Allusioni
<<Il pranzo era squisito signora, la ringrazio per l'invito>>
<<Ma figurati, sei di famiglia>>, entrambi hanno un sorrisone stampato sul volto, io invece sono totalmente in imbarazzo.
<<Lucy, c'è anche il dolce in frigo. Io devo scappare a lavoro, mangiatene una fetta anche per me>>, la parola dolce ha rievocato un ricordo che mi fa cambiare colore.
<<Va bene, buon lavoro allora>>
<<Grazie>>, si avvicina a Jake, <<se non ci rivediamo sappi che sono felice di vedere che stai bene>>
<<La ringrazio>>, mia madre esce di casa lasciandosi dietro il silenzio.
Dopo qualche minuto mi alzo per prendere il dolce, una crostata alla frutta, una delle mie preferite.
La porto in tavola e noto che Jake non sta guardando né me né il dolce, guarda il salotto.
<<Ti sei incantato?>>
<<Quello sul tavolo del salotto é il giornalino che ti eri dimenticata in classe quando ci siamo conosciuti>>, sorride guardando l'oggetto.
Io rimango impietrita, come fa a ricordarlo? Non aveva perso ogni memoria di me dopo l'incidente?
<<Si...>>, taglio due fette di dolce e lo rimetto in frigo.
Si volta verso il piatto ed inizia a mangiare allegro, é così spensierato, lo invidio.
A metà fetta poso la forchettina sul piatto, prendo quel che avanza e metto anche questo in frigo con tutto il piatto.
<<Non ci credo che hai lasciato il dolce>>
<<Non ho molto appetito>>, mentre lui finisce di mangiare vado al lavandino, alzo le maniche della maglia ed inizio a lavare cercando di scacciare via i brutti pensieri.
Sono così assorta da non sentire Jake alzarsi.
<<Posso dare una mano?>>
<<Mh?>>
<<Sei sempre tra le nuvole eh, ho chiesto se posso aiutarti>>
<<Ah... No. Sei un ospite, siediti pure>>
<<Tua madre ha detto che sono di famiglia, quindi ti aiuto>>, prende un panno e asciuga le stoviglie.
<<Perché me l'hai chiesto se avresti fatto comunque di testa tua?>>
<<Per farti indispettire, mi sembra ovvio>>, lo schizzo con acqua e sapone ed inizia a ridere, sorrido anch'io.
Finiamo in un lampo.
<<Adesso che si fa?>>, faccio spallucce, sto ancora cercando una risposta alla domanda che mi ha fatto stamattina.
<<Fuori piove, quindi abbiamo l'opzione film, libri, karaoke, giochi da tavolo e non so che altro, che ti va di fare?>>, come fa ad essere così idiota ma terribilmente attraente allo stesso tempo?
<<Non so, scegli tu, mi va bene tutto>>, ci sediamo sul divano a debita distanza.
<<Che film hai?>>, gli passo il telecomando ed inizia a sfogliare il mio hard disk, <<Scary Movie 3?>>
<<Certo>>, avvia il film mentre mi alzo per spegnere le luci.
Quando torno sul divano vedo un sorrisino sulle sue labbra, sta cercando di mettermi a mio agio in una situazione che definire strana é dire poco.
Ridiamo per le idiozie del film praticamente ogni cinque minuti, adoro la sua risata sincera e cristallina, mi fa sentire bene.
A metà film Jake si volta verso di me.
<<Lucy>>, lo guardo, <<posso?>>, sta indicando la mia mano.
Voglio provare, voglio dargli una terza chance, voglio vedere cosa provo lasciandogli fare quello che vuole.
Apro la mano che tenevo chiusa a pugno e la avvicino alla sua.
Sorride e la prende dolcemente, un brivido percorre il mio petto, credo di essere arrossita, quando c'è lui intorno non riesco a mantenere la mia carnagione chiara per più di dieci minuti.
Guardiamo l'altra metà del film così, con lui che accarezza col pollice il dorso della mia mano.
Manca l'ultima scena, una delle mie preferite, ma va via la corrente, il tempo fuori é peggiorato, é proprio come quella sera...
