❀18
Yeosang
Subito dopo che Soomin lasciò il mio appartamento mi voltai e sospirai. Guardai in basso e notai subito la mia erezione che pulsava nei pantaloni. Avevo un piccolo problema ora e cercai di non pensare ancora una volta alle sue labbra sulle mie come stavano pochi secondi prima.
Era bellissima, mi piaceva da matti ormai. Se prima mi interessava soltanto ora volevo stare sempre con lei e quando c'era mi sentivo davvero bene. Non volevo parlare di amore perchè non ero ancora pronto, ma comunque sapevo una cosa: la volevo mia, volevo averla tutta per me ad ogni costo.
Mi sedetti sul divano ma pochi minuti dopo sentii il bussare della mia porta. Sospirai infastidito, dal momento che volevo risolvere il mio problemino, ma mi alzai andando all'entrata. Appena aprii mi trovai davanti Mingi il quale si stava accendendo una sigaretta.
«Hai staccato presto.»affermai mentre lo lasciavo entrare nell'appartamento e lui semplicemente scrollò le spalle e si andò a mettere dove ero io pochi attimi prima, aspirando poi dalla sua sigaretta.
«Mi sono esibito tra i primi. Lo sai che la domenica non sopporto stare lì dentro.»borbottò e io annuii mentre mi prendevo una birra dal frigorifero.
«Hongjoong e Seonghwa?»chiesi allora notando l'assenza degli altri due, mi sembrava strano che fossero rimasti ancora al locale.
«Stasera dormono da Seonghwa. Vuole fargli conoscere i suoi genitori.»annunciò e io spalancai gli occhi e staccai la bocca dal buco della bottiglia sorpreso.
«È una cosa seria, perciò. Non avevo mai visto Hongjoong così preso da qualcuno.»commentai semplicemente per poi andarmi a sedere accanto a lui.
«Già, sembra si piacciano sul serio.»aggiunse e io semplicemente annuii prendendo poi un altro sorso di birra.
«Dov'è Soomin?»mi chiese poi. Sapeva che quella sera avevo sfrattato Hongjoong di casa per stare solo con lei ma a quanto pare non era nemmeno servito.
«È tornata a casa, ha una sorta di coprifuoco a quanto ho capito.»risposi senza andare nel dettaglio e dirgli che in realtà i fratelli la volevano a casa ad una certa ora la domenica.
«Quindi è una cosa seria anche tra voi due?»mi chiese con un ghigno e dandomi un pugnetto sulla spalla per scherzare e io involontariamente sorrisi.
«Non lo so, è che non mi sono mai sentito come con lei. Mi fa stare bene, mi piace tanto.»confessai e lui mi scompigliò i capelli sapendo perfettamente quanto mi dava fastidio quel gesto.
Accesi il telefono e iniziai a scorrere nella galleria e mi accorsi di non avere nemmeno una foto con lei. Scorrendo ancora trovai anche una foto con Mingi, perciò gliela mostrai.
«Posso postarla?»gli chiesi e lui semplicemente annuì con un'alzata di spalle, perciò non persi tempo a metterla su instagram.
«Hongjoong aveva ragione allora, prima o poi sarebbe arrivato qualcuno anche per te.»mi fece notare poi lui ritornando al discorso di prima e io annuii ricordando bene le parole che mi aveva rivolto il mio migliore amico quel giorno. Mi sembrava così lontano eppure non era passato cosí tanto tempo.
In quel momento iniziai a ripensare a tutto ciò che era successo in quei mesi e un ricordo limpido mi ritornò in mente, anche se avrei preferito che non lo facesse.
«Mi serve un consiglio.»iniziai a parlare allora voltandomi con tutto il corpo verso il blu e lui alzò le sopracciglia stranito. Solitamente non chiedevo mai un favore a Mingi, era Seonghwa quello saggio del gruppo anche se ultimamente anche Hongjoong lo era.
«Spara.»mi spronò prima di buttare la cicca in un bicchierino che si era portato dietro e che teneva in tasca per l'evenienza.
«Un po' di tempo fa è venuta una donna al locale e mi ha fatto una proposta.»iniziai a dire ricordandomi quasi perfettamente come le cose fossero andate quel giorno.
«Mi ha chiesto di unirsi al suo...non so nemmeno come chiamarlo. In pratica è un gruppo di ragazzi e ragazzi che si fanno vedere nudi e che accettano di partecipare a film, video musicali e set fotografici di nudo.»finii di dire e lui spalancò gli occhi e corrucciò la fronte probabilmente sorpreso dalle mie parole.
«E tu cosa le hai detto?»mi chiese curioso e io alzai le spalle ricordandomi che in realtà non avevo risposto e che lei mi aveva lasciato un bigliettino da visita.
«Nulla, che le avrei fatto sapere. Il fatto è che i soldi extra non mi fanno schifo e alla fine non sarebbe nulla che non faccio già. In molti mi hanno visto nudo, non ho problemi a farmi vedere.»dissi e lui annuì d'accordo ma era ovvio che anche Mingi aveva capito dove fosse il problema.
«Ma non penso che a Soomin faccia piacere, anche quella donna ha fatto un commento sulle relazioni e...beh, non importa. Ma non so cosa fare, alla fine nemmeno mi servirebbe...»gli spiegai la situazione e continuò ad annuire tutto il tempo.
