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Twenty-Seven

Come qualsiasi pettegolezzo nel più piccolo e chiuso paese, o qualsiasi notizia di gossip o scandolo che sia, anche quella riguardante Natalie era passata di bocca in bocca e tutti, in città, parlavano di quel fatto.

Erano tutti scandalizzati: alcune persone erano andate addirittura fuori casa della ragazza, urlando 'mostro, nasconditi', 'sparisci' ...

Erano due giorni che Natalie stava chiusa in camera sua, sotto le coperte a piangere.

Caroline era molto preoccupata, ma consapevole di essere la sola a poter parlare con sua figlia, in quanto era venuta a conoscenza che aveva, forse momentaneamente, interrotto i rapporti con i suoi amici.

Il giorno stesso che la notizia si era diffusa Niall era uscito di casa -andando contro sua madre che gli urlava di tornare dentro perché aveva la febbre e non poteva andare da nessuna parte- era corso verso casa di Natalie e aveva suonato al campanello.

Caroline gli aveva aperto e, sorpresa, lo aveva salutato.

"Caroline, ti giuro che io non c'entro niente" aveva poi esclamato Niall col fiatone, pensando che la ragazza avesse detto tutto alla madre. "Non farei niente del genere a Natalie"

Caroline aveva visto la sincerità negli occhi cristallini e lucidi del ragazzo e allora aveva annuito dicendo "Ti credo, Niall"

"Oh grazie Caroline" e si era fiondato vergognosamente tra le braccia della donna, lasciando cadere una lacrima dai suoi occhi.

"Ma tu scotti!" Caroline si era subito accorta che Niall non stava poi così bene.

"Lo so, ma non mi interessa. Posso vedere Natalie? Devo spiegarle..."

"Non vuole vedere nessuno" aveva risposto tristemente "Non esce dalla sua stanza da quando è rientrata a casa"

"Ti prego..." aveva sussurrato e allora Caroline aveva ceduto e l'aveva fatto salire in camera della ragazza, consapevole però della testardaggine di sua figlia.

Niall aveva poi bussato alla porta attendendo una risposta.

"Niall, vai via" aveva urlato Natalie con la voce spezzata, avendo sentito la voce del biondo.

"Ti prego Nat, devo spiegare" ma non aveva più ricevuto risposta. Allora Niall si era rassegnato dopo un paio di tentativi e, dopo aver salutato Caroline, era uscito di casa.

"Nat, è pronta la colazione" Caroline aprì la porta della camera di Natalie e si avvicinò al letto per svegliarla... nonostante sapesse che non aveva chiuso occhio nemmeno quella notte.

La ragazza mugugnò qualcosa e guardò sua madre. "Mi abbracci?" chiese tirando su col naso.

Caroline sorrise intenerita e si sdraiò accanto a lei, allargando le braccia e stringendo il corpo di sua figlia. In quel momento le sembrò di ritornare a quando Natalie aveva otto anni e stava male: chiedeva sempre tante coccole che Caroline non le negava mai.

"Ti ho preparato qualcosa che ti piacerà mangiare" se ne uscì la donna, dopo aver lasciato un bacio sulla fronte a Natalie.

"Cosa?"

"Se indovini allora potrai mangiare" la sfidò, facendole spuntare un sorriso.

"Uhm, è sicuramente un dolce"

"Capitan ovvio" e le diede un colpetto sul naso.

"Ah ah. I pancake?" e Caroline scosse la testa. "I muffin?" chiese allora speranzosa, ma la madre scosse la testa nuovamente. Natalie allora sbuffò e ci pensò su ancora un po'. "Le crêpes?" si morse il labbro.

"Bravaaa!" Caroline batté felice le mani "Hai il diritto di mangiarle"

"Grazie, mamma!" e si abbracciarono forte, prima di scendere al piano di sotto per fare colazione insieme.

-

"Mamma"

"Dimmi"

Natalie stava appoggiata al davanzale della finestra del salotto, mentre sua madre dava una pulita al pavimento. Stava guardando fuori e i suoi occhi erano caduti su una scritta bianca su quella strada scura.

