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❀27

Soomin

Aprii gli occhi quella mattina e trovai la stanza completamente illuminata dalla luce del sole. Richiusi poi le palpebre, per poi passare le mani sul mio viso per svegliarmi in ogni modo possibile.

Mi voltai su un lato e, contro ogni mia aspettativa, trovai Jongho addormentato sulla sedia della mia camera e mi chiesi il motivo per cui la notte prima non se ne fosse tornato a casa e avesse preferito dormire in quella posizione più che scomoda.

Anzi, non ebbi nemmeno bisogno di chiedermelo dal momento che sapevo cosa lui in realtà provasse per me.

Mi alzai e stiracchiai i miei arti per poi avvicinarmi al suo corpo ancora addormentato, iniziando a scrollarlo per farlo svegliare.

«Jongho?»cercai di richiamarlo e, fortunatamente aveva il sonno leggero, perciò si risvegliò al primo colpo. Balzò sulla sedia probabilmente non aspettandosi che fossi io a svegliarlo, magari non ricordandosi nemmeno che la notte prima fosse rimasto a dormire lì, per poi guardarmi e sorridere.

«Buongiorno.»mi salutò allora allungandosi per lasciarmi un bacio su una guancia e io gli sorrisi di rimando.

«Dormito bene?»lo presi allora in giro alludendo al fatto che avesse passato la notte su una poltrona e lui mi fece una pernacchia per poi alzarsi e stirarsi la schiena che iniziò anche a scrocchiare numerose volte.

«Ti ha risposto la mia colonna vertebrale.»ribattè e io ridacchiai per poi avviarmi verso la porta della stanza. Lui mi seguì ed insieme iniziammo a camminare prima per il corridoio e poi per le scale di casa fino a quando non arrivammo in salotto dove c'erano già i miei fratelli e San svegli.

«Wow, e che è successo, si sono svegliati!»esclamò Wooyoung appena ci vide per poi ridere dato che fosse veramente presto e che solitamente nessuno si svegliava così presto in quella casa tranne Yunho.

«Ma stai zitto che dormi più di loro.»lo riprese il ragazzo che l'attimo dopo si prese una gomitata nello stomaco al quale il viola si piegò in due per poi ricambiare la botta, tirandogli una sberla dietro la nuca.

«Infatti come mai siete svegli?»chiesi allora iniziando ad incuriosirmi davvero. Wooyoung e San dormivano sempre fino a tardi ma questo perchè loro la notte facevano tardi a lavoro dato che rimanevano al ristorante dove lavoravano fino a che anche l'ultimo cliente non avesse finito di cenare.

«Yunho ci ha chiamati tutti dato che era il suo giorno libero.»mi rispose San mentre si parava da un secondo scappellotto del suo ragazzo che ancora continuava ad infastidirlo imperterrito.

«Inizialmente pensavo volesse parlarci di una tua festa a sorpresa...»borbottò poi mio fratello lasciando un tenero bacio sulla bocca del verde che era imbronciato a causa di tutte le botte che si stava prendendo.

«Avrebbe chiamato anche me, non vi pare?»chiese retoricamente Jongho e io solo in quel momento realizzai. A luglio sia io che San festeggiavamo il nostro compleanno e, dato che erano abbastanza vicini l'uno dall'altro, solitamente li festeggiavamo insieme anche se San aveva detto che quell'anno non avrebbe fatto nulla dato che lui sosteneva che noi eravamo la sua famiglia e i suoi amici e che quindi bastava la nostra presenza a renderlo felice.

«Non volevo parlarvi di una festa a sorpresa per Soo...»affermò Yunho andandosi a sedere sul divano mentre gli altri due continuavano a mangiare la loro colazione quasi come se fossero indisturbati dalla nostra presenza.

Li guardai, San stava imboccando l'altro e insieme ridacchiavano, si lasciavano dei leggeri baci sui polpastrelli e sulle labbra e nel frattempo continuavano ad ascoltare quello che Yunho stava dicendo. Sentii un senso di nostalgia a quella vista, quasi come se io avessi mai avuto qualcosa del genere con qualcuno.

Anche se guardarli mi portava inevitabilmente a pensare a lui...

«E allora di cosa?»la domanda di Wooyoung mi riportò alla realtà e a quel punto anche lui so avvicinò all'altro divano. In un attimo tutti noi eravamo seduti attorno al più grande in quella stanza in attesa che parlasse. Lui sbuffò prima di iniziare il suo discorso.

«Dopo...quella mattina, in cui è successo tutto quel casino, il ragazzo che è arrivato dopo, l'amico di Yeosang, mi ha scritto.»annunciò e io sentii il corpo diventarmi improvvisamente congelato. Mingi aveva scritto a mio fratello? E per quale assurdo motivo?

«Voleva conoscermi, sapete...mi trova carino, credo. Cioè me l'ha detto in realtà...ma non è questo il punto. Ha aperto la conversazione parlandomi di te e di Yeosang.»quando disse le ultime parole mi guardò e a sentire pronunciare quel nome sentii l'improvviso impulso di mettermi a piangere.

«Abbiamo parlato di voi all'inizio, poi beh, abbiamo iniziato a conoscerci meglio. Sto bene con lui, mi rende felice e mi fa sorridere anche quando non ne ho la minima voglia, come quando torno stanco dal lavoro e me lo trovo fuori ad aspettarmi anche solo per farmi un saluto.»a quelle parole ricordai perfettamente di come Yeosang si fosse presentato davanti casa quella notte e di come era stato bello in un certo senso parlargli al telefono, anche se a distanza di pochi metri.

