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𝟙𝟜. Reggere la candela

La gara è terminata da qualche ora ormai, ma l'intero paddock è ancora in attività, tra interviste, foto e complimenti dei vari piloti e il lavoro dei rispettivi team.

Il cellulare di Iris squilla proprio nel momento in cui lei mette a posto la sua attrezzatura e si prepara a tornare in hotel.

"Ciao Iris!" Esclama Diego dall'altro capo del telefono.

"Salve, come va? Sei con Selena?"

"Sì, stiamo aspettando Alma e Marcela per andare a fare un giro."

"Che bello, sono contenta che uscite tutti insieme..."

"Già. Senti, quando tornerete tu e Carlos qui a Madrid la prossima volta?"

"Dammi un secondo." Iris mette il telefono incastrato tra la spalla e l'orecchio mentre con le mani cerca la sua agenda nella borsa.

Una volta trovata, sfoglia le pagine giorno per giorno, arricciando il naso. Pagine piene di appunti di consegne di photoshoot, orari di briefing e di partenze e arrivi dei vari voli. C'è anche qualche scarabocchio negli angoli dei fogli di tanto in tanto.

"Penso che torneremo dopo il Giappone, perché poi andiamo in Messico e in America subito dopo quindi non credo ci sposteremo quel weekend. Decido con Carlos e ve lo faccio sapere."

"Grazie mille Iris!" Risponde Diego, mentre Selena gli fa da eco.

"Di nulla. Dovete organizzare qualcosa?"

"Solite riunioni di amici, giusto per regolarci. Carlos è con te?"

"Adesso no, stavano vedendo delle questioni di motore e mappature con gli ingegneri, cose strettamente private e segrete."

"Peccato, salutalo tu da parte nostra. Stammi bene e a presto!"

"Ciao ragazzi." La fotografa chiude la chiamata con un sorriso stampato sul volto. Sentirli la mette sempre di buon umore.

Passano diversi minuti prima che i piloti tornino dalla riunione veloce con i loro ingegneri. Iris mette la borsa e le attrezzature sulle spalle e li segue. La gara non è stata un granché, ma il team è comunque riuscito a portare a casa punti ed esperienze utili. 

"Non ti ho ancora chiesto com'è andata ieri sera." Lando si affianca alla ragazza, mentre Carlos è qualche passo più avanti. La spagnola controlla fugacemente dove sia l'amico prima di rispondere al ragazzo.

"Tutto bene. Mi sono divertita, è un bravo ragazzo."

"E...?" L'inglese cerca di tirare fuori altre parole dalla ragazza, senza risultati. Iris alza gli occhi al cielo, ma Lando non demorde.

"Nient'altro? Solo questo?"

"Sì. Cosa ti aspettavi precisamente?"

"Boh, non so. Qualcosa di più... Accattivante, intrigante, romantico."

"Non c'è nient'altro oltre l'amicizia. Ci siamo conosciuti solo qualche giorno fa. E poi non ho intenzione di complicarmi l'esistenza adesso, quindi trai le tue conclusioni." La spagnola scuote la testa, l'altro mette il broncio.

"Peccato. Siete carini insieme. Oh beh, se son rose fioriranno." Lui fa spallucce, mentre la ragazza sospira rassegnata. Carlos, che nel frattempo ha sentito ogni singola parola, trattiene le risate.

Il team inglese decide di dirigersi direttamente verso il Giappone, nella città di Suzuka, per non affrontare tutti i disagi del jet lag e adattarsi al meglio in vista della prossima gara.

Sull'aereo privato, Lando ripassa tutti gli impegni della settimana insieme alla spagnola e al suo compagno di squadra.

"Quando dobbiamo farle le foto il giovedì?"

Iris, con la sua agenda alla mano, fa guizzare gli occhi da un appunto a un altro.