La stanza é completamente buia.
<<Forse spegnere le luci non é stata la mia idea più brillante>>, dico ammettendo la mia stupidità.
<<Dove hai il cellulare?>>
<<Sul tavolo della cucina>>
<<Come non detto, siamo confinati nelle tenebre, noi povere anime perdute>>, ride, <<idea!>>
<<Che ti prende Einstein?>>
<<Vieni>>, tira la mia mano verso di lui e mi fa alzare in piedi, dopodiché sento rumore sul divano.
<<Che fai?>>
<<Su, vieni qui>>, mi avvicina al divano, <<stirati>>
<<Che?>>
<<Hai capito>>, con un po' di imbarazzo mi stendo sul divano, lascia la mia mano e mi abbraccia, solo in quel momento capisco che lui é poggiato alla spalliera e io sono sprofondata nel suo petto.
Il mio stomaco si ribalta, il cuore accelera, la pelle della mia guancia é felice di confinare con lui.
<<Lucy?>>, cerco di guardare nella sua direzione, un fulmine fuori illumina la stanza facendomi ammirare per un istante i suoi occhi concentrati su di me.
<<Cosa c'è?>>, non risponde, <<Jake?>>
<<Scusa, ero incantato nei miei pensieri. Posso chiederti una cosa? Ma niente scappatoie, sei in trappola>>, deglutisco.
<<Dimmi pure>>
<<In questo momento che sentimenti provi? In generale, non nei miei confronti>>
<<Beh... Imbarazzo che sovrasta ogni cosa, sono nervosa e... felice, sto bene così>>
<<Perfetto, prossima domanda, anche se vorrei evitare di chiedertelo... Posso...>>
<<Baciarmi?>>
<<Mi sorprendi, come facevi a sap...>>, questa volta lo frego io. Ebbene sì, mi sono armata di coraggio, curiosità e attrazione nei suoi confronti.
Allungo leggermente il collo verso di lui e silenzio l'ultima parola che sta per dire unendo le mie labbra alle sue.
Rimane imbambolato, non parla, sento solo il suo cuore andare veloce.
La luce torna e la TV si riaccende, lasciandomi vedere il suo viso sconvolto e buffo.
Lo guardo per cercare di fargli spiccicare parola.
<<Jake?>>, guarda le mie labbra e poi di nuovo i miei occhi.
<<Lucy...>>, respira profondamente, <<mi sembra di averti già detto in passato che io sono bravo a fraintendere la gente... Quel bacio, cos'era per te?>>, sorrido.
<<Un esperimento>>
<<E il verdetto é?>>
<<Credo che me ne serva un altro per capire più a fondo l'argomento>>, ride.
<<Ti accontento subito>>, il suo bacio é differente dal mio, le sue labbra si muovono sulle mie in modo passionale, mardicchiando con decisione nei momenti giusti, mi sta facendo impazzire.
Si stacca di qualche centimetro lasciando lo spazio per respirare, abbiamo entrambi il fiato corto.
<<Sono stato abbastanza esplicativo?>>, annusico e sorride, <<non ti facevo così focosa, sai?>>, gli tiro una gomitata sull'addome e finge di essersi fatto male, <<hai anche le unghie vedo>>
<<Sei un idiota>>, inizia di nuovo a baciarmi accarezzando la mia schiena con la mano per poi risalire alla mia guancia.
<<Dunque? Che cosa provi?>>
Una voglia incondizionata di saltarti addosso, MA vorrei essere un po' più poetica ed evitare di dire certe cose!
Sorrido.
<<La stessa sensazione che ho provato quando mi hai baciata sul retro del cortile di casa mia>>, lo vedo guardare in basso e pensarci su, se davvero si ricorda di noi, del noi precedente al suo incidente, devo saperlo.
Alza lo sguardo verso di me, sorride e mi bacia di nuovo.
<<Ti amo anch'io, Lucy>>
Ma come sono teneroni 😍 lo saranno ancora per molto? Mmhhh alla prossima 😂
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