Mostro

Prese un respiro profondo e cercò di trattenere le lacrime "So che è per me che ci siamo trasferiti qui, da Liverpool, ma... se a causa mia ci costringessero a cambiare paese?"

"Tesoro, non possono farlo. Abbiamo la cittadinanza inglese, tu vai a scuola qui ed io ho un lavoro-"

"E se ti licenziassero?" chiese ancora preoccupata.

"No, Nat. Stai tranquilla, non succederà nulla di tutto ciò. Ti prometto che tutto questo inferno passerà in fretta"

Natalie annuì poco convinta e tornò in camera sua.

Da Laura (16:03) - Nat?
Da Laura (16:07) - Perché mi stai evitando?
Da Laura (16:15) - Cosa ti ho fatto?
Da Laura (16:20) - Spero tu stia bene. Se hai bisogno sai dove trovarmi. Ciao Nat, ti voglio bene x

Natalie lesse tutte le anteprime dei messaggi da parte di Laura e sorrise amaramente. Da un lato voleva risponderle perché effettivamente non le aveva fatto alcun torto. Dall'altro però non voleva sentire nessuno.

Poi lo schermo si illuminò nuovamente a causa dell'arrivo di un altro messaggio, stavolta non da parte di Laura.

Da Niall♥ (16:30) - Mi manchi.

"Idiota"

Da Niall♥ (16:31) - Più passano i giorni, più non capisco perché non mi fai spiegare. Non ti ho fatto nulla, sul serio

"Doppio giochista"

Da Niall♥ (16:34) - Ti ha inviato un messaggio vocale

Natalie ingenuamente aprì il messaggio per ascoltare l'audio, visualizzando quindi tutti i messaggi precedenti... e si maledisse. Ma comunque non ci fece molto caso, premette play e si perse ascoltando la voce di Niall.

"Nat," la sua voce sembrava spezzata "dato che non vuoi vedermi sono costretto a mandarti uno stupido messaggio vocale quando invece desidererei guardarti negli occhi." Prese una pausa e poi continuò. "Mi devi credere. Non sono stato io a scrivere quello stupido articolo. La sera prima ero andato da Maddy, come tu sai, per lavorare sull'articolo che sarebbe uscito la mattina dopo" sospirò. "Avevamo scritto riguardo il ballo studentesco, credimi, ho pure la bozza con me. È stata Maddy a scrivere tutte quelle cattiverie" ci furono pochi secondi di silenzio e poi riprese a parlare. "Mi manchi Nat, non ti avrei mai fatto un torto. Ti voglio bene"

L'audio finì lì e Natalie si morse il labbro. Sentiva il cuore pompare dentro la cassa toracica e la mente pulsare.

Era stata Maddy?

Era arrivata a fare tanto per avere Niall tutto per sé?

Non si conoscevano, non avevano mai scambiato quattro chiacchiere se non per battibeccare ed era bastato un niente per distruggerle la vita.

Le prudevano le mani, voleva prenderle a sberle e il che era strano per un tipo come Natalie. Perciò prese un bel respiro, buttò fuori tutta l'aria e passò le dita tra i capelli.

Come poteva solo uscire di casa e ritornare a scuola, sapendo che tutti erano a conoscenza del suo segreto? Come poteva, sapendo che tutti la odiavano e la guardavano schifati?

Pensò a sua madre, a tutto ciò che aveva fatto per accontentare una figlia nata sirena e a tutto ciò che avevano passato.

Poi pensò a Laura, la sua prima amica femmina. La prima a cui aveva detto il suo unico grande segreto, colei che l'aveva accettata senza farla sentire sbagliata.

Infine pensò a Niall, alle sue lettere anonime e al suo modo di avvicinarsi a lei; ai pochi litigi, alle ore che avevano passato insieme dietro agli esercizi di matematica e, non si sa per quale motivo strambo, pensò ai suoi occhi, al suo sorriso e a tutte le volte in cui l'aveva abbracciata.

E allora cercò quest'ultimo per messaggi.

A Niall♥ (17:00) - Perdonami.

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