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Hysteria

#001. Beginnings
POV Glimmer
L'Accademia è un posto fantastico. È immensa. Al suo confronto, io sembro una formica. Di sicuro lo sono per i ragazzi più grandi. Scommetto che non vedono l'ora di farmi sentire inferiore a loro. Stringo i pugni. Non glielo permetterò. Dimostrerò a tutti chi è Glimmer Belcourt e cosa è capace di fare. Adocchio la postazione di tiro con l'arco e decido seduta stante di iniziare da lì. Un sorriso si apre sulle mie labbra. Renderò orgogliosi i miei genitori. Afferro l'arco ed incocco una freccia. Tiro, ma manco il manichino. Per un attimo, mi sento umiliata. - Non preoccuparti, può capitare. - Mi volto in direzione della voce, e trovo un ragazzo castano che mi osserva, sorridendo. - Grazie per il conforto - bisbiglio. -Piacere, Marvel. - Tende la mano, che io stringo subito. - Glimmer - rispondo. Non appena le nostre dita vengono a contatto, sento una sensazione strana farsi strada dentro di me, e capisco subito che questo è l'inizio di una grande amicizia.

#002. Interlude
POV Marvel
- Uffa, non riesco a centrare nemmeno un bersaglio! - sbuffa Glimmer, sedendosi accanto a me in mensa. Mi incanto per un attimo a guardarla: è stupenda. Sembra un angelo, con quella cascata di capelli biondi raccolti in due code e gli occhi verde smeraldo. Torno alla realtà dopo essermi reso conto che la stavo fissando a bocca semiaperta, come un pesce lesso. - Be', se vuoi, ti do una mano - propongo, aspettando la reazione della mia migliore amica. Subito un sorriso le illumina il volto fresco come una rosa. Mi rammarico solo di poterlo vedere solo durante l'interludio tra gli allenamenti mattutini e pomeridiani.

#003. Enraptured
POV Glimmer
Mi tappo le orecchie. Il rumore della musica è diventato improvvisamente insostenibile. Forse ho esagerato col gin tonic. Iniziano a venirmi i conati. Non voglio diventare lo zimbello della festa, ma non credo che resisterò ancora per molto. Improvvisamente, qualcuno mi afferra il braccio e mi trascina verso i bagni. Mi spinge dentro quello delle ragazze, ed io libero il mio stomaco da tutto l'alcool che ho ingurgitato. Una volta uscita, incontro gli occhi di Marvel. - Ehi! Ho visto che non stavi troppo bene, ed ho pensato che non saresti riuscita ad arrivare alla toilette senza aiuto. Come va? - Per un attimo, lo fisso intontita, prima di sorridergli come un'ebete. E capisco che non ho alcun bisogno di bevande alcoliche per andare in estasi: mi basta lui.

#004. Inside
POV Marvel
Mi fa male vedere Glimmer con altri ragazzi. Mi fa male osservarla mentre scherza con loro. Mi fa male guardarla da lontano mentre si avvia con uno del gruppo verso una meta ignota. Ma devo tenere tutto ciò dentro di me. Perché io sono il suo miglior amico... e niente di più. Non posso avanzare pretese su di lei, né farle scenate di gelosia. Non potrei neppure se fossi qualcosa di più per lei. Non mi appartiene, né mi apparterrà mai. Nonostante io l'ami, devo lasciarla vivere la sua vita. Non posso essere un peso per lei. Così mi tengo tutto dentro, sopportando e soffrendo in silenzio.

#005. Outside
POV Glimmer
Mi fa male. Mi fa male essere circondata da tutti questi ragazzi. Mi fa male dover scherzare con loro. Mi fa male vedere Marvel che, da lontano, mi fissa con sguardo addolorato. Lo sto lasciando solo. Lo sto abbandonando. Purtroppo, sono costretta a fare questo. Io sono la ragazza facile del distretto, vado con tutti. È questa la fama che mi sono procurata, partecipando a numerose feste. Se i miei genitori lo scoprissero, mi ucciderebbero all'istante, altro che Hunger Games! Ma intanto devo continuare a mantenere questa facciata di fuori, senza lasciar trapelare il mio dolore per quest'assurda pagliacciata.

#006. Hour
POV Marvel
Oggi abbiamo un'intera ora da trascorrere insieme, io e Glimmer da soli. È passato così tanto tempo da quando siamo usciti senza qualche suo spasimante a disturbarci. Corro per le vie dell'1 fino a raggiungere il parco. Lei mi aspetta seduta su di una panchina. Non appena mi scorge, il suo volto si accende. Si alza in piedi e mi corre incontro, e nel mentre il mio cuore trabocca di gioia al pensiero che sono io l'unico ragazzo ad avere il privilegio di essere accolto in questo modo da Glimmer Belcourt.

