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𝟙𝟚. Frog splash

La spagnola poteva tirare un sospiro di sollievo.

La settimana era finalmente giunta al termine, con una gara a dir poco caotica e confusionaria. Dopo tanto, si poteva osservare Sebastian Vettel sul gradino più alto del podio, con il suo sorriso abbagliante sul volto.

"Bravo Lando, hai portato qualche punticino a casa!" Iris ridacchia, scompigliando in un gesto tenero i capelli al ragazzino.

"Grazie mille, Iris." Sorride e si cambia il cappello, ancora tutto sudato dalla corsa.

I due non vedono né Carlos né Rosalia, ma non se ne curano troppo. In fondo questi giorni si è presentata spesso quest'occasione.

Interviste finite, il paddock si svuota pian piano, rimangono solo i team e i piloti, stremati dal fuso orario e dal weekend.

"Sai, mi sono informato meglio su questa Rosalía." Parlotta Norris camminando insieme a Iris verso il motorhome e prendere le ultime cose.

"Bene. Qualcosa di interessante? Vuoi portarla via da Carlos e averla tutta per te?" Ride lei, ricevendo una spallata dal ragazzino.

"Non è il mio tipo di ragazza. Comunque, sembra che non è la prima volta che si fidanzi o si senta con persone di un certo rango ecco."

La spagnola si blocca, aspettando che Lando faccia lo stesso. Assume un'espressione seria.

"Spiegati meglio." Sentenzia fredda Iris.

"Due anni fa si è frequentata per un certo periodo con Tito Rabat, il pilota di MotoGP. E mi sembra che nel periodo precedente a Carlos si sia frequentata con un altro ragazzo che abbia a che fare con il rally, ma ora non ricordo bene."

"Che intendi con questo, Lando? Lei sta avvicinando Carlos solo per convenienza?"

L'inglese allarga le braccia in segno di resa, accompagnando il gesto con un'espressione indecifrabile.

"Non lo so. Forse sì, forse no. Non ho informazioni precise, solo pettegolezzi. Magari sto, stiamo, solo fraintendendo."

Iris annuisce, sospira. Non potevano direttamente pensare male di lei, non basandosi soltanto su chiacchiere magari anche false.

"Va bene. Hai ragione. Ma ora dove sono?"

Lando scuote la testa. Poi si guarda intorno.

"Li ho visti entrare insieme nel suo motorhome, ma non so se sono ancora lì e se sono insieme. Dai, vieni nel mio motorhome, appena ho fatto una doccia e mi sono cambiato torniamo insieme all'hotel."

"Ricevuto. Ti seguo."

La ragazza rimette a posto la macchinetta nella borsa, poi annota sulla piccola agenda personale tutto ciò che deve pubblicare, scannerizzare e programmare per la prossima settimana.

Sbuffa, sudata fino al midollo per l'umidità che esce dal bagno dove Lando sta facendo la doccia. Il rumore dell'acqua calda che esce dalla doccia si mischia a quello di un rumore secco sulla porta in ferro.

Iris si alza e mentre raggiunge con calma la porta, bussano di nuovo. Impaziente, eh?

Quando apre, Daniel Ricciardo è lì, genuinamente sorpreso.

"Ciao." Sorride Iris.

"Mica sto interrompendo qualcosa?" Ridacchia imbarazzato il pilota australiano.

"No, è che dobbiamo tornare insieme in hotel e voleva fare la doccia nel motorhome. Carlos non so dove sia e quindi sto aspettando sua maestà che finisce di lavarsi."

La ragazza indica la porta del bagno dal quale si sente uscire ancora l'acqua. Daniel sorride, fa qualche passo indietro per tornare sui suoi passi.

"Allora torno più tardi, almeno non do fastidio."

"Ma quale fastidio, figurati. Entra, mi fai compagnia mentre Lando finisce e poi vi lascio parlare."

Daniel non se lo fa ripetere due volte e salta praticamente nel motorhome, guardandosi intorno.

"È diverso il tuo motorhome?" Iris domanda, vedendo l'australiano parecchio curioso dell'ambiente.

"Nah, vedevo soltanto com'era fatto. Ogni scuderia ha un motorhome diverso dall'altro."

Iris si siede su un lato del letto singolo disponibile per i sonnellini, spostando l'agenda e tutto il resto per fare spazio a Daniel, che però rimane in piedi.

"Quando avete il volo di ritorno?"

La spagnola consulta velocemente la tabella di marcia e risponde.

"Abbastanza subito, il team vuole arrivare il più presto possibile in Russia."

"Ah... Peccato." Il pilota Renault si mette le mani in tasca, facendo spallucce con un mezzo sorriso sul volto.

"Perchè scusa?" Domanda curiosa lei.

"Volevo invitarti a passare un po' di tempo con me, magari per quella cena che ti avevo detto, ma dovremo rimandare in Russia..."

Iris lo osserva, si sente fortemente in imbarazzo. Non riesce a trattenere un sorriso e distoglie lo sguardo che non riesce più a reggere.

In quel momento Norris fa capolino, vestito ma ancora con i capelli bagnati, che sta prontamente tamponando con un asciugamano.

"Hey Daniel. Di che parlavate di bello?"

Daniel fa per parlare, ma Iris si alza di scatto in piedi, prendendo tutte le sue cose e mettendo su un sorriso finto.

"Niente in particolare. Daniel era venuto per parlare con te, vi lascio soli. Inizio ad andare a prendere qualcosa da mangiare all'hospitality. A dopo ragazzi!"

I due ragazzi salutano la fotografa, mentre vola verso l'uscita per tirarsi fuori dalla situazione scomoda.