«Ma non sarebbe male, ho capito.»rispose e questa volta fu il mio turno a fare di sì con la testa.
«Io lo farei, lo sai come sono fatto, i soldi sono soldi. Ma nella tua situazione...»capii subito che stava facendo un ragionamento in testa sua dal momento che lo vidi guardare verso l'alto, suo atteggiamento tipico.
«Ti piace Soomin?»mi chiese di botto e io lo guardai semplicemente e annuii. Non mi era mai capitato che qualcuno mi chiedesse se mi piacesse una persona e il fatto che fossi sicuro della risposta mi fece sentire...felice.
«Ne sei innamorato?»e a quel punto rimasi fermo e in silenzio. Non potevo parlare di amore, non sapevo nemmeno cosa fosse, nemmeno i miei genitori mi avevano mai dato affetto, come potevo saperlo?
«Non lo so, Mingi. Non so nemmeno cosa sia.»risposi sincero e lui semplicemente mi mise una mano sulla spalla.
«Secondo me sei nella merda, amico. Se te ne innamorassi dovresti iniziare a pensare quali siano le tue priorità. Non credo che le faccia piacere.»commentò e io annuii consapevole. Si alzò poi dal divano e si indirizzò verso la porta mentre io lo guardavo semplicemente.
«Dove vai?»gli chiesi allora confuso, non aveva nulla da fare, perchè se ne stava andando?
«Ti lascio ragionare su quello che vuoi davvero. Credo che tu abbia bisogno di un po' di tempo per te stesso, non pensi?»mi disse e io annuii soltanto mentre lo sentivo uscire.
Sospirai e poggiai la testa sullo schienale del divano chiudendo gli occhi. Innamorato? Forse era ancora troppo presto ma andando avanti avrei potuto rischiare di innamorarmi davvero di lei. E lo volevo davvero? Non avevo mai voluto innamorarmi, non credevo che potesse essere così. Eppure, stavo rischiando davvero e il fatto era che mi piaceva pure quello che sentivo nei suoi confronti.
L'attimo dopo sentii il telefono vibrare sul bracciolo e non persi un attimo a leggere i messaggi. Era Soomin. Sorrisi nel vedere la sua notifica ma quando lessi i messaggi mi preoccupai.
Appena chiusi la conversazione mi preparai psicologicamente a rivederla per la seconda volta in un giorno e alla consapevolezza che quella sera avrebbe dormito con me. Non sapevo cosa aspettarmi. Avrebbe pianto per i suoi fratelli tutta la notte? Oppure avrebbe voluto sfogarsi con me e urlare e basta? In tutti i casi avrei provato in tutti i modo di farla rilassare e calmare, sperando di riuscirci.
Mi alzai quando sentii il suono del campanello e corsi alla porta. Appena la aprii ebbi solo qualche secondo per guardarla e notai subito il poco mascara che aveva colato sulle guance e l'espressione ancora sconvolta dal pianto.
Con uno scatto si buttò tra le mie braccia e io semplicemente le cinsi la vita mentre lei si stringeva al mio collo e alla mia schiena. Mi singhiozzò nell'incavo della spalla e io le accarezzai i capelli gentilmente.
«Che è successo, piccola?»le chiesi a bassa voce e chiudendo la porta per poi farla spostare leggermente dall'entrata dell'appartamento. Lei semplicemente scosse la testa e io decisi di provare a fare una mossa azzardata.
Mi abbassai di poco e le misi le mani sotto le cosce tirandola su. Fece un verso di sorpresa ma poi non disse nulla mentre la portavo in camera mia.Mi sedetti sul materasso con ancora lei in braccio, aveva le gambe attorno al mio bacino e rimanemmo in quella posizione per almeno un paio di minuti prima che lei si scostasse di poco.
«Posso rimanere così?»mi chiese guardandomi in viso e facendo un singhiozzo. Annuii semplicemente e le misi una mano sul viso, carezzandole la guancia e togliendole le lacrime che erano rimaste dato che aveva appena smesso di piangere.
«Ho litigato coi miei fratelli.»annunciò guardandomi negli occhi e io rimasi in silenzio cercando di ascoltarla.
«Mi hanno visto il succhiotto sul collo. Gli ho raccontato tutto, di te, di come ti ho conosciuto e di quello che sta succedendo con te. E ovviamente hanno dato di matto, sono sempre stata la sorellina da proteggere, senza i nostri genitori si sono sempre sentiti in dovere di difendermi da tutto ma non capiscono che sono abbastanza grande da compiere le mie scelte.»mi disse senza singhiozzare nemmeno una volta e io l'ascoltai dalla prima all'ultima parola. Le lasciai un bacio sul naso per farla stare meglio e lei accennò un leggero sorriso.
«È normale. Alla fine non sono proprio il miglior partito...»cercai di rassicurarla ma lei storse il naso infastidita.
«Io mi fido di te.»mi rispose mettendomi le mani sulle guance e io le sorrisi prima di unire le nostre labbra in un dolce bacio.
Ecco, sappiate che il capitolo non è finito qua e che nel prossimo ci sarà una svolta hehet
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