"Subito dopo l'intervista ai piloti, dato che Carlos sarà uno dei partecipanti. Dovresti prenderti anche tu un'agenda, Milkboy." 

"Lo so, ma non ne ho voglia. Carlos, per colpa tua devo aspettarti per fare le foto."

"Hey ragazzino, non predertela con me, non ho fatto niente." Carlos si atteggia, facendogli poi la linguaccia, prontamente ricambiata dall'inglese.

Alla fine di un'estenuante volo che fa atterrare i ragazzi a Suzuka, i tre scherzano sulla battuta detta poco fa da Lando prima di riprendere le valigie.

Iris nota subito una valigia già vista, vicino all'uscita dell'aeroporto. Si tratta di una valigia personalizzata, color azzurro pastello e le iniziali "RP" fatte di strass attaccate sul fianco della valigia. Solo lei riconosce la proprietaria di quella valigia, che resta ferma con il cappuccio tirato su e la testa bassa.

La fotografa non fa un fiato, non osa dire niente ai due piloti. Finché non le arrivano vicino.

"Scusi, può aiutarmi a portare la valigia?" Dice subito non appena lo spagnolo le passa vicino.

Carlos si ferma subito, poi la guarda confuso. La ragazza si tira giù il cappuccio, gli salta addosso abbracciandolo. 

"Rosalía, che ci fai qui?" Il pilota è sorpreso, Lando spalanca la bocca, nel tentativo di pronunciare qualcosa di sensato. 

Il ragazzino gira subito lo sguardo a Iris, che sembra abbia appena visto un fantasma.

"Ciao ragazzi!" esclama subito la portoghese staccandosi dallo spagnolo. "Vi ho fatto una sorpresa!"

"Ce ne siamo accorti." Risponde soltanto Lando. 

"Come sapevi che ero qui?" Domanda ancora confuso Carlos. Rosalía sventola la mano, con la faccia noncurante.

"Non importa adesso, vogliamo andare in hotel?"

"Sì, certo. Andiamo." Risponde subito Carlos, seguito dagli altri due mentre Rosalía lo tiene sottobraccio.

Arrivati in hotel il pilota spagnolo provvede subito a prenotare una stanza singola solo per l'ospite inaspettata, Iris continua a non proferire parola, nonostante Lando domanda, parlotta e sbuffa, cercando spesso una risposta da parte dell'altra.

Entrati ognuno nelle proprie camere, l'inglese si butta subito a capofitto nella stanza della fotografa, senza neanche bussare. Iris lo squadra, piuttosto sopresa di ritrovarselo davanti all'improvviso e con la faccia imbronciata.

"Iris. Non puoi abbandonarmi così."

"Che cosa-"

"Se mi ignori e non parli con me quando siamo tutti e quattro insieme, è la fine. Ti prego, aiutami anche tu."

"Scusa Lando. Non ce l'ho fatta a fingere di nuovo tutto da capo, visto che anche stavolta ero stata tenuta allo scuro di tutto."

"Ma guarda che io non lo sapevo sul serio." Il più piccolo chiude la porta, consapevole che Carlos e Rosalía sono nella stanza di fronte.

"Dici davvero? Non era tutta una messa in scena?"

"No, assolutamente. E credo nemmeno Carlos lo sapesse."

"Sì, ma come faceva a sapere che saremmo stati lì allora, se nessuno di noi tre gli ha detto questa cosa?" Iris domanda subito, con un sopracciglio alzato.

"Non lo so, al momento non mi importa. Però la prossima volta, ti prego, non lasciarmi così, allo sbando. Ti prego, sopportiamo questo insieme."

Il tono di supplica di Lando fa sorridere leggermente la fotografa. Lei lo abbraccia, non riesce a trattenere una risatina.

"Scusami, sul serio. La prossima volta ti aiuterò a reggere la candela."

Lando tira un sospiro di sollievo e poco dopo si congeda.