Ancora non riesce a togliersi dalla testa il sorriso e lo sguardo ambiguo dell'australiano.

Iris passa in quel momento davanti al motorhome di Carlos, si ferma un secondo, indugia nel bussare.

Vorrebbe sapere se è lì dentro, da solo, con lei, o forse è già tornato in hotel. Si avvicina, cerca di captare qualcosa, non sente niente. Forse è troppo presa dal sentire il dibattito dei suoi pensieri nella testa per poter captare davvero qualche rumore, qualche parola.

Con uno scatto, gira i tacchi e se ne va.

La mattina seguente tutti si trovano in aeroporto, volo diretto verso la Russia. Rosalía sta salutando Carlos, lei si dirige dalla parte opposta del globo, verso il Portogallo, casa sua.

Iris e Lando li osservano da lontano quando lei gli lascia una piccola scatola in mano, poi lo bacia velocemente sulla guancia e si allontana con il trolley alla mano.

La spagnola abbassa la testa, pensierosa. Chissà quale regalo gli avrà rifilato senza i suoi consigli.

L'aereo è appena decollato, Lando è andato subito nel mondo dei sogni, come al solito. La fotografa, seduta di fronte a Carlos, lo osserva aprire la scatola data da Rosalía. Sorride, puramente contento.

"Posso sapere cos'è?" Non riesce a trattenere la curiosità Iris.

Lui annuisce, le fa vedere il contenuto. Una collanina, con tre ciondoli piccoli e colorati: un 55, un peperoncino e una bandiera della Spagna.

Iris rimane a bocca aperta, deve ammettere che è un bel pensiero. Forse non è come aveva pensato, forse ci tiene davvero a Carlos e in fondo non è così poco accomodante come le era sembrata.

Carlos si mette subito la collana, sotto il sorriso leggermente malinconico dell'amica. Quando erano piccoli era lei che gli riportava i regalini al termine di ogni viaggio, le viene in mente.

"È andata proprio malissimo con Rosalía come coinquilina?" Sentenzia Carlos dopo svariati minuti di silenzio. Non guarda comunque l'amica negli occhi.

"Devo dirti la verità, non benissimo ma non peggio di come mi aspettavo. Forse hai ragione. Forse ho avuto davvero dei pregiudizi su di lei, mi sbagliavo. O magari devo solo conoscerla ancora, non so."

Quando alza gli occhi, può vedere il pilota sorridere alle sue parole.

"Speriamo cambi idea allora, considerato come è stato il primissimo approccio hai già fatto passi avanti. Comunque, io sarei contento che lei ti piacesse come persona."

"Mi stai chiedendo la benedizione in pratica?" Ridacchia per sdrammatizzare lei.

"No. Però sei sempre stata, e lo sei tutt'ora, la mia migliore amica. Mi farebbe piacere che lei ti piacesse e voi due riusciste a trovarvi meglio insieme, chissà magari diventando amiche."

"Hey hey. Adesso non correre troppo. Un passo dopo l'altro."

Lui ride, annuisce e guarda fuori dal finestrino.

Non appena entra nella sua nuova camera d'albergo, Iris si butta di schiena sul letto matrimoniale morbido, solo per lei. Inspira forte, sollevata, godendosi il retrogusto di vaniglia che inonda la camera.

Il momento di relax non dura molto, visto che la porta si apre e fa capolino dalla porta il ragazzino inglese.

"Potrei farti una frog splash micidiale in questo preciso istante." Dice serio Lando.

Iris alza leggermente la testa, incontrando lo sguardo del pilota, che è ancora sulla soglia della porta.

"Frog cosa?"

"Si vede che non hai mai visto la wrestling. Comunque, andiamo al sodo."

Lei sbuffa, si siede e chiude gli occhi, nel mentre incita a iniziare il discorso e chiudere la discussione il più presto possibile.

"Cosa stai combinando con Daniel?"

Iris apre gli occhi, lo fissa, in silenzio. Non capisce.

"Che?" Domanda confusa con un tono quasi stridulo.

"Andiamo, Daniel ci ha palesemente provato con te quelle poche volte che ti ha visto. E anche su Instagram lascia sempre cuoricini colorati e complimenti come una mitragliatrice. Non dirmi che non te ne sei accorta."

La ragazza rimane con la bocca semiaperta, scuote leggermente la testa e non risponde. Lando si porta la mano in faccia, con fare disperato.

"Certo che te ne sei accorta, ma non vuoi ammetterlo."

"Ma come ti viene in mente una cosa del genere? Andiamo, non credo ci stava provando con me. Lui è sempre stato così simpatico e aperto con tutti. Lo vedo sempre alle interviste, con me si è comportato normale."

Lando sospira, si alza, torna verso la porta e la fissa, serio.

"Certo, infatti ha sempre offerto la cena a tutte le giornaliste che lo intervistavano e anche alle altre fotografe delle altre scuderie, sempre. Certo, certo."

Iris si alza e gli va incontro, con l'espressione esausta.

"Ok. Hai ragione. Se la vedi così ci sta provando, ma non mi interessa. Non voglio impegnarmi ora, in ambito sentimentale. Non voglio rischiare di destabilizzarmi ancora. Non adesso almeno. Ho bisogno di tempo, ho bisogno della testa libera completamente. Capisci?"

L'inglese annuisce, quasi triste della risposta. Poi mette su un mezzo sorriso.

"Però vai a cena comunque con Daniel questo weekend. È di ottima compagnia e magari potete essere amici. Lui vuole davvero conoscerti meglio, sinceramente."

"Ci penserò." Taglia corto lei, poi rimane sola in stanza, aspettando che l'altro torni in camera per rilassarsi leggermente.

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