«Comunque mi ha raccontato tutto, ovvero il motivo per cui ti ha fatto ciò che ha fatto.»guardai le mani di Wooyoung e di San stringersi e poi i loro sguardi cadere su di me; capii subito che loro già sapevano cosa Yunho stava per dirmi. In realtà ero curiosa di saperlo, lui non mi aveva detto niente quel giorno tranne che un "mi dispiace", perciò rimasi a sentire quello che aveva da dirmi nonostante mi facesse male

«Mi ha detto che l'ha fatto perchè non vuole che tu debba scegliere tra noi e lui, perchè non vuole metterti in una condizione del genere. Capisce il motivo per cui non lo vogliamo con te e a quanto pare lo rispetta. Secondo lui chiuderla subito è stata la meglio cosa, avreste evitato di cadere troppo l'uno nelle mani dell'altro e quindi avreste sofferto di meno.»

Quando analizzai ciò che Yunho mi aveva appena detto sentii il respiro mancarmi. Perciò non l'aveva fatto perchè voleva solo portarmi a letto, ma perchè pensava che in questo modo non avrei sofferto.

«È ovvio che noi non ti avremmo mai messo in posizione di scegliere.»aggiunse Wooyoung come a voler precisare il tutto ma io ormai ero giá isolata da tutto ciò che mi avrebbero detto.

Avevo sbagliato, non avevo capito nulla. Yeosang non era ciò che credevo, nemmeno lontanamente. Lui era quello che avevo avuto l'occasione di conoscere ed avere tra le mie mani fino a quel maledetto giorno, quello che è venuto dopo era soltanto una maschera.

E io lo avevo lasciato andare via.

«...è solo che non ci saremmo mai aspettati che...»mi ero persa ogni parola di mio fratello e ora che avevo ripreso l'attenzione alzai subito gli occhi su ognuno di loro.

«Io lo amo.»ammisi a bassa voce, quasi nemmeno fu udibile alle mie orecchie, figurarsi se loro erano riusciti a sentirmi.

«Che?»disse San allungando la testa verso di me come se facendolo sarebbe stato in grado di sentirmi se avessi ripetuto quelle parole una seconda volta e sempre con quel tono.

«Io lo amo. Sono innamorata di Yeosang.»ripetei e a quel punto ci fu un silenzio totale in quel salotto. Nessuno di noi cinque parlò infatti fino a quando non fui io a rompere di nuovo quel silenzio.

«E l'ho lasciato andare per una sua insicurezza. Sono certa che tutto quello che ha fatto è basato semplicemente su una sua insicurezza perchè lo conosco, lui è così. Nonostante sembri così menefreghista con tutti alla fine è una delle persone più buone del mondo, che si fa in quattro per le persone a cui tiene e che sotto sotto ha un cuore davvero grande.»continuai a parlare non sapendo nemmeno cosa stavo dicendo. Semplicemente dissi le prime cose che mi vennero in mente e notai come il sorriso dei piccioncini si allargò nel sentire quelle parole.

«Io sono innamorata di lui e ora che ho la conferma riguardo che tipo di persona è non me lo farò scappare ancora.»annunciai per poi alzarmi in piedi e iniziare a camminare verso l'uscita di casa ma venni fermata dai quattro che mi guardavano sorpresi da tutto quel mio coraggio.

«Dove stai andando?»mi chiese Wooyoung con un sorriso ebete sul viso e nel vederlo non potei fare a meno di sorridere anche io.

«Da lui, devo vederlo.»spiegai e, quando feci per aprire la porta di casa, la mano di Yunho si posò sul pomello della porta per fermarmi. Allora mi voltai verso di lui che semplicemente si avvicinò a me e mi diede un bacio sulla testa.

«Buona fortuna.»mi disse tra i capelli e io poi mi girai verso il mio migliore amico che fino a quel momento non aveva detto nemmeno una parola. Non stava sorridendo ma il solo fatto che mi stava guardando mi faceva sentire leggermente più tranquilla.

«Ti accompagno da lui in macchina, farai prima.»affermò e io semplicemente mi allungai per prendergli il polso e lo tirai con me fuori dalla mia abitazione. Presi il telefono mentre entravo in macchina soltanto per mandare un messaggio a qualcuno e sperai che tutto sarebbe andato per i miei piani.

In un attimo fummo in macchina e dovetti ammettere che non mi era mai capitato di essere accanto ad un Jongho che guidava ad una velocità così alta. Quando poi ci fermammo davanti l'edificio presi un sospiro e lo fissai per poi voltarmi dal lato del guidatore.

«Non ti aspetto, non credo che tornerai a casa oggi.»mi prese in girò lui con un leggero sorriso e io lo ricambiai sapendo bene quanto gli potesse essere difficile fare tutto questo per me.

«Grazie di tutto, davvero. Sei il mio migliore amico.»gli dissi e lui mi sorrise. Io semplicemente feci un respiro profondo prima di prendere coraggio ed uscire dalla macchina.

Volevo informarvi che ho appena pubblicato una nuova storia! È sulla Seongjoong e si chiama "Wonderland [K.H. X P.S.]" ma se siete interessati potete trovarla benissimo sul mio profilo!

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