La ragazza, sola in camera dopo la cena a buffet, sistema la valigia e la stanza, prima di andare a letto. Mentre si lava i denti, sente il cellulare squillare. Si sbriga a finire e corre sul letto, dove c'è il telefono, ci si butta sopra e risponde.

"Pronto?"

"Buonasera hermosa, come te la passi?"

"Ciao Daniel. Tutto bene, tu come stai?"

"Benone. Senti, siete già arrivati in Giappone?"

"Sì, siamo qui a Suzuka già. Voi con il vostro team?"

"Dovremmo arrivare domani in giornata. Se non sei troppo stanca possiamo vederci."

"Certo, perché no. Facciamo una passeggiata."

"Bene! E ora so che è meglio che ti lascio riposare, il jet lag è pazzesco. Buonanotte!"

"Buonanotte Daniel."

Iris chiude la telefonata, poi esce dalla stanza per andare da Lando e Carlos e augurare la buonanotte.

Non appena varca la soglia della stanza doppia, trova solo Lando, che ascolta musica steso sul letto con le cuffie. La ragazza lo saluta, poi va verso l'uscita senza chiedere nient'altro.

"Carlos è con Rosalía nella sua stanza. Non so cosa stanno facendo e non lo voglio neanche sapere. Giudica tu se andare a salutarlo di persona."

Lando sbuffa, mantenendo un'espressione piuttosto provata. Iris annuisce e lo lascia solo. Passa davanti la stanza di Rosalía e bussa, convinta. Non risponde nessuno e quando la spagnola fa per andarsene, ecco che la portoghese apre di scatto la porta.

"Iris, ciao! Scusa se non ho aperto subito, avevo un po' di paura. Poi ho realizzato che su questo piano di albergo ci siamo solo noi. Cosa devi dirmi?"

"Volevo solo dire buonanotte. A te e Carlos. Ci vediamo domani."

La fotografa fa per aprire la porta della sua camera, con un mezzo sorriso sul volto, quasi soddisfatto. Aspetta solo che la portoghese le risponda come sta pensando lei.

"Carlos è con Lando, comunque, buonanotte anche a te."

Iris la guarda chiudere piano la porta, poi bisbiglia tra se e se.

"Bugiarda. È solo l'inizio."

La serata seguente, Carlos e Lando optano per il riposo totale, mentre la portoghese dice di dover chiamare una sua compagna di corso dell'università, per un esame importante da dare nelle prossime settimane.

I due piloti ridono su un meme inviato poco prima dall'inglese e in quel momento sentono bussare alla porta.

Carlos va subito alla porta, credendo di trovarsi davanti Iris o Rosalía, ma non è così.

Bensì, si ritrova davanti Daniel Ricciardo. Che sembra anche più stupito di lui del fatto di aver bussato alla sua porta.

"Hem. Ciao. Scusa penso di aver sbagliato..." inizia a borbottare l'australiano, mentre Carlos lo squadra.

"Daniel! Scusami, ti ho dato il numero di camera sbagliata, sono qui!"

Iris esce dalla sua camera in un secondo, dirigendosi verso i due piloti.

"Beh andiamo. Ci vediamo domani mattina per il servizio con la McLaren, buonanotte ragazzi."

"Daniel, scusa, mi sono dimenticato di vedere degli orari con Iris, puoi aspettare un secondo?" Carlos interviene subito, Daniel si allontana lasciando da soli gli amici.

"Perchè non mi hai detto nulla?"

"Perchè dovrei dirtelo? Non posso avere una vita privata?"

"No non dico questo-"

"Carlos. Io non pretendo che tu mi dica tutto di te o quello che fai con Rosalía. Ma almeno non ti dico nessuna menzogna, a differenza tua e sua. Quindi, non sei nella posizione di pretendere nulla da me. Ciao."

La spagnola gira le spalle e raggiunge il pilota Renault, poi entrambi si dirigono insieme verso le scale che portano alla hall.

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