#007. Pale
POV Glimmer
La corsa mi sta sfiancando, ma non mi fermo. Da quando la notizia mi è giunta all'orecchio, circa dieci minuti fa, ho cominciato a correre come se ne andasse della mia stessa vita. Riesco a scorgere l'ospedale in lontananza. Mi concedo uno sprint finale ed, in men che non si dica, sono davanti alle porte del Capitol City Hospital Service. Mi fiondo dentro e, senza chiedere informazioni, mi metto a cercare la camera in cui è ricoverato Marvel. Lo trovo quasi subito, e mi avvento verso di lui. - Che diavolo ti è successo? - strillo, con le lacrime agli occhi, alla vista della sua gamba ingessata. - Calmati, Glimmer, sono solo caduto - risponde lui, sbigottito. - Piuttosto, come mai non sei al tuo appuntamento con Diogo Serrador? - replica poi, leggermente infastidito. Sorrido lievemente. - Probabilmente adesso avrà le labbra attaccate ad un palo. - Scoppiamo a ridere entrambi. - E quindi chi avrà l'onore di baciarti? - ribatte, sornione. - Prova ad indovinare? - rispondo maliziosa, allungandomi verso di lui.

#008. Spinning
POV Marvel
Dannata vita! Perché proprio noi due? Eravamo finalmente felici... ed ora? Ora è tutto rovinato! Siamo su di un treno diretto a Capitol City, verso la morte certa. La nostra accompagnatrice sta filando nella camera accanto alla mia. Stupidi hobby capitolini! La canzone che canticchia mi fa venire i nervi. Non ce la faccio più. Irrompo nella sua stanza e le urlo di stare zitta, distruggendo poi il lavoro fatto da lei. - Marvel... - Glimmer, stupita dal mio attacco di rabbia, si aggrappa alla mia spalla. - Calmati. Oramai non possiamo più farci niente. - I suoi occhi sono velati di lacrime ed il suo tomo di voce è rassegnato. Non posso vederla così. - No, Glimmer. Non è ancora finita.

#009. Feral
POV Glimmer
- Marvel! Marvel! - Nessuno torna indietro. Non Cato, non Clove, neanche Marvel, figuriamoci il Ragazzo Innamorato. Crollo a terra, ed una nuvola di aghi inseguitori mi circonda. Una puntura sul viso, una sul braccio, un'altra sulla gamba... Dieci, cento, mille. Ed il dolore sembra non finire mai. Dovevo immaginarmela, questa morte ferina. Qualcuno è tornato. È Peeta. Sta gridando alla sua ragazza, a quella Katniss, di scappare. Sopraggiunge anche Cato. Sento i rumori di un combattimento corpo a corpo, ma l'unica cosa che riesco a focalizzare è il viso di Marvel, rigato di lacrime. - Ti... amo... - sussurro. - Anch'io - singhiozza, prima di darmi un bacio. Subito dopo, il mio campo visivo di oscura completamente. Ed il cannone spara un colpo.

#010. Years
POV Marvel
È lì. La Ragazza di fuoco. L'assassina della mia Glimmer, l'omicida della ragazza che ho amato in silenzio per così tanti anni. Non ci vedo più dalla rabbia. Tiro la lancia. La sedicenne si scansa appena in tempo, e la punta della mia arma si conficca nello stomaco della ragazzina dell'11, Rue. Non riesco neppure a rendermi conto di ciò che è appena successo che una freccia mi centra in pieno petto. Una delle frecce che quella maledetta ha rubato alla mia Glimmer. Cado a terra, agonizzante ma felice, perché finalmente mi ricongiungerò con la mia amata. Esalo un ultimo respiro e penso a lei. Ed il cannone spara un colpo.




A/N: Scusate. Scusate, scusate, scusate. Lo so che fa schifo, lo so che non ve lo filerete di striscio, ma dovevo farlo. Quando ho visto che non c'era nessuna Glarvel italiana (vi prego, ditemi che mi sono sbagliata!), ho voluto scrivere questa raccolta di drabble (che drabble non sono) usando diversi prompt per parlare di questa stupenda coppia. Infierite pure su di me coi vostri commenti, me lo merito. Giuro che le prossime volte sarò più concentrata. A presto! Baci!

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