha bisogno del principe eh? Non saresti mai entrato quì senza aver bisogno di qualcosa, ed io che speravo...-aveva quegli occhi brillanti che sono spesso sul viso di Ran ma che su di lei nessuno aveva mai visto. Conan aprì la bocca, le parole annodate infondo alla gola, incapaci di uscire...
-E io che speravo...-proseguì lei-... di non doverti avere tra i piedi mentre lavoro- l'espressione dolce era svanita, ora era solo seccata, ma Shinichi ebbe, per un momento, la sensazione che lei stesse per dire un'altra cosa, il ragazzino scacciò l'idea dalla mente, insomma...cosa stava per dirgli Ai? Meglio non sapere, le donne Conan non le capiva proprio, insomma...cosa puó capire di una donna un ragazzino?
-Va bene- disse Ai
-Va bene cosa?
-Posso darti l'antidoto. Ma bada bene, l'effetto durerà 24 ore, non un minuto di più, non un minuto di meno. Tu avrai una sola capsula, perció usala bene. Non fare come a Londra, e vedi di non risolvere casi.
-Va bene. Comunque a Londra non avevo avuto scelta
-Se, se....
Conan sbuffò e scese dalla scrivania, voltò le spalle alla ragazzina ma lei lo fermò
-Ad una condizione...
-Quale? - disse lui preoccupato voltandosi verso di lei
-Vengo anche io
-Prenedrai l'antidoto?
-No, sarebbe troppo rischioso. Viaggeró con te, mi spacceró per tua sorella.
-E non pensi che Ran si insospettirebbe?
-Non mi vuoi con te?- disse lei con quel tono sarcastico che usava spessissimo quando parlava con lui
-Va bene...ma il dottor Agasa non ti lascerà mai venire da sola.
-Ti ricordo, Mr Detective, che ho un anno più di te.
Lui scosse la testa, non voleva che venisse...era troppo difficile parlare contemporaneamente con Ran e Ai, si vedeva lontano milioni di chilometri che la ragazzina non sopportava la principessa (come la chiama lei), erano troppo diverse: da una parte l'ex donna in nero, creatrice di un veleno potentissimo, amante dei libri e della natura, capace di maneggiare perfettamente una pistola. Dall'altra la ragazzina impegnata in recite scolastiche e amata da tutti, sempre allegra e solare, con molti amici a circondarla in ogni momento.
-Dottore?- chiese Ai ad Agasa
-Dimmi, cosa c'è?
-Sai per caso dove sono andati Ran e Kogoro?
-Avevano detto che sarebbero andati in un hotel al mare...credo si chiami "Hotel Sakura"
-Io e Shinichi andiamo via per il fine settimana, va bene?
-Ehm...si ma...
-Grazie- lo interruppe fredda la ragazzina salendo si sopra per fare i bagagli, prese il costume da bagno e tutta la roba estiva che aveva e la ficcó dentro la valigia rosa che il dottore le aveva comprato come regalo di benvenuto, prese tutti i soldi che aveva nel salvadanaio e li mise nello zainetto, alla fine si sentì un po' in colpa per non aver invitato anche i Giovani Detective a in fondo erano solo bambini, non sarebbero potuti venire senza un accompagnatore adulto e poi non le andava di fare la madre a un trio di bambini disubbidienti, insomma, una mandria di Shinichi in miniatura. Poi andò in laboratorio e si chiuse dentro, il topolino era delle sue dimensioni normali da tre giorni ormai...forse era sulla buona strada...o no? Comunque prese la scatolina "da farmacia" che si portava dietro quasi sempre e la svuotò completamente, la riempì con le medicine per simulare il raffreddore e i precedenti antidoti, nell'ultimo scomparto inserì anche una pillola dell'antidoto sperimentale, quello che non era sicura funzionasse anche con gli umani, ma ormai era in possesso di una pasticca di Apotoxina ed era stata in grado di replicarla e di creare quello che forse avrebbe potuto rivelarsi il vero antidoto. Non ci poteva pensare, se quello fosse stato quello buono...avrebbe perso tutte le occasioni di vedere Shinichi...e forse era una cosa buona, c'era una persona che diceva sempre "se ami davvero qualcosa lasciala andare" perché l'amore non si basa sul possesso, ma sul vedere la felicità negli occhi di chi ami, e solo allora capisci che era il suo sorriso che ti faceva sciogliere, il suo sguardo aveva un'effetto così potente su di te che anche se fossi in una stanza piena di gente e lui ti guardasse tu saresti in grado di riconoscerlo, perché lui é l'unico che ti fa salire i brividi lungo la schiena.
-Wow, ma sono davvero io a fare questi pensieri? Insomma...ho trasformato una semplice cotta in una cosa più grande di me!!!- borbottó la ragazzina tra sè e sé.
-Ai?! - la chiamò Conan da fuori dalla porta -posso entrare?
-Va bene
Mentre il ragazzino entrava lei proseguì -Non bussi mai, a cosa devo la cortesia?
-Dall'episodio alle terme ti in cavoli ogni volta che entro senza bussare
-E tu non lo fai comunque
-Comunque non ho voglia di rivivere la scena delle terme
-La colpa non é la mia, sei tu che fai il guardone!
-Ma tu e Ayumi avete gridato!
-C'era un cadavere! Dovevamo metterci a ridere?
-Ma io volevo aiutarvi!!
-Potevi lasciarci il tempo di mettere l'asciugamano!! Comunque é acqua passata, ti ho perdonato
-Non mi hai perdonato ti sei vendicata
-é la stessa cosa- disse lei facendo un gesto insofferente con la mano. Poi uscì con il trolley che strisciava sul pavimento.

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